Mosaic: Aegean Expansion e un’analisi approfondita

Mosaic, un gioco di cui si è forse più parlato che giocato.
Una prima impressione l’avevamo condivisa quando uscì l’edizione retail.
Avevamo infatti giocato una partita con l’autore nella Blue Room di Pendragon Game Studio.
Oggi andiamo più in profondità, estremamente in profondità, analizzando il gioco in ogni suo dettaglio e osservazione sollevata da divulgatori e giocatori.

Tempo di lettura 13 minuti

In particolare, oltre a fornire un quadro generale e indicare il tipo di giocatore che potrebbe apprezzare Mosaic, desideriamo condividere alcune considerazioni basate sull’evidenziazione delle critiche riguardanti il gioco.
Questa valutazione riflette solo la nostra opinione, ma è informata dall’esperienza di diverse partite con gruppi eterogenei.
Al tavolo, abbiamo incontrato giocatori di varie tipologie, con differenti livelli di esperienza in Mosaic e giochi simili, nonché con gusti ludici diversi.
Le opinioni espresse in questo articolo rappresentano in qualche modo una raccolta dei loro feedback.
Va notato che abbiamo giocato alla versione base di Mosaic, ad eccezione di una partita a Modena, dove invece abbiamo usato la deluxe, la Colossus Edition.
Nel corso dell’articolo, avremo l’opportunità di effettuare un confronto anche tra le due versioni.

Un’opera enciclopedica

È un articolo immenso che avrebbe meritato due puntate, ma per pigrizia vi offriamo un unico monster article.
Aggiungiamo qui un indice.
Comunque la Parte I descrive il gioco, mentre la Parte II colletta tutte le osservazioni raccolte sul web o dai giocatori, con una nostra opinione.
Bonus track: l’espansione Aegean prodotta da un appassionato.
Alle conclusioni tireremo le somme.

Parte I: il gioco

I materiali

Mosaic è un gioco di civilizzazione, dove l’evoluzione della civiltà può essere più o meno sentita.
Dal nostro lato continua a ricordarci Civilization di Sid Meier prima maniera.
Rispetto al videogioco, Mosaic non ha un’evoluzione temporale. Il gioco è a “tempo fermo” nell’ Età Antica, con un tabellone che divide il bacino del Mediterraneo in sette grandi aree, ciascuna suddivisa in esagoni.
Nessuna velleità da wargame comunque, visto che Mosaic è prettamente un eurogame.

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La plancia giocatore

Ogni giocatore ha una sua plancia dove in una track segna il suo rateo di produzione di Cibo, Pietra e Idee (quest’ultima risorsa assimilabile a punti Scienza, visto che principalmente serve per acquistare tecnologie).
Altre due track segnano Dazi e Tasse, più complesse da spiegare adesso, ma che influiscono su quante Monete si raccolgono con le omonime due azioni.
A lato una tabella per posizionare i token Merce, la parte set collection del gioco, che saranno raccolti durante la partita.

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Le carte Tecnologia forniscono Pilastri (segnati in calce), ma per essere giocate alcune hanno un requisito (Pilastri disegnati a lato)

I Pilastri: un concetto base

Uno dei concetti principali del gioco è il Pilastro.
I Pilastri sono 9 simboli di colori diversi, che richiamano un “ambito” di una civiltà (militare, governo, culturale… cose di questo tipo).
Nel gioco sarà importante collezionare carte che danno questi simboli.
I Pilastri possono anche far segnare punti, se abbinati a carte che danno punti per i colori o, se si è i primi a raccoglierne 6 dello stesso tipo, conquistando il corrispettivo token ‘Eta’ dell’Oro‘.

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Il turno di gioco

Il turno di gioco, escludendo azioni straordinarie, consiste sostanzialmente nel comprare carte o produrre le risorse per farlo.
Costruire Città richiede pietra, l’azione Lavoro vi permetterà di produrla al vostro rateo di produzione, come visto.
Le carte Tecnologia avranno bisogno di Idee per essere acquistate, fermo restando il soddisfacimento dei Pilastri richiesti per essere calate dalla mano.
Le carte Tecnologie, oltre ad aumentare la disponibilità di Pilastri, danno anche un bonus istantaneo o a fine partita.
Il Cibo invece serve per far nascere Lavoratori, che aiutano nella produzione e nella colonizzazione.
Se mancano i soldi, le azioni Dazi e Tasse permettono di rimpinguare le casse del giocatore.
Il denaro apre ogni porta e sarà, comunque, anche l’unico mezzo per reclutare unità militari, un’altra azione disponibile.

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La mappa è disseminata di token: Merci e Tesori.
Un po’ laborioso il setup

Merci e Tesori

È anche vero che il tabellone è disseminato di token: quando ci si costruisce sopra si prendono le risorse indicate e si scarta il segnalino, se è un segnalino Tesoro.
Se è una Merce, invece, si ricade nel set collection visto prima.
Accennavamo ad “azioni occasionali“, sempre disponibili, ma che svolgerete più raramente.
Sono queste la costruzione di Meraviglie, che daranno un buon boost al punteggio, o cambiare Governo, che introdurrà nuove abilità per la vostra civiltà.
L’implementazione insomma del concetto di “Rivoluzione” di Civilization, tanto per portare avanti il parallelismo.

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Come si vince?

Mosaic è un gioco, anche, di maggioranze.
Fra i mazzi di carte sono nascoste delle carte per il calcolo punteggio (diremmo Propaganda se fosse un COIN).
A quel punto si conta la maggioranza in ciascuna regione. Città, Villaggi, Meraviglie e unità militari concorrono ciascuno col loro peso a determinare chi si aggiudica la regione.
Tra l’altro il valore di una regione dipende dal numero di Città presenti, così che se impegni risorse ma non hai la maggioranza, in realtà stai aiutando l’avversario.
Il punteggio delle maggioranze, come dicevamo, si somma anche a quello dei Pilastri, se si possiede una carta che permetta di conteggiarli.

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Parte II: osservazioni

Sono state mosse diverse critiche a Mosaic.
La prima riguarda il setup.

Un setup laborioso

Il setup è lungo e macchinoso

Ogni esagono della mappa, e non sono pochi, deve essere coperto con un token, quelli che si raccattano quando ci si costruisce sopra.
La semina è lunga e, andando a libretta, i segnalini andrebbero posizionati coperti, poi voltati e poi, quelli nulli, rimessi nella scatola.
Ok è un lavorone.
Tuttavia per fare questo lavoro non serve conoscere il gioco e probabilmente al tavolo siete dai 3 ai 6 giocatori.
Se ognuno si fa un’area, si fa al volo.
Se poi si evita di metterli coperti, ma si posizionano casualmente scoperti seguendo un pattern prestabilito, si evita questo lavorio.
Il regolamento ovviamente è “tassonomico e non nozionistico”, al giocatore si può chiedere più elasticità mentale.
Se proprio non vi fidate un sacchetto da dove estrarre i token vi metterà al riparo di brogli.
(Poteva essere già incluso? Forse sì)

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Le carte si impilano in questo modo per tenere traccia dei Pilastri a disposizione.
Una soluzione che occupa molto spazio e che non dà mai una chiara idea del proprio “portafoglio” Pilastri.
Un foglietto dove prendere appunti risolve banalmente la questione

Tanti simboli da gestire

Non riesco a contare i simboli

I Pilastri sono un elemento chiave del gioco.
È opportuno conoscerne sempre la loro disponibilità, sia per ponderare l’acquisto di carte Tecnologia o quelle Progetto, ma anche per i premi Età dell’Oro.
Questo fa sì che le carte si debbano sovrapporre tipo burraco, per avere sempre i simboli in vista, stampati in calce alla carta.
Sistemazione che occupa un botto di posto.
A differenza di Beer & Bread lo stesso simbolo ha posizioni diverse su carte differenti.
Di conseguenza anche sovrapponendo le carte, lasciando in vista solo la parte con i Pilastri, non è facile avere una rapida situazione del proprio “portafoglio Pilastri”.

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Come tenere in ordine i Pilastri

Graficamente sarebbe stato difficile trovare una soluzione per 9 Pilastri.
Annotarseli su una scheda è secondo noi obbligatorio.
Alle conclusioni metteremo un link ad una risorsa che vi può essere d’aiuto.
Col foglietto non si rischia di perdere carte Età dell’Oro per dimenticanza e buona parte delle carte, soprattutto quelle che avevano solo un effetto istantaneo, si possono ammucchiare in un mazzetto, salvando spazio sul tavolo.

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Un 7 Wonders complicato?

Alla fine è 7 Wonders, ma con un tabellone inutile

Mosaic è stato da alcuni paragonato a 7 Wonders. Non pensiamo sia stato fatto tanto per la meccanica di draft iniziale, ormai un must anti casualità presente dappertutto.
Pensiamo il déjà-vu sia dovuto alla dinamica dei Pilastri.
Le carte Tecnologia, con i loro requisiti e simboli che offrono, possono dare questa idea, ma è un paragone probabilmente frettoloso.
Altrimenti, in questo senso, anche un blockbuster come Terraforming Mars potrebbe essere riportato al gioco di Bauza.
Il fatto che una carta militare “più avanzata” sia giocabile, ad esempio, se si ha un simbolo Militare e uno Governo, mima l’evoluzione tecnologica.
Probabilmente il sistema di Beyond the Sun rende meglio l’idea di progresso con un “albero delle tecnologie”, così come è proposto anche nel videogioco Civilization.
In compenso il sistema di Mosaic, basato sull’acquisto delle carte, permette una varietà e una longevità più ampia.

I Traguardi delle Civiltà sono degli obiettivi comuni, sorteggiati ad inizio partita.
Biosgna trovare un modo per avere chiaro quali sono e quali non sono stati ancora reclamati durante il corso della partita

Ergonomia

Non ha nessuna ergonomia

La plancia di Mosaic, già nella nostra versione “base”, è immensa.
In più dovrete trovare lo spazio per la plancia di ciascun giocatore, con i suoi token e uno spazio per le carte (vedi sopra).
Ancora, da cercare spazio per creare una vetrina per le Meraviglie, per le tessere Età dell’Oro e per i Traguardi delle Civiltà.
C’è un dépliant pieghevole che riassume un po’ tutto, ma è solo uno e non tutte i Traguardi delle Civiltà sono in gioco.
Per lo spazio con l’arte dell’arrangiarsi ci si arrangia.
Spesso ci si dovrà alzare a leggere queste carte o a vedere i token disponibili su una regione.
Le carte Età dell’Oro sono gestibili se avete implementato l’idea del “foglietto segna Pilastri”, quelle Traguardi delle Civiltà sono ancora un problema.
O si prendono appunti, o si fa una foto.

Alcuni elementi non dovrebbero essere solo deluxe

Il segnapunti è solo nella versione deluxe

In tutta questa opulenza di spazio, nella versione base manca il tracciato punteggio.
Un peccato, perché nella scatola manca il blocchetto segnapunti.
Pendragon, perché bisogna anche segnalare quando le cose vanno bene, ha reso disponibile sul suo sito il segnapunti in formato PDF.
Nella versione Colussus, la deluxe, il tracciato c’è. E questo ci porta al confronto delle due versioni.

Keep it simple

La versione Colossus confonde le idee

La versione “base” che abbiamo noi è tutta in cartotecnica. Fustelle su fustelle.
La versione “deluxe” Colossus ha risorse in formato più pregiato, ma soprattutto ha tonnellate di miniature.
Città, Villaggi, unità militari e ogni altro elemento che poteva essere plastificato è qui una miniatura.
Il problema, almeno per il vostro Affezionatissimo, è riconoscere una costruzione dall’altra.
Ok, sono divise per colore, ma il problema è distinguere un tipo di Città e di Villaggio, dall’altro.
Nella versione “cartonata” l’informazione è scritta palesemente sopra, non c’è possibilità di sbagliarsi.
Ci sono poi gli eccessi.
Il segnalino Primo Giocatore, come nella deluxe di Ra, è un mattone inutile.
Quello che si può invidiare alla Colussus è proprio il tracciato dei punti e la plancia dual layer, così che una manata non mandi all’aria una partita.

Una mappa del Mediterraneo con illustrati insediamenti di diverse civiltà nell’età antica.
(credits: Wikipedia)

La logica della colonizzazione

Le Città vengono fondate senza una logica

Un’altra critica che è stata sollevata riguarda la regola di posizionamento delle Città sul tabellone.
In effetti non esiste.
Non c’è una connessione da creare tra una Città e l’altra. Se avete fondato il primo insediamento in Egitto, nulla vieta che il prossimo sia in Gallia, magari perché avete visto un segnalino che vi fa comodo.
A dire il vero, anche Sid Meier Civilization, soprattutto nelle prime versioni, era così.
Inviavi il colono dove ti pareva e fondavi la città.
In effetti anche la colonizzazione, quella reale, all’epoca dei fatti sfruttava il Mediterraneo come autostrada.
Si pensi ai Fenici e alle loro colonie, o ancora alla Grecia e alla Magna Grecia.
Nell’economia del gioco può piacere oppure no, e questo è valido sempre, ma non ci sembra un “affronto storico”.

Un tipico caso dove due giocatori si sono lanciati in una rincorsa militare.
Questi rush, sebbene possano sembrare una strategia intuitiva, difficilmente pagano

La corsa agli armamenti

Diventa una corsa a mettere unità militari

Il gioco si presta a delle escalation sulla militarizzazione di una regione.
“Tu metti due unità? Allora ne metto altre 2!
Nel frattempo esce la carta tecnologia che mi fa mettere tre unità a turno…ti ho fregato!”
Questa corsa, insieme ad altre, è un difetto dei giocatori più che del gioco.
Sicuramente è un comportamento da giocatore alle prime armi.
Probabilmente, con qualche valutazione, troverete nel vostro turno una mossa più redditizia che non accanirvi in una lotta 1 contro 1.
Ne abbiamo le prove.

Aegean Expansion e il bilanciamento

Una rigorosa analisi tecnica ha condotto all’espansione Aegean.
Questo contributo, realizzato da un fan, esamina in dettaglio le critiche rivolte al gioco e, attraverso un’analisi dell’efficacia dei turni (cioè quanti PV possono essere ottenuti in base all’azione scelta in quel turno), individua una strategia dominante e cerca di correggerla mediante delle regole personalizzate.
Il principio utilizzato è simile a quello applicato a Terraforming Mars, dove è stato attribuito un valore punto-costo.
Non abbiamo rifatto i conti di Rick3623, l’utente BGG autore di Aegean.
Secondo noi questo ragionamento non tiene conto di tutti i fattori, e non può farlo.
In effetti il valore di un’azione è intrinseco anche a come la partita sta girando, soprattutto in una meccanica di maggioranze con premi non noti a priori.
Tuttavia, durante le partite giocate, abbiamo osservato una maggiore attenzione verso le Tecnologie rispetto ad altre scelte.
Come mitigazione, a quella che viene vista come strategia dominante, Rick consiglia di escludere dal mazzo alcune Tecnologie, principalmente quelle che danno punti o bonus istantanei.
Il loro acquisto, secondo l’autore di Aegean, è un “instant buy” e non c’è altra mossa che possa essere valutata come alternativa più efficace.

In conclusione

>> Link a Aegean Expansion di BGG
>> Link al segnapunti di Pendragon Game Studio

A chi lo abbiamo fatto giocare Mosaic è piaciuto.
Certo, i più hard gamer lo trovano troppo semplice in base all’impegno che richiede, in termini di babysitting. Clash of Cultures viene proposta come l’alternativa a Mosaic.
Parliamo però di tutt’altra cosa: 4 ore a peso 3.65 contro le 2 ore e peso inferiore a 3 di Mosaic (sulla carta, in realtà).
Mosaic gira bene in 3-4 giocatori. Per tavoli più popolosi è utile che tutti conoscano il gioco.
Comunque Mosaic deve avere avuto un buon feedback anche da altri giocatori, visto che l’espansione ha visto il coinvolgimento di 6000 backers su Kickstarter.

Il nostro punto di vista sulle critiche

Alcune osservazioni sono condivisibili, ma alcune un po’ troppo polemiche, anche se quando si compra un gioco non si accettano “toppe” o giustificazioni.
Soprattutto visto il rincaro delle scatole.
Altre situazioni invece rappresentano una gaffe da parte dell’editore, dove il localizzatore ha messo certe volte una pezza.
Tralasciamo il discorso qualità-prezzo, perché ci vorrebbe un articolo a parte, soprattutto ora che i giochi sembrano tutti essere mediamente rincarati.

Setup ed ergonomia

Il setup è effettivamente laborioso, ma più che altro per la creazione dei mazzi.
Il posizionamento dei token sul tabellone può essere semplificato con la procedura che vi abbiamo descritto.
Un sistema per avere traccia dei simboli senza doverli contare ogni volta è obbligatorio.
Questo foglietto, con un po’ di arguzia, salva anche spazio sul tabellone.
Osservazione che ci porta a parlare di ergonomia. Il gioco è ingombrante, ma più che altro tocca arrangiarsi per tenere traccia dei Traguardi delle Civiltà.
Anche qui conviene foto o foglietto… o la pazienza di farsela passare quando non è il vostro turno (così ammazzate anche il downtime… si scherza).

Colossus Edition

La Colossus Edition aggiunge un sacco di plastica. È nota la nostra ritrosia per la plastica nei giochi euro.
Qui però si va oltre, “intralciando” la funzionalità del gioco.
Benedette invece le plance dual layer e il tracciato dei punti, sebbene Pendragon abbia messo il PDF gratuito.

Logiche di gioco

La logica di piazzamento delle Città non la troviamo sconclusionata. Se volete potete prendervi lo sbatti di collocare le merci sul tabellone secondo un’associazione geografica (tipo grano in Spagna e bronzo in Medio Oriente).
Non sappiamo quanto ne valga la pena.
Infine, l’escalation militare è decisamente un difetto dei giocatori, altrimenti non torna la tesi per cui la via della Tecnologia sia la strategia dominante.

Ogni giocatore nella versione “base” ha un sacco di token, con le sue Città e Villaggi, ad esempio, che può costruire.
Più comodi delle miniature.

Aegean Expansion: una mano santa?

L’autore di Aegean Expansion dice che ha aiutato Mosaic a fare “quelle poche yard che mancavano alla metà”.
L’analisi sembra metodica, le conclusioni sarebbero da validare con una contro-analisi.
Alcune trovate sono un quick-win (vedi la tabella dei Pilastri), alcune interessanti ma da valutare (come il ban di alcune carte Tecnologia), altre allargano il gioco, rendendolo forse più complesso di quello che era l’intento di Gleen Drover.

Ribilanciamenti da valutare con cautela

Che le Merci rispetto ai Tesori siano meno vantaggiose ci è sembrato anche a noi, ma prima o poi tocca accedervi (anche solo per incrementare la rendita dei Dazi).
Dare 5 punti vittoria per ogni Città costruita è una scelta forte.
In questo modo quando si corre per la maggioranza in una regione, non si soppesa l’eventualità di stare regalando punti all’avversario se non ci si aggiudica la maggioranza.
Dividere maggioranza militare e degli insediamenti?
Questione di gusti. Inviare unità sembra un quick win per aggiudicarsi la regione, ma non la fa arricchire in termini di punti.

Pensiamo di avere scritto tutto. Qual è il vostro punto di vista su Mosaic?

Qui di seguito vi proponiamo una lista di giochi qui citati o inerenti questo articolo.
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15 Ottobre 2023

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