Questi sono gli articoli più stile blog primi duemila di tutta Volpe Giocosa. Dovete capirci: siamo boomer.
Eventi come il Long Day Play che organizza GdT Roma Players ci piace raccontarli: sono tremendamente rigenerativi.
Ce ne siamo persi anche più del dovuto per impegni non ludici, ma presi nella vita reale, e fra malanni vari.
E qui poi c’è una sorpresa che viene da lontano.
Comunque non abbiate paura: non è solo una pagina del mio diario personale.
In questo articolo si parlerà anche di giochi. Al mattino Sara non ha potuto perdere l’occasione di giocare al “suo” Teotihuacan, mentre io ero al tavolo di Bier Pioniere.
Al pomeriggio rendez-vous a Il Fiume d’Oro.
Menzione d’onore per lo Squilibrio di Fiumicino. La distanza dalla nostra tana giocosa non ci permetterà di frequentarlo assiduamente, ma ottima ospitalità e ristorazione.
La ludoteca, sebbene non grandissima, ha titoli gustosi adatti al contesto. Avanti così.
Bier Pioniere e Il Fiume d’Oro

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Bier Pioniere: un salto nel passato per un gioco moderno
Grafica di altri tempi. Il disegnatore è Herald Lieske, che ha curato german old school come Alta Tensione e Castelli di Borgogna.
Questo aspetto vintage e la scatola rettangolare possono fare strano nel 2026. Oppure attirare l’attenzione dei più nostalgici e integerrimi eurogamer.

Una piccola attività che vuole crescere
Bier Pioniere trasmette bene la sua ambientazione. Siamo nel 1850 e dobbiamo avviare un birrificio.
Partiamo proprio con un piccolo birrificio, la plancia personale, che ha poco spazio sia in Cantina che nel Magazzino. A disposizione tre tipologie di lavoratori:
- due operai, all’inizio poco skillati
- un camioncino
- altri manovali (quasi segnalini in realtà)
Anche il ricettario del mastro birraio è davvero povero, riuscendo semplicemente a produrre un Altbier, tra l’altro in tempi biblici.

Un cliente l’attendeva da tempo
L’ambientazione e la sintesi
Il processo di produzione della birra è molto evocativo. Ogni singola azione è molto chiara e trasparente, ma rimane un po’ di spaesamento iniziale (overhelming) nel mettere insieme le cose.
Il processo che va dalla produzione della birra alla vendita è molto chiaro, comunque:
Bier Pioniere è sostanzialmente un piazzamento lavoratori, dove spesso accade di scornarsi sugli spazi azione esclusivi.
Se l’accoppiata skill del lavoratore e lo spazio a cui è stato assegnato consente un bonus, Bier Pioniere ci regala qualche combo.
Un ruolo importante lo hanno anche le carte. La mano iniziale è casuale e diversa per ogni giocatore, donando una leggera asimmetria al titolo.
Ogni carta ha differenti usi tra bonus istantaneo, permanente o contratto. Per giocarla bisogna comunque spendere un lavoratore.
- Bisogna imparare la ricetta
- Preparare la cotta
- Fermentazione (ovvero fa girare un contatore). La “attesa” varia a seconda delle proprie attrezzature e capacità
- Sttoccare la birra in cantina una volta pronta
- Metterla nelle botti e spedirla al cliente
L’autore in questo ha fatto un’opera di sintesi che trova analogie con Viticulture, Vinhos e forse Don Pierre. Vi proponiamo un confronto fra queste scatole.
Tra l’altro l’autore risolve il problema più critico di Viticulture. Mi riferisco al mismatch che spesso si crea fra la propria produzione e i contratti che bisogna soddisfare. Con conseguente frustrazione.
E la soluzione è proprio quella che avevamo intuito, e probabilmente la più intuibile. Ovvero predisporre una vetrina.
Fra piazzamento lavoratori e uso della carta

Il piacere di vedere crescere la propria attività
In un turno di Bier Pioniere si fanno dalle 5 alle 6 azioni. Il numero di round non è prefissato, ma la partita termina quando un giocatore raggiunge 20 punti.
Ecco quindi che la strategia ottimale dipende anche dalla disponibilità di tempo per attuarla.
Ad inizio la partita in effetti parte piano. Ho avuto necessità di diversi turni per imparare a produrre la prima Export e consegnarla.
Nel frattempo avevo attrezzato il mio birrificio con un Sistema di Raffreddamento e una Flotta di camion (tessere che si aggiungono alla plancia personale).
L’evoluzione della propria attività è un’esperienza appagante.

Il Fiume d’Oro: volevamo conoscere il finalista Gioco dell’Anno 2025
Nella live con i Un Meeple per 2 era emerso che non conoscevamo questo titolo. Proprio in diretta avevamo raccolto qualche informazione sulla rete. Da lì nacque la curiosità mia e di Sara di provare questo titolo.
Messo in palinsesto nel pomeriggio, e’ un titolo decisamente adatto dopo una gustosa cacio e pepe e una pinta di IPA.
Un ottimo entry-level
Il premio Gioco dell’Anno che viene assegnato a Lucca Comics si tara su un target family / family+.
E Il Fiume d’Oro ci casca dentro appieno.
Anzi, ricordate avevamo fatto un articolo che parlava anche “post-Monopoly”?
L’idea, ispirata a quanto fatto anche da Tom Vasiel, era capire quale aspetto del Monopoly un nuovo giocatore apprezzasse per poi consigliarli il passo successivo.
Ecco, in questa lista potrebbe entrare Il Fiume d’Oro.

Edifici come case e alberghi
Il gioco si svolge attorno al fiume, un percorso circolare lungo le cui sponde si costruiscono Edifici.
Costruire Edifici negli spazi dedicati, a fronte del pagamento di monete, è proprio un’azione disponibile nel proprio turno.
Un dado lanciato alla fine del turno precedente vi indica su quale tratto di fiume potete costruire.
Non sparate al dado
Un’alternativa è quella di muovere invece una delle proprie barche lungo il fiume del numero di passi indicato dal dado.
Sì, è una meccanica che molti troveranno troppo casuale e troppo “Gioco dell’Oca”. L’autore ha previsto comunque le solite meccaniche correttive di manipolazione del dado che ormai si trovano in tutti i giochi di questo tipo.
Ad ogni modo la barca commercia con tutti gli Edifici che si affacciano sulla sua casella di destinazione. Il proprietario raccoglie risorse e lo stesso fanno i proprietari degli Edifici.

A colpi di maggioranza
Le risorse raccolte servono per soddisfare le carte che si hanno mano (terza opzione possibile nel proprio turno).
Queste carte possono dare agevolazione sulla costruzione o punti a fine partita, ad esempio.
La maggior parte dei punti in effetti è assegnata proprio al termine del gioco.
Il fiume è segmentato in 6 parti, ognuno con un suo tracciato. Principalmente la costruzione di edifici permette di avanzare sui tracciati che a fine partita premieranno chi è più avanti.
In conclusione
La rete era piena di indizi. E alcuni li avevo ricevuti personalmente.
Un po’ di distrazione, anche a causa dell’organizzazione delle ferie del mese prossimo e di una trasferta di lavoro, non mi avevano fatto trovare la soluzione di questo gioco investigativo.
Bravi anche gli amici di GdT Roma Players nell’evitare di spoilerare la sorpresa.
Il nostro amico Diego
Vedere Diego, in arte Soy Jugon, è stato un bel colpo di scena. Sara si commuove proprio.
Diego ha condiviso con noi il viaggio, ma oserei dire la spedizione, al GiocAosta 2024 col van da 9 posti. Qualcosa di epico che spero il 2026 ci permetterà di riproporre.
E’ sempre bello confrontarsi con lui su temi ludici, sulla “responsabilità” dei content creator e del fare contenuti. Spesso è difficile trovare divulgatori ludici così open mind e pronti, anzi desiderosi, di avere uno scambio aperto di opinioni.
Una delle sue migliori qualità, anche prima della competenza ludica, è proprio la curiosità, come quella per la cultura italiana.
Sia io che Sara vi invitiamo a seguirlo.

Chi sceglie l’azione più scarsa, meglio si posiziona nel prossimo turno
I vecchi valori
Bier Pioniere si presenta come se fosse uscito dai tempi di Navegador e Puerto Rico. Che, fatemelo dire, erano bei tempi (o forse sto diventando un vecchio brontolone io).
Ecco quindi una scatola con i capisaldi dei giochi german: carta, cartoncino e legno. Tra l’altro con una sintesi ergonomica eccellente.
Tuttavia Bier Pioniere all’interno è un gioco moderno. Ottima la sintesi di diversi titoli a stesso tema e di scatole con meccaniche simili (La Granja?).
Rigiocabile?
Qualche dubbio sulla rigiocabilità. Ok la piccola asimmetria, ma il flusso di gioco potrebbe ripetersi di partita in partita.
E’ anche vero che se l’ambientazione è questa, poco c’è da inventarsi.
Tuttavia “Doc”, che lo ha giocato a fondo, ci dice che ha visto vincere partite con strategie diverse. E se lo dice “Doc”, buon Bier Pioniere a tutti.

Forse un dettaglio non indispensable per un entry level
Forse non oro, ma sicuramente argento
Il Fiume d’Oro davvero mi ha ricordato il Monopoly: costruzione, incassi dall’investimento quando passa un giocatore, movimento su percorso grazie ad un dado. C’è anche il bonus per il passaggio dal “”Via!”
Attenzione: non è una critica. E poi proprio qualche giorno fa si parlava di come spesso i paragoni siano scarsamente applicabili.
Sto solo dicendo che chi per la prima volta vede un gioco “moderno”, troverà ne Il Fiume d’Oro la sua comfort zone.
Non è proprio regalato, 50€ di listino. Tenete conto che comunque anche Bier Pioniere sta sui 70€ e offre una componentistica standard.
Tutto è rincarato.
I classici aspetti family
Smodato nel distribuire risorse e con la possibilità di fare praticamente sempre quello che ci si propone, Il Fiume d’Oro incontra tutti i crismi della sua categoria. Niente da eccepire.
Tabellone di lusso (foil?) , con il fiume che appare dorato quando la luce lo colpisce di taglio. Fa il suo effetto.
L’ambientazione è Rokugan. Per per chi non la conoscesse è simile fantasy cinese o Xiānxiá, che non tocca molto le mie corde.
Comunque non è indispensabile per apprezzare il gioco.

La chiusura del turno nel gioco di maggioranze
Fatemi passare il pippoto tecnico. Come scrivevo la maggior parte dei punti proviene dalla corsa sui tracciati, equiparabile ad un sistema di maggioranze.
Una partita a Il Fiume d’Oro termina quando è svuotata la riserva delle tessere Edificio: a quel punto si porta a termine il round e si passa a contare i punti.
Il punto che essendo io l’ultimo di turno, e considerando l’abbondanza di risorse a disposizione, sapevo su quale tracciato intervenire per fare punti senza che gli altri giocatori potessero replicare.
In queste situazioni avere “l’ultima parola” è un vantaggio importante. Generalmente un difetto da mitigare, in un family ci si può passare sopra (?).
Anche il lancio del dado, in questo senso, può passare in questa categoria. Tuttavia ottenere sempre un numero inutile, ha fatto un po’ sbuffare Sara.

Buona la prima
E il primo LDP del 2026 di GdT Roma Players è andato alla grande, per risposta di pubblico, giochi proposti e il solito clima chill che si è creato.
In più la sorpresa della presenza di Diego. Cosa chiedere di più?








