Rocketmen: la conquista dello Spazio secondo Wallace

Come sapete, per nostra fortuna, i membri di Volpe Giocosa non campano con i giochi da tavolo.
Molti di loro invece lavorano nel settore aerospaziale.
Abbiamo giocato diversi titoli con questa ambientazione, come ad esempio i giochi d Crespi (1969 e Apollo XIII).
A volte sconfiniamo nel fantascientifico, anche per valutare la credibilità dell’ambientazione proposta.
Il titolo che vi andiamo a proporre oggi è Rocketmen.


Tempo di lettura 7 minuti

E’ un gioco che aspettavamo da un po’ da parte di Pendragon Game Studio.
L’autore è Martin Wallace, che sicuramente conoscerete e che ha fatto accrescere in noi le aspettative verso Rocketmen.
Abbiamo giocato a questo deck building in queste settimane così da poter condividere la nostra esperienza.
Se volete potete mandare il vostro curriculum alla Volpe Giocosa Space alle conclusioni.

Rocketmen
di Martin Wallace
Pendragon Game Studio

Da 1 a 4 giocatori. Età 14+

Durata: 30-90 finuti
Costo: 33 eur


Come altre volte l’età minima ci sembra troppo elevata.
Anche con qualche anno in meno ci si può avvicinare a questo gioco. Esiste tra l’altro una versione semplificata.

Una grafica e un’ambientazione alla SpaceX

Rocketmen si presenta in una scatola quadrata.
Come dicevamo nell’introduzione il gioco è un deck building.
Significa che il giocatore parte con un set di carte, un mazzo, che gli permettono di compiere azioni.
Nel corso del gioco può “potenziare” il suo mazzo con carte che permettono nuove azioni.
Questo per dire che è normale aspettarsi in Rocketmen un sacco di carte.
Un piccolo mazzetto per ciascun giocatore, del proprio colore, è la dotazione iniziale.
Le altre carte si acquistano difatti durante il gioco da un mercato comune.
Ogni giocatore ha una plancia personale che gli permette di gestire le sue carte.
C’è un infatti una zona dove tenere coperto il proprio mazzo, un’Area di Gioco per posizionare le carte del turno e un Magazzino che raccoglie gli scarti.
Interessante sia la zona Missione che la Rampa di Lancio, che sono il cuore del gioco.

Un nostro unboxing nella sua caratteristica versione unplugged

Un tabellone che può sembrare un po’ confuso

In principio il tabellone può sembrare difficile da interpretare. Diventa più chiaro una volta letto il regolamento.
Al centro c’è un tracciato che parte dalla superficie terrestre per arrivare su Marte, con tappe intermedie l’orbita terrestre e la Luna.
Per ciascuna delle tre zone ci sono degli obiettivi che possono essere completati e che ritroveremo nelle carte Missione.
Alcuni sono possibili a diverse orbite, come portare un Astronave, mentre una miniera orbitale attorno alla Terra avrebbe poco senso.
Per ciascun obiettivo sono indicati i punti vittoria (PV) che sono assegnati a chi per primo lo completa.
In aggiunta si ottengono dei Segnalini Risultato.
Servono per simulare l’esperienza acquisita, rendendo può facile le Missioni successive.
Anche gli altri giocatori che porteranno a termine una missione già conclusa da qualcun altro otterranno dei benefici, ma in misura minore.

Una scena di gioco in solitario con un focus sul mercato delle carte. Sono in realtà due. Le carte motore hanno una vetrina a parte: non se ne può acquistare più di una per turno

Fra il presente e i futuro

Le carte e la grafica ci introducono l’ambientazione, soprattutto temporale, di Rocketmen.
Ci troviamo nel presente, quindi non nel periodo della Corsa allo Spazio della Guerra Fredda.
Hotel spaziali e lo sfruttamento degli asteroidi per le loro risorse minerarie sono concetti contemporanei, sebbene la tecnologia non sia in realtà ancora matura.
Un po’ come le basi lunari o su Marte, da tempo ipotizzate, ma che mancano delle risorse e delle tecnologie atte alla loro realizzazione.
Diciamo quindi che Rocketmen si proietta anche nelle prossime decadi.
Alcune carte, come vetture elettriche o Hyperloop hanno in realtà poco a che a fare con lo Spazio.
Sono però attività riconducibili a Elon Musk, il fondatore e proprietario di SpaceX.
La grafica stessa richiama questa compagnia, come quella usata per il titolo sul coperchio della scatola.
Anche la carta “Parti Riutilizzabili” è un concetto molto SpaceX, così come la grafica ricorda i boosters del Falcon Heavy.

In questo riquadro le missioni disponibili per la Luna. Chi le consegue per primo ottiene un privilegi maggiori rispetto ai successivi, come è giusto in una gara di corsa

Come conquistare lo spazio

Pendragon Game Studio mette a disposizione il regolamento, rendendo così più semplice spiegarvi come Rocketmen sia strutturato.
Come dicevamo nell’introduzione, ogni giocatore riceve all’inizio una sua plancia del colore scelto e con il logo della sua azienda.
Insieme riceve un set di carte che hanno un differente utilizzo a seconda di quando e come sono giocato.
Nell’angolo in alto a sinistra è riportato che aiuto possono dare al completamento di una Missione quando poste nella Rampa di Lancio.
Sono tutti termini saranno chiari tra poco.
Alcune carte hanno in quest’angolo un simbolo in dollari: è il denaro che danno per permettere l’acquisto di una carta del mercato comune.
Anche scegliere una Missione e arricchire una Rampa di Lancio costa denaro.
Nel corpo della carta c’è poi del testo con delle abilità intrinseche della carta stessa.
E’ vero soprattutto per le carte che si acquistano dal mercato, mentre quelle del set base riportano una Missione.

Tre differenti add on per Il Rocketmen: noi abbiamo acquistato le miniature

Adelante Pedro ma con iudicio o un approccio da cowboy?

Buona parte dei turni saranno spesi acquistando carte dal mercato comune, arricchendo il proprio mazzo.
La dinamica però chiave del gioco è data dalla sequenza Missione-Rampa di Lancio-Lancio di una Missione.
Alcune carte hanno nel loro corpo una Missione. E’ indicato un obiettivo, come lanciare un Satellite o approntare una Stazione Spaziale.
A volte è indicato più di un “luogo” come scenario della Missione. Può essere infatti l’ “orbita target” la Terra, la Luna o Marte.
Una volta messa sulla propria plancia una Missione si può andare avanti posizionando carte nella Rampa di Lancio.
Ogni Missione richiede che nella Rampa di Lancio ci siano un certo numero di simboli Razzo, al netto dei bonus accumulati durante la partita.
Raggiunto questo pre-requisito si può decidere se Lanciare una Missione, decidendo solo adesso l’orbita dove compiere l’impresa, fra quelle messe a disposizione dalla carta Missione stessa.

Una plancia giocatore. Il lancio del satellite è la missione e nella Rampa di Lancio il giocatore sta accumulando carte per prepararsi al lancio

Come raggiungere la Luna o quello che volete

Alcune carte nella Rampa di Lancio permetteranno di avanzare nel tracciato di un certo numero di passi in modo gratuito.
Per arrivare all’orbita di destinazione, bisogna poi girare un certo numero di carte dal mazzo Successo Missione.
Le carte di questo mazzo indicano semplicemente il numero di passi di cui far avanzare il segnalino.
Per ciascuna orbita target è permesso girare un certo numero di carte Successo Missione.
Se alla fine, muovendosi dei passi indicati dalle carte, sarà raggiunta l’orbita che ci eravamo dati come obiettivo, allora potremmo segnare un successo come descritto in precedenza.
Se in qualche momento vediamo che non riusciamo a farcela, allora possiamo abortire la missione limitando i danni.
Un fallimento, infatti, richiede che la Rampa di Lancio sia ricostituita da capo. Completare missioni è solo uno dei modi per fare punti. Ogni giocatore ha anche degli obiettivi personali che concorrono al punteggio e le carte Pericolo, se risolte, fanno punti senza lanciare nessun razzo.

Questa carta può essere spesa per acquistare carte dalla vetrina (vale 10$) o come carta Missione. L’orbita obiettivo, Luna o Terra, si sceglie al momento del Lancio della Missione. Ciascun orbita richiede un diverso valore “Razzo” nella Rampa di Lancio, al netto di bonus

Gestione del rischio nelle missioni spaziali

Navigando su Internet abbiamo trovato pareri contrastanti rispetto a Rocketmen.
In realtà una base cospicua di giocatori ha visto di buon occhio questo titolo di Wallace, altri hanno avuto qualche rimostranza.
Oggetto di critica è stata la gestione, per alcuni troppo push your luck, di come il lancio di una missione è gestito.
Come dicevamo molti in Volpe Giocosa lavorano nel settore aerospaziale.
Possiamo assicurarvi che ogni minima possibilità è tenuta in considerazione, più volte valutata e messa a budget.
Eppure finché il lanciatore non decolla non si è mai certi come andrà la missione.
Una volta, un collega con moltissima esperienza, fece un paragone con un giocatore d’azzardo.
Nessun giocatore d’azzardo, anche il più incallito, “punterebbe” anni di lavoro per una “mano” da 40 minuti.
Eppure questo è il tempo di volo di un lanciatore diretto in orbita bassa e sì, in caso di fallimento, si perde tutto.
La meccanica scelta da Wallace può piacere o no, ma secondo noi coglie l’essenza delle missioni spaziali.

Sulla sinistra, Parti Riutilizzabili, ricorda una recente impresa di SpaceX relativa al lancio di Falcon Heavy. La carta a destra rimanda a Tesla. In comune con lo Spazio ha solo Elon Muak

La gestione del rischio

Veniamo in soccorso di quanti non sanno che pesci prendere.
Sarà in realtà un argomento oggetto di un video sul nostro nuovo canale Youtube.
Supponiamo di aver lanciato una missione verso l’orbita terrestre.
L’orbita terrestre è a distanza 8 e permette la pesca di 3 carte. L’immagine sottostante indica per ciascun risultato la possibilità di ottenerlo.

L’asse orizzontale indica il punteggio ottenuto, mentre in verticale è riportata la possibilità di ottenerlo in termini percentuali. E’ specificato si parta da zero, senza l’aiuto di bonus

Schemi di questo tipo rendono più semplice avventurarsi nelle missioni di Rocketmen.

Parte del tracciato che va dalla superficie terrestre fino a Marte. Qui lo zoom è fino all’orbita terrestre, a 8 passi dalla superficie terrestre. Bonus, carte nella Rampa di Lancio e le carte Successo Missione cercheranno di farvi raggiungere il vostro obiettivo. Per l’orbita terrestre sono 3 le carte Successo Missione che potrete voltare, come indicato. Trovate anche il simbolo delle carte che permettono “passi bonus” se presenti nella Rampa di Lancio

Rocketmen in solitario

Con l’arrivo dei vaccini e l’allentamento delle misure di distanziamento sociale giocheremo di meno in solitario? Forse. Esiste però un gruppo di giocatori che sono affezionati a questa modalità, anche se possono recarsi in ludoteca. Questi nostri amici troveranno in Rocketmen un automa AI (Artifical Intelligence) con tre livelli di difficoltà diversi. Molto facile da gestire, anche grazie al diagramma di flusso nel regolamento, non distrae il giocatore. Non è insomma uno di quelli automi che trasforma il gioco in una sorta di compiti a casa.

In conclusione

Rocketmen è il primo di una serie di giochi a tema spaziale che andremmo a vedere nel dettaglio.
E’ uscito da poco in Italia per Pendragon Games Studio, come uno dei giochi che ha visto una collaborazione fra la casa editrice del drago e Phalanx.
In questo titolo Wallace ci porta allo conquista dello Spazio ai nostri giorni, con una proiezione verso le prossime decadi.
Dal punto di vista della meccanica siamo di fronte a un deck building nudo e crudo.
Un mazzo base può essere arricchito con carte addizionali acquistate da un mercato comune per facilitare il conseguimento delle Missioni.
Nonostante tutto, per quanto il nostro mazzo sia ricco, comunque parte del successo delle nostre imprese dipende anche dalla gestione del rischio.
Un aspetto, come vedremo in un prossimo video, che permette di dare adito a diverse strategie.
Avanzare con cautela o tentare la sorta con però approcci più rapidi?
Entrambe le strategie sono soluzioni realmente applicate nel mondo del volo spaziale.
E’ sicuramente una nota di realismo da non sottovalutare. L’alto numero di carte presenti in Rocketmen, nonché gli obiettivi personali, assicurano al gioco una buona longevità. Ci sono poi carte extra da aggiungere presa confidenza col gioco.

Pendragon mette a disposizione tre diversi tipi di add-on acquistabili separatamente. noi abbiamo preso le miniature.

Bonus Track

Oltre ai materiali presenti nella confezione base, esiste la possibilità di migliorare la propria copia di Rocketmen con elementi addizionali.
I tabelloni, sia quello comune che le plance dei giocatori, possono essere sostituiti da playmat. Sono tappetini in neoprene, sicuramente più eleganti e di dimensioni maggiori.
Il terzo elemento aggiuntivo sono simpatiche miniature di plastica che sostituiscono parte dei token dei cartoncino.
Noi abbiamo optato per questo add on che vedete nelle foto.

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