Play è la fiera social, GiocAosta quella dove si gioca. Non sono stato a COMBO e ho l’impressione di essermi perso qualcosa. Probabilmente non andrò mai ad Essen, invece. Non so se sono in grado di gestire la folla.
Ma Essen è per noi la supernova dove una volta l’anno esplodono novità. I frammenti di Essen poi continuano a volare per tutto l’anno successivo nell’universo ludico, dove schegge degli anni precedenti ancora devono arrivare sul nostro tavolo.
Vediamo cosa aspettarci dalla supernova del 2026.
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Escono talmente tanti titoli che è difficile raccapezzarsi. Secondo GSNT si contano circa 1300 debutti. La fonte che per lo più consulto, oltre ai canali dei vari editori, è il listone che Pennuto regolarmente pubblica in più puntate sulla Tana dei Goblin.
Con questo “complemento di informazione” è nata la selezione che vado a proporvi. Non so bene che criterio ho scelto.
Direi quasi a contatto. Ho però filtrato titoli come Opera Magna che abbiamo visto in dettaglio.
O altri, come Entropy, che proverò a breve e dove quindi riuscirò a essere più sistematico.
Insomma beccatevi questa prima sventagliata di titoli che saranno proposti a SPIEL Essen 2026.
SPIEL Essen 2026

-60° Sixty Below
Non sono un fanboy di Alexander Pfister, sebbene giochi volentieri a Great Western Trail e mi riproponga di giocare una partita completa a Maracaibo.
Però di Sixty Below mi ha intrigato l’ambientazione. Alle ore 23:00 del 23 settembre 1972 un meteorite cade nel cuore dell’Antartide.
Una trama alla Tunguska, insomma, in un universo alternativo (si veda Expeditions).
Pfister offre all’autore quindi un’esperienza esplorativa, con un pizzico di push your luck legato alla gestione del meteo che mi fa pensare a K2.
Non impazzisco per i deckbuilding ma è una specialità della casa che qui ritroviamo impiattata.
Generalmente ha un buon sapore.

Medico
Feld sta girando molto in associazione. Diversi soci sono rimasti stregati da Castles of Burgundy, che è stato anche di recente proposto in una versione iperdeluxe. Castles of Tuscany mi ha lasciato tiepido e, capisco, lo stesso The Druids of Edora a Sara.
Con Medico Feld rispolvera il pick-up and delivery che stava nell’armadio dai tempi di The Oracle of Delphi.
Ed eccoci qui come barbieri ambulanti a girare nell’Europa medievale come surrogati di medici chirurghi.
Con l’occasione di questo vagabondaggio potremmo consultare ricettari nelle biblioteche o fare da emissari per la Chiesa.
Sono curioso.

Drillers
CGE, di cui Cranio Creations è il localizzatore di riferimento, ci porta ad esplorare una miniera abbandonata per estrarre metalli preziosi.
Questa componente ingegneristica, alla Salton Sea, cattura sempre la mia attenzione. Qui è un po’ contaminata da “corporazione interplanetaria” e soprattutto dai Mech, che intuisco essere in salsa Scythe.
Come in Sixty Below anche qui ci propongono il deck-building, ma ibridato con altre meccaniche.
Interessante, spero non cada nel polpettone fantascientifico.

Maestro
Maestro è nel faldone di giochi che Board&Dice porterà a Essen (Entropy, Thessaloniki) e prenotabili/acquistabili da qualche settimana.
Le proposte di questa casa editrice, ma se ci seguite lo sapete già, le avevamo già messe in evidenza sui social insieme alla possibilità di acquisto immediato su Weega.
In Maestro Andrea Robbiani ci racconta della competizione tra Leonardo e Michelangelo nell’Italia del 1500.
L’idea di per sé non mi è parsa così originale, ma la mia curiosità è stata stimolata dalla possibilità di giocarlo 2vs2 con comunicazione limitata.
Una modalità che mi ricorda One Small Step, titolo che avrebbe meritato più successo.

Ports of Call
Fatto veramente curioso. Ho speso giornate sull’Amiga ma non mi ricordo di aver mai giocato a Ports of Call. Probabilmente non girava nel mio entourage. Lacuna da colmare almeno con la demo gratuita.
Viene proposto come un gestionale old school e sfrutta la kermesse tedesca per supportare il Kickstarter.
L’interesse per questo titolo della Game Inventors è forse solleticato dal recente studio e gioco di Container, con il quale presumo condivida solo a grandi linee l’ambientazione.

Wireless
Nome buffo per un gioco in cui bisogna costruire reti. Ma in effetti parliamo di reti radio, chiamando in causa personaggi storici del calibro di Guglielmo Marconi e Nikola Tesla.
Assicurarsi brevetti industriali permetterà di connettere sul globo, rappresentato in plancia, luoghi distanti tra loro. Migliore la connessione e maggiore la distanza, maggiore sarà la remunerazione accordata.
Sebbene meno social di altri autori, la coppia Canetta & Niccolini ha nel proprio portfolio titoli quali ZhanGuo, recentemente rieditato e ristampato.
Mai sottovalutarli.
In conclusione
Immagino la sorpresa di non leggere in questa breve lista titoli come Panopticon, che per circostanze avverse devo ancora provare dall’inizio alla fine, o Thessaloniki.
La realtà è che sono titoli che sono già segnati con uno spillo nel nostro astratto e volubile calendario editoriale.
Dovete solo pazientare.
E nessuno ha detto che questo sia l’ultimo articolo su Essen
Giochi che VOGLIO raccontino storie
Prendo a prestito il titolo del blog di Ignacy Trzewiczek per condividere il mio desiderio di trovare in ogni scatola una storia.
A volte anche quando gli autori non te ne vogliono raccontare una per davvero.
Avete visto come buona parte dei titoli che ho elencato abbiano meritato un posto in questa shortlist per l’ambientazione.
Io voglio crederci.
Quanti rimarranno?
È sempre la domanda che mi pongo. In particolare quando si parla di longevità o trovo un mazzo di 60 carte dove se ne estraggono solo 2 a partita durante il setup.
Fra qualche anno intavoleremo con piacere una di queste scatole o ne parliamo solo ora travolti dall’euforia dell’hype e dalla FOMO?
Che poi essere giochi “una tantum” non sarebbe un giudizio di merito. Se già mi regalassero solo un paio di serate di divertimento, per me andrebbe bene.
Cercavo mentre passavo al sole la pausa pranzo di capire in che direzione tirasse il vento.







