Altay: civilizzazione fantasy e deck building

Quando lo abbiamo visto intavolato a Play, abbiamo subito chiesto a Noemi di cosa si trattasse.
E siamo subito stati catturati dall’ambientazione: la colonizzazione vista dai colonizzati. Dopo essere stati a Catan, adesso la prospettiva si presentava diversa.
Ad essere onesti, come spesso avviene di primo acchito, anche la componentistica e il nome dell’autore hanno avuto il loro peso.
Già, perché Altay: L’Alba della Civilizzazione, il gioco edito da MS Edizioni che andremo a vedere, è un’opera di Ole Steiness e Paolo Mori.
Eccoci quindi all’interno della scatola.

10 minuti
Per chi va di fretta
  • Un gioco di civilizzazione, dove i giocatori sono “i civilizzati”
  • Un buon mix di deck-building e controllo aree
  • Buona la realizzazione
  • Lore poco spessa

La sintesi di Altay potrebbe essere un gioco di civilizzazione con una meccanica di deck-building. saremmo però troppo sbrigativi. E quando si è sbrigativi si rischia sempre di dare un’immagine diversa da quella che è la realtà delle cose.
E sarebbe un problema.
Perché, quello che almeno noi riteniamo, la nostra soddisfazione dipende dalle aspettative che abbiamo. Fate attenzione: non intrinsecamente dal livello, ma bensì proprio da quello che crediamo di ottenere.
Se vuoi una pizza e ti servono il caviale, comunque non sarai pienamente soddisfatto.
E dopo questa massima, spendibile anche nel quotidiano ma comunque almeno da ricordare fino alle conclusioni, vediamo cosa ci propone Altay.

Altay: L’Alba della Civilizzazione

Icona

Autori

Paolo Mori
Ole Steiness

Icona

Editore

MS Edizioni

Icona

Giocatori

2-4

Icona

Età 

10+

Icona

Durata

45-90′

Icona

Costo

50€

Quattro fazioni e la colonizzazione vista dal lato ‘colonizzato’

In Altay si scontrano infatti 4 fazioni, che riprendono grosso modo gli elementi. C’è il Popolo dell’Aria, dell’Acqua e cose del genere. Un’ambientazione fantasy abbastanza stereotipata senza troppi approfondimenti.
Quello che sappiamo è che ogni giocatore guida una di queste fazioni che sono rimaste per secoli in equilibrio. Ora sono venute a contatto con l’umanità, con la sua tecnologia e stile di vita.
Queste risorse e conoscenze saranno usate per accrescere la propria virtù o questo mondo fatato ha conosciuto il peccato?

Altay gioco da tavolo
Tutto ordinato con un sacco di inserti e tray, quasi come una produzione deluxe

Cosa c’è nella scatola: componentistica curata e ordinata

Altay si presenta nel formato piccolo nella solita scatola quadrata. Si presenta bene, con un vassoio prestampato che tiene tutta la componentistica ordinata In realtà sono più di uno, impilate, con il comodo tray per l risorse.
Nel “piano inferiore” troviamo quattro ziplock con i componenti per ciascuno dei 4 giocatori. Gli insediamenti sono meeple sagomati in linea con la cultura della fazione di appartenenza e rifiniti con decals.
Sono piccoli dettagli e ornamenti che vediamo anche nelle risorse, 5 differenti tra loro e anch’esse sagomate in legno.

Altay gioco da tavolo
La realizzazione degli Insediamenti è tematizzata rispetto alla fazione di appartenenza

Il tabellone: piccolo ma caratterizzato

Il tabellone di gioco mi ha ricordato le forme stilizzate di 8 Minuti per un Impero. È infatti un tabellone piccolo, ma a differenza del popolare gioco di Ryan Lukat, qui ogni regione ha una sua caratteristica. Troviamo prati erbosi che saranno più utili per produrre cibo, o montagne da dove sarà più facile estrarre roccia.
Davvero particolare il tratto di Pauliina Hannuniemi che ha curato tutto l’artwork.

Altay gioco da tavolo
Diverse tipologie di carte Azione sono acquistabili per migliorare il proprio mazzo

Motore di gioco: deck-building al centro

Dicevamo che il motore di Altay, tra l’altro scoppiettante, è il deck-building. Ogni giocatore ha infatti a disposizione un mazzo di partenza di 10 carte che rappresenta la sua popolazione. Ciascun mazzo iniziale è leggermente diverso rispetto agli altri, ma questa piccola asimmetria è sufficiente a guidare le strategie del suo giocatore.
Questo è vero almeno nelle battute iniziali, visto che acquistando carte dal mercato si arriva a personalizzare la propria disponibilità di carte a seconda di quelle che si credono essere le proprie necessità.
Ci sono 11 tipi di carte acquistabili differenti, tutte contemporaneamente disponibili ad ogni round.
Un’offerta davvero importante che dà varietà al gioco senza nemmeno spaesare troppo i giocatori. È infatti chiaramente intuibile come alcuni personaggi siano upgrade di quelli già nel mazzo di base e come anche gli altri siano divisibili in categorie.
Ordinare in maniera consona il mercato agevola sicuramente la partita.

Altay gioco da tavolo
I Progetti sono tecnologie che questi popoli possono assimilare dagli umani, risorsa dopo risorsa

Progetti: ricerca a livelli e Meraviglie

Un altro gruppo di carte sono quelle che rappresentano i Progetti che i giocatori possono ricercare durante la partita. I Progetti sono distribuiti su tre livelli: in ciascuno, non possono mai essercene più che nel livello precedente.
Un Progetto, una volta realizzato, fornisce un’abilità speciale, mentre quelli di terzo livello, le Meraviglie, un criterio di punteggio di fine partita (molto Gilde di 7 Wonders).

Meccaniche base: come scorrono i turni in Altay

Ogni giocatore inizia con un insediamento in un territorio e il suo mazzo di carte Iniziali dal quale ne pesca 5.
Nel suo turno può giocare tutte le sue carte e comunque quelle avanzate vengono scartate. Lo stesso avviene per le risorse che tornano nella riserva se non utilizzate (quest’ultima caratteristica fa sì che le “risorse fisiche” non siano sempre necessarie, tenendo i conti a mente per velocizzare la procedura).
Le carte servono per ottenere risorse. Cibo, Legna, Roccia e cose di questo genere possono essere spese per acquistare nuove carte Azione, pagando istantaneamente tutto il costo.
Possono anche essere impiegate per la ricerca. Si può ricercare un solo Progetto alla volta e qui servono davvero i meeple risorsa. Infatti i Progetti possono essere realizzati pagando risorse in più turni.
Tramite le carte Azione, ma anche tramite i Progetti, si possono costruire Insediamenti in un territorio che ne contenga già uno nostro o in uno vuoto confinante al “nostro regno”.

Altay gioco da tavolo

Espansione iniziale e i popoli neutrali sulla mappa

Quello che avviene nei primi round è che ogni giocatore prosperi e si allarghi più o meno in tranquillità. È particolarmente vero se si segue il setup consigliato che distanzia gli insediamenti iniziali dei giocatori.
Non è però proprio un’espansione così pacifica. Ad inizio partita, infatti, i territori “vuoti” sono rappresentati da segnalini con un numero da 1 a 3 che rappresentano gli eserciti di un ipotetico popolo neutrale. Ci piace pensare possano essere proprio i colonizzatori umani. È una nostra supposizione senza una reale menzione nella lore, che più genericamente parla di territori appartenuti ai Popoli Antichi.
Quindi nei primi round, per farsi spazio, molto probabilmente scaccerete i popoli neutrali dai loro territori e solo dopo verrete alle mani con gli altri giocatori.

Altay gioco da tavolo
La piccola espansione Marinai già fa un po’ di differenza

Combattimenti: strategia senza dadi

Una parte importante di Altay sono i combattimenti. E no, non ci sono dadi.
Alcune carte Azione, sia nel mazzo iniziale che fra quelle acquistabili, hanno un certo numero di spade o scudi.
Quando un giocatore attacca un territorio, avversario o neutrale, la sua forza di attacco è dettata dal numero di insediamenti nel territorio di partenza più il numero di spade sulle carte giocate.
Lo stesso vale per il popolo in difesa, ma tenendo conto in questo caso degli scudi. Chiaramente, come dicevamo, questi valori vanno corretti da eventuali bonus legati ai Progetti.
Chi vince prende un insediamento avversario, anche fosse la difesa, che alla fine della partita varrà un punto.
La logica è molto simile, e intuibile, per i territori neutrali.

Altay gioco da tavolo

Fine partita e calcolo del punteggio

Altay finisce quando un giocatore non ha più insediamenti nella sua riserva. Si chiude il round e si contano i punti.
Il punteggio finale è la somma di diversi fattori, come gli insediamenti avversari catturati, il numero di territori controllati e i punti dati dai Progetti sviluppati.
Un altro modo in cui può finire una partita è se un giocatore è stato completamente spazzato via dalla mappa. È una possibilità remota, mai accaduta nonostante le numerose partite giocate anche su BGA, messa probabilmente dagli autori per scongiurare del tutto la player elimination.

Confronti pratici: Altay e Tiranni dell’Underdark

Altay ci ha ricordato per certi versi Tiranni dell’Underdark. Ma ce lo ha ricordato come se avessimo davanti due modelli di automobili completamente diversi, ma con lo stesso motore nel cofano. Per questo vi abbiamo proposto un confronto puntuale (utile anche per chi volesse vedersi qualche regola di dettaglio di Altay).
Comunque, in Tiranni dell’Underdark esiste lo stesso sistema di deck-building, addirittura in termini di numero di carte iniziali e, come in Altay, tutte le carte si giocano nello stesso turno. È una buona idea che dà ritmo ai turni.
Nel gioco che richiama la lore di DnD è più facile alleggerire il mazzo, ovvero eliminare carte dal ciclo “mazzo, pila degli scarti, rimescola”. È in quel caso un’azione che permette anche di mettersi da parte un’importante fetta dei punti finali. In Altay, grosso modo, il mazzo cresce sempre.

Altay gioco da tavolo
Le isole diventano territori disponibili con l’espansione Marinai

Aleatorietà, gestione del mazzo e confronto con Knizia

I combattimenti però sono del tutto diversi. Altay in questo è più simile a Tigri ed Eufrate, dove il valore delle due forze schierate è calcolato sia sui pezzi palesi sulla mappa che sulle carte che si giocano dalla mano, che non si possono prevedere né in numero né in valore.
Tuttavia, nel capolavoro di Knizia è possibile conservare le tessere da un turno all’altro, mentre in Altay, ripescando l’intera mano alla fine del proprio turno, non sai mai se sarai in grado di difenderti da un attacco nei turni avversari.
Si potrebbe parlare di aleatorietà o di capacità di gestire il proprio mazzo.

Link utili

In conclusione

Normalmente, se si pensa a un gioco di civilizzazione, ci aspettiamo di trovarci dentro Egiziani, Greci e Romani. Magari ci prospettiamo di vederli conquistare territori, un po’ come in un 4X, e vederli progredire attraverso la ricerca scientifica. Through the Ages è una pietra miliare in questo senso.
Altay è tutt’altro genere. E ci pare strano che qualcuno si aspettasse un gioco di civilizzazione storica. Eppure, analizzando buona parte dei commenti negativi su BGG, sembra proprio che “l’aspettativa tradita” sia questa.
Ma è proprio il paradigma e il segmento di pubblico a cui si rivolge Altay che è diverso. Confrontate durata e complessità, ad esempio.

Deck-building e civilizzazione: funziona più di quanto sembri

E comunque non avrei pensato che il deck-building potesse interpretare la civilizzazione. Ma in effetti vedi tecnologie umane, come il carro da guerra, così prosaiche, inserirsi in un contesto così sublimemente fantasy.
Ovviamente vale anche per i Progetti, ma qui ottenere l’effetto cercato era più semplice.
Quindi, messo da parte questo malinteso, analizziamo Altay senza bias.

Altay gioco da tavolo

Buone soluzioni di design

Troviamo che Altay, come già detto, abbia diversi punti in comune con Tiranni dell’Underdark, ma solo nel motore.
Interessanti i Progetti, in cui molti vedono un modo troppo semplice per fare punti. Non abbiamo visto questo difetto, tenendo anche conto che ogni Meraviglia ha un cap di punti che può generare (che molti sbaglino questa regola?).
La strategia è molto situazionale di partita in partita e quella piccola asimmetria data dal differente mazzo iniziale crea logiche, almeno nel breve periodo, differenti.
Oltre ad avere evitato la player elimination, una variante permette di convertire le risorse non spese a fine turno in Monete. Ogni 5 Monete permettono l’acquisto di una risorsa.
Gli autori hanno cioè pensato a coloro potessero sentire frustrati da un mismatch fra le risorse che la mano consente loro di produrre e la reale necessità. Una variante che rende anche il gioco un po’ più family.

Scalabilità: meglio in 3–4 giocatori

Come tutti i giochi di controllo area, scala male in 2 giocatori: si cerca di evitare il contatto con l’avversario, nonostante il gioco ci provi stringendo l’area di gioco a disposizione.
Bene invece in 3 o 4 e, dopo un paio di partite, si può evitare di seguire i consigli per il piazzamento iniziale ponendoci di fronte a nuove possibili strategie.

Altay gioco da tavolo

Longevità e l’espansione che amplia la mappa

Buona anche la longevità. Sono le dinamiche sulla mappa a creare ogni volta partite diverse.
Si potrebbe eccepire che la mappa è sempre la stessa e si potrebbe desiderare più variabilità in questo senso (in inglese è già prevista un’espansione). Una piccola espansione in realtà è già disponibile, Marinai.
Oltre a introdurre qualche carta con nuove regole, rende accessibili le isole presenti sulla mappa. Ecco quindi fornito in realtà un nuovo teatro di sfide, con dinamiche differenti, ai giocatori.

Avere una mappa fissa può essere un limite. Nel senso che si poteva pensare almeno a fare un tabellone fronte-retro. Tuttavia, nonostante un numero di partite giocate in doppia cifra, non abbiamo sentito questa esigenza.
Rimane un punto aperto dove semmai vorremmo avere un feedback dalla community.

Altay gioco da tavolo

Turni rapidi e bilanciamento degli scontri

Giocare tutte le carte in un turno, e non magari una alla volta, rende veloce il turno. Anche in 4, dicevamo, gira bene, con praticamente zero downtime.
I combattimenti a prima vista sembrano sbilanciati per l’attaccante, ma il difensore vince gli spareggi e ha dalla sua la meccanica di resa che gli permette di scartare carte.
Teoricamente può andare alla ricerca di quello che gli serve, magari spade e scudi per un prossimo combattimento. Se poi non le ha proprio nel mazzo, è responsabilità sua.

Davvero particolare il tratto dell’artista finlandese Pauliina Hannuniemi (credits: suo profilo Instagram)

Lore: si poteva marcare di più

Dal punto di vista della lore ci saremmo aspettati qualcosa di più.
Avremmo calcato più la mano sulla questione dell’impatto dell’umanità sul mondo fantasy antecedente. Comunque si sopravvive lo stesso e non ha poi chissà quale impatto sull’esperienza di gioco.

Altay gioco da tavolo
La diversa composizionale del mazzo Iniziale (credits: BGA)

In sintesi: un buon peso medio da avere in libreria

✔ Le meccaniche si presentano alla storia che racconta
✔ Durata contenuta, facilmente spiegabile
✔ Buona componentistica e artwork

o Da valutare se possano servire mappe aggiuntive

✘ Si poteva dare più spessore alla lore

Ci aspettavamo qualcosa di diverso, ma giocando ad Altay senza preconcetti lo abbiamo trovato un’esperienza piacevole che abbiamo proposto in diverse occasioni.
Nella libreria mancava un peso medio su questo tema, spiegabile 5 minuti e intavolabile ogni volta che si vuole.

74

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *