Se Windmill Valley è per certi versi figlio del GiocAosta, Finca non è da meno.
Questo titolo, che in più di un’occasione ha fatto da icebreaker rompendo l’imbarazzo della scelta quando i giochi sul tavolo erano troppi (quante volte vi è capitato?), torna in una nuova veste.
La nuova edizione di Finca è pubblicata da Pandasaurus Games e arriva in Italia grazie a Ghenos Games, un ritorno che farà piacere sia ai nuovi giocatori sia a chi ricorda con affetto la prima versione.
In realtà Finca ce lo fece conoscere AntoMatto, di GdT Roma Players, anni fa.
La sua è la versione della Hans im Glück, che uscì nel 2009 in tedesco.
Ammettiamo fin da principio che siamo di parte e quel gusto retrò, con la scatola nel formato libro, mantiene il suo fascino.
Siamo però anche realisti e ci rendiamo conto che gli anni passano. La scatola quadrata, come altre scelte editoriali nel nuovo Finca, sono ormai uno standard che trova comoda collocazione nelle nostre librerie, per lo più svedesi.
Nel corso dell’articolo il confronto fra le due edizioni sarà sporadico, ma abbiamo redatto, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, una tabella che confronta i due regolamenti.
Potrebbe non essere perfetta: attendiamo suggerimenti.
Finca


Autori
Wolfgang Sentker
Ralf zur Linde

Editore
Pandasaurus Games
Ghenos Games

Giocatori
2-5

Età
10+

Durata
45′

Costo
30€
Dentro la scatola: Maiorca in miniatura
All’interno della scatola troviamo un tabellone rettangolare, diremmo della corretta misura questa volta, con rappresentata l’isola di Maiorca. Finca è infatti un termine tipico per indicare un lotto di terreno adibito ad uso agricolo con annessa una struttura, quella che in Toscana può essere definita una cascina.
Il tabellone infatti è suddiviso in diversi spazi, ciascuno una finca dell’isola.

Tessere Richiesta e nuove risorse
Ogni regione del tabellone ospita una pila di 4 Tessere Richiesta. Ogni tessera richiede la consegna da 1 a 6 token di cibo (o Risorsa).
Ci sono 6 tipologie di Risorsa, dove nella nuova edizione il Pesce sostituisce l’Oliva (meglio perché si poteva confondere con la mandorla).
Ogni regione ha anche una Tessera Finca con un tipo di cibo. Ne capiremo l’utilità più avanti.
Il cuore del gioco: il Mulino
Il cuore principale del gioco è il Mulino a vento, che prima era stampato sul tabellone mentre ora si costruisce a parte.
Ad ogni modo continua ad essere formata da 12 Pale, ciascuna con una Risorsa-cibo stampato sopra, che vengono mescolate e inserite casualmente nel Mulino.
Durante il setup a turno ogni giocatore piazza un suo lavoratore, un Contadino, su una pala e raccoglie dalla riserva la Risorsa corrispettiva.

Come si gioca a Finca
Grosso modo il setup è quello che abbiamo visto durante la descrizione dei componenti.
Passando all’azione, nel suo turno un giocatore può svolgere una di queste 3 azioni:
- Muovere un Contadino e raccogliere Risorse
- Consegnare Risorse
- Giocare una tessera Azione

Muovere i Contadini: la magia del Mancala
Se il giocatore decide di muovere un Contadino, sceglie uno dei propri e lo sposta sulle Pale in senso orario, secondo la classica meccanica presa in prestito dal Mancala.
In pratica: se sulla Pala di partenza ci sono n Contadini (contando anche quelli degli avversari), il Contadino si muove di esattamente n Pale.
Nella Pala di arrivo, con la stessa logica, il giocatore raccoglie una quantità di Risorse, del tipo indicato dal disegno, pari al numero totale di Contadini presenti su quella Pala.
Lungo il Mulino sono rappresentate anche due linee: se il Contadino ne supera una, il proprietario riceve una carta Carretto.

Consegne, carretti e maggioranze
E cosa ci facciamo con tutto queste Risorse? Lo consegniamo alle varie finca secondo le loro Tessere Richieste, i contratti.
Ci servirà una carta Carretto per farlo che con può consegnare fino a 6 token Risorsa, ma ogni richiesta deve soddisfate completamente.
In questo modo si raccoglie la Tessera e quella sotto diventa visibile. Finite le Tessere Richiesta per una regione, un sistema di maggioranze premia chi ha consegnato più Risorse di un certo tipo.
Si posiziona quindi una Finca in legno per ricordarsi che quello spazio è chiuso.
Più che altro, finite le Finche in legno per quel numero di giocatori, il gioco termina.

La cattiveria gentile delle risorse finite
L’autore di Finca ha inserito nel suo gioco una piccola cattiveria (per certi versi pure più frequente nella nuova edizione).
Se in qualche momento dobbiamo raccogliere qualcosa dalla riserva, che sia Risorsa o un Carretto, e non ce n’è sufficiente disponibilità, accade il patatràc.
Tutti i giocatori rimettono nella riserva la risorsa mancante e a quel punto il giocatore che la deve incassare la può riscuotere.
In realtà più che una reale cattiveria, che sarebbe stata strano in un gioco così euro, è un deterrente contro l’accumulo risorse.

Tessere Azione e punteggio finale
Abbiamo qui tralasciato la terza opzione, che a dire il vero è una variante. Semplicemente permette di giocare un segnalino “usa e getta” che potenzia una delle azioni.
A fine partita si sommano i punti, che dipendono da quante Risorse abbiamo congegnato, dalle maggioranze vinte e da un sistema di set collection che qui non riportiamo, ma che lasciamo al regolamento (anche questo dalla modalità avanzata, che comunque è quella più comunemente giocata).
In conclusione
I giocatori, soprattutto gli hobbisti, il più delle volte non cercano un gioco. Cercano la novità.
Questa bramosia della novità, aggiunta al FOMO, alimenta quella che più volte abbiamo definito turbo publishing e che, nell’articolo di Ignacy Trzewiczek alimenta la “One Print Era”.
Ci sono giochi del passato che, a detta di buona parte della popolazione di giocatori, erano validi e lo sarebbero tutt’oggi. Il problema è che si trovano solo usati a prezzi di reliquia.
Perché non ristamparli? Troppo rischioso per i motivi appena descritti?
Magari proverete a smentirci con esempi quali Hero Quest, ma qui è più un'”operazione nostalgia” che la riproposta di un “old but gold”,
Noi ci stiamo invece riferendo più a giochi tipo Vanuatu, con un reale “spessore ludico”, ormai introvabili senza accendere un mutuo.
E quindi ben venga l’operazione di Pandasaurus Games (e di Ghenos Games a seguire).

Nuovi materiali, vecchie sensazioni
Quando abbiamo visto la nuova componentistica siamo rimasti un po’ perplessi. Quando si è abituati ad un certo formato, giocato per anni, si rimane interdetti rispetto ad una novità (forse complici gli anni, nostri e non del gioco?).
In realtà, come accennato, sostituire le Olive con i Pesci è stata una buona idea, anche se questi ultimi potevano essere disegnati meglio.
Non è chiaro perché gli Carretti siano passati da token a carte. Forse per differenziarli dalle Tessere Azione.
La Finca in legno è di dimensioni maggiori, il che la rende più comoda da utilizzare.
In generale, i materiali sono adeguati alla tipologia del prodotto. Stabilire se siano migliori o peggiori rispetto all’edizione precedente resta una questione di gusto personale.

Finite le finche a disposizione, finita la partita
Ora fino a 5 giocatori
Il nuovo Finca permette di mettere al tavolo 5 giocatori, sebbene sia il caso in cui scala peggio visto che ogni giocatore ha gli stessi Contadini che in 4 giocatori, ma le Pale sono sempre dodici.
Abbiamo apprezzato invece il fatto che scali anche il numero di Risorse disponibile in riserva, cosa che prima non accadeva.

Un filler che non invecchia mai
Finca è stato candidato a diversi premi. Fu finalista anche allo Spiel des Jahres nel 2009, dove vinse Dominion.
E’ un ottimo filler, semplice ma non solo introduttivo. Tra l’altro il setup casuale rende quasi impossibile avere due partite uguali.
Giusto la meccanica del Mancala per prendere risorse può risultare macchinosa ad un neofita. In questo caso basta un esempio con i il Mulino davanti per rendere l’idea.
✔ semplice ma profondo
✔ interessante la meccanica del Mancala
✔ ottima longevità
✔ ora giocabile anche in 5
✘ proprio in 5 scala peggio, ma è accettabile
Saremmo di parte, ma per noi la riedizione è un’occasione da non perdere.








