Limit: come ho guidato la mia nazione in solitario

Limit mi era balzato subito agli occhi. Lo avevo visto dalla lista di Pennuto77 che propone sulla Tana dei Goblin. Sono i giochi che ha in mente di provare a Essen e questo titolo proposto da Ludonaute era nella sua shortlist.
Un appassionato di scienze come me poteva farsi sfuggire questa scatola?
Ecco quindi che lo propongo tra i miei 3 giochi che avrei voluto giocare se fossi andato a Essen.
Come sapete non ci siamo andati. Ma c’è un altro modo per provarlo.

12 minuti
Per chi va di fretta
  • Limit si ispira a un reale “modello di civilizzazione”
  • Molto spartano nei materiali, passa la sua ambientazione attraverso le meccaniche
  • Un mio attenzionato ad Essen 2025

Lo stesso Pennuto77 offre il link al sito di Ludonaute dove è possibile leggere il regolamento di Limit. E l’ho cliccato tipo 30 secondi dopo aver letto la descrizione.
E sulla prima pagina del regolamento si trova un free-access a BGA per provare il gioco per 30 giorni.
Limit è infatti disponibile in alpha su BGA. A differenza dei giochi rilasciati e dei beta, questa categoria di giochi richiede un percorso particolare per accedervi.
L’accesso è infatti fornito proprio con lo scopo di testare il gioco e non è quindi una preview.

Tutto questo per dire che ho provato il gioco su BGA. Chiaramente è un’esperienza limitata per diverse ragioni. La prima, come più volte detto, è che la versione digitale non dà le stesse sensazioni della copia fisica.
La seconda è legata all’attuale stato preliminare della versione digitale. Ho avuto anche difficoltà a trovare altri giocatori.
Tuttavia Limit è disponibile, anche su BGA, per essere giocato in solitario. È un modo per premere l’acceleratore e sentire il rombo del motore, sebbene la macchina sia fuori dal garage ma appena nel vialetto di casa.

Limit

Limti gioco da tavolo
Icona

Autori

Alexandre Poyé

Icona

Editore

Ludonaute

Icona

Giocatori

1-.6

Icona

Età 

13+

Icona

Durata

60-150′

Icona

Costo

45€ circa

Il regolamento e la versione del gioco, in alpha su BGA, sono in inglese. Siccome ci piace poco riportare termini in inglese, abbiamo provveduto a una traduzione nostrana.
Il gioco sarà localizzato in Italia da GateOnGames. Troverete una traduzione migliore sicuramente.

Un ponte tra gioco e saggio (che ho in lista)

Limit mi dà l’opportunità di fare almeno un link con la storia che vuole raccontare. Il pippone, quello lungo, ve lo tengo in serbo quando sarò in grado di fornire una vera recensione e non solo un’esperienza (e anche limitata in solitario).
In quella circostanza mi sarò letto, prometto, anche The Limits of Growth da cui il gioco prende ispirazione (edit: l’ho fatto, qui la recensione)
Più che altro saprò dirvi anche come corre la macchina sulla strada pubblica.

World3 entra in una scatola

Il concetto alla base di The Limits of Growth fa molto “Equazione di Valenzetti” di Lost.
Pensate infatti di poter descrivere l’evoluzioni della società, in un lasso di tempo di qualche secolo, attraverso un modello matematico. Un simulatore implementabile in computer attraverso un set di equazioni differenziali.
La popolazione è una variabile che evolve sotto il tasso di nascita e il tasso di mortalità.
A loro volta questi fattori dipendono da altri ancora, come la disponibilità di risorse non rinnovabili, come il petrolio, e la disponibilità di terreni per il pascolo e l’agricoltura.
In questo modo è stato creato proprio un software, World3, per predire e studiare l’andamento di questi e altri fattori attraverso le generazioni.
E una generazione è proprio un round di gioco di Limit.

Limit gioco da tavolo
Una visione di insieme (credits: Ludonaute)

Estetica minimalista: grafica scura e numeri

Nulla posso dire circa i materiali di gioco. La sensazione che però passa dalle immagini in rete e da quelle implementate su BGA è quella di un gioco freddo e asettico.
Sarà il nero che imperversa un po’ ovunque, dal coperchio della scatola alle plance, ma se Limit voleva dare l’idea di un sandbox matematico, c’è riuscito.
Scordatevi anche meeple risorsa o anche semplicemente token. Le vostre disponibilità di risorse Industriali, Militari e Rinnovabili sono tenute conto attraverso dei tracciati, come il loro tasso di produzione.
In realtà qualche segnalino c’è, ma l’editore sembra averne limitato il ricorso.
Per quanto vedremo dopo, potrebbe essere stata una scelta saggia.

Limit gioco da tavolo
La mia Nazione conta su di me: Limit in alpha su BGA (credits: BGA)

Nel laboratorio del potere: la tua Nazione in un’ampolla

La plancia del giocatore è il vero focus del gioco, mentre quella comune serve solo per tenere traccia dei round e mostrare la disponibilità di risorse nel Mondo, con annessi costi di acquisto e vendita.
Invece ogni giocatore ha davanti a sé questa ampolla dove porta avanti il suo “esperimento sociale” che nel gioco è la sua Nazione.
Come dicevamo, tiene traccia delle risorse che ha, che oltre a quelle citate includono anche le Risorse Fossili e i Soldi.

Dalla lettera A alla E: il modello sociale del gioco

Chiaramente una Nazione, uno Stato, è identificato da una Popolazione. La sua numerosità è tenuta conto tramite un indicatore su un tracciato, un po’ come fanno Classe Media e Operai in Hegemony.
Ecco, invece la caratterizzazione è diversa. Più che in classi sociali, come nel capolavoro appena menzionato, è divisa in strati sociali.
Anche in questo caso si è preferita una soluzione molto spartana. Ogni strato sociale è classificato con una lettera che va da A a E e ha un tracciato dedicato in 4 passi.
Questi step rappresentano il Tenore di Vita di quella classe, che varierà nel corso della partita.
Sarà compito del giocatore, quando richiesto, scegliere su chi far ricadere uno sviluppo o chi dovrà sacrificarsi, subendo magari gli esiti di una scelta nefasta.

Conseguenze e insurrezioni: il lato oscuro del progresso

A noi spetta la scelta, ma anche la responsabilità delle nostre decisioni.
Discrepanze sociali o scelte mirate potranno causare Tensioni Sociali o Sconvolgimenti. Esiste comunque un indicatore, in un altro dei numerosi tracciati di Limit, che indica in qualche modo la felicità della nostra Nazione.
A seconda della posizione del cubetto avremo una Crescita, ma se le cose vanno davvero bene anche un Boom Economico. Certo che prenderemo spesso scelte impopolari, dovremo gestire un’Insurrezione. In questo caso, avere carri armati, ovvero risorse Militari a disposizione, potrebbe essere utile.

L’elenco delle carte è molto utile: sapete già dalla prima partita cosa potrete pescare (credits: Ludonaut)

Come funziona la versione per un solo giocatore

La versione in solitario di Limit, a cui ho fatto una decina di partite su BGA, ha ovviamente alcune particolarità che la differenziano dalla modalità multigiocatore.
Limit sembra offrire una discreta interazione fra i giocatori, anche in termini di alleanze, che però si perde certamente in solitario.
In questa modalità è messo a disposizione un bot attraverso un mazzo di carte Evento. Una tabellina con dei valori in termini di risorse e popolazione ci aiuta a risolvere le azioni che normalmente avremmo giocato contro una Nazione avversaria.

Limit gioco da tavolo
La prima cosa da fare credo sia dare un impulso all’economia.
Nonostante Limit sia proposto in alpha su BGA, è già piuttosto maturo
(credit: BGA)

L’esperimento ha inizio: le prime decisioni politiche

Settupo virtualmente il gioco è davanti a me e ho la mia Nazione pronta a farsi guidare per le prossime 7 generazioni / round di gioco.
Le mie indicazioni le impartisco attraverso le carte che gioco. Ho una mano iniziale, dopodiché devo scegliere da quale mazzo pescare 5 carte.
Le opzioni sono fra Società, Militare & Economia e Produzione.
Penso che la prima cosa da fare sia mettere qualcosa in tavola e soddisfare i bisogni delle persone, così opto per la Produzione.
Il numero di carte che posso scegliere, le Politiche che posso sviluppare, dipende dalla posizione della classe A sul suo tracciato.
L’ “Intelligencija” determina anche il numero di carte della mia mano, ovvero il portafoglio di politiche a disposizione.

Scelte politiche e sostenibilità: il dilemma del progresso

Le carte Politica di Limit possono dare un beneficio istantaneo o permanente. Nella mia logica semplicistica penso che ai primi round sia un buon investimento puntare su carte che spianano la strada per il futuro.
Tenete conto che le carte ad uso istantaneo tornano in mano alla fine del round, mentre le altre rimangono sul tavolo come promemoria del loro effetto.
Quando il tasso di produzione delle varie risorse aumenta, e speriamo che accada, il nostro complesso industriale sarà anche più inquinante. Il modello World3, a cui Limit si ispira, mette in guardia proprio sulla sostenibilità ambientale.
Mi tengo quindi la carta Riciclaggio che permette di ridurre proprio l’inquinamento. Le altre carte le posso disporre sotto il mazzo Produzione nell’ordine che preferisco.

Sbloccare l’accesso ai mercati è stato importante per approvvigionare la mia Nazione con petrolio (credits: Ludonaute)

Produrre, educare, crescere: i primi passi dello sviluppo

È il momento di decidere quali politiche attuare: posso decidere quante carte giocare, fintanto che ne riesco a pagare i costi.
La carta Artigianato, ad esempio, a fronte del pagamento di 1 Soldo mi dà due risorse a mia scelta.
Voglio dare davvero un impulso alla produzione e la gioco per 2 risorse Industriali.
E gioco anche la carta Istruzione che per 1 Soldo per Popolazione incrementa di uno step la qualità della vita di uno strato sociale della mia Nazione. Per quanto visto prima, sono obbligato a migliorare la classe A.
Con l’Industrializzazione, sempre a fronte di un pagamento in denaro, aumento la produttività del settore dei beni Industriali.
Ci sono tutti i presupposti per fare bene.

Limit gioco da tavolo
Dopo la fase che si prendono decisioni, ci sono da aggiornare un po’ di tracciati (dal regolamento del gioco)

Bookkeeping: gli effetti delle mie politiche

Fatto questo si procede con la fase di bookkeeping. La Nazione consuma cioè unità di risorse Rinnovabili tanto quanto è la sua Popolazione (si nutre in pratica) e un ceto medio, classe C, non ancora sviluppato non chiede risorse Industriali.
Tutto sommato andiamo bene e il tasso di produzione di Rinnovabili aumenta di un passo, così come la Popolazione. Posso anche far progredire il Tenore di Vita di uno strato sociale e promuovere la classe B, col proposito di perpetuare una sorta di giustizia sociale.
La classe E comunque guarda con invidia la A che sta meglio e le Tensioni Sociali aumentano. Incasso produzione e tasse e mi ritengo soddisfatto.
Vi risparmio la narrazione degli Eventi del Bot che sono, come abbiamo visto, una peculiarità del gioco in solitario.

Limit gioco da tavolo
In rete esistono diverse implementazioni del modello World3 (credits: https://insightmaker.com/)

Quando la crescita diventa una spirale pericolosa

Gioco i turni successivi all’incirca con la stessa logica. Il benessere aumenta il Tenore di Vita delle classi sociali, che premio a “cascata”.
Se la classe A guida la meccanica della gestione della mano, la classe C, il ceto medio, è il driver per i consumi.
Iniziano a chiedere risorse industriali e allo stesso tempo aumenta la popolazione che a sua volta avrà più necessità nei round successivi.
Non capisco se la mia Nazione si sta sviluppando o mi sta portando in una spirale insostenibile.
Perché nel frattempo la classe E, gli ultimi, sono rimasti al palo e stanno rosicando aumentando le Tensioni Sociali.

Dal sogno industriale alle prime nubi nere

Ora che ho un motore economico almeno decente, è il momento di dedicarsi al Tenore di Vita della mia gente.
Dal mazzo delle Politiche Sociali ottengo Studi Universitari. Arrivo così al 3° round (1940-1970) dove contengo il nervosismo degli strati sociali meno abbienti ed inizio anche a immagazzinare risorse Militari.
L’aumento del Tenore di Vita della classe A mi permette anche di accedere a carte che non erano presenti nei mazzi fin dall’inizio. Ora, ad esempio, ho a disposizione una politica che mi permette di comprare e vendere risorse. Un’occasione per procurarmi Risorse Fossili che inizio a bruciare a tasso sempre maggiore.
Soddisfare le necessità di una Popolazione in aumento richiede di aumentare la Produzione. Il mio complesso industriale inizia a consumare Risorse Fossili e a inquinare.
Arrivano i primi segnalini Inquinamento.

Limit gioco da tavolo
Se si esagera, si finirà sicuramente incontro ad una Crisi Globale (dal regolamento del gioco)

Quando il mondo presenta il conto

È nella 5ª generazione (1970-2000) che percepisco i primi guai. Non riesco a migliorare il Tenore di Vita in maniera strutturale e per evitare malcontento punto a interventi mirati che costano soldi. Tanti soldi. Perché questa parte di politiche ha un costo in base al valore della Popolazione.
Ma non è questo il punto.
Limit prevede due tipi di mancanza di risorse:

  • Carenza di risorse della Nazione
  • Crisi Globali

Durante la Fase Sociale, se non hai abbastanza risorse Rinnovabili per nutrire la tua Popolazione, il suo valore diminuirà e subirai anche altri effetti negativi. Nella partita che vi sto raccontando è quello che mi è successo, nonostante abbia evitato la carenza di Risorse Fossili.
Per evitare di incappare anche in questo secondo deficit, comunque, ho dovuto avviare anche antipatiche politiche Militari di Colonizzazione spendendo risorse Militari.

Diverso è quando la riserva, la banca che qui è chiamata Mondo, non ha più risorse.
Le mie industrie sbuffano gas tossici che è un piacere ed io non mi sono preoccupato di avviare politiche ambientali. Ecco che mi carico di token Inquinamento, che sono in numero finito.
E per l’appunto, quando sono finiti, si innesca la Crisi Globale relativa (nell’esempio Ambientale).
Tra l’altro alcuni eventi negativi, se particolarmente severi, possono funzionare da trigger verso altre Crisi o Carenze.
E se ve lo state chiedendo, sì, mi è successo.

Link utili

In conclusione

Questa è una delle pessime partite che ho giocato a Limit. La mia Nazione segue esattamente la parabola descritta da Meadows e gli altri del gruppo MIT nel loro lavoro.
Ad ogni clamorosa sconfitta ho la voglia di rigiocare.
In solitario si presenta un po’ come un puzzle dove la casualità introdotta dalla pesca delle carte Evento spezza la routine e si propone di dare variabilità e rigiocabilità a Limit.
Ma il fatto che lo stia giocando in solitario è più dovuto al fatto che al momento non trovo giocatori e non era mia intenzione valutarlo in questo senso.
Tra l’altro mi sto perdendo l’interazione indiretta delle Crisi Globali, sia nel loro innesco che nella loro soluzione, sia quella diretta, legata magari alle politiche Militari.
È comunque un’esperienza piacevole e che mi ha permesso di prendere confidenza con le meccaniche di gioco e la struttura del round.

Dove suggerisco di prendere in considerazione Limit

Poco lusso, tanta sostanza

Il giudizio dei materiali è ovviamente sospeso fintanto che non metto le mani sul cartone.
Dalle immagini e dal regolamento sembra che i driver principali siano stati principalmente due: ergonomia e costi contenuti.
La plancia non è dual-layer, ad esempio, ma ha “fori passanti”, e la miriade di tracciati che fa molto foglio di calcolo, mi aspetto semplifichino il bookkeeping sacrificando un po’ di poesia.
I materiali sono però forniti in scatoline, così che Limit appare come un burbero dal cuore tenero.

Decisioni potenti, domande reali

Dalle immagini Limit potrebbe sembrare quasi astratto. Il mio racconto, dove si vedono i vari incastri e l’effetto delle politiche, spero vi trasmetta come io abbia percepito in realtà l’ambientazione. Davvero mi sono trovato davanti alle cosiddette “decisioni potenti“.

Che faccio? Accontento la popolazione avviando costose politiche di investimento o chiedo di stringere i denti e aumento la produzione?
E la crescita stessa può rallentare in favore della sostenibilità?

E queste domande che mi sto facendo si applicano solo a Limit?

Fr gioco da tavolo
Difficilmente mollerete il player aid tanto presto (credits: Ludonaute)

Un regolamento chiaro, ma un player aid essenziale

Il regolamento di Limit è molto chiaro. Del resto il gioco è molto “procedurale”. Anzi lo è talmente tanto che il player aid fornito è più che un supporto: è parte integrante del gioco.
Decisione corretta averlo messo a disposizione anche su BGA. Se non si conosce cosa accade in un determinato punto di uno qualsiasi dei tracciati, non è possibile prendere con cognizione di causa le decisioni a cui facevo riferimento.
Se non si presta questa attenzione, potrebbe aparie opaco.
Anzi, sebbene le carte siano descritte una ad una in appendice al regolamento, sarebbe comoda una tabella riassuntiva per ciascun giocatore in modo da sapere cosa aspettarsi.

Le carte e il ritmo di gioco

A proposito delle carte, non aspettatevi i mazzoni presenti come in altri giochi di civilizzazione come Through The Ages.
Tre mazzi da 12-13 carte per giocatore che ciclano velocemente e sono al servizio della meccanica di gestione della mano.
Le partite possono alla lunga essere prevedibili con una sequenza forzata di apertura?
Oppure le interazioni fra i giocatori fanno sì che ogni partita sia un caso a parte?

Mi chiedo però, nel gioco fisico, quanto possa essere pesante il manutenere il tutto, ovvero il bookkeeping.
Difficile dirlo nella versione digitale, dove se ne fa carico l’applicazione.
C’è da dire che comunque diverse sotto-fasi si giocano in simultanea e anche la manutenzione, che al limite può essere noiosa, non dovrebbe rallentare il ritmo di gioco.
Rimaniamo in contatto per riparlarne.

Il retro della scatola (credits: Ludonaute)

Un gioco che fa pensare, anche dopo la partita

Questo pezzo nasce proprio per la volontà di condivisione e per raccogliere anche i pareri di altri appassionati. Per Volpe Giocosa, e spero di rilasciare un booklet a breve in questo senso, è il vero scopo della community.
Detto ciò, con ancora alcuni punti aperti che vi ho condiviso, Limit mi ha fatto una buona impressione che mi fa propendere all’acquisto.
Anzi, mi ha talmente incuriosito che sto approfondendo il libro a cui fa riferimento e spippolando sui modelli World3 disponibili in rete.
Fateci invece sapere la vostra e se avete guidato la vostra Nazione meglio di me.

67

7 commenti

  1. Ciao io sono in Hype per questo gioco da un mesetto buono (e con Hype intendi: “se fossi ancora all’università avrei trovato l’argomento della mia tesi”), ma per fortuna la copia fisica mi arriva tra qualche giorno. Intanto ho scoperto anch’io all’inizio delle feste che c’è la copia digitale su bga e da allora viaggio alla media di 2 partite in solitario al giorno e ne parlo con tutti di quanto sono estasiato e di quanto dovrebbe essere portato nelle scuole come progetto pomeridiano dividendo magari gli alunni in 4 nazioni ognuna con il proprio governo composto da più teste ognuna con le proprie responsabilità e farlo diventare un progetto onnicomprensivo di educazione civica, scienze, storia e consapevolezza sociale. Questo preambolo per dirti quanto mi sono innamorato al gioco e quanto la tematica mi interessi molto, ma purtroppo anch’io cerco giocatori con cui giocarlo online (e onestamente la casualità delle carte del bot sa essere davvero troppo punitiva… credo sia il solitario più difficile a cui abbia mai giocato! Poco fa guardavo le statistiche su BGA che riportavano solo 4 vincitori su 168 partite giocate da giocatori di tutto il mondo!!!) Ergo, se ti va aggiungimi come “amico” su BGA: Vinzius

    • Ciao Vinzius.
      Anche a noi arriverà martedì o mercoledì la copia fisica.
      Sono davvero in fissa, tant’è che sto leggendo il libro “Limiti alla Crescita” (vedi ultimo post:https://www.volpegiocosa.it/natale-2025-3-libri-ludici-uno-per-le-feste)

      Vedo però tante copie già su Vinted.
      Vai a capire…

      Ti aggiungo subito a BGA e creo una partita a turni

      • Io l’ho comprato proprio su vinted a 26€ in francese (non parlo il francese, ma lavoro con le lingue quindi 4 parole in una lingua romanza che non conosco non mi spaventano) e credo di aver fatto l’affare della vita perché dopotutto si può giocare tranquillamente anche solo guardando i simboli e intuendo vagamente quello che c’è scritto sulle carte.
        Credo che il gioco sia molto ostico per i più sia per tematica che è fortemente sentita solo da poche persone nel mondo (in termini percentuali ovviamente), sia per l’aspetto molto freddo e calcoloso (di solito i giochi di tracciati non attirano molto), sia perché sa essere davvero punitivo quindi chi l’ha provato un paio di volte magari se lo rivende dopo un paio di partite in cui ha fallito miseramente. E’ un german molto particolare perché non è come tutti i german che hai tutto davanti e ti puoi fare i calcoli in modo semplice per il round successivo, qui succede spesso che scelte che hai compiuto ad esempio nella terza generazione ti si ritorcono contro nella settima… insomma devi prevedere e calcolare tutto a lunghissimo raggio. E poi mettici anche il downtime che ci potrebbe essere nella versione fisica con quel lunghissimo player aid che sembra la checklist delle cose da comprare al supermercato. E’ un gioco che va giocato in contemporanea come multisolitario (ma che può avere nonostante tutto tantissima interazione e cattiverie) e se quando giochi nella vita reale ti ritrovi nel tuo gruppo gente che fa domande continue mentre ragioni, che fa rollback di continuo o che vuole essere seguito passo passo perché insicuro sul da farsi i tempi si allungano enormemente e l’esperienza di gioco diventa disastrosa. Sì, insomma, immagino che giocare alla versione fisica in 3 o in 4 potrebbe portare a partite lunghissime. Però che figata sarebbe poterlo giocare al numero massimo di giocatori!

  2. Capito.
    Non so se hai modo di invitare giocatori “esterni”, comunque nel caso sono kikki su BGA, membro dal 2013.
    Mi piacerebbe provare una partita a Limit (nel frattempo ho acquistato e sto leggendo “I limiti alla crescita”.

  3. Grazie per l’interessantissimo articolo.
    Gioco che aspetto sin da quando è stato annunciato.
    L’ho preordinato in italiano e ho grandi aspettative.
    Ho provato a inquadrare il QR code sulla copertina del regolamento inglese scaricato, ma non ho avuto fortuna per l’accesso a BGA… 🙁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *