Per noi non lombardi la parola pirla è entrata nelle nostre case attraverso i film comici.
Mi suscita ancora una certa ilarità quando sento questo epiteto nei film di Pozzetto. È un termine che si usa anche quando si fa l’imitazione di “uno del nord”.
Che il party game Mai Dire Pirla possa suscitare la stessa ilarità?
⌛ 4 minuti
Mai Dire Pirla si basa su un concetto terribilmente semplice ed efficace. Un mazzo di carte da portare ovunque per rapide partite.
Attenzione però, perché potrebbe non essere un gioco per tutti.
Come sempre il gruppo fa il gioco.
Mai Dire Pirla


Autore
Giampiero Ignaccolo

Editore
Oliphante

Giocatori
2-8

Età
12+

Durata
30 min

Costo
17€ ca.
Un mazzo di carte oneste
Nessuna overproduction o effetto wow. Mai Dire Pirla si presenta in una scatola rettangolare che ospita correttamente 90 carte.
Le carte non hanno chissà quale grafica d’effetto o particolari texture.
Ogni carta riporta semplicemente tre… sfottò.
Già, perché accostare offese e gioco da tavolo non è un’accoppiata corretta. Useremo nel testo il termine offesa così come scritto nel regolamento, ma nel senso appena visto.
E del resto il testo delle carte di Mai Dire Pirla non è né volgare né realmente offensivo. Non è un gioco alla Immanuel Casto, dove spesso si toccano temi dissacranti.
Gli aggettivi usati dall’autore in questo gioco sono tutti proponibili in società.

Alla riscoperta di una meccanica di successo
La meccanica del bluffing è una tra le cinque che più probabilmente adotterai se dovessimo creare un party game semplice.
Mai Dire Pirla non è censito su BGG. Stimerei per questo gioco un peso di circa 1, sulla lunghezza d’onda di Ciao Ciao.
Ciao Ciao è un capolavoro forse poco conosciuto di Alex Randolph. Molti dei suoi giochi sono nel catalogo di Oliphante, ma questa scatolina credo sia rintracciabile solo in qualche outlet. Anche perché costa talmente poco che non credo si trovi sul mercato dell’usato.
Dubiti?
La logica è quella del “dubito“. Un giocatore porge una carta coperta davanti a un avversario e pronuncia verso di lui uno sfottò.
Chi riceve “l’accusa” può accettare o rifiutare l’insulto. In ogni caso si gira la carta per verificare se “l’offesa” ricevuta è fra le tre riportate sulla carta.
Si creano così quattro possibilità legate alle combinazioni di Accetto-Rifiuto e offesa Presente-Non Presente.
Il criterio di punteggio sembra bizantino, ma in realtà è logico e ben riassunto in un piccolo foglietto che è all’interno della scatola.
Questa semplice infografica può essere di ulteriore aiuto.

Con che criterio accettare?
Ovviamente l’azione di accettare o rifiutare l’offesa non deriva da chissà quale calcolo.
Il regolamento suggerisce che potrebbe legarsi anche a quanto quell’offesa tocca una potenziale caratteristica del giocatore.
Se accetto l’appellativo di “misogino”, è perché penso che chi mi ha rivolto questo “insulto” lo creda davvero.
In sostanza, il turno non è solo azione: c’è tutto un retropensiero strategico dettato da un metagioco importante.
Ma del resto accade anche con giochi seri come Diplomacy.

E se fossi un Pirla?
Un po’ come in Ciao Ciao quando esce una “X”, anche in Mai Dire Pirla c’è un twist. Una condizione in cui il giocatore che deve giocare la carta e lanciare l’offesa deve per forza bluffare. Questa circostanza avviene quando si gioca la carta Pirla, il che rende adesso chiaro anche il nome del gioco stesso.
In conclusione
Mai Dire Pirla è un gioco semplice, ma non per tutti. Sebbene non sia mai volgare e non travalichi mai oltre la linea della goliardia, potrebbe comunque urtare i giocatori più sensibili. Fra persone che si siedono al tavolo insieme per la prima volta, oppure con cui si hanno situazioni irrisolte, Mai Dire Pirla potrebbe essere imbarazzante.
Ma anche no.
Alla fine, magari davanti a una birra, Mai Dire Pirla può essere un icebreaker.
Chi propone il gioco deve, come sempre e ancor di più in questo caso, annusare l’aria prima di tirare fuori la scatola dalla libreria.

Nient’altro da aggiungere
Ho letto di commenti circa durata e scalabilità. Non so neppure quanto valga la pena di andare nel dettaglio in una disanima critica del gioco.
Motivo per cui non è neppure riportato il regolamento nel dettaglio.
Mai Dire Pirla è un giocattolo. Se volete fare presto, potete diminuire il numero di carte in gioco, ad esempio.
Non sto dicendo di non considerare il regolamento, ma di accettarlo con più flessibilità del solito e adattarlo al contesto.

Un progetto coraggioso
Mai Dire Pirla è un interessante progetto che potrebbe risultare un po’ caustico per alcuni giocatori.
Tuttavia c’è anche l’intento di parodiare il comportamento dei leoni da tastiera.
Ma davanti a una birra, in un tempo morto o mentre si tira tardi, Mai Dire Pirla vi può fare compagnia (previa l’esistenza dei presupposti visti prima).
Difficile forse da proporre a partire dai 12 anni, dove l’intento del gioco potrebbe non essere capito. Meglio condividerlo a partire da adolescenti dai 14 anni.
La permalosità è un diritto, ma mettetela da parte se volete giocare a Mai Dire Pirla.







