Gli eventi ludici sono una sospensione dalla realtà.
In quella settimana, in quel weekend, ma anche durante un singolo giorno, la vita nel mondo reale si ferma.
Vieni proiettato nel Sottosopra. Un Sottosopra che però è meglio della vita vera.
E questa introduzione, che suona già come una conclusione, è il preambolo a Giochi Senza Confini 2.
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Degli eventi che organizza La Pila degli Scarti è quello a cui sono più affezionato.
Sarà perché come Volpe Giocosa abbiamo un ruolo più attivo. Anzi. Svolgo un’attività, con il supporto di Sara, che avrei creduto impossibile solo qualche anno fa.
E invece eccomi con una scaletta fitta di persone. E non si parla solo di giochi. Siamo andati nuovamente oltre.
Anche oltre a “Giochi che raccontano Storie“. Ma persone.
E in queste poche righe, dove provo a sintetizzare sensazioni ed esperienze del weekend scorso, proverò a rendervi partecipi.
Giochi Senza Confini 2

L’ultima frontiera
Siamo dei pionieri. Arrivati nel Nuovo Mondo, stiamo creando un avamposto. Gli indigeni non sono ostili. Tuttavia hanno una concezione loro dell’associazionismo. E soprattutto del gioco da tavolo.
Siamo a 50 km da Roma ed esiste qualche missionario del gioco da tavolo sparso sul territorio. Ma è ancora un terreno da dissodare.
E se dovessimo darvi il numero delle persone che hanno partecipato a Giochi Senza Confini 2, vi verrebbe da sorridere.
E fatelo. Spero che un giorno sorrideremo anche noi, ripensando a quanta strada abbiamo fatto.

Una gestazione difficile
Pochi pionieri, qualche benefattore sul territorio, tanto da fare.
Ogni volontario mette a disposizione il suo meglio. Come direbbe una persona di mia conoscenza, “mette il suo 5%” di potenzialità.
Approfondendo, mi viene da dire che ognuno in Giochi Senza Confini 2 ha messo il meglio di forse uno dei suoi periodi peggiori.
Famiglia, lavoro, aspettative mancate.
Eppure siamo qui.

La gioia del parto
Non abbiamo figli. Però mi sento di riconfermare le parole che scrissi 18 mesi fa sulla Tana dei Goblin.
Organizzare un evento di questo tipo è un po’ come avere un figlio. E mi scuseranno coloro che i figli li hanno per davvero per la mia prosaicità.
Ma le fasi che si attraversano sono quelle che mi aspettavo.
L’entusiasmo all’inizio, magari con un po’ di incoscienza.

Un’euforia alimentata anche da Un Meeple per 2. Fra i primi tirati dentro, sono stati quelli che hanno infuso la voglia di crederci anche quando è apparsa qualche nuvola.
Già, perché poi arrivano i primi problemi e un po’ di nausea. Fino alle doglie dell’ultimo minuto.
Quando, mi raccontano, la futura madre se la prende con il partner.
E poi la gioia di stringere tra le braccia il proprio figlio.

Il grande caldo
Se l’anno scorso avevamo timore del freddo, quest’anno l’incognita era quanto facesse caldo.
Organizzare un evento in un weekend di giugno, seppure al coperto in un palazzo storico, è una vera scommessa.
E ci siamo arrivati preparati. Con controverse direzioni, ma equipaggiati come nomadi del deserto. Comprese le provviste.
L’acquazzone del sabato pomeriggio non ce lo meritavamo. Ma lo abbiamo saputo gestire.

Alzare l’asticella
In un prossimo editoriale, sfruttando come volano alcune nuove uscite, parleremo di come è sempre più difficile riconfermarsi.
Quando sei nessuno, anche un underdog, non hai niente da perdere. Se imbrocchi la giocata, anzi, fa ancora più clamore.
E l’anno scorso, tutto sommato, probabilmente fummo visti come quei signor nessuno che comunque avevano messo in piedi qualcosa.
Quest’anno dovevamo proporre di più.

Quando vi ricapiterà?
Essere qualcosa di diverso
La base dell’evento ludico è Il Comics and Games. Qualcuno prova a smarcarsi da questo cliché affiancando un concorso oppure facendo leva sui numeri.
Noi, considerando anche le premesse di cui sopra, abbiamo preso la strada forse più in salita.
Fare cultura e informazione attraverso il gioco da tavolo.
E così sono mesi che cerchiamo di fare rete per coinvolgere realtà di diversi settori.
Quello che abbiamo definito il matinée scientifico è frutto di questa nostra idea. Quasi un’ossessione.
Ed è stato forse imprudente tirare dentro Chiara e Francisco (Forging Stars) e Fabio Chiariello (CNR e Game Research Center) in un evento di cui non avevamo idea come sarebbe andato.
Ma, tornando alla similitudine del parto, che soddisfazione vederli insieme in quella stanza.
Sembrava di stare a Stoccolma per il Nobel.

With a little help from my friends
E in qualche modo sto già facendo i primi ringraziamenti, uno degli scopi di quest’articolo.
Coinvolgere GdT Roma Players in un evento come questo significa essere senza pudore. Il più grande gruppo associativo della capitale, ancora in espansione, scomodarlo per supportarci in un traballante Eventbrite.
E la stessa cosa potremmo dire per I Nani Ludici di Aprilia e MeepleHaze.
Eppure (ma ci aspettavamo qualcosa di diverso?), nessuno ha avuto verso di noi, nemmeno per un attimo, un atteggiamento snobistico.
Mai il nostro magari essere provinciali è stato sottolineato.

I fabbricanti di giochi
E questo trattarci alla pari l’ho apprezzato a maggior ragione da chi del gioco da tavolo fa una professione.
Perché noi associazioni, content creator professionisti, professionali o cialtroni del caso, facciamo presto a blaterare del gioco da tavolo.
A volte trattato come un hobby, altre volte elevato ad arte. Ne facciamo argomento gratuito di discussione. Ovvero non ci costa nulla dire la qualunque.

Qui 1975 White Christmas, localizzazione in uscita in autunno e già in pre-ordine
Ma Pick ‘N’ Roll Lab e LS Giochi ci sono dentro e ci lavorano. Sono anche loro appassionati, e nostri amici, ma sono anche imprenditori.
E ancora una volta, la loro vicinanza e il loro supporto sono per me encomiabili e sono grato che si siano spesi per un evento di una taglia diversa rispetto a quelli a cui sono soliti partecipare.

Un figlio diverso da come lo pensavamo
Avevo un’immagine nella testa di come sarebbe dovuto essere Giochi Senza Confini 2. L’idea che avevo probabilmente derivava dall’esperienza degli eventi, ormai più di qualcheduno, che ho frequentato negli ultimi 10 anni.
Arrivi poi il sabato mattina, prendi il microfono in mano e vedi che è qualcosa di diverso.
Diverso da come lo immaginavi.
Noti che è l’occasione per l’editore di parlare con chi, come Mirco Marotta, ha portato un suo prototipo, Water War: la guerra per l’acqua. O, per chi fa scienza e formazione, di confrontarsi.
Ma ancora per le associazioni di parlare tra loro dei prossimi eventi e progetti.

La saggezza del gioco da tavolo
Oppure ti trovi Leonardo Caviola. Un po’ come Gandalf, porta con sé fuochi d’artificio e Othello, ma sul suo carro ha anche centinaia di aneddoti e un’enciclopedia ludica di contatti.
Uno che il territorio lo ha battuto spanna dopo spanna. Se non ci credete, guardate la sua mappa ludica.
Ecco che allora tuo figlio non è né peggio né meglio di come te lo aspettavi. È semplicemente qualcosa di diverso, con la sua identità.
E forse, ma magari sei accecato dall’affetto che provi per lui, anche unicità.

Il falso mito della perfezione
Un’associazione è semplicemente una comunità. Come ogni comunità umana, ha le sue dinamiche, che includono conflitti.
Ne ho visti in ogni dove. Ma ho continuato a collaborare con molte di queste realtà e a farne parte.
Tant’è che, come dice scherzosamente il mio amico Emiliano, ormai ho più maglie di Lukaku.
Il motivo per cui non ho mai mollato è molto semplice.
Non cerco la perfezione.
La perfezione non è umana e quello che io cerco, un po’ come Diogene, è l’uomo.
Cerco l’umanità.

Ecco quindi che, se fosse per me, avrei sequestrato Luciano e Donatella per un’altra ora, perché un’occasione così quando mi ricapita?
È stata, anche questa volta, l’opportunità di parlare dell’uomo, sia nella sua veste di ragazzo sia nell’età adulta. Su come ragiona, su come si sviluppa e sulla sua necessità di un “contatto reale” che il gioco da tavolo può soddisfare.
E invece che mi dite della storia di Amir Kamal, autore di Nataterra? La sua caparbietà e motivazione quanto sono state ispiranti per voi?

Perché lo facciamo
Tante volte ci viene chiesto perché lo facciamo. Non sappiamo rispondere.
Anzi, vi confido un segreto: ce lo chiediamo anche noi.
Ma il fenomeno più strano accade quando si scopre che è tutto volontariato, senza scopo di lucro. Seguiteci perché nei prossimi giorni voglio tornare su questo punto.
In effetti, lo stupore iniziale lascia talvolta spazio a un retropensiero in chi pone la domanda. Come se fosse inconcepibile riuscire a mettere in piedi un simile circo senza aspettarsi qualcosa in cambio. E così prende forma il sospetto che debba esserci sotto qualche interesse, tanto nascosto quanto difficile persino da immaginare.
In realtà, per noi, è bastato vedere quei ragazzi del Centro Diurno di Anagni – perché chi gioca, in fondo, rimane sempre un ragazzo – tornare autonomamente la domenica, dopo aver partecipato il sabato insieme alla dott.ssa Laura Ciangola e ai suoi operatori.
In quel momento avevamo già ricevuto tutto ciò di cui avevamo bisogno.
In conclusione
E in questo zibaldone di ricordi mi starò perdendo sia qualcosa che qualcuno. Sto percuotendo la mia tastiera come un tamburo per riversare ricordi in qualcosa di più concreto.
Prima che sbiadiscano ma anche dopo che la pittura degli affreschi di quei giorni si sia asciugata nella mia mente.
Una storia di successo
Giochi Senza Confini 2 per me è stato un evento più complesso di quello dell’anno scorso.
Inoltre, se alle spalle l’altro anno avevamo il Natale, con il suo tempo libero che ci regala, questa volta è stata un po’ una corsa.
Ma alla fine mi ritengo soddisfatto di quello che è stato e soprattutto delle occasioni spontanee di networking che si sono create.
E la genuina sorpresa e gioia che ho visto negli occhi dei partecipanti, nei riscontri successivi e nella volontà di alcune realtà di entrare nel progetto, me lo hanno confermato.

Sullo sfondo Un Meeple per 2 alla chiacchiera con Ilaria (Pink ‘N’ Roll Lab)
Giochi Senza Confini 3
Dicono che in sala parto si dica che quello è l’ultimo figlio. Ma sul pianeta siamo 8 miliardi e suppongo che la percentuale di figli unici sia bassa.
E se dico ogni volta che per me quell’evento è l’ultimo, sto pensando già a come Volpe Giocosa possa contribuire a Giochi Senza Confini 3.
Eh sì, alzeremo ancora di più l’asticella.







