Giocare all’interno della Blue Room di Play è un invito di Pendragon Game Studio che accetto sempre volentieri.
Non vedeteci per forza del sensazionalismo o del vippismo. Semplicemente mi diverte.
Senza contare che in una circostanza simile ho avuto l’occasione di incontrare Ignacy Trzewiczek, un autore che apprezzo anche per la storia personale.
L’anno scorso uno dei due giochi che ho provato in anteprima è stato proprio No More Dead: New York, titolo attualmente in crowdfunding su Gamefound.
Play è un’ubriacatura di giochi. Un tour de force faticoso ma totalizzante.
Ti svegli all’alba per essere il primo ai cancelli e vai a letto tardi perché vuoi sfruttare l’occasione di stare con persone che raramente hai l’occasione di frequentare.
Che poi questa seconda esperienza, insieme al tavolo, è alla base del gioco da tavolo. Ma l’ho detto più volte e non voglio ripetermi.
Diciamo che mi trovo dall’altra parte della fiera e arrivo trafelato e un po’ provato alla demo di No More Dead, ma davvero desideroso di provare questa novità.
No More Dead: New York


Autori
Daniele Molinari

Editore
Pendragon Game Studio

Giocatori
1-4

Età
14+

Durata
60-90

Costo
Vedi Gamefound
No More Dead: New York – Zombie e sopravvissuti in una Grande Mela selvaggia
Non arrivo poi così in ritardo così ne approfitto per sedermi dal “lato buono” del tavolo. Davanti a me una New York post-apocalittica.
Delle carte di grandi dimensioni, a formare una plancia modulare, riportano i più iconici quartieri di New York.
Lo scenario e la grafica ricordano un po’ “Io sono leggenda“. Una natura selvaggia e un po’ lugubre ha fagocitato la civilizzata New York.
Ed eccoci quindi dentro l’ambientazione.
La NOVA era una società che si baloccava con un potente virus che, ma ti pareva, sfugge dai loro laboratori e semina così morte per le strade.
Tra l’altro un simpaticissimo virus che in pratica va a popolare le strade di zombie.
Pazienza, comunque anche questa volta la razza umana ce l’ha fatta. Seppure un po’ inselvatichiti, e divisi nelle solite bande che l’apocalisse zombie provvede a creare, la popolazione della Grande Mela è sopravvissuta.
E io mi trovo proprio a capo di una banda che prova a prendersi i suoi spazi.

Un tavolo affollato e nuove conoscenze: il bello delle demo
Ecco che al tavolo arrivano gli altri 3 giocatori, fra cui volti noti e altri che è un piacere conoscere (un altro aspetto che amo di queste demo è proprio incontrare nuovi appassionati e condividere progetti).
Prendo quindi la mia pedina van che sposterà la mia banda. All’interno del vano ci sono parte dei membri della mia banda, che pesco da un sacchetto (camp bag) e metto in piedi dietro un supporto che evita che mi li regga in mano come fossero carte (Van Screen).

Chi sono i miei sopravvissuti
I miei ragazzi sono gente tosta di varia natura.
Sono caratterizzati da 3 proprietà. La prima è un’abilità speciale, che può essere in realtà più di una.
Dipende un po’ da cosa facevano prima che New York andasse allo scatafascio. I cuochi avranno bonus quando raccolgono Cibo, i soldati quando raccolgono Munizioni.
Le altre due caratteristiche sono i valori di Movimento e Influenza.
Il movimento indica quante tessere si possono spostare da dove gli ha lasciati il van, l’Influenza è quanto riescono “a contare” nel quartiere dove stazionano.

Bag building e controllo territori: il cuore delle meccaniche
Per far capire meglio come funzioni No More Dead, lasciamo un attimo sospesa la narrazione della mia partita.
Riferendoci alla cruda meccanica, avrete intuito come questo gioco abbia una meccanica di bag building.
Durante il gioco, anche semplicemente quando si posiziona una tessera Personaggio in un Distretto, si può arricchire il proprio camp bag di nuovi Personaggi, che possono potentissimi ex-membri NOVA o semplici Sopravvisuti.
La seconda meccanica cardine del gioco è quella delle maggioranze per il controllo di area, ovvero per il controllo del Distretto in cui si trovano.
Quando gli slot di un Distretto sono tutti occupati da tessere, il Distretto viene assegnato in base a chi ha più Influenza.
Aggiudicarsi un Distretto è un modo per fare punti, così comunque come piazzarsi bene nell’assegnazione anche senza portare a casa la carta.
Il problema è che non è detto vinca il Distretto un giocatore…

Zombi che giocano da bot: minaccia o opportunità?
Una presenza ossessiva in No More Dead, come potevate immaginare, sono gli zombie.
Come le tessere Personaggio anche loro hanno ciascuno la propria Influenza, cosicché possono aggiudicarsi un Distretto.
Potremmo anche immaginarli come pedine di un bot, visto che quando vincono una maggioranza fanno punti.
Tra l’altro ogni volta che uccidiamo un Personaggio avversario (già… immaginavate un tutti contro gli zombie?), la tessera della vittima è sostituita da una zombie pescata dalla Scatola Rossa.
Fate attenzione al colore della scatola e concedetemi un po’ di suspence.
Partita in salita e scelte azzardate
Sarà che non sono un fenomeno, sarà la stanchezza che mi fa fare anche domande dalla risposta scontata, fatto sta che giro grosso modo a vuoto con il mio van.
Rari i Distretti che mi aggiudico, racimolando invece punti perché comunque almeno un Personaggio lo invio.
Raccolgo un po’ di risorse quello sì, ma poco più.
Per farmi spazio secco qualche Personaggio avversario. Alla fine No More Dead ha messo, almeno nel nostro caso, più i giocatori in conflitto tra loro che con gli zombie.
In effetti non è che mi stanno a guardare e anche le altre bande mandano qualcuno dei miei al Cimitero.
Il gioco è abbastanza clemente e ogni tot morti ti ricompensa con una R.I.P card. che in qualche modo controbilancia la perdita subita. Le Research Card al contrario ti premiano per il numero di zombie eliminati, in un modo più o meno simile (almeno ai fini della nostra storia).

Tracciati punteggio e cura: diverse strade verso la vittoria
Per vincere a No More Dead ci sono diversi modi. Uno di questi è raggiungere 15 Punti Cura, ovvero avere trovato la soluzione contro gli zombie.
Faccio la mia porca figura su questo tracciato, ma intuisco non è la via che fa per me. Ottenere Punti Cura, ad esempio, è un’alternativa alla ricompensa della Research Card per gli zombie uccisi.
Ma io sono troppo goloso di pescare chissà che carta.
L’altro modo è quello di sorpassare il segnalino degli zombie sul tracciato del punteggio (gli zombie partono da setup con 22 punti di vantaggio).
Anche qui, come vi dicevo, dopo uno slancio iniziale, vengo lasciato indietro.
Proprio quando mi stavo per arrendere, mi ricordo della terza e più subdola condizione di vittoria.

Scatole colorate e colpi di scena: quando una pesca può essere pericolosa
Torniamo un attimo alle scatole. Ce ne sono tre:
- Rossa: da qui escono gli Zombie.
- Viola: contiene i Personaggi NOVA.
- Grigia: dovrebbe avere solo i Personaggi “standard”, i Soppravisuti
In teoria, almeno.
In pratica, fin dall’inizio qualche zombie è già finito nella scatola grigia.
E non è tutto: ogni volta che peschi un NOVA, uno zombie passa dalla scatola rossa a quella grigia.
Questo significa che quando un giocatore pesca dalla grigia – cioè arruola un normale Sopravvissuto – potrebbe invece tirare fuori uno zombie.
Risultato: lo zombie uccide il personaggio appena attivato e ne prende il posto.
È chiaro quindi che questa regola serve a rafforzare la fazione “automatica” degli zombie, rendendola sempre più pericolosa nel corso della partita.

La terza condizione di fine partita: ribaltare il tavolo
Non nel senso letterale.
Eravamo rimasti che ero alquanto sconfortato. Mi ricordo quindi della terza condizione di fine partita, quella che fa vincere gli zombie.
Questo evento avviene se gli zombie superano un certo punteggio (per farla breve) o se una delle tre scatole è vuota.
Tuttavia non è che in questa circostanza perdono tutti, ma una sorta di insalata di punti premia il giocatore che almeno più di altri ha provato a fermare il dilagare dell’ondata di non-morti.
Dando un’occhiata alle plance, mi sembra di essere in vantaggio se si avverasse questo scenario.
Pescare tessere NOVA, quando possibile, è un modo per direzionare la partita verso questo evento, insieme ad altre strategie che avrete intuito fra le righe o capirete letto il regolamento.
Fatto sta che faccio il colpaccio.
In conclusione
Spero che questo racconto della mia prima partita a No More Dead vi abbia dato una panoramica del titolo che Pendragon Game Studio sta proponendo su Gamefound da qualche giorno.
Tra l’altro, dando un’occhiata alla pagina del progetto, noto che la scatola base con gli Stretch Goal è proposta ad un onestissimo 35€.
Chiaramente si sale se si vogliono tutte le amenità, ma ci sta.
Mentre scrivo il progetto ha raggiunto il suo goal, quindi si farà.
Regole semplici ma con strati di profondità
Il gioco è piuttosto semplice e lineare, una volta prese le misure con le sue meccaniche.
Forse un po’ troppo articolata la logica per cui un Distretto guadagnato diventa Restored con altre abilità. Un layer addizionale che complica un po’ le cose.
È anche vero che mi sto basando solo sulla demo e al contrario potrebbe essere fonte di profondità.
Da valutare.

Diverse condizioni di vittoria per diverse strategie
Ho apprezzato l’idea degli zombie come un bot, tra l’altro anche “alimentabile” per una propria strategia.
Con possibilità di “criteri di vittoria diversi” così come in Last Aurora.
Se il gioco fosse un gestionale saremmo forse di fronte a un problema di opacità, ma qui ci sta tutto.
Ancora zombie ma ben narrati
L’ambientazione dell’apocalisse zombie non brilla per originalità. Se ci seguite, sapete anche che gli zombie li soffro poco.
Ad ogni modo il tema è interpretato con originalità, con la lore che, come in altre opere dello stesso editore, si fa sentire.
Chi è un amante del genere dovrebbe dare un’occhiata alla campagna.








