Possiamo considerare il titolo di oggi come un nuovo inizio. Propolis, concepito da Flatout durante lo scorso anno, è stato infatti rilanciato in edizione multilingua da Ravensburger.
Molti appassionati e creatori di contenuti hanno esaminato questo filler, indirizzandolo a diverse tipologie di pubblico.
In questo contributo vi spiegheremo, secondo il punto di vista di Volpe Giocosa, dove queste api hanno deciso di fermarsi.
⌛ 5 minuti
Propolis è infatti quel tipo di gioco che si spiega in pochi minuti e che quindi fa pensare sia adatto ad un pubblico family o family plus.
Ha però dei tatticismi e una programmazione che, si può pensare, richiedano le abilità di un giocatore un pochino più scafato.
Insomma, in questo piazzamento lavoratori con un tocco di maggioranza d’aree potrebbero trovare posto tutti.
Propolis


Autori
Molly Johnson
Robert Melvin
Shawn Stankewich

Editore
Ravensburger

Giocatori
1-4

Età
10+

Durata
15-30 min

Costo
25€ circa
Un gioco d’assalto
Non conosciamo il vestito della vecchia edizione, ma Ravensburger ci propone un Propolis per una larga distribuzione.
Prezzo aggressivo, senza per questo rinunciare a qualche chicca nella componentistica, e versione multilingua. Questo aspetto, tenendo conto anche delle dimensioni ridotte della scatola, fa pensare alla serie euro di Devir (vedi Salton Sea).
Con alcuni accorgimenti
Nonostante i carinissimi meeple sagomati ad ape, altre soluzioni sono più economiche. L’effetto dual layer è infatti ottenuto con dei buchi sulla plancia a singolo strato. Una soluzione che immaginiamo essere più economica.
La scelta di usare dei tracciati per tenere conto delle risorse è molto comoda. Tra l’altro a prima vista, vedendo che hanno lunghezza differente, si capisce subito che alcune sono più rare.
Anche le carte sono fronte-retro. Nessun dual use, così come la liturgia ludica sancisce, è previsto in Propolis. Qui dà l’idea più che altro di limitare il numero di carte da stampare.

Carte per ogni necessità
La componente principale è un mazzo di carte. Le carte sono usate per formare tre vetrine.
Le carte Paesaggio creano una sorta di prato dove si posizioneranno le api.
Ogni carta ha degli spazi azione che permettono, in breve, di prendere una delle 5 risorse presenti nel gioco. Possiamo immaginare ogni tipo di risorsa come il polline con un’origine differente.

Un secondo display è quello delle Strutture. Ogni carta Struttura ha un costo in risorse, che può includere anche il sacrificio di api-lavoratrici, e dei benefici.
Può infatti dare accesso a una risorsa permanente, come le carte di Splendor, e a punti a fine partita. Possono essere punti secchi oppure legati a concetti di set collection.

Le carte Palazzo della Regina possono essere viste come Strutture speciali. Il loro costo è pagato in risorse permanenti e un giocatore ne può costruire solo uno a partita.
Nel seguito useremo il termine Edifici sia per queste carte che per le Strutture.

Il flusso di gioco
Ad inizio partita ad ogni giocatore è attribuita casualmente una Struttura di base, il primo mattone del proprio motore produttivo.
Nel suo turno ha diverse opzioni fra cui scegliere.
Può scegliere una carta Paesaggio e posizionarvi in piedi quante api vuole. Otterrà una risorsa per spazio. È alternativamente possibile scegliere fino a due api già posizionate su tutta la vetrina e sdraiarle, ovvero Fortificarle. Otterrà di nuovo le risorse su cui i meeple poggiano.
È possibile anche spendere il proprio turno per raccogliere quante api si vogliono dalla vetrina delle carte Paesaggio.
Costruire come brave operaie
Se pensate sia il momento di costruire una struttura, sceglietene una dalla vetrina e come azione pagatene il costo e posizionatevela davanti a voi.
Come detto in precedenza, un’azione simile permette di costruire un Palazzo della Regina.
Appena un giocatore ha 10 Edifici davanti a sé si innesca la sequenza che porta alla fine della partita.

Il twist delle maggioranze
La routine è spezzata dal controllo delle maggioranze. Se in una fila della vetrina delle carte Paesaggio c’è almeno un’ape su ciascuna carta, si procede di fatto a verificare quale giocatore ha la maggioranza su quella fila.
Un’ape in piedi vale 1 punto maggioranza, una fortificata 2.
Chi ha la maggioranza riprende le sue api e una risorsa jolly se non è il giocatore di turno.
In conclusione
Parsimonia dove si può
Propolis propone un artwork convincente, sebbene l’iconografia potesse essere migliorata. Si alternano soluzioni che possono sembrare cheap alla cura di qualche dettaglio.
Tutto sommato l’editore quello che risparmia sembra toglierlo dal prezzo della scatola. Ad ogni modo la giocabilità non risente di alcuna di queste scelte parsimoniose, quindi, considerata la fascia di prezzo, ben vengano queste soluzioni produttive.

Ogni Struttura ha una lettera, Gilda. E’n questo il criterio di ordinamento
Carina l’iconografia
La grafica sposa l’idea delle api che lavorano in un contesto medievale. Gli Edifici che si vanno a costruire abbracciano il tema. L’idea di usare per ogni edificio lo stesso colore delle risorse necessarie a costruirlo è davvero azzeccata, come ci è stato fatto notare.
Le icone risorse usate per costruire il Palazzo della Regina potevano rendere più chiaramente l’idea che dovevano essere pagate con risorse permanenti.

Una vetrina che può sembrare statica
La vetrina delle carte Paesaggio si aggiorna in effetti solo quando si controlla una maggioranza.
Può sembrare quindi un display un po’ statico e a volte frustrante se c’è un mismatch fra risorse che si possono ottenere e quelle richieste dagli Edifici.
La contezza dei numeri
In effetti le carte Struttura non sono divise per “ere”, cosicché ai primi round potreste trovare condizioni di costruzioni esigenti. Questo possibile scenario, come la mancanza di risorse disponibili vista prima, potrebbe allungare i tempi.
Se la plancia giocatore, come detto, fa intuire che alcune risorse siano più rare, una grafica come quella proposta qui sotto vi dice esattamente come gli spazi azione delle carte Paesaggio sono suddivisi, così da farvi un’idea.

A differenza di altre volte non possiamo fornirvi i dati grezzi per controllo, per ovvie ragioni
Tattica contro Strategia
Molto carino il “wargame” sulle carte Paesaggio per ottenere risorse. Un giocatore esperto potrebbe trovare il modo di far chiudere all’avversario una fila in cui ha la maggioranza, così da prendere una risorsa jolly (oltre a ritirare api senza sprecare un’azione).
Quest’ottica è fortemente tattica e mira a cogliere le risorse disponibili, accontentandosi di ciò che passa il momento.
Viceversa, la parte di engine building legata alla costruzione richiede una programmazione a lungo termine, ben diversa dal semplice tatticismo del “qui ed ora”.
Un po’ di agrodolce.

Un filler da battaglia
E rispondiamo qui alla domanda dell’intro. Propolis è un filler sulla falsariga di Splendor. Il titolo di Ravensburger, come la community di BGG fa notare, è un pelo più difficile forse proprio per le meccaniche sulle carte Paesaggio.
Quel cavillo, forse fin troppo accademico, visto poc’anzi può irritare il palato di un hardcore gamer ma è del tutto insapore per un giocatore casual che invece si troverà coinvolto nel mondo di queste laboriose api.







