Origin Story: nascita ed evoluzione di un supereroe

Vantage è stato un attesissimo titolo da parte di Stonemaier. Ci ha tenuti anche col fiato sul collo in dirittura di arrivo, a causa della guerra dei dazi. Lo abbiamo provato ed è stato probabilmente il titolo più originale del 2025.
Onestamente Origin Story non era nei nostri radar. Ma esce un trick taking e te lo perdi?

5 minuti
Per chi va di fretta
  • Trick taking e supereroi
  • Illustrazioni eccezionali
  • Più intricato del dovuto?

Il trick taking è una meccanica davvero versatile. Nei giochi di carte tradizionali va dalla briscola al più nobile bridge. Nel gioco da tavolo, cosiddetto moderno, è impiegato “a sé stante”, vedi Principesse Ribelli, o all’interno di una cornice più complessa, come in Arcs.
Vediamo in questo caso come Stegmaier e Wissinger l’anno interpretata.

Origin Story

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Autori

Jamey Stegmaier
Pete Wissinger

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Editore

Stonemaier Games

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Giocatori

1-5

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Età 

14+

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Durata

45′

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Costo

30€ ca.

Una grafica strepitosa

Pare che in rete circolino pareri discordanti sulla grafica di Origin Story.
Per noi Clémentine Campardou, già illustratrice di Wyrmspan, ha fatto un lavoro davvero eccezionale. Il tratto acquerello e le linee fra American comics e graphic novel creano quella ambientazione che sicuramente gli autori cercavano.
Una mano la danno anche le plance dei giocatori, pieghevoli e finemente illustrate, ognuna delle quali sembra proprio un fumetto. Questa componentistica di qualità si paga un po’ in praticità: difficile richiudere la scatola e carte in diverse dimensioni complicano l’approvvigionamento di bustine.
E così via anche per le carte, la componentistica principale di Origin Story. Del resto è o no un trick taking game?

Os gioco da tavolo
52 carte in 4 semi: il più classico mazzo da trick taking

Nel motore? Un classico mazzo di carte

Se la grafica è sorprendente, la meccanica di base è sicuramente standard. E’ gestita attraverso un mazzo di 52 diviso in 4 semi da 13 carte ordinate da 1 a 13. Siamo cioè di fronte a un mazzo standard da poker.
Poi ok, i semi hanno altro nome, ma fondamentalmente questo e’.
Ci sono poi altre carte che corredano il gioco. Sono abilità speciali che i giocatori otterranno durante la partita.
Il contapunti è costituito da due rondelle che ruotano, tipo i conta punti vita dei giochi di ruolo.

Origin Story gioco da tavolo
Supereroe o supercattivo: due facce dello stesso contapunti

Come Origin Story usa il trick taking

Qualche tempo fa avevamo proposto un piccolo glossario con i termini del trick taking. Riprendendolo possiamo dire che:

  • c’è una meccanica di leading suit: in giocatori devono rispondere con lo stesso seme del primo di mano
  • c’è un trump. L’Amore è sempre la briscola della partita.
  • il punteggio è determinato solo dal numero delle prese, non dalle carte che le compongono
  • la mano di è 8 carte e non si pesca durante il round
  • ogni round è composto da 8 trick (termina appunto quando i giocatori hanno finito le carte)

All’inizio di ogni round il giocatore può scegliere da quale lato girare il proprio contapunti.
Giocherà il lato supereroe se convinto di essere in grado di fare molte prese, che gli varranno un punto vittoria ciascuno.
Se preferisce l’altro lato sta scommettendo di non fare nessuna presa. Se farà fede al suo patto totalizzerà 4 punti.

Questa è la meccanica di base che regola Origin Story, ma no, non stiamo giocando né Tressette né a Franciscan Diamond.
Chiaramente c’è da qualche parte un twist

Origin Story gioco da tavolo
La plancia del giocatore: un eroe in crescita

Origin Story: quasi un romanzo di formazione

Origin Story non ha un twist, una singola trovata sporadica. C’è dietro una struttura robusta e per farvela vedere passiamo quindi a illustrare un la lore.
Una partita è un po’ un romanzo di formazione di un giovane con grandi potenzialità che potrà sfruttare per diventare un supereroe o un supercattivo (il cosiddetto villain). Per arrivare a questo obiettivo necessiterà di gadget e alleati che popoleranno la plancia del giocatore. Ecco quindi che i 5 round, i trick, sono in realtà 5 capitoli di una storia.
In ogni capitolo si può immaginare sia raccontato un evento critico e chi vince la mano è l’eroe (o il villain) di giornata.

Origin Story gioco da tavolo

La struttura di una partita

Abbiamo chiarito, anzi sviscerato, la meccanica del round, ma è necessaria una visione più di insieme. Durante la partita infatti vengono anche usate le carte Storia e le carte Evento.

Costruire il personaggio

Ad inizio di ogni round ogni giocatore riceve 3 carte Storia e ne aggiunge una alla propria plancia personale. Sono abilità speciali che posso essere attivate nella fase di gioco indicata sulla carta e che possono necessitare di un trigger per essere attivate. E’ necessario allocare Stamina per attivare le abilità.

Origin Story gioco da tavolo
La Stamina, in rosa, è la risorsa utilizzata per attivare le abilità

L’energia del personaggio

La Stamina è l’unica risorsa del gioco. Ad ogni round una rendita alimenta il giocatore, ma ci sono anche modi per ottenerne di più durante il gioco.
Quella che si spende durante il round non viene persa (tranne possibili casi eccezionali), ma si accumula round per round. Questo fa sì che più si avanza nel gioco, più si carte si hanno e più Stamina si ha a disposizione, rendendo il gioco via via più profondo.

Un evento mette un po’ di pepe

Al terzo round è l’occasione per pescare dal mazzo una carta Evento. Serve probabilmente per aggiungere ulteriore variabilità alle partite e, quindi, longevità al prodotto. Introducono fino a un paio di cambi di regole all’interno della partita, in particolari fasi della struttura del round. Ricorda molto Principesse Ribelli.

Origin Story gioco da tavolo
Gli Eventi cambiano un po’ le regole dal terzo round in poi

Semplicità contro originalità

Come scrivevamo, Principesse Ribelli è stato un trick taking che ha tenuto banco per diverse serate. Al contrario, Power Vacuum mi è sembrato troppo sovra strutturato. In questo senso anche Origin Story può dare l’impressione di avere un contorno più intricato che realmente profondo. Provo a spiegarmi meglio.

Il modello di riferimento: il trick taking classico

Giochi di carte come il bridge, il più nobile fra i trick taking game, sono estremamente matematici. Conti le carte, calcoli le prese e riesci a formulare previsioni piuttosto chiare su quante prese potrai fare. Le informazioni a tua disposizione sono poche, ma sono tutte davanti a te.

Origin Story gioco da tavolo
Le abilità dei personaggi creano spessore e variabilitò, ma complicano anche il gioco.
Il bilancio costo-beneficio è in mano vostra

Asimmetria e personaggi: quando aumentano le variabili

Se aggiungo elementi di asimmetria fra i giocatori — in Origin Story, ad esempio, la costruzione del personaggio — sto introducendo ulteriore materiale da tenere in considerazione.
Devo ricordarmi che giocando una certa carta potrei, per esempio, consentire l’attivazione di un potere a un altro giocatore.
Le decisioni diventano meno leggibili turno dopo turno.
La situazione che mi si presenta davanti diventa cioè più opaca, ma anche più profonda, round dopo round.

Ambientazione e tableau building al centro dell’esperienza

Chiaramente Origin Story — e il paragrafo sull’ambientazione lo testimonia — non vuole essere un astratto. L’aspetto di creazione del personaggio (tableau building) è infatti sicuramente appagante. La gestione della stamina come strato di profondità aggiuntivo.
A questo si aggiunge un ulteriore strato di gioco, legato alla gestione della stamina per attivare le abilità, che finisce per giustificare l’intero impianto del sistema.

Link utili

In conclusione

Orin Story è il gioco che non ci aspettavamo. Nè Stonemaier nè Ghenos, che lo localizzerà a Febbraio in Italia, hanno tessuto il velo dell’ hype che ormai avvolge ogni nuova uscita.
E’ un gioco onesto, qualcosa uno storytelling di una persona comune, ma con potenzialità, che evolve fino a diventare un supereroe (o un supercattivo).
Il giocatore si compiace round per round nel vedere accumulare abilità ed equipaggiamenti sulla sua plancia, mentre si destreggia nel gestire la stamina.

E in solitario?

In un contesto normale non avremmo approfondito la modalità solitario. Un gioco di carte con queste caratteristiche, a priori, ha una variante in solitario più per motivi editoriali che per altro. Invece la convalescenza mi ha costretto a farci un paio di partite.
Non è ovviamente il massimo, ma si fa giocare. I due bot, i Vancardiani, si gestiscono in maniera fluida. Adottano infatti una logica lineare e razionale, cosicché dopo un paio di mani non vi sarà necessario guardare il regolamento o interrogare Dized.

Origin Story gioco da tavolo
Stupende le illustrazioni

Ode a Dized

A proposito, l’applicazione Dized, già usata per altri giochi, è sicuramente il miglior modo in circolazione per apprendere come giocare.
I video tutorial molto spesso non sono che una rilettura del regolamento, spesso anche soporiferi. Sempre più difficile, tolti i classici nomi, trovare qualcosa di qualità più elevata.
Dized invece è un tutorial-interattivo. Come quando impari ad andare in bicicletta ti tiene il sellino, poi ti lascia ma continua a guardarti ed è lì ogni volta che ne hai bisogno.
Spesso impiegata nei giochi della Stonemaier non possiamo che sperare che prenda sempre più piede.

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