Se penso al nome Euphoria mi viene in mente uno spezzone del film Interstate 60.
Ad un certo punto il protagonista arriva in una città dove tutti sono felici.
In realtà, i giovani soprattutto, sono tenuti in scacco dal governo locale che supporta la dipendenza da una potente droga, l’Euphoria.
Senza sconfinare nel tema delle droghe, il gioco di oggi ci parlerà anch’esso di distopia e consapevolezza.
Euphoria ci disegna uno scenario post-apocalittico dove la popolazione vive, inconsapevolmente, in una società distopica.
“Costruisci una migliore distopia” è infatti il sottotitolo di questo gioco edito dalla Stonemaier.
Fu proposto al pubblico attraverso un Kickstarter che nel 2019 raccolse qualche centinaia di migliaia di dollari (sebbene il primo KS risale al 2013).
In questo articolo avremo modo di soffermarci anche sulla sua espansione.
Non l’abbiamo giocata ma vedrete che sarà proficuo parlarne.
Euphoria: costruisci una migliore distopia


Autori
Jamey Stegmaier
Alan Stone

Editore
Stonemaier Games

Giocatori
2-6

Età
13+

Durata
60′

Costo
55€ circa
Chi ha detto che una distopia non possa essere ben organizzata?
Euphoria ha avuto 3 ristampe. Quella nel nostro scaffale è l’ultima, ovvero quella che potete trovare oggi nei negozi, risalente al 2019.
Si presenta nel formato a cui Stonemaier ci ha abituato e che possiamo ritrovare, ad esempio, in Finspan o Expedition.
Le risorse, sagomate, trovano posto in eleganti vassoi della Game Trayz, così come le carte.
Soluzione ancora più utile che in altre circostanze. In Euphoria troviamo infatti 4 tipi di Risorse e 5 di Merci.
Un sistema per tenere tutto quanto ordinato è molto comodo, soprattutto se compreso nel prezzo.
Questi lavoratori non scioperano, ma rotolano
Anche i dadi sono ospitati, tra l’altro in un modo originale, nel vassoio dedicato.
Sono normali dadi a 6 facce, che gli stretch goal della campagna hanno permesso di personalizzare.
Euphoria è infatti un piazzamento dadi, che vengono quindi giocati come lavoratori e il numero rappresenta la loro forza.
Ognuno dei 6 possibili giocatori inizia con 2 dadi e potrà averne fino a 4.
Nel corso dell’articolo lavoratori e dadi sono dunque sinonimi.

Quando il mondo finisce, il business continua
Il tabellone rappresenta questa società distopica che vi anticipavamo nell’introduzione.
L’universo di Euphoria è diviso in 4 fazioni. Ci sono ad esempio gli Euphorians, che danno il nome al gioco, che vivono arroccati nella loro torre di avorio.
Ma troviamo anche i più prosaici abitanti delle Wastelands che risiedono nelle baracche al di fuori della città.
Ciascuna fazione ha delle tipicità, legate in particolar modo alle merci e risorse a cui sono collegate. I Subterran, che immagino abbiate intuito dove vivono, macinano la Merce Acqua in favore della Risorsa Pietra (probabilmente mimando l’effetto di una trivella a vapore).
Tutte le fazioni sono comunque accumunate dall’interesse verso Artefatti (carte), ovvero vestigia dell’epoca pre-apocalittica.

Flavour first, funzionalità… forse dopo
La grafica del tabellone ci tiene a farvi passare la narrazione di quanto detto.
Sicuramente ci riesce, ma a discapito della chiarezza e della funzionalità.
In realtà gli spazi azione, in 3 tipologie diverse, sono ben differenziati. Anche l’iconografia utilizzata per differenziare quando pagare o ottenere risorse è cristallina.
A dire il vero il regolamento prevede si posizionino le risorse vicino agli spazi azione che li producono, ma così vanifichiamo l’ultilità del vassoio.
Il punto è che la “grafica funzionale” semplicemente si perde un po’ nello sfondo a scopo “flavour”, rendendo un po’ faticoso orientarsi durante lo scorrere dei turni.
Insomma, appena stendi il tabellone t’investe un turbinio di colori che ti scombussola, così come di recente è successo con Transgalactica.

Lavora, rotola, riposa… ma solo quando vuoi tu
Nel proprio turno un giocatore può:
- Piazzare un lavoratore
- Richiamare tutti lavoratori-dadi e rilanciarli
Gli spazi azione per i lavoratori possono essere esclusivi o ospitare più lavoratori. Una logica vista ad esempio, in Architetti del Regno Occidentale, ma ci sono altri mille casi.
Alcuni spazi esclusivi permettono di “scalzare” chi ci si trovava in precedenza, facendo tornare il lavoratore nella disponibilità del suo proprietario (si veda Teoutihucan).
Quando lo si desidera, o non si hanno più lavoratori, si riprendono tutti i dadi e si rilanciano.
A differenza di altri giochi, infatti, non è prevista una fase di “pulizia” o “riposo”.

Conoscenza? No, si preferisce l’obbedienza cieca
Abbiamo detto che la forza di un lavoratore dipende dal valore del dado.
E’ chiaro che qui ci sia un aspetto aleatorio enorme, dal momento che il loro valore è attribuito semplicemente attraverso un lancio.
Gli autori si inventano un sistema ingegnoso che incontra anche molto bene l’ambienatazione.
La somma del valore dei dadi disponibili più quello raggiunto sul tracciato Conoscenza non può essere maggiore di 16, o un lavoratore sarà perso.
Esistono comunque spazi azione per riprenderli.
Più che Conoscenza avrei chiamato quel tracciato “consapevolezza“. Infatti, considerando la lore del gioco, questa meccanica è giustificata dal fatto che lavoratori troppo consapevolezza si renderanno conto delle loro condizioni.
E ciò non vogliamo che accada

Alcune azioni e i benefici legati al tracciato Fedeltà possono essere attivati solo se si possiede uno Specialista appartenente alla stessa fazione.
Specialisti: perché anche in una distopia serve un middle management
Perché in effetti il giocatore è un cinico manipolatore, ormai conscio dell’aspetto distopico di Euphoria.
Da una parte manipola i poveri lavoratori-dadi, la classe operaia di Euphoria.
Dall’altra parte invece avrà delle carte con degli Specialisti.
Sono questi a un livello superiore, la mid-class di questo incubo, e ognuno di loro appartiene a una delle quattro fazioni.
Uno Specialista è disponibile già a inizio partita, un’altra sarà disponibile più tardi.
Ciascun Specialista mette a disposizione abilità speciali e non solo.

Chi fa carriera è solo chi conosce qualcuno
In effetti accadrà che alcune azioni, oltre ad un beneficio immediato al giocatore, facciano avanzare la fazione che possiede quello spazio azione sul tracciato Lealtà.
Lungo il tracciato si sbloccheranno abilità che potenziano gli spazi azione, ma saranno disponibili solo a coloro annoverano uno Specialista di quella fazione.
Fratelli di fazione, ma solo per opportunismo
La meccanica precedente profuma di collaborazione. Giocatori con Specialisti delle stessa fazione si faranno un favore reciproco se aumenteranno la Lealtà della fazione condivisa.
Tenete ad esempio conto che la “forza” di alcune azioni non dipenderà semplicemente dal valore dei vostri dadi in quello spazio, ma dalla somma di tutti quelli presenti.
Una logica ancora più cooperativa è forse quella che porta alla costruzione dei Mercati.

A propri non sai cosa staio costruendo
Unisciti al cantiere, o preparati al malus
I Mercati, in termini di meccanica, immaginateveli come spazi azione che vengono estratti casualmente a inizio partita ma non da subito disponibili.
Tra l’altro sono tessere che entrano in gioco coperte, quindi ignote ai giocatori. L’unica informazione nota fin da principio è la tipologia e numero di risorse necessarie alla loro costruzione.
Una volta realizzata sarà disponibile a tutti, ma coloro che non hanno contribuito alla sua realizzazione avranno un malus.
Chi ci ha lavorato, e chi più tardi colmerà questo gap, potrà posizionare sul Mercato una sua stella Autorità.

Oltre ad avvicinarsi alla vittoria, evita anche il malus indicato in basso, che colpisce chi non ha contribuito alla realizzazione del Mercato.
Nessun tracciato dei punti
La stella Autorità ci porta a spiegare come si vince ad Euphoria.
La particolarità d questo gioco è che non esiste nessun tracciato dei punti, nessuno scoring di fine partita.
Il numero di turno non è fisso.
Ogni giocatore inizia con 10 stelle Autorità. Chi per primo si libera di tutti questi token ha vinto.
Molto semplice

Gli Artefatti sono pescati a caso da un mazzo, ma possono essere commerciati
Alcuni punti da rivedere
Euphoria, nonostante le attenzioni prestate dagli autori, ha ancora degli elementi aleatori non mitigabili.
Alcune azioni, ad esempio, richiedono il pagamento di 3 Artefatti qualsiasi o 2 uguali. Altre volte è invece richiesto quello specifico oggetto.
Queste carte vengono pescate casualmente da un mazzo, che contiene 6 tipologie diverse di Artefatti, cosicché il giocatore non ha nessuna leva per gestire questo piccolo set collection.
C’è però da dire che il regolamento prevede che i giocatori si scambino Merci, Risorse e Artefatti, quindi creare coppie non è così una lotteria.

Abbiamo poi visto come gli Specialisti aiutino negli spazi azione delle fazioni a cui appartengono. Se più giocatori ad inizio partita hanno Specialisti dello stesso gruppo, la Lealtà di quella fazione correrà più velocemente. Se sei solo, il tuo Specialista avrà più difficoltà a portarti benefici.

Arrivare alla fine permette di sbloccare un’azione molto potente
Non trattate qui nel dettaglio, alcune azioni sbloccano uno spazio azione più potente dopo essere state eseguite, complessivamente da tutti i giocatori, un certo numero di volte.
Se volete è qualcosa che si aggiunge alle “meccaniche cooperative” viste prima.
Il numero di attivazioni da compiere per lo sblocco dell’azione è nel gioco base indipendente dal numero di giocatori.
E’ lecito pensare che in 6 giocatori si arrivi a sbloccarlo prima che in 3 persone.
E’ un classico problema di scalabilità.
In conclusione
Il tema dell’illusione di essere felice e di vivere nell’inganno di esserlo mi affascina tantissimo.
Che sia Interstate 60, Big Fish o un verso di Leopardi.
Euphoria in questo fa riflettere e il titolo shakespeariano dell’espansione, Ignorance is a bliss (L’ignoranza è una benedizione) strizza ulteriormente l’occhio a questo irrisolvibile quesito filosofico.

Corretta e potenziata: l’espansione low cost che fa la differenza
Ignorance is a bliss, oltre a fare il lavoro di espansione, permette di correggere il tiro sugli aspetti indicati poc’anzi.
Spesso è spiacevole avere un’espansione che corregge oltre che ampliare.
E’ tuttavia un’operazione di onestà intellettuale apprezzabile. Inoltre, la vetrina degli Artefatti è una soluzione che sarebbe stata comoda su Viticulture per gestire i contratti e/o le tipologie di viti da coltivare.
In quel caso neppure Tuscany andò in questa direzione. Forse la questione del possibile mismatch tra contratti e produzione la soffriamo solo noi.
Ad ogni modo, “Ignorance is a bliss“, anche solo dalla lettura del regolamento, ci sembra un buon boost da aggiungere al gioco.
Tenete anche conto che ai nostri giorni si trova ad un prezzo irrisorio.

Euphoria: un viaggio tra scelte, dadi e qualche domanda
Di Euphoria mi è piaciuta:
✔ l’attenzione alla componentistica
✔ attenzione all’iconografi
✔ la componente collaborativa di alcune meccaniche
✔ la meccanica della conoscenza
Avrei posto più attenzione a:
✘ chiarezza nella grafica
✘ mitigazione di alcuni effetti randomici o di scala senza ricorrere all’espansione
Dovrei capire meglio:
- cosa accade in caso di ottimizzatori seriali? Finiamo nel tunnel della paralisi da analisi?
C’è una concatenazione ben chiara nel modo in cui le Merci si trasformano in Risorse, e si comprende facilmente come gli Icariani rappresentino una fazione trasversale.
A questo si aggiunge l’importanza del giusto tempismo nel richiamare i dadi: una mossa strategica che può, magari, tagliare fuori un avversario da un mercato… insomma, c’è davvero tanto su cui riflettere.
Detto questo, è un titolo che rigiocherei volentieri anche solo per provare l’espansione.








