La mia conoscenza di 18ZOO, e del suo autore, risale a 5 anni fa. Anzi, vedendo lo storico delle partite su 18xx.games, conclusi la prima partita con Serpentium (al secolo Paolo Russo, l’autore) proprio il 1° agosto del 2021.
Solo qualche settimana fa, grazie a un LDP di GdT Roma Players, ho potuto però giocare la copia fisica.
⌛ 10 minuti
In effetti Roma è grande e dispersiva e la vita reale spesso ci rapisce. Così, anche se Paolo ed io siamo entrambi soci volontari di GdT Roma Players e talvolta ci incrociamo, le occasioni per intavolare 18ZOO sono state poche.
Però sono davvero grato della sua disponibilità che mi ha permesso di poter provare la versione finale del suo gioco che ha da poco chiuso la campagna Kickstarter sbloccando tutti gli stretch goal.
Se per caso non avete fatto in tempo a inviare il vostro pledge, nelle conclusioni c’è qualche indicazione per ottenere una copia tramite Weega.
18ZOO


Autori
Paolo Russo

Editore
Aleph Game Studio

Giocatori
2-5

Età
10+

Durata
90-120 min

Costo
Abbiamo giocato a 18ZOO con un regolamento allineato a quello attualmente condiviso sulla pagina della campagna, che comunque, come noto per le campagne di crowdfunding, potrebbe subire cambiamenti.
Come invece potete immaginare i materiali non sono quelli definitivi, ma è una copia prototipale creata per le demo dallo stesso autore
Di cosa stiamo parlando?
Abbiamo già parlato in passato di cosa sia un 18XX.
Per gli smemorati o follower dell’ultima ora, i 18XX sono una serie di giochi ad ambientazione ferroviaria.
Sul territorio esagonale si scontrano compagnie che stendono binari e costruiscono stazioni in regioni differenti a seconda della scatola.
I giocatori sono investitori che comprano e vendono azioni delle singole società, diventando soci. Il socio di maggioranza è colui che ha le redini dell’azienda e decide come operare. Sarà lui stesso a decidere se e quando fornire dividendi agli altri soci.
Un ambiente altamente simulativo
I 18XX hanno tutta una serie di regole che li portano ad essere davvero rappresentativi del mondo finanziario che vogliono raccontare. Anche, molto spesso, del rampantismo dei baroni delle ferrovie dell’epoca in cui, almeno nei titoli più classici, erano ambientati.
Tant’è che ben si sposano con i 18XX le tessere esagonali spesso impiegate nei wargame. La cattiveria e l’interazione può essere spesso simile.
Un mondo di nicchia
Questa “alta fedeltà” incontra spesso regolamenti davvero dettagliati e specialistici.
Da un gioco all’altro spesso cambiano solo un paio di regole. Al profano sembrano inezie, all’hardcore gamer fa tutta la differenza del mondo. Ecco quindi che si è sviluppato un glossario, un gergo, per distinguere una meccanica, ma direi una sfumatura, dall’altra.
Non diversamente comunque a quanto avviene negli eurogame o, citiamoli di nuovo, i wargame.
Nonostante la community, almeno nelle persone che ho incontrato, sia molto inclusiva nel far entrare nella loro nicchia nuovi giocatori, spesso il neofita si trova davanti un mondo molto complesso dove, anche per il suo numero limitato di abitanti, ha difficoltà a incontrarsi con altri newbie come lui.
La forza dell’interesse composto
L’interesse composto è l’ottava meraviglia del mondo. Chi lo comprende, lo guadagna; chi non lo capisce, lo paga.
Nei 18XX si investono soldi nelle società ferroviarie che ci ripagano in dividendi e incremento del valore azionario.
Logica vuole che dall’investimento alla raccolta dei suoi frutti debba passare del tempo.
Sfogliando BGG, mediamente un 18XX dura dalle 4 a 6 ore, dove titoli fra le 3-4 ore sono l’eccezione.
Per le ragioni appena viste, tutti sono concordi che un ferroviario non possa avere una durata ridotta paragonabile a un eurogame di medio peso.
In realtà non tutti.

La scommessa di 18ZOO
Sulle pagine della Tana dei Goblin, Agzaroth attendeva “un 18XX sufficientemente cattivo e finibile in due ore e mezzo“.
Se volete un’attesa quasi messianica visti i presupposti che ho provato a sciorinarvi.
Era il 2021, ovvero attorno al nuovo Anno Zero del nostro millennio.
Il nostro Serpentium però già aveva fatto una scommessa che da qualche anno andava, senza volerlo, nella stessa direzione profetizzata da Agzaroth.
Un gioco che nasce da un’esigenza
Come sapete mi piace raccontare le storie dietro un gioco. “Più lieve legno convien che ti porti” dove 18XX, e magari anche 18ZOO, sono meglio tecnicamente presentati.
Qui vi riporto che 18ZOO nasce dalla necessità di Serpentium, questa volta in veste di padre, di giocare con suo figlio un titolo ferroviario.
I 18XX richiedono una valutazione continua. Ogni scelta è frutto di un trade-off. Il figlio di Paolo riusciva a capire le conseguenze, in termini di opportunità e rischi, delle proprie mosse. Tuttavia, a causa della sua giovane età, dover calcolare numeri elevati e gestire altri dettagli complessi gli rovinava l’esperienza di gioco.
Uno bravo vi direbbe che il bookkeeping, magari più semplice (?) per un adulto, gli richiedeva più energie che non quanto giocare la partita.
Semplice, non semplicistico
Paolo, ancor prima di Serpentium, ha necessità di semplificare un 18XX senza snaturarlo. Deve cioè proporre a suo figlio un ferroviario che duri dalla fine della cena alla messa a letto, ovvero non più di due ore.
E ora possiamo andare un po’ più sul tecnico.

I 5 motivi per cui 18ZOO arriva al suo obiettivo
Se siete saltati subito a questo paragrafo vi siete persi qualche chicca sulla genesi di 18ZOO.
Ad ogni modo, la contrazione della durata di gioco che 18ZOO propone deriva da alcune varianti dal regolamento standard, quelle sfumature a cui facevo riferimento, che possono sembrare “l’uovo di Colombo”.
Ma come Colombo, anche qui per arrivare ad una soluzione semplice e funzionale, Paolo si è massacrato di studio di regolamenti di 18XX.
È dovuto, per sua stessa ammissione e con sincera umiltà (più di quella che peraltro sia dovuta come vedremo), “salire sulle spalle dei giganti“.
Questa era davvero l’ultimo preambolo, vediamo la sintesi.

Uno dei nudge introdotti
1. Numeri ridotti
Frugando fra i vari regolamenti, Paolo ha trovato quello che gli sembrava più funzionale. Anche nell’ottica generale che si proponeva.
I valori economici sono divisi per 25. Non potete sapere quanto aiuta i più giovani. E non solo.
Chi mi conosce superficialmente non se lo aspetterebbe, chi mi frequenta lo sa.
Nonostante la mia formazione ho abbastanza difficoltà a “fare di conto” con numeri semplici. Soprattutto se sono concentrato a fare altro, come ad esempio a valutare la convenienza di vendere un’azione, oppure in un contesto non così familiare.
Friendly numbers
2. Cedole fisse
Mentre giocavamo 18ZOO, a fianco a noi c’era un altro tavolo di 18XX di giocatori più hardcore. Tra l’altro capitanato da un altro che di “trenini” se ne intende e con Paolo forma il “consolato” a livello romano (e probabilmente non solo) dei 18XX.
Beh, i nostri amici si destreggiavano con un foglio di calcolo su laptop per tenere i conti. Comodo, ma che comunque dà un’idea della complessità da gestire.
Viceversa 18ZOO non richiede questo supporto. Il valore dei dividendi è pre-calcolato. È scritto nello stesso tipico riquadro 18XX “a denti di sega” dove si trova il token che segna il valore dell’azione.
Easy peasy

Al suo posto il giocatore può acquistare abilità speciali per sé o da vendere ad una compagnia pubblica
3. Compagnie “veloci”
Avere azioni al 20% riduce la granularità del possesso delle compagnie. Da neofita che non riesce a migliorare il suo status, non so quanto sia una semplificazione. Però la vedo come un risparmio di tempo.
Sempre in ambito finanziario, Paolo interseca soluzioni che vanno correttamente nella direzione desiderata.
La “capitalizzazione incrementale” (nella tesoreria della compagnia ci va solo il valore delle quote acquistate) è sicuramente più intuibile. Il giocatore non ha fin da subito un capitale enorme da gestire, così che i round, o meglio le fasi operative, scorrano più veloci.
In diversi 18XX (1830, 18Chesapeake) le compagnie devono prima avere venduto un certo numero di azioni prima di poter operare su mappa.
Si dice devono superare “una soglia di flottazione”. Paolo anche qui sterza nella direzione più semplice e rapida, schierando 18ZOO nel lato di 1817 e 18USA. Appena comprato il primo certificato azionario, si determina il presidente e la società è operativa.
Ready to roll

Quando sei a corto di liquidità diventano denaro, con valore in base al round di gioco.
Una boccata d’ossigeno e un’arma tattica.
Se non spesi, valgono punti
4. Sai quando ti alzerai dal tavolo
La baseline dei 18XX è quella di innescare il fine partita quando la banca non ha più soldi (1830, 1889). Come sempre accade un trigger comporta un’indeterminazione della durata di una partita, ça va sans dire.
Per alcune dinamiche, che io potrei fallire a spiegarvi, in presenza di giocatori alle prime armi, si potrebbero anche creare stagnazioni dove si vive sull’orlo dell’innesco.
Anche qui Paolo va nella direzione giusta, e probabilmente ovvia, di fissare un numero di round fissi.
C’è anche una condizione di “cappotto” nel caso il valore di un’azienda superi una certa soglia. L’indeterminazione va quindi nella direzione di anticipare la fine della partita.
Alcuni nudge poi scongiurano le situazioni di stallo a cui facevo riferimento.
Locked in

5. Non è richiesta un’ottimizzazione esasperata
Non dico che lavoro faccio per non gettare un’ombra sul mio curriculum. Direi ulteriore, dopo il coming out fatto sulla gestione delle operazioni matematiche elementari.
Sta di fatto che sul routing dei treni sulla mappa vado male male.
In sintesi, nella fase operativa è richiesto che, a seconda della tipologia di treno, questo visiti un certo numero di stazioni. Il profitto della tratta dipende sia dalle stazioni scelte sia dai bonus raccolti lungo la strada.
In tutti i 18XX è chiaramente fondamentale ottimizzare il routing, dal momento che da questo dipende quanti soldi vanno nella tesoreria della compagnia. Ci sono titoli, immagino per evitare impicci e commistioni, dove il presidente della compagnia è obbligato a correre il percorso più redditizio (1849, 1822CA).
Per me che faccio schifo pure a Ticket to Ride questo è un problema. Ecco perché Rolling Stock Stars era per me una scelta congeniale.
Ma adesso meno.
Efficacia, non efficienza
Insieme al valore azionario, e al dividendo pre-calcolato, in 18ZOO la posizione del token indica anche quant’è “l’aspettativa di profitto” per quel round operativo.
Questa soglia, se superata, sposta il token e quindi il valore dell’azienda.
Andare oltre, può comportare in effetti un beneficio. Ma è marginale e circostanziato: ve lo vedete nel regolamento.
Big brain move
In conclusione
Paolo Russo ha mantenuto la parola.
18ZOO gira effettivamente in 1.5/2 ore come da promessa. L’autore ha studiato tutta la bibliografia 18XX e ha selezionato meccaniche, varianti e sfumature che gli consentivano di traguardare il suo obiettivo.
Più qualche intuizione personale, che può sembrare banale, ma non lo è finché qualcuno non la trova davvero.
E questa storia è anche un insegnamento a tutti gli autori in erba. Ok l’idea, ma per fare un buon titolo serve tanto studio.
E anche tanto playtest. Ed è solo l’inizio. La vera chiave di svolta è l’accettazione dei feedback costruttivi.
Girando nell’underground ludico degli autori esordienti, ho visto uscire titoli “buoni” solo da coloro che come Paolo valutavano l’opinione dei giocatori.
E consiglio a chi fra loro ancora non ha questo atteggiamento, di prendere esempio da autori affermati come Virginio Gigli.
Parliamo dell’autore di titoli come Lorenzo il Magnifico e il futuro Galileo’s Truth (occhi aperti ragazzi). Nonostante sia nello stesso novero di autori di eurogame affermati, è tuttora avido di feedback dei suoi playtester.
Un esempio per tutti.

Che cos’è 18ZOO?
Questa è la domanda che ci siamo fatti a fine partita. Perché è un titolo per tutti difficile da catalogare.
Guidando verso casa ho pensato sia anche il rischio, o l’ulteriore scommessa, che Paolo e il suo editore, Aleph Games, hanno fatto.
Vi posso dire che sia la partita giocata all’evento di GdT Roma Players che quelle fatte online, mi hanno lasciato in bocca il gusto di un vero 18XX.
Però io non sono un cultore di questa nicchia.
Il rischio è che l’hardcore gamer lo trovi troppo semplice mentre l’eurogamer troppo distante dai suoi canoni.
Sinceramente, se dovessi puntare il mio dollaro sull’evento più probabile, lo metterei sullo “snobbismo degli esperti” (mi si scusi l’affermazione che vuole semplificare e non offendere).
In effetti temo che l’esperto non ami le semplificazioni e quelli che per molti possono essere difetti, si veda la complessità di calcolo o la durata, siano in realtà quello che vuole.
Al contrario credo che per un eurogamer che ami gli azionari (Imperial, Mombasa) 18ZOO possa essere la sua cup of tea.

Il Root dei ferroviari
Aleph Games ci offre 18ZOO in una versione steampunk con animali antropomorfi. Qualche sneak peek della grafica che si vede sulla pagina Kickstarter mi è piaciuta. Ma forse fino ad un certo punto.
18ZOO è il frutto di un gioco in famiglia. Ha quindi sempre avuto una veste meno seriosa dei suoi cugini 18XX.
Immagino che in fase di sviluppo, ma dovrei chiederlo, si potesse decidere di seguire questa strada o uniformare 18ZOO ai canoni dei 18XX.
Sicuramente l’abito steampunk differenzia il titolo della casa editrice di Reggio Emilia nel panorama del genere.
Il rischio di stare in mezzo
In tutta onestà temevo questa direzione fosse rischiosa. Mi aspettavo cioè che gli hardcore gamers, duri e puri, trovassero nel tema un ulteriore motivo per non prendere in considerazione 18ZOO.
Allo stesso tempo gli eurogamer avrebbero potuto non capire il progetto.
Sono contento che i numeri del crowdfunding abbiano dimostrato che i miei timori erano infondati.
Tuttavia non sarebbe male trovare una quadra nel regolamento. Mi riferisco a continuare a usare termini coerenti al tema steampunk, ma allo stesso tempo permettere un parallelismo più marcato con la famiglia 18XX.
Mi rendo conto che è un obiettivo difficile, ma vale la pena provarci.
E invece un solitario alla Railroad Tycoon che girava sui vecchi PC?

Una scatola per differenti scopi
18ZOO è figlio di un lavoro di 2 anni, ma con una pubblicazione ritardata anche a causa della pandemia.
Sono davvero contento che abbia visto la luce e tra l’altro con un editore italiano quale Aleph Games.
Anzi, fatemi anche dire che sono contento del successo che ha avuto perché ha permesso di sbloccare tutti gli stretch goal e quindi di avere davvero una copia opulenta ad un prezzo basso per il suo genere.
Un titolo che mi sento di consigliare a tutti gli eurogamer. Da non sottovalutare anche il suo potenziale divulgativo per far conoscere il mondo 18XX a chi ha paura ad avvicinarsi.
Ma da non snobbare neppure dagli esperti, che così la domenica pomeriggio riescono a ritagliarsi il tempo per un gelato con il partner.
O per 2 partite.





