Fino a Prova Contraria: nel centro del dibattito

Mi ricordo che quando seppi di Sherlock Holmes – Consulente Investigativo andai in fissa. La prima volta che ci giocai fu al Meeple Bar di Frascati.
Un posto confortevole ma non proprio adatto per questa tipologia di giochi. Come immagino la maggior parte dei ludopub.
Ricordo ancora le supposizioni fatte. Chissà perché uscivano sempre teorie scabrose e al limite dell’età consigliata sulla scatola.
Considerando che, con un gruppo di gioco diverso, accadde anche giocando a Detective, pensammo fossimo io e Sara le menti malate.
Ma tenendo conto che non è successo in “Fino a Prova Contraria”, allora forse non è così.

7 minuti
Per chi va di fretta
  • Una serata in una serie crime
  • Tutta l’ambientazione delle aule di tribunale americane
  • Casi alquanto semplici

Fino a Prova Contraria è una collana pubblicata piuttosto recentemente da dV Giochi. Non è nuova a questa tipologia di progetti. Pensate ad esempio a Decktective, Deckscape e Undo.
In effetti Fino a Prova Contraria segue in qualche modo questo fil rouge, ma con le sue particolarità e dimensioni differenti.
Abbiamo due scatole: Sete di Giustizia e La Collana del Cielo Stellato.
Comunque state sereni: questo articolo è anti-spoiler. Se per caso troverete esempi, saranno del tutto inventati. E probabilmente dalla qualità sarà intuibile…

Fino a Prova Contraria

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Autori

Enrico Procacci

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Editore

dV Giochi

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Giocatori

1-6

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Età

12+

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Durata

75-90 min

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Costo

15€ circa

Una scatola da non aprire tutta

I titoli di Fino a Prova Contraria sono one shot. Nel corso della partita si svilupperà una storia che ha un filone unico, tra l’altro.
Considerando temi e twist ci sembra improbabile sia rigiocabile dallo stesso gruppo. Al contrario, dal momento che non è necessario scarabocchiare o strappare nulla, una scatola di Prova Contraria può essere proposta ad un altro gruppo di giocatori o venduta.
Comunque, aperta la scatola, leggete il regolamento con attenzione.
Troverete scritto cosa aprire e cosa no.

Buste, carte…

All’interno della scatola trovate un mazzo di carte Accusa. Come potete intuire, non sono da mischiare ma da conservare così come si presentano. Attenzione che sono fronte-retro: non spoileratevi da soli.
Ci sono poi dei pacchetti che contengono altre carte, queste più piccole (direi le tradizionali 63.5 x 88mm). Le buste hanno il tipico aspetto del plico, tipico da ambientazione crime.
Non aprite questi pacchetti che contengono le carte Prova. Sarà il gioco, tramite le carte Accusa, a dirvi quando farlo.

Finoaprovacontraria gioco da tavolo
I plichi con le Prove

…una simpatica giuria…

Fino a Prova Contraria ci porta nell’aula di un tribunale americano. Anzi, ci troverete tutti gli stereotipi (almeno credo lo siano) di questa arena giudiziaria.
Non può mancare quindi la tribuna della giuria, fatta a spalti. È tridimensionale, costruita in cartoncino.
I giurati sono segnalini che ci si incastrano in piedi dentro.
Sono tutti equivalenti, hanno solo la valenza di contatori. Dal lato verde supportano il giocatore, dal lato rosso l’accusa.
Ecco quindi che dobbiamo andare un pochino più in dettaglio per capire come funziona Fino a Prova Contraria.

…e un’applicazione

Un QR code sul regolamento vi farà accedere a una web ap. Questo tipo di applicazioni non necessita di nessun tipo di installazione dal momento che è come accedere a un normale sito web.
Noi abbiamo usato uno smartphone, ma suppongo che qualsiasi altro tipo di soluzione sia equivalente.
Comunque non ci sono riferimenti audio e video da vedere, questo si può dire senza rovinarvi l’esperienza.
L’applicazione serve semplicemente per inserire dei codici e di conseguenza capire se i giocatori hanno dato la risposta corretta.
Meccanica che vedremo più avanti.

Finoaprovacontraria gioco da tavolo
La giuria è curiosa di vedere come ne uscirete questa volta

Una perfetta aula di tribunale americano

Fino a Prova Contraria è un gioco collaborativo e narrativo.
Tutti i giocatori insieme infatti supportano, o se preferite, la Difesa in un’aula di tribunale. La scatola, tramite le carte Accusa, sono per l’appunto… l’Accusa.
Lo scopo del giocatore è convincere la giuria dell’innocenza del proprio cliente. Ogni volta che succede, un giurato dal lato rosso viene voltato su quello verde.
Come accennato, lo stile è proprio quello delle serie TV americane, con colpi di scena e fuochi d’artificio.
La grafica a sua volta ci ha ricordato Phoenix Wright: Ace Attorney, videogioco della Nintendo. È quindi uno stile più anime, o comunque orientale.

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Sembra che l’Accusa abbia un testimone chiave che incastrerà il nostro cliente…

Come si gioca

Un giocatore legge la carta Accusa. Generalmente si può essere nella situazione o di controbattere una posizione dell’Accusa o di dover cercare un elemento per sostenere la propria tesi difensiva.
Dicevamo come Fino a Prova Contraria sia un gioco narrativo. Ogni carta infatti riporta diverso testo con scambi di battute fra gli attori processuali.
È poi evidenziata la frase dedicata alla meccanica del gioco, ovvero quella che chiede ai giocatori a quale indizio fare riferimento.

L’importanza delle prove…

Oltre al testo, la carta indica se bisogna aprire o no un pacchetto di Prove.
Una carta Prova può essere qualsiasi cosa. Può essere una persona, come un indiziato, un testimone o qualsiasi parte coinvolta nel processo. Possiamo però trovare anche referti medici, immagini di fotocamere o testimonianze acquisite.
Quale che sia la carta Prova è contrassegnata da un numero e dalla sua tipologia (un’informazione più secondaria).

…e il momento giusto per presentarle

I giocatori, dopo essersi confrontati, inseriscono nell’applicazione il numero della Prova che secondo loro “si addice” a quanto richiede la carta Accusa.
L’applicazione indicherà se la supposizione è corretta oppure no, con un trafiletto che riporta la motivazione.
Se la risposta è corretta si legge il retro della carta Accusa, che porta avanti la storia.
Viceversa, in caso la Prova non fosse corretta, bisogna ritentare.
Il punto è che è molto probabile che un’associazione sbagliata porti a girare uno o più giurati sul “lato colpevole”. Avviene invece il contrario se la Prova era pertinente alla situazione.

Finoaprovacontraria gioco da tavolo
..ma il nostro cliente ha un alibi di ferro.
Mettiamo 23 nell’applicazione!

Come si vince?

Il gioco procede fintanto che non sono lette tutte le carte Accusa. A quel punto la storia è conclusa e andremo a “leggere il verdetto”.
Infatti la scatola ci attribuirà un punteggio in base al numero di giurati sul lato verde, ovvero convinti dell’innocenza del nostro cliente.

Link utili

In conclusione

In apertura parlavamo di Sherlock Holmes e Detective. In realtà Fino a Prova Contraria è un’esperienza diversa. E’ chiaramente un deduttivo.
Più escape room probabilmente e sicuramente incentrata sulla narrazione.
E i giochi di narrazione funzionano o no proprio a seconda della qualità della narrazione stessa.

Un mondo convincente, nella sua fiction

Le storie sono convincenti nella misura in cui si accetta la stereotipizzazione proposta. Così come l’ambientazione western, o ancora di più la spaghetti western, non è una reale rappresentazione del XIX secolo nell’ovest dell’America settentrionale, ma una sua rappresentazione artistica e immaginaria.
In questo senso è anche da collocare il tono dei dialoghi e l’escamotage dell’avvocato distratto che viene a conoscenza delle prove durante l’udienza. In questo modo così è giustificata la non apertura simultanea del pacchetto delle Prove.

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Le carte Accusa

Una storia lineare

Fino a Prova Contraria è più paragonabile, dicevamo, a Deckscape. Non siamo infatti di fronte ad un open world, ma la storia è lineare senza bivi.
Per ogni quesito esiste solo una risposta corretta e si rimane lì finché non si trova. Non abbiamo trovato come in altre circostanze i suggerimenti nell’applicazione.
Rispetto però a Decktective è un’esperienza più corposa. Chiaramente la durata di queste scatole dipende dal dibattito che si crea attorno al tavolo.
La sensazione è che duri quasi il doppio di una scatola Decktective, con la possibilità di coprire un’intera serata.
Di volta in volta che si aprono pacchetti, le carte Prova a disposizione sul tavolo aumentano, così come i collegamenti logici che si possono fare.

Più persone, più teorie

Alla Pila degli Scarti eravamo in 5. Numero che ci sta, ma più persone più ragionamenti. Più ipotesi, più teoremi, più tempo.
Fino a Prova Contraria non ha meccanismi per arginare il giocatore dominante. È quindi responsabilità del singolo giocatore coinvolgere tutti.
Forse in 3 gira più velocemente senza perdere la parte di confronto.
Comunque generalmente gli enigmi sono semplici, sebbene non manchino colpi di scena.

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Sul campo

Ottimo rapporto qualità-prezzo

Fino a Prova Contraria, nonostante più materiale, ha grosso modo lo stesso costo di una Deckscape. Dodici euro per una serata di gioco, sebbene sia un’esperienza one shot, si possono spendere. A tal proposito potete sentire le parole di Ignacy Trzewiczek nell’intervista che ci lasciò durante la pandemia.

Una collezione di diverse esperienze

Fino a Prova Contraria l’ho percepita come una super Deckscape. Questa nuova collana permette di passare anche un’intera serata all’interno di una puntata di una serie crime.
Sempre come diceva Ignacy, ognuno può sfogliare il catalogo e scegliere la sua “cup of tea. In quella occasione si riferiva all’ambientazione, in quanto avevamo chiesto informazioni su Detective – Operazione Vienna.
In questa circostanza invece sto pensando a durata, complessità e immersività della narrazione.
Il confronto che vi proponiamo va proprio in quest’ottica.
Se cercate qualcosa di più corto allora pensate a Decktective. Fino a Prova Contraria propone una sfida più lunga.
Se invece volete alzare la levetta della narrazione, fino quasi ad arrivare al gioco di ruolo, probabilmente la vostra scatola è Alibi.
Qual è la vostra tazza di tè preferita?

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