Diplomacy è qualcosa di diverso. Non vi alzerete dal divano una sera dicendo “Perché non giochiamo a Diplomacy?” Eh no. Questo è un gioco a cui dove appassionarvi, altrimenti niente. Se invece ci state dentro, allora passerete ore ad arrovellarvi su quale sia la migliore strategia e negoziato.

Diplomacy
Avalon Hill
Per 7 giocatori. Età 12+
Durata di una partita: circa 6 ore
Prezzo: 30 Eur circa
Diplomacy è un gioco di guerra, uno strategico puro. Ciascuno dei 7 giocatori, né uno più né uno meno, sarà a capo di una Potenza Europea dei primi anni del Novecento. Ognuno dei belligeranti, perché questi sono, avrà i suoi carri armati e flotte. Ma non una manciata. Non è Risiko. Partirete con 3 unità, 4 se siete la Russia Imperiale.
L’obiettivo è un classico: conquistare più centri nevralgici che i vostri avversari.
Puro calcolo matematico
In Diplomacy non c’è una componente fortuna. Forse, al limite, dovrete correre qualche rischio calcolato. Spiegare il regolamento sarebbe troppo complesso in questo caso. Vi consigliamo di vedere il sito diplomacy.it per farvi un’idea più chiara. Ma facciamo un esempio illustrativo, ma che poi è il cuore della faccenda. Quando due unità si fronteggiano non c’è nessuna componente casuale che determina l’esito dello scontro. Uno contro uno si pareggia. Se l’attaccante invece è supportato da altre unità, in numero maggiore di quelle che supportano il difensore, allora vince la battaglia e conquista il terreno. In questo sembra di muoversi più su una scacchiera che su un consueto tabellone.

La componente umana
Abbiamo detto che la maggioranza vince, in fin dei conti. Ma se tutti i giocatori partono alla pari, e non c’è componente casuale, come si fa a vincere? Dovete scendere al patto con gli altri concorrenti. Farvi degli alleati. E’ chiaro che sono tutti patti con secondi fini. Nessuno vi è amico se alla fine non gli conviene. Alcuni alla fine vi tradiranno nei momenti più critici pur di guadagnare un punto vittoria.
In tutto questo, un amico di Volpe Giocosa, ci fece notare un aspetto pedagogico, quasi filosofico. A Diplomacy, come nella vita, non possiamo fare tutto per conto nostro. Abbiamo bisogno degli altri. Qualcuno ci tradirà. Qualche volte saremo noi quelli cinici e saremo noi i traditori, che attaccheremo all’improvviso un alleato che ci ha mostrato il fianco scoperto. E’ così. Una dinamica naturale: avere a che fare con le persone.
Dove giocare
Diplomacy richiede 7 giocatori per poter imbastire una partita (le versioni con meno giocatori destano sospetti) . Sette persone con molto tempo libero. Ci si mette intorno ad un tavolo, si fa partire un timer, e ci si apparta con gli altri giocatori per fare strategie. Se non avete abbastanza tempo o amici che vogliano entrare in questo mondo, le partite online sono una valida soluzione. Generalmente, per altri giochi, è preferibile non perdere il contatto col “pezzo”. Anche quello ha un aspetto ludico. Ma un gioco come Diplomacy, che ha anche un impatto emotivo elevato (è facile prendersela sul personale), si gioca bene anche online, con turni di giorni anziché minuti, durante i quali potete fare diplomazia per e-mail, telefono o come preferite. Ecco un’altra somiglianza con gli scacchi, con le leggendarie partite epistolari. Detto questo tutti su diplomacy.it a giocare!








