Il caso di Villasetia: è arrivata una busta misteriosa

Qualche giorno fa vi avevamo comunicato l’arrivo di una busta misteriosa.
Il mittente è sconosciuto, rintracciarlo sarà uno degli scopi del gioco, ma l’editore è noto.
Parliamo di Hidden Games è quello che oggi vi presentiamo, senza spoiler è Il caso di Villasetia.

Tempo di lettura 6 minuti

Hidden Games è una società tedesca che ha già creato diverse “buste” tipo Il caso di Villasetia, ma questa è la prima in italiano.
Siamo chiaramente di fronte ad un gioco investigativo, che classicamente è giocabile una volta sola.
Il formato di gioco proposto è simile a quello della linea Prospect Detective, che abbiamo visto settimane fa.
Non ci resta quindi recarci in quel di Villasetia e rispondere alle domande che ci vengono poste.
Ripetiamo che l’articolo non contiene spoiler e ci autocensuriamo con tag anti-spoiler nel caso dovessimo spingerci oltre.

Il caso di Villasetia
Hidden Games

Da 1 a 6 giocatori. Età xx+

Durata: 90 – 150 minuti
Costo : 30 eur circa


In genere ci piace documentare i nostri articoli con podcast e immagini.
Quest’ultime, grazie alle didascalie, oltre a presentare il gioco aiutano anche a comprenderlo meglio la meccanica.
Sapete però anche che non lo facciamo per questo tipo di giochi.
Per Il caso di Villasetia e Prospect Detective questo vale anche di più.
Noi stessi, prima di giocare entrambi i giochi, abbiamo evitato accuratamente di navigare in rete alla ricerca di informazioni.
Il nostro consiglio è di fare lo stesso e, se proprio morite dalla curiosità, sollevato il tag dei vari anti-spoiler di questo articolo.

Il Materiale

Fedeli al disclaimer daremmo solo indicazioni di massima.
L’ambientazione vuole che qualcuno abbia inviato alla vostra agenzia investigativa una busta.
Qualcuno, di fatti, vuole essere aiutato nella risoluzione de Il Caso di Villasetia.
Il retro della busta è un pochino più esplicito, indicando esattamente le domande che alla fine del gioco necessitano una risposta.
Chiara anche la busta sulla modalità di gioco.
Anzi. Potremmo dire che sintetizza già l’intero regolamento.

Qualcuno inviò una misteriosa busta in Volpe Giocosa. Un grido che cercava giustizia che i nostri investigatori non potevano lasciare inascoltato

Abbondanza di materiale

Il materiale di cui parliamo, senza scendere nei dettagli, è un’insieme di prove raccolte dalla polizia all’epoca dei fatti.
Immaginatevi i più classici reperti da film poliziesco.
Sono tutti dentro alla busta.
Il materiale è davvero tanto e, in principio, i vari reperti non sembrano avere legami tra loro.
La dovizia di particolari, anche riportati con grande realismo, vi metterà un po’ in confusione non sapendo cosa sia utile e cosa no.
Attenzione che Hidden Games organizza anche cose di questo tipo per aziende, dove le prove in basket servono proprio a valutare l’abilità di priorizzare le informazioni.

Circa il riutilizzo del materiale

In linea di principio la risoluzione de Il caso di Villasetia non richiede che venga di proposito deteriorato il materiale.
Ad eccezione dei poster, già citatati sulla confezione.
Ad onor del vero, anche il materiale nella concitazione tende quantomeno a sgualcirsi.
Hidden Games vi propone un modo per accedere ai file di gioco (dentro la busta è spiegato come fare).
La stessa strada si può percorrere per riprodurre il materiale e rigiocare il caso con un gruppo di amici diverso.

Internet è indispensabile

Assicuratevi che ogni giocatore abbia accesso ad Internet.
Il gioco ne fa un uso assiduo. La busta, già dall’esterno, non ne fa mistero.
L’uso della rete può essere esplicito, mentre altre volte può servire ai detective se alcuni argomenti sono a loro meno noti (questa eventualità un pochino più rara).

Magari il materiale della busta arriva da un posto come questo…

“Non giochi a fare l’investigatore, sei l’investigatore”

Frase fatta, che avrete già sentito e letto qua e là.
Diciamo che un gioco ha un certo set di regole che servono a delineare come i turni si susseguono e come sono strutturati.
Qua non accade. Non ci sono turni.
La busta si scaraventa sul tavolo con tutto il suo contenuto.
Anzi, in realtà procederemmo così.
Qualcuno apre la busta e inizia dal primo foglio A4. E’ questo il formato principale con cui il materiale è proposto.
Uno a alla volta i fogli possono essere passati, in modo più o meno equo, a tutti gli altri detective.
Siamo alla fine di fronte a un cooperativo, quindi è bene che ognuno sia coinvolto, sia per il suo divertimento che per la riuscita del caso.
Ogni giocatore può dare un’interpretazione di quello che ha fra le mani.
Fatto ciò, si può fare il mischione sul tavolo e ognuno attinge come preferisce o come ritiene opportuno associare gli elementi.

Complessità

Abbiamo giocato a diversi giochi investigativi, non solo al suo parente più prossimo della Prospect Detective.
Trovate nel blog articolo su Detective: Scena del Crimine, Decktective, Sherlock della MS Edizioni o Sherlock Consulente Investigativo, il padre di tutti.
Il caso di Villasetia è secondo noi di una complessità medio-alta.
I giochi “standard” un pochino vi portano per mano, qui tocca voi trovare il filo conduttore.
Come dicevamo, i dettagli sono tanti: persone, date, luoghi… insomma ce n’è per tutti i gusti.
Se un investigativo in generale si tara su un’ora di gioco, qui il tempo è più del doppio.
Probabilmente anche gli autori lo sanno. Le altre considerazioni le proteggiamo dal tag anti-spoiler.

La meccanica del Caso di Villasetia

Il materiale è volutamente caotico, proprio come se ricevessimo una busta con del materiale trafugato da un commissariato.
Già dall’esterno della busta si parla di poster.
Ecco, sono la chiave del gioco.
Ce ne sono due: uno per le date e uno per le persone.
Questo è, in qualche modo, l’indizio chiave dell’autore. Tramite un lavoro certosino, incasellando date nel calendario e profilando le persone coinvolte nel caso di Villasetia, tutto diventa più chiaro.
C’è anche un foglio A4 a tre colonne: persona, movente e alibi.
Fondamentale per dare un’ordine alla faccenda.

Credibilità del caso

L’autore è attento a non compiere violazioni di copyright.
Nessun brand reale è menzionato, ma sono creati dei nomi fittizi. Lo stesso vale per le località.
I nomi sono italianizzati in modo abbastanza corretto, in modo da renderli più famigliari.
Tecnicismi a parte, la storia di per sé a noi è sembrata verosimile.
Nonostante le vicende siano molto intricate, il che è un bene, è difficile scartare ipotesi perché completamente inverosimili.
Anche le connessioni fra i personaggi, seppure molteplici, sono comunque ben delineate e giustificate in maniera più che realistica.

Nel retro della busta, semplicemente con tre colonne di qualche riga è spiegato il regolamento e lo scopo del gioco

L’esperienza di Volpe Giocosa

Abbiamo giocato il gioco in 4. Il materiale ci è sembrato abbastanza abbondante per coinvolgere davvero fino a 6 persone.
Per risolvere il caso ci abbiamo messo poco più delle due ore indicate dalle buste e abbiamo risposto correttamente a 2 domande su 4.
Non abbiamo niente da recriminare all’autore: le informazioni erano chiare, siamo noi che ci siamo incastrati ad un passaggio e abbiamo fatto un errore nel creare un link fra gli indizi.

Il sistema di suggerimenti e di soluzione

Un’osservazione sul sistema di suggerimenti.
Sempre grazie a Internet, viene data l’opportunità di collegarsi ad una pagina dove è possibile ottenere degli indizi.
Per ogni singola parte di materiale all’interno de Il caso di Villasetia è possibile chiedere come debba essere usato.
Ci sono anche diversi livelli di “profondità” di suggerimento.
Nella stessa pagine si leggono le soluzioni e da una lista si seleziona il colpevole che abbiamo identificato.

Rose e spine

Il sistema di suggerimenti a diverso livello (come nella escape room Fuga dal Manicomio) ci è piaciuta.
Lo stesso anche il fatto che, se si sbaglia ad identificare il colpevole, il gioco spiega solo perché non avete sbagliato, concedendovi un’altra possibilità.
Il sito è facilmente accessibile, in realtà anche troppo.
Si rischia di venire precocemente a contatto con il contenuto della busta e con la lista dei possibili indiziati.
Avremmo preferito una sistema tipo quello di altri giochi, dove viene posta una domanda per accedere alla pagina “calda” che solo chi ha aperto il gioco conosce.
Una domanda banale, ovviamente, altrimenti poi serve la pagina di soluzioni per accedere alle soluzioni.

Villasetia ce la siamo immaginata così

Conclusioni

Il caso di Villasetia è il primo gioco investigativo tradotto in italiano da Hidden Games.
Un po’ come Prospect Detective, più che un gioco, si tratta di un’esperienza.
I giocatori sono semplicemente messi a contatto con una busta che contiene un sacco di materiale proveniente dagli archivi della polizia.
Sulla confezione stessa sono stampate 4 domande. Trovare la risposta a questi quesiti è lo scopo del gioco e non c’è un ordine di turno da seguire, punti azione o cose del genere per arrivare all’obiettivo.
Dicendo qualcosa di più, gli autori de Il caso di Villasetia hanno messo anche qualche elemento da escape room all’interno della busta.
Buona l’idea dell’interazione fra gioco e mondo reale, attraverso Internet.
E’ un ingrediente che molti autori investigativi stanno mettendo, come già si vede in Detective – La scena del Crimine, ad esempio, o nel già citato Prospect Detective.
Fra i giochi investigativi che abbiamo fino ad oggi visto è quello che fa il miglior uso di “elementi fuori dalla scatola”.
Una qualità elevata, insomma, che ci aspettiamo di vedere anche negli altri casi.

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