A due giorni dal Natale (forse meno mentre leggerete questo articolo), sicuramente avete già comparto tutti i “regali ludici“.
Magri avete seguito i consigli del vostro content creator preferito. O avete ascoltato la live dove eravamo ospiti del nostro amico BGF.
Quindi nessun consiglio su quale scatola giocare in famiglia. Invece che ne pensate di un libro da leggere in questo Natale 2025?
Durante l’anno ho poco tempo per leggere… per passione. Recupero un pochino durante le varie ferie.
Ecco perché ogni tanto, in maniera ciclica, trovate qualche “lettura consigliata”.
E le Feste di Natale sono un’occasione per leggersi un buon libro.
Volpe Giocosa non è un blog “generalista”, quindi fra i libri che andrò proporvi non trovate l’ultimo romanzo bestseller.
Si tratta di sconfinamenti (o elementi di unione?) con altre tematiche.
I cosiddetti crossover ludici. Da qui a Befana, ma forse servirà qualche giorno in più, mi prefiggo di leggere 3 libri.
Alcuni sono appena arrivati, di altri avevate avuto già qualche sneak peek sui social nelle settimane e mesi scorsi.
E come i migliori influencer non manca “il +1” e un buon proposito.
Natale 2025

Tre libri da leggere davanti l’albero
Ecco qua la lista dei 3 libri che ci accingiamo a leggere in questo Natale 2025
- Historical Simulation and Wargames: The Hexagon and the Sword
- I Limiti alla Crescita
- L’Incertezza nei Giochi

Historical Simulation and Wargames
Se penso a un divulgatore ludico italiano, fra i primi 10 nomi che mi balzano in mente c’è sicuramente Riccardo Masini.
In un mondo dove i content creator saltano di palo in frasca da un tema all’altro, il divulgatore romano ci racconta quello che conosce. Ed è tanta roba.
Lo fa a molteplici livelli, con diversi format, a seconda del tema trattato e del segmento di pubblico atteso.
Il mondo dei giochi da tavolo, wargame inclusi, talvolta non è così inclusivo come ci piacerebbe fosse.
Riccardo è un demolitore di gatekeeper e non ho mai visto trattare con sufficienza, a partire da me, non esperti del settore.
Un libro sui wargame che non fa sentire stupidi
Al momento ho letto alcuni capitoli del libro e posso dirvi che Historical Simulation and Wargamesr è adatto a qualsiasi pubblico, proprio in linea con quanto appena accennato.
Non ci sono infatti termini aulici o prosopopeici, ma Riccardo parte dai fondamentali, come la definizione di gioco simulativo e le meccaniche più comuni che lo muovono. Questi due argomenti non si mescolano a piacere, ma è proprio l’arte del designer identificare di volta in volta quelle più significative per la realtà storica che vuole proporre.
Nel farlo ci mette in guardia dagli errori più comuni di valutazione, spiegando la differenza fra un gioco “mimico” e uno simulativo.
Nel secondo caso, quello che probabilmente a noi interessa di più, c’è dietro un importante lavoro di sintesi dell’autore nell’isolare quelle che vengono talvolta definite “scelte potenti”.
Gioco simulativo come strumento di analisi e non di nostalgia
Fatti salire a bordo quindi anche i più digiuni in materia, spiega l’utilità del gioco storico-simulativo come strumento di indagine controfattuale (il famoso what if del tipo). Cosa sarebbe infatti accaduto se Napoleone non avesse subito una sconfitta così netta a Waterloo?
O, ancora, questo tipo di attività si presta per essere usato per ricavare insight.
Questo non fa, ci scherza sopra Riccardo, del gioco simulativo uno strumento divinatorio.
Diventa però un valido ausilio che ci permette di prendere confidenza, attraverso un approccio attivo, con la realtà storica che vogliamo approfondire.
Insomma c’è molto da scoprire in questo libro di Riccardo Masini, pubblicato dalla prestigiosa Routledge.

I Limiti alla Crescita
Da quando abbiamo saputo che Ludonova avrebbe presentato Limits a Essen 2025 sono andato in fissa. Se poi sulla scatola scrivi che il gioco è ispirato al modello sviluppato dai Meadows… beh, allora…
Ecco quindi che abbiamo agito su due fronti.
Mi sono cioè sparato una serie di partite su Board Game Arena. All’epoca dei fatti era stato condiviso da poco, quindi per lo più ho giocato partite in solitario e ho condiviso con la community la mia impressione a caldo.
Dall’altro lato, ma anche nello stesso articolo si nota, ho iniziato a documentarmi sul libro stesso.
Sono contento che ne esista una versione in italiano, pubblicata dalla casa editrice Lu.Ce. Infatti il tema è trattato è più che attuale.
Il Club di Roma e le origini di un libro forse scomodo
Il Club di Roma è un’organizzazione internazionale informale con una composizione eterogena. Troviamo al suo interno scienziati, economisti e personaggi chiave di diversi settori.
Il suo proposito è quello di affrontare le sfide globali dell’umanità.
Ecco quindi che nel 1972, nel contesto dei “Progetto sui dilemmi dell’umanità”, commissionò lo studio al team del Massachusetts Institute of Technology (MIT) che lo sintetizzò in I Limiti alla Crescita.
Il modello World3 spiegato senza formule indigeste
Il cuore di I Limiti alla Crescita è il modello matematico World3. L’obiettivo era quello di simulare, ecco che torna questa parola, le interazioni fra ambiente, popolazione, economia e politica e fornire una previsione per i decenni avvenire.
Le variabili monitorate sono:
- la popolazione
- la produzione industriale
- la produzione alimentare
- l’inquinamento
- l’esaurimento delle risorse non rinnovabili (es: petrolio, carbone)
Ve le ho elencate in maniera pedissequa per tenerle a mente quando parleremo del gioco da tavolo a Limit: troverete una stretta analogia.
Ai nostri giorni, dove chiunque può interrogare uno dei molteplici chatbot per ottenere una risposta pressoché su tutto, questo modello potrebbe non impressionarci..
Per l’epoca un codice di calcolo di questo tipo basato sulla dinamica dei sistemi era qualcosa all’avanguardia.
In realtà lo è tuttora, dal momento che viene costantemente aggiornato e, come mostrano altre pubblicazioni, “ci ha preso” nell’identificare certi trend che si sono poi verificati.
Perché questo libro parla ancora al presente
Matematica, storia, economia e teoria dei giochi. E un tocco di Lost, la serie tv che, come i più grandi amori, mi ha totalmente rapito per poi alla fine deludermi.
E quindi su I Limiti alla Crescita ci sto davvero sotto.
Ingoiato il panettone non vedo loro di immergermi “a modino” nella lettura e sicuramente ci risentiremo.

L’Incertezza nei Giochi
Frugando nel web ho notato che di questo libro, ancora non tradotto in italiano da Edizioni Hypnos, ne parlò Agzaroth nel 2019.
Mi sembrava strano che qualche appassionato di giochi da tavolo non avesse trovato questa perla che alza il cofano della macchina per guardarci dentro.
L’autore di Libro 3 è Greg Costikyan, autore di diverse tipologie di giochi, da quelli da tavolo ai videogame.
E’ quindi l’occassione per trattare il tema dell’incertezza, la cui accettazione, fondamentalmente, divide i giocatori da tavolo nel vecchio archetipo german vs american.
Incertezza nei giochi da tavolo: una parola spesso fraintesa
Attenzione al titolo del libro: non parliamo di casualità. L’uso della terminologia corretta in questi casi è necessaria.
E, se ne facciano una ragione i “germanisti”, l’incertezza nei giochi, compresi quelli da tavolo, è dappertutto.
Anche gli Scacchi, gioco a informazione completa per eccellenza, comunque ci mette di fronte all’incertezza delle mosse avversarie.
Gli Scacchi, tra l’altro, non sono un gioco risolto. Significa che, nonostante tutto sia davanti ai nostri occhi, la complessità del gioco crea un albero decisionale così ramificato da essere imperscrutabile ai più.
E tutto questo mi affascina da morire.
In conclusione
E se il Natale 2025, come tutte le Feste, è un’occasione per giocare in famiglia, è anche un’occasione per stare con se stessi.
Qualche mese fa ho scoperto il termine finlandese Kalsarikänni. Ne sono rimasto affascinato.
Anche perché sono un artista di questa “disciplina” che purtroppo la vita mi permette di praticare poco. Penso solo di essere nato nel Paese sbagliato.
Comunque in diversi Paesi scandinavi sembra sia apprezzato lo stile di vita che si muove a passo “adeguato”.
Una lezione che ho appreso quest’anno
E il regalo più importante che mi ha fatto il 2025 è quello di insegnarmi l’arte di prendersi del tempo per se stessi, senza sentirsi in colpa. Senza cioè vederlo come tempo improduttivo, sottratto ad un generico dovere, o come atto egoistico.
Nel giro dell’Immacolata a Barcellona, mi sono innamorato delle sue caffetterie dove potevi leggere un libro vedendo la gente passare attraverso un’ampia vetrata.
Senza andare in estremo Oriente, c’è chi vicino a noi non è intossicato dalla produttività ad ogni costo, dal dovere e dai KPI.
E sapete cosa sono pronto a scommettere? Che alla fine siano più produttivi di noi.
E’ solo l’antipasto
Ovviamente una volta letti questi libri ne torneremo a parlare. Potrebbe essere attraverso un articolo dedicato o all’interno di un gioco.
O magari in uno dei miei collaudatissimi pipponi sofferti poco anche nello stesso entourage di Volpe Giocosa.
Ma, tornando al precedente paragrafo, mi piace anche solo scrivere per me stesso. E sicuramente non per l’innominabile algoritmo.
Magari se nel frattempo li leggete anche voi, ci vediamo più avanti per un confronto.

Il libro bonus e la nascita dei Quaderni Giocosi
Avevo promesso un bonus track nell’introduzione e non mancherò. Il libro in questione è Libro 4.
Ne sentii parlare in un video della Maschera Riposta.
Questo video è stato probabilmente quello che mi ha portato a raccogliere i miei pensieri e opinioni riguardo a cosa si possa giocare e cosa no. Ovvero a quali temi, per convenienza o per non urtare la sensibilità della community, sia bene non trattare.
Così è nato il primo volume di Quaderni Giocosi dal titolo “Sensibilità e Gioco da Tavolo“.
Se un po’ di costanza mi assiste spero nei prossimi mesi di arrivare a 3 quaderni e pubblicarli in un modo più formale che non un booklet
Volpe Giocosa chiude il 2025 e guarda al 2026
E arriviamo a questo ultimo paragrafo (probabilmente) del 2025 per Volpe Giocosa.
E’ stato un anno, per chi ci ha seguito, con tante sfide personali che non ci hanno permesso di essere presenti a tutti gli eventi ludici a cui avremmo voluto partecipare.
Con una partenza lampo con “Giochi Senza Confini“, siamo poi stati difatti rallentati dalle vicissitudini della vita.
Ma abbiamo buoni propositi per il 2026: ci vediamo dall’altra parte, più giocosi che mai.








