Il gioco è tratto: il libro e la versione pocket

Quando eravamo bambini c’erano alle volte momenti di noia mortale.
Poteva essere a un pranzo di matrimonio o mentre si doveva attendere chissà che cosa.
A volte, anche alle elementari, si creavano dei “buchi” dove bisognava riempire il tempo, anziché viverlo.
Erano le ore di Nomi, Cose e Città (tra l’altro ora giocabile anche on-line).
Anche in adolescenza a volte, per altri motivi, si creavano attimi, anche più lunghi di un attimo, di adolescenziale nichilismo.
Sarebbe potuto venirci in aiuto Il Gioco è Tratto di Studio Supernova.

Tempo di lettura 5 minuti

In realtà relegare il Gioco è Tratto a una Settimana Enigmistica sarebbe alquanto ingrato e sbagliato.
Come penso vedrete nel corso di questo articolo, i giochi all’interno di questo libro sono per dei veri gioiellini.
Ci si può “giocare di proposito”, senza aspettare di essere messi in scacco dalla noia.
Comunque avete capito, stiamo parlando di un libro, un quaderno se vogliamo.
Esiste poi la versione pocket, che si basa sullo stesso concetto ma mette anche a disposizione i materiali per giocare.
Procediamo con ordine e vediamoci con carta e penna alle conclusioni.

Il gioco è tratto nella sua versione libro

E’ proprio strutturato come un quaderno. Una copertina minimalista nera, con titoli in corsivo così come li scriverebbe un bambino.
All’interno pagine quadrettate scritte con un carattere che imita la scrittura a mano.
Anche i disegni, spesso usati per esempio, sono schizzi o scarabocchi (nel senso buono del termine, come vedremo).
In realtà tutto è frutto dell’intuizione di Luigi De Feo e della sua Joco Game Studio, che ha curato stile e impaginazione, trasmettendo sobrietà e leggerezza come i giochi all’interno.
Come dicevamo esiste anche la versione pocket, in vendita dal 9 Luglio ormai.
La differenza, come scritto nell’introduzione, è che la versione pocket contiene plance cancellabili.

Che cos’è Il Gioco è Tratto?

Il Gioco è Tratto racchiude la passione di Marcello Bertocchi per questi giochi dal materiale minimal, dalla semplicità del regolamento, ma anche dalla strategia e dalla tattica con cui comunque sono disegnati.
Quasi zen, insomma.
Marcello nel libro raccoglie 32 giochi.
Alcuni sono storici, altri sono suoi riadattamenti di giochi più “grossi” e famosi, altri sono inediti.
Tutti quanti necessitano solo di un foglio e di una penna, e l’autore del libro si scusa quasi quando ne servono di colore diverso.
I regolamenti sono semplici, la maggior parte sta in una pagina, poche volte superano le due.
Al 32esimo gioco, Waving Hands, si arriva a qualcosa anche di più complesso.

La tipologia di giochi all’interno del libro

Il primo gioco dei 32 è una specie di Tris.
Ci era preso un po’ male. Sta a vedere che è una raccolta di Tris, impiccato e “Nomi, Cose e Città”.
Non è per niente così.
Anche il primo gioco non è il classico Tic and Toe, ma una sua rivisitazione fatta per essere più stimolante.
Non è comunque il miglior gioco della raccolta, che davvero spazia molti campi.
Del resto Marcello ripesca lavori di illustri creatori di giochi matematici, come Martin Gadner.
Ci sono poi anche autori più contemporanei come Knizia, Kramer e Sid Sackson, mostri sacri del game design.
Trovata anche autori emergenti comunque, o realtà affermate come quella di Colovini e 4brains4games.
Marcello, in ogni paragrafo, ci presenta l’origine del gioco, l’autore e un piccolo riquadro dove fornisce una carta d’identità del gioco che propone.
Alla fine del quaderno Marcello propone anche un’utilissima bibliografia. Un’onestà intellettuale encomiabile.

Esiste una versione pocket de Il Gioco è Tratto, con plance riscrivibili e 10 giochi inediti.

I giochi che ci hanno più colpito

Difficile dirlo. Il primo è il gioco a zero giocatori di Conway, di cui avevamo già sentito parlare.
In questo caso i giocatori “giocano” solo nello scegliere il setup. Tutto procede poi in modo automatico fino alla fine, senza che nessuno scelga più niente. Geniale questo non-gioco.
C’è poi Middleman, di Eric Solomon. Con carta e penna un gioco finanziario: niente male!
Ma c’è spazio anche per giochi di pianificazione come Surveyors of the Galaxy o di destrezza come Slalom.
Carini anche i giochi che Marcello riadatta, come Un piccolo foro romano da Forum Romanum
Una menzione per il gioco pensato da sua figlia Midori, Mamme e Mostri.
Dal nome sembra un gioco per bambini, ma ha risvolti matematici, magari non voluti, davvero interessanti.

Tennis senza sudare

Visto il periodo delle Olimpiadi di Tokyo, mettiamo in risalto un gioco a tema sportivo che Marcello Bertocchi ha riesumato.
Originalmente pensato da Mathias Mala è conosciuto in diverse varianti.
Immaginate di avere un campo da tennis, con in mezzo la classica rete.
Ciascuna delle due parti, dove si muovono i giocatori, è divisa in due parti.
Abbiamo sostanzialmente un tracciato di 5 caselle, se vogliamo, dove si inizia con una palla (rigorosamente disegnata) su quella centrale, ovvero sulla rete.
In buona sostanza la casella 0 è la rete.
La -1 è la prima regione sottorete nella propria metà campo, la -2 l’altra metà che confina con la linea di fondo.
Le caselle +1 e +2 sono simmetriche rispetto alla rete, ma nel campo avversario.

Struttura di una partita

Ogni giocatore ha 50 punti energia (PE). Potete immaginare siano le sue risorse fisiche prima di stramazzare al suolo.
In ogni turno, ogni giocatore scommette una certa quantità di PE fra quelle che gli restano.
Scoprendo i numeri, se la quantità puntata è maggiore di quella avversaria, la “palla” si sposterà di una “casella” verso la linea di fondo avversaria.
Lo scopo è ovvio: portare la palla oltre quella linea o, finiti i PE dei giocatori, fare in modo sia nel campo avversario.
Regole semplici, gioco divertente, problema matematico complesso.

Un esempio del tennis carta e penna (credit: papg.com)

In conclusione

Marcello Bertocchi, come faceva con XV Games, ora parte di Studio Supernova, ci propone giochi semplici, ma allo stesso tempo che richiedono impegno.
Questa volta si supera, creando questo libro con ben 32 giochi carta e penna.
Nel senso che non serve un euro in più del libro stesso per giocare.
Se poi volete plance più professionali per giocare. Studio Supernova ha creato Il Gioco è Tratto – Pocket.
Contiene plance che si possono riutilizzare e 10 giochi originali di tattica e strategia, progettati dai più acclamati autori italiani e stranieri.
Ci sono giochi dello stesso Marcello, che ha curato anche questo progetto.
Dal comunicato stampa si parla di “prima raccolta”.
Ci auguriamo ci siano delle altre uscite, siano del libro che della versione pocket.

A chi può piacere

Siamo onesti. Anche a noi piacciono i giochi con la scatola da 10 kg (non tutti e non se fine a se stesso).
Se non fosse così, non vi avremmo proposto l’unboxing di Nemesis, e a breve il suo articolo che lo presenterà.
Il Gioco è Tratto è però un volume che ogni aspirante game designer deve avere.
Spesso gli autori esordienti sono presi da una specie di Sindrome di Icaro e propongono giochi molto complessi, ricchi e, talvolta, inutilmente costosi.
Un libro come quello di Marcello Bertocchi permette di fare un bagno di umiltà.
C’è chi pensa che la velocità sia nelle scarpe e poi c’è Abebe Bikila.
Un quaderno che piacerà anche a chi non gioca spesso a giochi da tavolo, ma ama rompicapi di logica e problemi matematici, che a volte fanno riflettere sull’intelligenza artificiale.
Del resto può essere letto come un semplice libro, volendo.
C’è poi sempre opportunità della versione pocket, per non avere nemmeno l’imbarazzo di cercare una penna.

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