Limit: 4+1 motivi perché non è un piccolo Hegemony

Ci sono paragoni che non smetteranno mai di esistere. Caverna vs Agricola è stato un must. Se n’è parlato (e se ne parla?) su social e community da un sacco di tempo.
Inutile dire che nessun thread che ho seguito ha mai risolto qualcosa.
Un po’ come cercare di decretare quale sia il migliore Azul. Sono argomenti infatti che spesso definisco “bianchi”: ognuno può dire la sua senza timore di essere contraddetto.
Il nuovo trend del momento è Limit vs Hegemony?

8 minuti
Per chi va di fretta
  • Limit non è un piccolo Hegemony
  • Uno non sostituisce l’altro
  • Raccontano store diverse

I paragoni sono comodi. La cosa più intuitiva davanti a una novità è paragonarla a qualcosa che conosciamo.
Sfogliamo cioè la nostra memoria per trovare qualcosa di più simile a ciò che ci viene proposto per la prima volta.
Se il confronto “regga” o no è secondario. Almeno in prima battuta.
Il gioco da tavolo non si esime da questa dinamica.
Vediamo se però nel caso proposto, ovvero Limit vs Hegemony, il paragone sia idoneo.
Penso che il titolo sia già uno spoiler importante sulla mia posizione.

Limit vs. Hegemony

Un’analisi di dettaglio

Le conclusioni che trarremmo in questo articolo si basano anche su dati raccolti su BGG.
In effetti abbiamo fatto una sintesi.
Per chi non conoscesse Limit, abbiamo proposto un articolo scritto dopo alcune partite giocate su BGA.
Adesso abbiamo anche una copia fisica e lo abbiamo proposto a La Pila degli Scarti.
In associazione, ma anche nella community, ci si chiede se sia paragonabile ad Hegemony.
Anzi, la domanda è se, tutto sommato, la scatola di Bagiartakis e Timotheou non sia preferibile.
Nel proseguo trovate i 4+1 ragioni, l’ultimo nelle conclusioni, che motivano il perché sono due giochi diversi.

  1. Raccontano due storie differenti
  2. Durate differenti
  3. Il regolamento di Hegemony? Devi fare i compiti a casa
  4. Ti va di scervellarti questa sera?
Limit si ispira a I Limiti alla Crescita

1. Raccontano due storie differenti

E’ una differenza che magari può sfuggire a giocatori più legati alla meccanica. Bisogna però anche tenere conto che le scatole spesso vogliono raccontare una storia.
E’ una caratteristica tipica dei “germanisti” non curare la lore, visto che in molti dei loro giochi preferiti può essere impalpabile.
Tuttavia focalizziamoci un attimo sull’ambientazione di Limit ed Hegemony.

In Limit gestiamo una Nazione, stratificata al suo interno in astratte classi sociali. Questa Nazione interagisce sia con gli altri giocatori sia col Mondo.
Il Mondo non è una generale “banca”, come in molti giochi, fra cui Hegemony. Se vogliamo essa esso stesso è un giocatore, in senso lato, a se stante. Ha delle delle sue risorse che sono limitate e variano in quantità nel corso della partita. E quando finiscono sono guai.
Ho visto in questo gioco un’affinità col Dilemma del Prigioniero, sebbene la prefazione italiana a I Limiti alla Crescita scoraggi questo paragone.

Viceversa in Hegemony i giocatori compongono una Nazione. Le classi sociali, astratte in Limit, diventano fazioni in mano al singolo giocatore.
L’interazione, o contrapposizione, è tra classi sociali e non tra Nazioni.
Esiste anche qui un Mondo esterno ai giocatori, rappresentato dal mercato estero con cui si può interagire.
In questo caso la sua percezione, con risorse infinite, è più distante e meno asfissiante che in Limit.

▲ Indice ▲

Hegemony ha vinto il Magnifico 2024

2. Durate differenti

Scorrendo tra i gruppi Facebook ho notato che alcuni giocatori riportano durate elevate per Limit.
Sono sorpreso, perché è proprio la differenza in durata uno dei fattori che mi fa propendere per una o l’altra scatola.
Nella considerazione che sto facendo non tengo conto di setup e spiegazione del gioco.

In Limit siamo a mio avviso sui 30-45 minuti a giocatore. In questa stima considero che dopo la prima generazione, le fasi di bookkeeping siano svolte in contemporanea dai giocatori, come prevede il regolamento.
Una durata più lunga è possibile se si introducono le Alleanze, difatti sconsigliate per più di 4 giocatori.

In Hegemony siamo almeno sull’ora a giocatore. Giocandolo bene un po’ di tempo andrebbe anche dedicato alla negoziazione.
E questo è un altro punto: l’esperienza dei giocatori.
Difficilmente ho giocato una partita ad Hegemony dove o non ci fossero giocatori alla prima partita o che non giocassero per la prima volta quella classe sociale.
Non so se succede solo a me. Sono propenso a pensare che nell’era del turbo-publishing non sia l’unico ad avere questa esperienza.

Le statistiche falsate di Hegemony

E, a questo proposito, credo che le statistiche che correlano le classi sociali alla probabilità di vittoria siano difatti inquinate da questo aspetto.
Lo Stato è una fazione più lineare: basta seguire gli obiettivi ed essere cerchiobottisti.
A detta dell’autore la Classe Media è forse la più forte. Però, sempre per sua ammissione, è anche la più difficile da gestire. Ecco che in mano a un newbie accade la catastrofe.
Anche le altre classi sociali, classe operaia ed imprenditori, necessitano un’esperienza e una visione strategica maggiore.
Anche solo per dare filo da torcere allo Stato.
Se, come sembra, le statistiche di BGG sono popolate da tante prime partite, ecco spiegato il 37.8% di vittorie dello Stato.

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Statistiche da BGG alla data odierna

3. Il regolamento di Hegemony? Devi fare i compiti a casa

Nella valutazione della durata di una partita, non ho tenuto conto della spiegazione.
Giocatori, se hanno un minimo di dimestichezza con il gioco da tavolo, apprenderanno le regole di Limit in circa mezz’ora.
Quasi più laborioso il setup e il re-boxing a causa di una ingegnerizzazione della componentistica da rivalutare.

In Hegemony, se ti organizzi il materiale e ogni giocatore segue la scheda che ha di fronte, il setup corre piuttosto liscio e veloce.
Il problema è la spiegazione. Solo in eventi eccezionali (es: Long Day Play con GdT Roma Players) ho visto spiegare da zero e con efficacia giochi di questo tipo (si veda l’esperienza di Red Dust Rebellion).
In ogni altro contesto lo vedo impossibile.
Hegemony richiede che le fazioni siano fissate in anticipo prima della partita, così che ciascun giocatore possa studiare o rivedere la propria classe sociale.

La bellezza di Hegemony

Ogni classe sociale ha un sistema di punteggio totalmente differente dagli altri. Anche le azioni possibili sono molto diversificate.
Persino COIN sono generalmente in numero minore e alcune, comunque, paragonabili tra loro (es: muovi, attacca, recluta).
La pesante asimmetria di Hegemony e la sintesi nella caratterizzazione perfetta delle classi sociali sono le caratteristiche che mi fanno amare questo gioco.
Ma se ogni volta dovessi sorbirmi da zero una spiegazione, anziché un semplice recap, sarebbe un incubo.

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4. Ti va di scervellarti questa sera?

Al di là di conoscere o no il gioco, di avere le competenze per impararlo, questa sera ci va di spremerci le meningi o no?
In Limit abbiamo in totale 5 risorse. Sono prodotte, come nei german classici, in una fase di rendita in base alla posizione su determinati tracciati oppure possono essere commerciate.
Più intricato il sistema con cui vengono consumate. Avere una penuria di risorse è molto comune, oltre a essere intrinseca, se non si presta attenzione al player aid.

Il gioco di Hegemony Project ci offre tutt’alta esperienza. La classe operaia ha 4 risorse con cui si deve confrontare, ma quattro fonti diverse di approvvigionamento.
Al di là della convenienza economica, determinata da altri fattori quali i dazi, la scelta di comprare da un giocatore o dall’altro ha anche una valenza strategica.
E questo vale anche per sanita e istruzione, Ma anche decidere per quale azienda lavorare, tenendo in conto cosa produce e chi la possiede, è un aspetto da valutare.
Considerazioni non banali, molte “decisioni potenti”, che hanno fatto la fortuna di Hegemony.
Ma che non sono a piece of cake.

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Link utili

In conclusione

Per noi Hegemony e Limit sono due esperienze diverse. In comune hanno la caratteristica di essere entrambi giochi di civilizzazione e di avere una meccanica di gestione della mano.
Un’analisi squisitamente tecnica troverebbe questi punti di contatto. Tuttavia, sempre rimanendo sul formale, già peso e durata hanno valori differenti nei due giochi.

Ma la diversità principale è da ricercare a quanto visto nel punto 1.
In Hegemony c’è un’interazione intrinseca (es: produzione, commercio, legame datore di lavoro e impiegato) che agiscono nello stesso ecosistema. A volte anche con beneficio reciproco.

Viceversa in Limit i giocatori competano contendendosi le risorse in un contesto di disponibilità limitata.
Sebbene esista l’occasione per qualche frecciatina, per lo più l’interazione è indiretta.
Tant’è che il dover fronteggiare una crisi è una certezza più che un’eventualità.
Il giocatore, insomma è di fronte a due esperienze diverse.
E forse questa quinta differenza, la diversità d’esperienza offerta, a rendere i due giochi non paragonabili.

World Order: prossimo gioco di Hegemony Project offre un’esperienza più simile a Limit di quanto faccia Hegemony

Se proprio dovessimo fare un paragone

Tenendo conto quanto detto, e volendo trovare ad ogni costo un paragone, penseremmo a World Order.
E’ un titolo di prossima pubblicazione, è più vicino al titolo di Ludonaute, che abbiamo giocato online.
In questo contesto un giocatore gestisce una delle quattro superpotenze mondiali ed anche qui troviamo l’uso delle carte legate alle azioni.
Il gioco ha una sua asimmetria, ma non nel regolamento, bensì nei mazzi di carte e nella disponibilità di risorse.
Sia per durata che per difficoltà, World Order è già più vicino all’esperienza di Limit.
C’è da dire che però è un titolo che punta più sull’interazione fra i giocatori, a colpi di maggioranze, e meno con l’ambiente. Questo aspetto rimane una prerogativa di Limit.

Entrambi sono giochi competitivi

Se volessimo trovare un elemento comune tra i due titoli, potremmo sottolineare che sono entrambi giochi sono competitivi. Sembra una banalità. Tuttavia, alcuni content creator, ma soprattutto la nota dell’autore che introduce il regolamento, devono aver fuorviato qualche giocatore.
L’autore Alexandre Poyé indica Limit come un sandobox, una trasposizione su cartone del modello World3.
Invita persino a rivedere l’effetto delle carte se ci trovassimo in contraddizione con loro.
Qui emerge più l’aspetto del ricercatore scientifico di Alexandre, più che quello di autore di giochi.
In realtà Limit ha un sistema di punteggio ben definito e competitivo.
Si può essere d’accordo oppure no, come in mille altri giochi, ma Limit non è solo un esperimento.

Non sodisfatti dei token di Limit, abbiamo fatto ricorso alla stampa 3D

Un inciso sui materiali di Limit

Per inciso Limit è uno dei due ultimi giochi editi da Ludonaute dopo l’annuncio di chiusura del comparto editoriale.
Probabilmente questo evento ha inciso in qualche modo sui materiali della scatola. Abbiamo riscontrato che sono alquanto scomodi.
Una marea di token di piccole dimensioni. Ok le scatole divise per giocatore, buona idea, ma rimane comunque la necessità di uno ziplock o di qualche accortezza per non far scappare il materiale.
L'”ingegnerizzazione” del prodotto poteva essere più accurata. Un peccato.

Due giochi diversi

E quindi concludiamo questo articolo notando profonde differenze tra i due giochi, entrambi validi e originali, ma profondamente diversi.
Entrambi infatti ci hanno convinto, con qualche appunto sui materiali di Limit. Tra l’altro Hegemony è nella mia personale top five. Un po’ come Teotihuacan è per Sara.
Tuttavia sono due pietanze che stanno su menù diversi.

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