Il Gioco è Tratto: 10 giochi di parole

Continua l’esplorazione di giochi con scatole piccole, ma dal grande contenuto.
Oggi è la volta de “Il Gioco è Tratto” nella sua seconda uscita.
Dopo la versione con 10 giochi di strategia, Studio Supernova propone una seconda uscita alla sua colonna,
Questa volta ci propone 10 giochi di parole.

Tempo di lettura 4 minuti

Con questa collana Supernova Game Studios raccoglie un po’ l’eredità di XV Games, acquisita a inizio anno.
Il curatore della collana è infatti Marcello Bertocchi, che abbiamo avuto il piacere di conoscere a Modena.
Anzi, abbiamo potuto in quella circostanza farci autografare la nostra copia del libretto il Gioco è Tratto.
Se non conoscete questo volumetto, andate all’articolo indicato. Se amate questo genere vedrete che lo vorrete in libreria.

Per chi va di fretta
  • Fa parte di una collana: questo è il secondo volume
  • I 10 giochi sono scritti su altrettante “lavagnette” per pennarelli ad acqua
  • 4 sono Facili, 4 sono Medi e 2 Difficili
  • Diversi gli autori, con inclusi anche giochi tradizionali
  • Sono tutti giochi che usano le Parole

Il Gioco è Tratto – 10 Giochi di Parole
di AA.VV (curato da Marcello Bertocchi)
Studio Supernova

Da 1 giocatore in su. Età 8+

Durata: circa 10 minuti
Costo: 15 eur circa


Una scatolina contenuta per ben 10 giochi

La scatolina de Il Gioco è Tratto è davvero tascabile. Si può portare dappertutto, come il breviario di un prete, con cui condivide le dimensioni,
All’interno si trovano 10 cartoncini spessi, con le superficie lucide e plastificate in modo da potere scriverci sopra con un pennarello ad acqua.
Lo trovate già all’interno della scatola con un panno verde per poter cancellare.
Non trovate un regolamento.
Come si legge nel retro della scatola, ciascuno dei 10 cartoncini da un lato riporta il regolamento e sul retro la “superficie” di gioco.

Un approccio metodico che ben aiuta la comprensione

Ogni scheda è proposta nello stesso modo, con un approccio schematico che aiuta il giocatore a capire al volo le poche regole.
Se non bastasse, nonostante parliamo davvero di un cartoncino non tanto più grande di un tarocco, il curatore ha trovato modo di inserire anche degli esempi.
Ogni cartoncino riporta sia il nome del gioco che l’autore che l’ha ideato.
In un angolo è riportato sia il numero di giocatori previsti che il livello di difficoltà.
Per gli amanti della statistica possiamo dirvi che sono 4 giochi Facili, 4 giochi Medi e solo 2 Difficili.
Vedremo nel prossimo paragrafo che la difficoltà non è tanto relativa alla comprensione del regolamento, ma solo nel riuscire a vincere.

Un pannetto e un penarrello ad acqua: il filo conduttore de Il Gioco è Tratto

Qualche esempio di gioco

Sarebbe abbastanza pedissequo scendere nel dettaglio dei 10 giochi uno alla volta.
Tuttavia a garanzia di qualità degli stessi, possiamo citare il nome dei loro autori.
Oltre al già menzionato Marcello Bertocchi, troviamo, per citarne alcuni, Silvano Sorrentino (ricordate Deckscape e Decktective?), Luigi de Feo e lo studio 4Brains4Games (Tiny Turbo Cars).
Chi non conoscesse Lewis Carroll, o almeno come noi non avesse noto il suo lato di designer, dovrebbe andare a fare un giro su BGG.
Proviamo invece a darvi un’idea di un gioco per ciascun livello di difficoltà, senza scendere nel dettaglio del regolamento.

Ricreazione Linguistica

Difficile
Idea semplice, ma davvero forte.
Un giocatore inventa un suo alfabeto sostituendo le lettere normalmente utilizzate con simboli di sua invenzione.
Scelto un tema, scrive due parole col nuovo alfabeto.
Lo scopo dei giocatori, chiedendo anche altre parole, è quello di intuire come funziona il nuovo alfabeto.
A chi sembra di avere la capito il nuovo “codice”, può provare a scrivere una parola utilizzando il nuovo alfabeto.
Se ha compreso il meccanismo, ha vinto.

Sketchwords

Media difficoltà
Nonostante la semplicità de Il Gioco è Tratto, si trova anche spazio per fare giochi di squadra.
Questo gioco prevede due team.
Senza scendere nei dettagli del regolamento, Sketchwords si basa su due parole: un Codice e un Segreto.
Lo scopo è indovinare la parola Segreto che dovrà essere disegnata usando le lettere, intesi come segni grafici, della parola Codice.
Geniale.

Per ogni gioco è indicata la difficoltà, insieme alla solite informazioni

Shiritori

Facile
Shiritori è un gioco tradizionale giapponese, tra l’altro cooperativo.
Funziona un po’ come quei giochi che si facevano a scuola, dove bisognava creare una catena di parole.
Anche qui si sceglie un tema e ogni parola aggiunta deve inizare con l’ultima sillaba della precedente.
Il cartoncino passa di giocatore in giocatore e il gioco termina quando non si sa cosa aggiungere o si è raggiunto un certo numero di parole fuori tema.
Il punteggio è alla fine calcolato con un sistema beat your score.

In conclusione

E’ il primo volume de Il Gioco è Tratto che proviamo, ma ci ha fatto venire la voglia di recuperare anche quello sui giochi di strategia.
Di recente abbiamo visto Nano9Games ed anche questa collana di giochi di Studio Supernova conferma che non è detto non si possano creare giochi coinvolgenti con pochi elementi.
Questi 10 Giochi di Parole sono stati ben curati nella “riduzione” al formato proposto, confermando il buon lavoro editoriale visto anche nell’omonimo libretto.
Buona l’idea di creare giochi con diverse meccaniche, difficoltà e numero di giocatori.
Temevamo infatti che fossero tutti sulla falsa riga di Scarabeo, invece sono tutti originali, con addirittura punte introspettive come in V&F.

Il retro delle lavagnette è il terreno di gioco comune

Ok le lavagnette, ma va bene anche carta e penna

Gradevole anche la soluzione della lavagnetta e del pennarello ad acqua, che abbiamo ad esempio trovato anche in Tautotì di Ludic,
E’ una scelta che permette di avere tutto in una scatoletta, ma per usare bene i pennarelli ad acqua tocca essere precisi.
Se non lo siete, e non volete sporcarvi o tracciare segni senza senso perché siete sprecisi, consigliamo l’uso di un piccolo block notes e di una matita.
Il Gioco è Tratto, in questa versione con 10 Giochi di Parole, ci ha riportato ai tempi della scuola.
Ci riferiamo a quei periodi dove mancava un professore, ma si doveva stare in aula, oppure la lezione era eccessivamente noiosa.
O ancora, se volete, agli spostamenti in treno per andare all’Università o alle gite scolastiche, in un periodo “pre-internetizzazione portatile”.
Sensazioni da riscoprire.

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