Entropy: tre star designer in un gioco solo

È probabilmente il gioco su cui nutrivo più aspettative. Troviamo a lavorare insieme 3 star designer del calibro di Battista, Mangone e Luciani.
Inutile soffermarmi sulla loro produzione. In secondo luogo il nome del gioco, Entropy, e il tema della generazione di sistemi solari mi interrogavano allo stesso modo.
Finalmente la mia curiosità è stata appagata al Long Day Play di GdT Roma Players di ottobre.

⌛ 7 minuti

Per chi va di fretta
  • muoviti sulla rondella e scegli l’azione
  • nessuna novità nel flusso di gioco, ma meccaniche per coordinate e sinergiche
  • il tableau building della creazione del sistema solare

Entropy non era stato messo fra i giochi che avremmo provato a Essen, proprio perché conosciamo un po’ il dietro le quinte e davamo per certo di giocarlo nel panorama romano.
Impressioni e immagini derivano proprio dalla prima e unica partita, finora, giocata.
Non è quindi una recensione, né un giudizio sintetico, ma quasi la condivisione di un’esperienza.

Entropy

Entropy: tre star designer in un gioco solo

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Autori

Tommaso Battista
Simone Luciani
Nestore Mangone

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Editore

Board&Dice
Cranio Creations

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Giocatori

1-4

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Età

14+

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Durata

90-150 min

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Costo

45€ circa

L’opulenza e la ricercatezza ormai dovute

Entropy si presenta con un tabellone circolare. Sembra sia una nuova moda.
In realtà in questa circostanza non è solamente un vezzo stilistico, ma la scelta editoriale sposa anche la meccanica principale che ci permette di selezionare le azioni. Sono infatti disposte in una corona circolare, che però merita un discorso a parte.
Il centro del tabellone è dedicato a tracciati e vetrine. Queste ultime sono copiose e permettono al giocatore di portare a casa Stelle, Biomi, Asteroidi e Vita.
Sono questi gli ingredienti principali che permettono al giocatore la costruzione del proprio sistema solare privato.

Entropy: tre star designer in un gioco solo
Pianeti che contengono vita e che si incastrano in Sistemi solari con al centro la Stella

Un puzzle stellare

Già, perché davanti a sé il giocatore ha una piccola plancia personale (la Console), ma dovrà fare spazio per tutti i sistemi solari che durante la partita andrà costruendo.
È una meccanica da capire fin da subito. Ogni sistema solare ha una Stella che va al centro della Tessera Sistema Solare.
Ognuna di queste tessere ha due incastri puzzle che permettono di ospitare esattamente 2 Tessere Pianeta.
Le Tessere Pianeta possono ospitare 2 Asteroidi ciascuna, che io ho immaginato come lune.
Ogni Pianeta può poi ospitare un singolo Bioma e 5 token Forma di Vita per ciascuna categoria (Batteri, Piante e Animali).
Inutile dire che ogni elemento è a sua volta particolareggiato. Abbiamo infatti 4 tipi differenti di Asteroidi e ogni tessera ha bonus e caratteristiche differenti.

L’officina stellare del giocatore

Poca la componentistica in legno del giocatore. Tutto ruota elegantemente intorno alla pedina Scienziato, con la quale si scelgono le azioni sull’anello delle Tessere Azione e i token Creazione, uno stratagemma per evitare che il giocatore possa ripetere più volte di seguito la stessa azione.
Altri elementi in legno sono le risorse: Energia, Massa e la “magica” Entropia.

Entropy: tre star designer in un gioco solo
Una vista dall’alto di Entropy

Contro la ripetizione delle azioni

Merita una menzione a parte l’astuto sistema di selezione delle azioni.
Il giocatore può muovere il proprio Scienziato fino a 3 passi su una rondella concentrica, scegliendo se atterrare sulla corsia interna o su quella esterna.
La scelta è spesso vincolata: per attivare un’azione della corsia interna occorre possedere il relativo Token Creazione. Scegliendola, il token viene speso sul posto e rimarrà bloccato lì, tornando in riserva soltanto al successivo passaggio dello Scienziato in quel settore.
Di conseguenza, anche se un’azione figura due volte sulla rondella, è quasi impossibile eseguirla in due turni consecutivi, se non spendendo un Token Creazione jolly.
C’è poi da dire che ogni azione ha 3 livelli di potenza differenti. Più passi si fanno per raggiungere quel settore, più scarsa sarà l’azione.
La presenza di avversari sulla stessa casella depotenzia ulteriormente l’azione.

Entropy: tre star designer in un gioco solo
Tante azioni, ma intuitive

Azioni intuitive

Spostandoci sulla rondella possiamo quindi compiere le azioni che portano a strutturare i sistemi solari che abbiamo dettagliato poc’anzi.
“Fai evolvere una Stella” permette sia di prenderne una iniziale da collocare in una nuova Tessera Sistema Solare, sia di sostituirne una già a nostra disposizione con una della fase successiva.
Qualcuno ricorderà qualche stralcio dell’evoluzione stellare e del diagramma H-R.
Azioni analoghe, ad esempio “Aggrega un Pianeta” o “Cattura un Asteroide“, non fanno altro che quello che promettono a fronte del pagamento di risorse.
Sparse sulla plancia, poi, ci sono azioni secondarie che permettono di avanzare su tracciati o ottenere risorse.
Per menzionarne una, l’azione “Attivare una Stella” sarà più proficua tanto più saremo avanzati nel Tracciato Generatore.
Così, più saremo avanti nel tracciato, più risorse otterremo e più effetti speciali attiveremo.

Entropy: tre star designer in un gioco solo
Lo Scienziato è la pedina che ci permette di selezionare le azioni sulla rondella

Una corsa all’obiettivo

Sul tabellone principale vediamo la vetrina degli Obiettivi.
Tre di questi hanno un tracciato. Quando ad esempio si evolve una Stella nella sua fase 3 o 4, allora si avanza di uno spazio nel tracciato.
La posizione raggiunta è in effetti un moltiplicatore per un certo criterio (ad esempio tanti punti per quanti Pianeti dello stesso tipo).
Altre Missioni danno invece punti secchi. Chi per primo ha 11 Batteri, ad esempio, prende il token più alto nella pila lasciandone uno meno cospicuo a chi per secondo raggiunge la stessa condizione.
Una Missione può essere terminata quando un giocatore arriva a fine corsa del tracciato o quando si esauriscono alcune pile di Tessere Obiettivo (grande Obiettivo Forme di Vita)
Il completamento di 2 Missioni innesca la sequenza di fine partita.

Link utili

In conclusione

Il Long Day di GdT Roma Players è sempre una festa. Questa volta lo è stata un po’ meno a causa di un evento tragico che i giocatori avranno sicuramente appreso dalla community.
I ragazzi di GdT Roma Players, nell’impossibilità di arrestare la macchina organizzativa ormai nella sua fase conclusiva, hanno gestito la giornata con tatto e delicatezza in un clima per forza di cose sottotono. Davvero un approccio lodevole.
Perché prima di essere giocatori siamo una comunità.

Originalità componentistica al servizio del gioco

Nella scelta di componentistica e materiali sono state fatte scelte che, come dicevamo, si mettono al servizio del gioco.
Il tutto è condito da una grafica accattivante e che rispetta il tema. Suggestive le Tessere Bioma.
L’idea dei Pianeti che si incastrano nelle Tessere Sistema Solare mi è piaciuta. Come però in altre circostanze, gli incastri sono talvolta forzati, creando un po’ di patema a chi tiene le scatole come oggetti sacri.
Non si capisce perché non si riesca mai a giocare con precisione sulle tolleranze di produzione.

Entropy: tre star designer in un gioco solo
Carino il “tracciato a bivi” dell’evoluzione stellare.
Molto tematico

La generazione delle Stelle

La meccanica del tableau building è stata ben impiegata per simulare il tema di composizione del sistema solare.
È questo l’elemento, fragile se vogliamo, ma che sostiene l’intera ambientazione di Entropy. Prestare quest’attenzione permette di uscire da una visione totalmente arida ed astratta che personalmente non mi ha fatto ben digerire Golem.
Le meccaniche proposte dai 3 autori potevano calzare qualsiasi abito, ma quello scelto è stato cucito bene e non è solamente pretestuoso se si conosce il contesto.

Il troppo che potrebbe confondere

Entropy è un gioco pensato per giocatori esperti, con la community di BGG che vota per un peso di 3,64.
Costruire un motore efficiente non è facile, ma è la chiave del gioco. I primi round sono stati lenti, per poi velocizzarsi esponenzialmente alla fine della partita.
Esiste però uno strato di livelli intricati e “mal pagati”. Le carte Focus, qui non menzionate, sono ad esempio un elemento che complica il gioco ma dà più che altro un effetto di spaesamento.
Ma a onor del vero non posso dire se in partite successive, con un gruppo di esperienza al tavolo, non possano essere leve che fanno la differenza.

Entropy: tre star designer in un gioco solo
Il sistema della Console.
Indispensabile? Lo dirà il tempo

Fra Barrage e la rondella di Gerdts

Alcuni giocatori hanno rivisto nel sistema di selezione delle azioni la celebre ruota di Barrage sulla plancia del giocatore.
Sebbene sia un fan di quel gioco, mi trovo a giocarlo raramente perché ormai si sono creati circoli di esperti con cui giocare sarebbe poco divertente per tutte le persone al tavolo.
In particolare, personalmente, ho sempre avuto difficoltà a gestire la ruota.
Invece la rondella di Entropy mi è sembrata più permissiva (e forse più paragonabile a quella di Gerdts). La differenza principale è che quando selezioni un’azione, lo stesso spazio azione ti fornisce una o più risorse che dovrai pagare in quel frangente.
E la riscossione delle risorse precede proprio l’azione.
Magari non sarà la mossa migliore in quel momento, ma qualcosa riesci sempre a fare e in ogni turno mi sono sentito soddisfatto.

Di fatti una corsa stellare

Mi è piaciuto il sistema di punteggio. Più volte mi sono trovato a pensare se convenisse correre su un Tracciato Missione per innalzare il moltiplicatore o potenziare il suo “sottostante”.
Un trade-off sempre difficile e intrigante, la cui gestione spinge sempre a una partita successiva.

Entropy: tre star designer in un gioco solo
Una marea di materiale, spesso anche da tenere in ordine.
Un organizer, amatoriale o da acquistare, è obbligatorio

Diverse strade alla vittoria

Ogni giocatore al tavolo ha condotto una strategia diversa. Come ogni volta in cui mi trovo davanti a un gioco con end game bonus, durante i round sembro comportarmi bene, salvo subire una doccia fredda finale.
E così è stato questa volta.
Tuttavia l’esperienza non è stata frustrante, anzi ho voglia di rigiocarlo.

La somma è meglio delle singole parti?

Entropy avrebbe potuto essere un’operazione commerciale. Prendi tre autori nell’Olimpo degli eurogame e fai mettere la loro firma su una scatola. Vedrai che la vendi sicuro.
E invece sotto il coperchio di Entropy c’è davvero un gioco. Ok, potremmo discutere su alcune scelte editoriali.
Far stare decine di segnalini su una tesserina è un’impresa e comunque il gioco è tutt’altro che compatto.
In Entropy non troviamo neppure chissà che novità, laddove i tre autori mettono insieme e legano in maniera sinergica meccaniche che padroneggiano alla grande.
Il risultato è piacevole senza gridare al miracolo e merita di essere giocato per più di una partita.

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