Giochi da tavolo che raccontano storie: un libro di Ignacy Trzewiczek

Ignacy Trzewiczek lo abbiamo intervistato durante la pandemia.
Averlo fatto è una di quelle piccole cose che ci rende orgogliosi.
Ci inviò due video dove rispondeva alle nostre 20 domande.
Era un autore che conoscevamo già, ad esempio per Detective, ma anche per gli articoli che pubblicava sul suo blog.
Da quel blog è nato il libro che vi stiamo presentando: Giochi da tavolo che raccontano storie.

Tempo di lettura 7 minuti

Un imbarazzato Redattore con un più a suo agio Ignacy Trzewiczek.
C’è da dire che c’era un caldo assurdo e una corporatura più snella giocava a favore di Ignacy

Per concludere il paragrafo sugli aneddoti, abbiamo avuto la fortuna di incontrare Ignacy Trzewiczek a Play 2022.
Sapevamo che in quell’occasione avrebbe presentato alcuni giochi che saranno localizzati nei prossimi mesi da Pendragon Game Studio.
Il nostro Redattore lo incontrò mentre si aggirava in uno stand, come ogni altro visitatore.
Ci ha pensato un po’ su, per timidezza ed educazione, e poi ha fatto quello che non si deve fare: rompere le scatole ad una persona in un momento di relax.
Tra l’altro si è avvicinato con un troppo colloquiale “Hi Ignacy!”, chiaramente per evitare di storpiare il cognome.
(Tra l’altro, si legge nel libro, cosa che accade spesso).
Il Redattore si è quindi presentato e, con un inglese ancora più traballante a causa dell’emozione, si è complimentato con lui e gli ha donato una penna di Volpe Giocosa.
Uno dei migliori momenti di Play 2022.
In quel contesto abbiamo acquistato il libro e non abbiamo perso l’occasione per farcelo autografare.
Alle conclusioni cosa ne pensiamo.


Cosa non trovate nel libro

Giochi da tavolo che raccontano storie non è un manuale sulla progettazione di giochi da tavolo.
Non vengono spiegate le meccaniche una ad una o si entra in modo analitico in tutti i giochi che Ignacy ha prodotto o ha progettato.
In qualche modo il libro è fedele in tutto e per tutto al suo contenuto: racconta una storia.
La storia del suo autore tramite vicende, aneddoti e incontri con altri game designer.

Nessun gioco di recente pubblicazione

In Giochi da tavolo che raccontano storie non trovate riferimento a Detective, gioco, per stessa affermazione di Ignacy, che ha avuto un successo di cui non immaginava la portata.
Il libro si rifà a eventi e giochi un po’ più datati.
Come dicevamo il libro racconta una storia personale e quindi poco conta che passi attraverso 51st State, Neuroshima Hex, Stronghold o Robinson Crusoe.
I valori e i concetti di fondo che il libro vuole passare sono comunque attuali.

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Ignacy Trzewiczek ci racconta il suo primo incontro con Dune nell’adolescenza e con orgoglio ci mostra il suo gioco

Cosa trovate in Giochi da tavolo che raccontano storie

La storia di Ignacy va contestualizzata.
Come lui stesso riporta nella sua famiglia non mancava niente.
Parliamo comunque di una storia che ha le sue radici in una Polonia che era appena uscita da un regime comunista e si affacciava, con tutte le difficoltà del caso, al mondo occidentale.
Una situazione non critica, ma nemmeno in discesa.
Capito questo contesto si intuiscono i toni dell’intero libro.

Una storia di successo dove niente è gratuito

Ignacy nel suo libro tratta, soprattutto nei primi capitoli, i suoi maggiori successi.
E’ con orgoglio che ci racconta come una piccola realtà, quasi amatoriale, sia diventata Portal Games odierna, uno studio di game design noto in tutto il mondo.
Si trova un tono quasi trionfale nel raccontare come è nato Stronghold.
Uno stile che potrebbe anche non piacere e apparire addirittura tronfio.
Non cadete in questa trappola e leggete oltre le parole.
In quelle pagine trovate le paure di un ragazzo di 33 anni che teme il suo gioco non possa piacere e che abbia fatto un casino con la pubblicazione.

First Martians, un survival sci-fi alla Robinson, è ancora nella nostra libreria.
Quest’estate l’occasione per giocarlo?

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Lo spietato mondo dei giochi da tavolo…

Nel libro si fa un calcolo, che probabilmente nel 2022 andrebbe aggiornato.
Un aggiornamento che enfatizzerebbe ancora di più il concetto.
Ogni anno escono migliaia di giochi.
Molti di questi, in particolare in periodo pre-Covid, passavano per Essen.
Probabilmente passano attraverso gli stand della fiera tedesca un sacco di buoni giochi.
Ecco, il problema è questo: sono buoni.
Dall’altra parte del tavolo si trovano giocatori esigenti a cui poco frega degli sforzi che hai fatto per arrivare con la tua scatola ad Essen.
Loro chiedono un gioco ottimo.
Niente di meno.
Alla fine della fiera, in senso lato ma proprio anche relativamente all’evento di Essen, se sei nella barra Hotness di Board Game Geek bene, altrimenti è molto probabile che tra le mani tu abbia solo cartone.
Un buon cartone.
Magari nel 2022 il metro non è BGG, o forse sì. Non cambia però il concetto.
Cinico. Spietato. Reale.

Robinson Crusoe: una delle più attese ristampe

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… ma che può creare forti legami

Il paragrafo precedente dà un’immagine davvero crudele del mondo da tavolo.
Teniamo però conto che Ignacy è sia un designer che un editore.
Quello che per molti giocatori è un hobby, a volte una missione, per lui è anche imprenditoria.
Come scrive nel libro, non è diventato milionario con la Portal Games, ma fa un lavoro che lo fa svegliare al mattino con il sorriso e gli permette di vivere una vita agiata con la sua famiglia.
Tuttavia nel libro c‘è spazio anche per i sentimenti, per così dire.
Gli aneddoti che riporta, ci mostrano una community, quella degli autori, molto affiatata.
Ci parla anche di amicizia e di conforto reciproco e dell’energia che i giocatori gli trasmettono.
Ci siamo sempre chiesti che rapporti ci fossero fra i creatori di giochi da tavolo.
In Giochi da tavolo che raccontano storie vediamo un Vladimír Chvátil che distrugge in modo costruttivo (che bella frase!) Robinson.
Dall’altra parte un Ignacy che accetta la critica dell’amico e lo ribilancia.
Assertività, critiche costruttive e apertura mentale per recepirle: la migliore meccanica di un gioco da tavolo.
Nella ultima parte del libro è proposta una carrellata di autori amici di Ignacy.
Poi magari, come nel mondo dei content creator, ci saranno degli attriti.
Boh…

Un gioco che non conoscevamo e abbiamo approfondito dopo la lettura del libro: 51st State

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Le difficoltà di vivere con una persona creativa

Nel nostro mondo, che speriamo stia scomparendo, le persone hanno un badge da timbrare ad entrata e uscita dal lavoro.
Hanno una scrivania dove è bene il proprio capo li trovi seduti.
Bene, il mondo dei creativi non funziona così.
Per “lavori creativi” si immagina spesso quello del pittore, dello scrittore o, per essere moderni, fare il regista.
Un lavoratore creativo, nell’accezione più larga del termine, è secondo noi qualcuno che si trova a dover risolvere un problema partendo da delle ipotesi di base e con mezzi assegnati.
I giocatori non fanno fatica a definire il game designing come un lavoro creativo.
Qui, “il problema”, è progettare un gioco.
Anche un architetto, un ingegnere o molti altri professionisti fanno un lavoro creativo.
Il problema della creatività è che se ne frega degli orari.
Se ne frega di quante ore stai davanti al problema seduto.
Può accadere che stai 12 ore davanti al pc e la soluzione appare ai tuoi occhi nei 20 minuti di tragitto verso casa.
Ed è una storia vera.

L’intervista concessaci da Ignacy durante il lockdown, in un’unica versione da 30 minuti

L’ispirazione può avvenire ovunque, anche nei momenti meno opportuni

Chiamiamo questa epifania della creatività “ispirazione”.
Come dicevamo, avviene quando le pare.
Come ci racconta Ignacy può avvenire mentre devi gestire una distorsione dopo una partita di calcio.
Oppure nel tragitto verso casa in auto.
Altre volte l’ispirazione ha bisogno della sua sala parto, che può essere una determinata fase della giornata e in determinate condizione.
E come la nascita di un figlio: quando la soluzione di un problema arriva la devi partorire.
Fissare su carta. Appuntare sul telefono.
Non riesci a pensare ad altro finché non sono passati i dolori del parto.
Può succedere che ciò avvenga mentre entri in casa e i tuoi figli reclamano il padre.
Ma essere un creativo è il tuo lavoro. E’ il modo con cui paghi i conti a fine mese.
In quel momento tu sei lì solo fisicamente, la tua mente è altrove.
A quel punto hai bisogno di persone intelligenti affianco a te.
Persone che capiscono che l’affetto che provi per loro non dipende da quanto tempo tu le dedichi, ma dalla qualità dello stesso.

Si che “dietro un uomo di successo c’è spesso una grande donna”.
Così è per Ignacy Trzewiczek.

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In conclusione

Giochi da tavolo che raccontano storie è un libro di Ignacy Trzewiczek.
Il noto autore ed editore è anche un avido lettore e scrittore.
I capitoli del libro (che tra l’altro si presenta con copertina rigida e un segnalibro di raso) sono presi dal suo blog.
Come dicevamo non un manuale di game design, ma il racconto di una storia.
Ciò non vuol dire che non possa essere un libro per aspiranti autori.
Anzi, lo consigliamo in questo senso.
Qualche lezioncina di tecnica c’è, ma non lo consigliamo per questo.
Se siete aspiranti game designer troverete come ci si approccia alla creazione di un gioco.
Trovate l’umiltà di sapere che ogni vostra creazione è perfettibile.
Il tutto con l’autoconvincimento che il proprio gioco sia il migliore in assoluto e la certezza che non lo sia, in un approccio quasi bipolare ma il cui significato è chiaro.
Se poi pensate che creare i giochi sia equivalente di fare i soldi giocando…beh, strada sbagliata.
Ce lo insegna Ignacy ed altri autori con la loro storia in appendice.

La copia del redattore autografata da Ignacy

La lezione del libro per game designer (ma per chiunque)

Dicevamo un libro che può essere d’ispirazione.
Beh sì.
Parafrasando ciò che si legge fra le righe di ogni paragrafo si può sintetizzare:
“Volevo fare questo lavoro. Non è stato facile.
Ho speso giorni e notti, ma ho rischiato anche del denaro prendendo sempre la strada in salita.
Mi sono sempre impegnato pensando che il gioco su cui stavo lavorando fosse il migliore in assoluto, ma ho sempre cercato di migliorarlo.
Hanno più volte distrutto, anche se a volte gentilmente, i miei prototipi, e li ringrazio per questo
Li ho presi dalla pattumiera, li ho rimontati, playtestati fino alla nausea e riproposti.

Sono diventati dei successi”.
Insomma: vuoi qualcosa? Non piagnucolare, rimboccati le maniche e dacci dentro.

Qui di seguito vi proponiamo una lista di giochi di questo editore.
Acquistandoli dal nostro partner Get Your Fun attraverso questi link non ti costa nulla, anzi, e aiuterai a sostenere Volpe Giocosa:

17 Giugno 2022

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