Prospect Detective: una storia avvincente da diversi punti di vista

La storia dietro Prospect Detective è un di quelle che piacciono a Volpe Giocosa.
Sia intesa come trama del caso investigativo che deve essere risolto, sia quella che ha portato alla fondazione della Unalfabeta Games.
In questo articolo speriamo di passarvi le nostre sensazioni su entrambe le storie.


Tempo di lettura 6 minuti

Prospect Detective è un gioco investigativo. Un po’ come Sherlock Holmes Consulente Investigativo.
Citiamo proprio questo gioco non a caso, essendo l’autore, Luca la Veglia, un grande fan del famoso investigatore.
Sarebbe difficile fare un podcast su questo gioco senza fare spoiler.
La volontà di non rovinarvi il gioco è anche il motivo per cui le immagini si limitano solamente alla confezione esterna del gioco.
Detto questo ci possiamo vedere alle conclusioni per raccontarvi la nostra esperienza.

Di seguito riportiamo il video introduttivo che si può vedere usando il QR code (vedi sotto) sul plico. Quindi nessun spoiler reale.
Ci mettiamo lo stesso il tag per pudore.

Prospect Detective – I delitti del Krampus – Caso 0074
di Luca la Veglia
Unalfabeta

Numero indefinito di giocatori. Età 14+

Durata: circa 1 ora, ma anche più
Costo: 15 eur


E’ stato abbastanza difficile comporre la nostra usuale scheda.
Prospect Detective difatti non è proprio un gioco, ma aspira ad essere un’esperienza.
Anche il regolamento, come in parte vedremo, è malleabile in base ai gusti dei giocatori.
Nel corso dell’articolo ci riferiremo a Prospect Detective in generale, sebbene al momento sia disponibile solo il caso 0074, quello che abbiamo giocato.

Componenti essenziali, ma di ottima qualità e che aiutano l’immedesimazione

Prospect Detective non si presenta con l’usuale scatola.
Ora questo da qualcuno può essere visto come un modo di tenere bassi i costi di produzione.
Può anche essere, ma forse non è stata questa la motivazione principale.
Anche perché i materiali sono di pregio, a partire dall’utilizzo di carta di elevata qualità.
Secondo noi presentare il gioco come una busta, meglio dire un plico, aiuta a immedesimarci nel ruolo.
Ci sembra insomma di entrare in quelle serie tv dove l’agente va nello scantinato del deposito prove (i cosiddetti cold case).
Facendosi largo fra mille scartoffie e ragnatele trova i reperti di un caso accantonato dalla polizia.
Ripresi in mano referti, foto e materiale raccolto all’epoca delle indagini, prova a chiudere una volta per tutte il caso.
Ecco, giocando a Prospect Detective abbiamo avuto questa sensazione.

Cosa contiene la busta senza dirvelo

Sembra un no sense. In realtà intendiamo dire che non vi diremo, ovviamente, cosa contenga il plico.
Come dicevamo però, c’è tutto il materiale relativo a un caso di decine di anni fa mai risolto.
L’autore ha introdotto nel gioco anche QR code.
L’uso di questi codici è ormai in voga in moltissimi campi.
Per chi fosse rimasto indietro parliamo di quei quadratini in bianco e nero che, una volta inquadrati con uno smartphone, aprono un link (potrebbe servire un app gratuita).
Nel caso di Prospect Detective puntano a materiale multimediale.
L’autore, che poi è anche editore, è stato molto accurato. Questo si vede nel materiale che ha ideato in prima persona sia in quello che ha prodotto coinvolgendo professionisti.
Nel filmato introduttivo vediamo infatti Vincenzo Merolla, attore teatrale e regista anche comparso al cinema e televisione.
Può vantare inoltre di avere vinto il Globo d’Oro.

Non c’è un regolamento

Prospect Detective non ha un vero e proprio regolamento.
Un po’ come le escape room fisiche: sapete che dovete uscire, ma non ci sono turni o cose del genere.
Lo stesso accade per il gioco di Luca.
All’interno del plico in effetti c’è un foglio che spiega come usare il materiale, a partire dai QR Code.
Se volete potete giocare in due squadre separate, come l’autore consiglia, o tutti insieme come in un classico collaborativo.
Non c’è né un limite di tempo né un numero di persone massimo per poter giocare.
Noi ci siamo orientati su un ora o poco più. Dipende per quanto tempo riuscite a stare concentrati.

Quello che a volte è chiamato open world?

Il rischio in questi giochi è che il materiale da esaminare non sia sufficiente per tutti.
Noi lo abbiamo giocato in 4 e dobbiamo dire che avanzavano sul tavolo prove e indizi che potevano essere gestiti almeno da altri due giocatori contemporaneamente.
In effetti in Prospect Detective non c’è una sequenza che si svela durante il gioco.
Aperto il plico lo rovesciate sul tavolo.
A quel punto tutto il materiale di gioco è disponibile a tutti fin dal primo minuto.
Nessuna pedina e nessun paragrafo da leggere in un secondo momento.
A un certo punto, quando avete capito la storia, potete leggere la soluzione.
Anche qui nessun punteggio, che generalmente è abbastanza farlocco, ma sarete voi stessi ad auto-valutarvi.

Non che sia un vero spoiler. Diciamo che nel “foglio di istruzioni” è consigliato l’uso di un elemento.
Sotto il tag anti-spoiler è indicato cosa serve.
Ora detto così sembra che ci voglia il latte di gallina. In realtà parliamo di una banalità.

Uno strumento utile

Senza svelarvi il motivo, all’inizio del gioco il foglio di presentazione vi suggerirà di procurarvi una lente di ingrandimento.
Potrebbe essere troppo tardi per cercarla.
Noi abbiamo usato questa App per Android che alla fine è una sorta di zoom della fotocamera.
E’ stata molto utile.
Sicuramente esiste un programma analogo per iOS.

Un caso abbastanza noir

L’età minima consigliata ci sta.
Senza svelare niente, la trama di questo caso è abbastanza da seconda serata.
Non è una critica. Anzi. E’ una storia che esce un po’ dagli stereotipi e dalla “fascia protetta” per dedicarsi esclusivamente a un pubblico adulto.
Non fraintendeteci. Non che ci sia chissà cosa all’interno del plico.
Tuttavia, complice il realismo del materiale, ci si sente davvero sul luogo del delitto.
Questo aspetto è molto coinvolgente, ma, per l’appunto, richiede un pubblico che non si faccia suggestionare.

Nessun aiuto

In questo caso di Prospect Detective non ci sono aiuti.
In genere nelle escape room, e talvolta nei giochi investigativi, c’è la possibilità di ricorrere più o meno esplicitamente ad un aiuto.
Qui non c’è questa possibilità.
Scelta abbastanza rischiosa da parte dell’autore.
Se infatti ci si impantana da qualche parte l’attenzione tende a scemare e con essa la voglia di proseguire l’indagine.
A quel punto si è portati a saltare alla lettura della soluzione, “bruciando” difatti il caso.
Accade che questo caso di Prospect Detective non sia troppo arzigogolato.
Gli indizi si possono collegare con una certa linearità di causa-effetto.
Anche quegli imbranati di Volpe Giocosa non hanno avuto bisogno di indizi, ma il caso è stato comunque abbastanza sfidante da essere stimolante.

La storia di Unalfabeta Games

Vogliamo ritagliare un piccolo spazio per la storia della casa editrice che ha pubblicato Prospect Detective.
Luca aveva da anni in mente un gioco di questo tipo.
A un certo punto, a dirla tutta complice anche un imprevisto, si è trovato ad avere del tempo libero.
Ogni giorno si recava al bar, un po’ come J. K. Rowling, a lavorare al suo progetto.
Noi abbiamo parlato con Luca.
Non sappiamo se in Volpe Giocosa avremmo avuto la stessa tenacia. Parlando con lui abbiamo sentito nella voce una caparbietà e una risolutezza davvero non comune.
Devono essere queste caratteristiche che lo hanno portato a realizzare il suo progetto.
Insieme a queste caratteristiche, anche la sua esperienza da fotografo e la citata passione per Sherlock, gli hanno permesso di creare questa esperienza immersiva.
“Osservo il mondo e lo trasformo in gioco” ci ha detto, in qualche modo citando il suo investigatore preferito.
E non si è fermato qui.
Ha racimolato anche il budget, probabilmente cosa non semplice in questo periodo, per pubblicarlo.
Ma guarda già oltre. Non è interessato alla localizzazione di giochi, ma a creare una casa per autori italiani che non trovano spazio. Per fare questo si avvale già di alcuni consulenti.
Unalfabeta, la sua creatura, è anche attenta al territorio, sviluppando il suo gioco impiegando maestrie partenopee, coinvolgendo anche concittadini trasferiti altrove.

Ovviamente la busta riporta segni di apertura…non abbiamo resistito e la foto la abbiamo fatta dopo aver giocato

In conclusione

Oggi vi abbiamo parlato in generale del progetto Prospect Detective che vede nel caso 0074 il primo episodio.
Un gioco investigativo differente, senza scatola o regolamento. Neppure una struttura convenzionale di turni o di paragrafi da seguire.
“Tutto e subito” diremmo, dove si invita il giocatore non a fare il detective ma bensì ad esserlo.
Ne nasce un’esperienza quasi di realtà aumentata, che stimola il gruppo a cercare informazioni al di fuori della scatola, o meglio del plico.
Da un lato più “tecnico”, questa modalità “non regolamentata” sistema l’eventuale problema del giocatore alpha.
Se ci pensate, il problema in realtà non si pone proprio, non essendoci scelte da effettuare.
L’unica decisione da prendere è dare la versione del gruppo sulla risoluzione del caso.
Ripetiamo che poi il materiale è abbondante, senza considerare i contenuti multimediali. Difficile una persona riesca a gestirli tutti da sola.
La storia di per sé è convincente e molto particolareggiata.
E’ chiaro che si intuisca che siamo di fronte ad un’opera prima, seppure estremamente curata.
Non ci sono particolari intrecci, ma, come dicevamo, è una trama che si sposa bene col fatto che non ci siano aiuti.
Tuttavia il caso 0074 già si colloca a pieno titolo nel panorama degli investigativi con dignità paragonabile e superiore alla media di mercato.
Con la “cazzimma” e le capacità dell’autore ci possiamo solo che aspettare un crescendo.
Per questo non vediamo l’ora esca il prossimo caso.

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