Come da tradizione, grossomodo a una settimana dalla fine di Play, vi proponiamo la nostra storia.
Non troverete una mini recensione dei giochi provati. Almeno non in maniera metodica.
L’articolo, come spesso accade in questi casi, condividerà le sensazioni ricevute.
⌛ 7 minuti
È stata una Play 2026 faticosa. Probabilmente gli anni avanzano. Anzi, guardando l’età media degli altri content creator ne ho la riprova.
Ma sì, si torna a casa stanchi, ma anche contenti.
Promossa anche quest’anno la formula dell’arrivo il giovedì e la ripartenza la domenica.
Non passare una serata a Bologna sarebbe stato un crimine.
Ma bando alle ciance e andiamo ad esplorare i 4 take-home di Play 2026.
Play 2026: Chi incontrare, Il Miglior Gioco e un Suggerimento

1. Non ci sono più le offerte… o forse sì
È una realtà già da qualche anno. Una volta si andava a Play anche per prendere un gioco scontato.
Da qualche tempo tutti i maggiori store anticipano sui loro siti le stesse offerte che troveremo in fiera. In più si evita di portarsi dietro scatole su scatole per la giornata intera.
Non ricordo se è presente un servizio di deposito bagagli e/o di spedizione. Ma capirete che, anche se ci fosse, probabilmente azzererebbe il risparmio ottenuto.
Ecco quindi che non capisco le code infinite per entrare nelle zone outlet recintate.

In realtà qualche affare si fa ancora
Ma è proprio fra gli editori con un accesso “più libero” che qualche soldino si può risparmiare.
La Granja Deluxe Master Set a 69 € o Coffee Traders a 50-60 € sono occasioni rare.
Spesso ci si lamenta come i vecchi old but gold non vengano riproposti, e poi ti trovi un I Palazzi di Carrara a 19 € fra sguardi indifferenti.
Per ragioni diverse una capatina da Weega è conveniente. È qui che trovate titoli difficilmente reperibili perché in genere non localizzati.
Ho tenuto duro ma quando ho visto l’ultima copia a scaffale di Indonesia 3a ed., non ho resistito.
Sapendo anche quanto è raro proprio in tutta Italia, Sara non ha indugiato. Al motto “Martiniano”: chi ci pensa rimane senza.
Da valutare anche l’offerta di Tesla sui Lacerda con sconti da tenere in considerazione per acquisti multipli.

2. Benvenuti nell’era del meet & greet… ma non è come pensate
Probabilmente, e lo abbiamo detto prima di partire, il meet & greet, o firmacopie, più pubblicizzato è stato quello di Lacerda presso Tesla.
E noi c’eravamo. Abbiamo così acquistato anche House of Fado, scatola che piacque subito a Sara l’anno scorso.
Gira un certo snobbismo verso i “lacerdini”. Che però siano più “pratici” e intavolabili con maggiore frequenza?
Erano comunque possibili incontri con gli autori presso tutti gli altri editori.
Ma la nostra foto con Mr. Zenwood, al secolo Sidhant Chand, è stata la chicca della fiera.
Fresco vincitore del Magnifico 2026, è un autore che rivedremo. Sia con Tycoon India 1981 che con altri titoli.
Ad ogni modo, al di là del momento per delle foto ad uso e consumo della fanbase (fra cui noi), avrei gradito un talk. E’ stata ampiamente diffusa l’oppurtunità di un panel: perché non includere anche questi ospiti?

A quando i Pinguini Tattici Nucleari?
Mi sarei aspettato un Lacerda o Isra & Shei assediati dai fan. Ma la calca si è vista più attorno a Barbascura e a Casa Abis.
Questa osservazione non è un giudizio di disvalore nei loro confronti. Stella la trovo davvero simpaticissima nelle scenette. E tra l’altro sono, chi più chi meno, anche loro giocatori.
Chiaramente la loro ospitata fa numeri per la fiera, sconfinando nella più generica regione nerd di cui il gioco da tavolo è una provincia.
Se un giorno trovassimo i Pinguini Tattici Nucleari, che fanno del gioco da tavolo un detox fra un concerto e l’altro, Sara potrebbe morire.
Ma morirebbe contenta.

3. Play 2026, ma quanto mi costi?
La carta di credito è ancora rovente, al di là del “bottino”. Comunque la tiritera è la solita dell’anno scorso: Bologna è più cara di Modena.
Ci siamo spostati con l’albergo tra San Lazzaro di Savena e Idice. Quindici minuti di auto che ci hanno fatto risparmiare qualcosa.
Ma 2,20 € per 50 cl di acqua e 9 € per un panino col prosciutto sono prezzi tedeschi. E probabilmente è questa la piega, visto che una birra alla spina a 6 € da Draft è, in confronto, presa bene.
Appunto per l’anno prossimo: portarsi qualcosa da fuori.

Aria fresca e bagni puliti
Tuttavia Modena non ce la faceva più. A Bologna si è sempre camminato tranquilli e, a parte un attimo sabato, è davvero vivibile.
Con fuori 30° all’interno le ascelle non piangevano.
E nessun water otturato in bagno.
Modena è la nostra gioventù, ma siamo felici che Bologna sia il nostro futuro.

4. Fra orari… e fuori orario
Come da intro, e da copione, siamo arrivati ogni sera alla chiusura ciucchi di fatica.
Il cambiamento nell’orario di chiusura in questo senso non ci ha disturbato.
Buona invece l’idea di tenere la zona food aperta fino alle 23. Ora, chi si è fermato presupponeva di trovare un’area allestita per giocare.
Un mix fra un GiocAosta e un’Area Goblin all’aperto.
Così non è propriamente stato, ma sinceramente non è che sentissi il bisogno di giocare ulteriormente. Invece unire qualche tavolo e bersi una birra in relax con i ragazzi dell’Area Distropick è stato davvero piacevole.
Da migliorare e ripetere.
In conclusione
Forse la nostra Play meno social di sempre. Nel senso che abbiamo avuto poche occasioni di incontrare quei content creator che vediamo raramente a causa della distanza.
Il fatto è che siamo tutti di corsa e l’occasione per rivederci con Tux, incrociato per le scale, non si è verificata.
Per i content creator (ma si legga per cortesia questo articolo come disclaimer) Play 2026 è quasi stata una fiera B2B.
In effetti a Play si è sempre a caccia della novità. Fra gli “eventoni”, il “giocare per giocare” lo vivo solo al GiocAosta.

A ognuno il suo
La mia passione sono i giochi da tavolo, la scienza e il raccontar(mi).
Diciamo che grossomodo sono stato di stanza permanente alla Hall 20.
Sara invece è un animale da evento. Non so se lo ammetterà mai, ma prima di incontrare il gioco da tavolo non era così. Ora le brillano gli occhi all’idea di organizzare una pesca di beneficenza.
Il secondo padiglione più frequentato è stato quindi quello dell’Area Goblin, degli indipendenti, delle associazioni e delle università.
Qui anche perché ero in missione segreta.
La fiera dei mondi
Comunque ogni hall è un mondo a parte. Con le sue regole, le sue passioni e le sue diatribe. Ci sono i suoi autori ed editori, la novità da rincorrere e la demo da provare.
L’ho percepito più di altre volte. Forse perché, seppure nel maelstrom, mi sono seduto almeno una volta in ciascun padiglione.
Per me Play è la fiera dei mondi.

Scartavetrare i muri
Con Marco di Un Meeple per 2 l’altr’anno coniammo il neologismo “scartavetrare i muri”.
Come sapete le major occupano più o meno imponentemente lo spazio centrale della fiera, lasciando a editori più giovani le pareti.
Scartavetrare i muri è un modo sia per dare visibilità a chi ci dà dentro sia un modo per venire a contatto con quei titoli che potresti avere più difficoltà durante l’anno a incontrare.
Perché Le Paludi di Feya prima o poi sul tavolo ci passano.

Attenzione a questa realtà che sta crescendo vertiginosamente.
Immenso il lavoro de La Compagnia dei Board Game
Il rookie dell’anno
Qualche anno fa sottolineammo che Little Rocket Games era l’azienda che aveva cambiato passo. In effetti è oggi una realtà affermata.
Questo simbolico titolo a Play 2026 va a Pick ‘N’ Roll Lab.
Questi ragazzi conquistano la lunetta e piazzano un incredibile tiro in sospensione con Distropick.
Sono in qualche modo l’elemento aggregatore di piccole tigri che si stanno facendo sentire.
Avanti così.

Qui Thessaloniki con il braccio di Tascini
Fra vere e vecchie novità
Premettiamo una cosa: a Play ci sono sì molte novità, ma poche “nostrane”. Molte sono localizzazioni che gli appassionati, che compongono buona parte della moltitudine di visitatori, hanno già provato in altre circostanze.
Le novità “più nuove” sono probabilmente quelle che propone IoGioco, dove abbiamo trovato Daniele Tascini intento a spiegare l’imminente uscita Thessaloniki.

Ho rosicato.
Il gioco della fiera
Sì, ma ce lo dici maledetto cerchiobottista qual è stato il gioco della fiera per te?
Vi stupiremo, e ci toglieremo dall’imbarazzo, indicando come il LARP investigativo promosso da Dracomaca sia stata la migliore esperienza di Play 2026.
Sognavo da tempo di fare un LARP e questo investigativo nella New York Anni ’20, con un eccezionale Maurizio de Angelis nelle vesti di arbitro, l’ho adorato.
Pagherei per una busta, tipo caso investigativo, che mi permetta di organizzare a casa qualcosa di simile.
Editori, vi ho tirato l’amo per un prossimo crowdfunding?







