Hidden Games 3 – Veleno Verde: sempre meglio

Ed eccoci col terzo caso proposto da Hidden Games all’interno della collana Luogo del Reato.
Chi segue Volpe Giocosa avrà già letto i nostri articoli su Il Caso di Villasetia e Il Diadema di Mezzanotte.
Oggi siamo stati chiamati da un cliente per investigare su un nuovo caso dal misterioso titolo Veleno Verde.

Tempo di lettura 6 minuti

Veleno Verde, come tutti i giochi investigativi è giocabile una volta sola. Beh, alcuni hanno un minimo di replay value, ma probabilmente non è questo il caso.
Tutto questo per dire che l’articolo non potrà scendere nei dettagli della storia e sarà quindi spoiler free.
Cercheremo di farvi passare il senso del gioco e alcuni accorgimenti per sfruttare al meglio l’esperienza.
Del resto ci sono alcuni elementi legati alla meccanica che avremmo piacere di condividere.
Li proteggeremo dai tag anti-spoiler.
Alle conclusioni un nostro parere.

Per chi va di fretta
  • Terzo caso investigativo di Hidden Games
  • Il formato tradizionale “busta” a cui si hanno abituato
  • Realismo: siete davvero a Portovecchio
  • Interazione col mondo reale ben fatta e bilanciata
  • Un sornione effetto wow

Luogo del Reato – Veleno Verde
Hidden Games

Da 1 a 6 giocatori. Età 14+

Durata: 90-120 minuti
Costo: 25 eur circa (salvo promozioni)


Un’introduzione alla serie

Per chi fosse smemorato o per qualche motivo non ha letto i precedenti articoli sui giochi della Hidden Games.
Chi acquista Veleno Verde riceve una busta.
Una volta aperta vi si apre un mondo, un po’ come quando da bambini ci compravano quelle buste piene di giocattolini in edicola.
Qualcosa del genere.
Nel plico c’è tutto il materiale che vi aiuta a risolvere il caso, in una volta sola.
Potete sparpagliarlo alla rinfusa sul tavolo. In realtà, consiglio nostro, conviene dare una prima occhiata nell’ordine in cui i fogli escono dalla busta.
Potete così leggere l’antefatto, o la lettera di incarico se volete, e avere un quadro generale degli indizi a disposizione.
Ovviamente controllate fin dall’inizio che la busta contenga tutto il materiale.
C’è un inventario che vi permette di farlo e, nel caso mancasse qualcosa, delle istruzioni per stamparvelo in maniera autonoma.

Come prepararsi a giocare a Veleno Verde.
In realtà un blocchetto per gli appunti è già dentro la busta

L’uso dello smartphone

Non c’è bisogno di installare niente.
È però opportuno, a nostro avviso, che ogni giocatore abbia con sé uno smartphone.
Ok, ne basta anche solo uno nel caso in cui vogliate delegare ad una persona “l’aspetto informatico”, così come si fa in Detective.
L’importante è avere una linea dati funzionante.
Per quanto riguarda le dimensioni del dispositivo, non è che un tablet vi premi con un’esperienza migliore.
L’interazione con il cellulare è molto forte nel gioco, ma mai invadente.
Il divertimento passa attraverso questa interazione, che dà un ulteriore senso di realismo (vedi sotto) al gioco, più che al contenuto in sé,
Viene utilizzata in maniera molto bilanciata quella che viene a volte chiamata “quarta dimensione“, che era per l’appunto accennata in Detective.

Il realismo

Un punto di forza dell’intera vicenda: il realismo.
Nel senso che la trama, l’intreccio dell’intero gioco, è reale.
Non abbiamo trovato forzature, forse un piccolo punto che vogliamo chiarire con i ragazzi di Hidden Games, ma nell’insieme tutto funziona.
E ti porta davvero a Portovecchio, il luogo della vicenda.
Come scritto poc’anzi, i contenuti multimediali e interazioni col “mondo reale”, rende il tutto ancora più coinvolgente.
C’è anche un piccolo effetto speciale, totalmente nuovo rispetto agli altri due casi, che non vi sveliamo nemmeno proteggendolo col tag.

Qualità del materiale

Lo scopo di un gioco di questo tipo è in qualche modo ingannarvi. È un po’ come un gioco di illusionismo.
Veleno Verde, come gli altri giochi, vi vuole convincere che siate degli investigatori e, come riportano altri blogger, non che giochiate ad esserlo.
Un mezzo per ottenere questo effetto è sicuramente quello di proporre indizi realistici.
Il realismo non è solo insito nel contenuto, ma anche nel materiale utilizzato.
Sembra una banalità, ma i vostri sensi non si fanno ingannare così facilmente.
Una pagina di giornale deve avere la consistenza materiale, l’impaginatura e i contenuti, anche se inutili, di un quotidiano.
Lo stesso vale per qualsiasi altro tipo di indizio, quale sia la provenienza: supporto, forma e contenuto.
Ecco in Veleno Verde non si può biasimare niente.
Un unico elemento forse sa un po’ di gioco da tavolo, ma non si poteva fare altrimenti.
Potremmo scrivervi già a cosa ci riferiamo, il retro della busta riporta l’inventario dei contenuti, ma preferiamo proteggerlo con il tag anti-spoiler.

Un contesto più bucolico per Veleno Verde

Uno sguardo alle meccaniche

Come promesso alcune considerazioni personali e proviamo a “destrutturare” un po’ il gioco, per quanto lo abbiamo percepito.
Quindi:

Materiali: non tutto è possibile


Parlavamo poco fa del realismo del gioco, che passa anche attraverso il design dei componenti.
L’unica cosa che è poco credibile è il profilo social di un personaggio.
In passato si poteva anche pensare a un’interazione con lo smartphone.
In realtà i social non “gradiscono” siano creati profili falsi.
Inoltre, se il profilo viene cancellato, addio anello che porta alla risoluzione del gioco.
Prendiamoci una scheda su carta: non si poteva fare altrimenti.

Indizi sparsi, risoluzione del caso ordinata


Di fronte al mare di materiale che Veleno Verde offre rimarrete un po’ spaziati.
Da che parte iniziare? Respirate in una busta del pane e ragionate con noi.
Alla fine dell busta c’è un paginone che raffigura tutti i personaggi trattati, per una qualsiasi ragione, nella trama del gioco.
Già questo aiuta a fissare le idee.
Ma più che altro Veleno Verde indirizza il giocatore verso un processo deduttivo visto in un altro episodio della Hidden Games.
Un foglietto riporta in un certo senso la lista dei sospettati.
Ognuno ha due campi: un movente e un alibi.
All’interno della campagna di indagine capirete che alcuni moventi nel tempo sono caduti oppure che i personaggi a uno alibi.
Riempendo la scheda con rigore, oppure semplicemente seguendo la logica che vi abbiamo indicato, la storia si dipana sotto i vostri occhi e le tessere del puzzle vanno al loro posto.

Il tempo


Veleno Verde ripropone uno schema rivisto nel secondo episodio della serie.
Permetteteci di salire in cattedra un minuto.
È vero che all’instante iniziale, all’apertura della busta, avete tutto quanto sotto gli occhi.
Tuttavia alcuni elementi non vi “parleranno”.
Il gioco è diviso in due fasi, non della stessa durata in effetti.

Un esempio di come funziona il trigger di fase (è solo un concept, con nessun spoiler sul caso Veleno Verde)

Significa che potreste nella Fase 1 sbattere la testa per accedere ad un Indizio, ma non ci sarà verso di uscirne.
Il gioco poi attiva un trigger in un secondo tempo (beh, come, quando e perché lo vedrete…)
Solo dopo questo evento tutto diventa più chiaro.
Diciamo che la Fase 2, almeno nel nostro caso, ha sbloccato un 20% del caso.
Nel senso che in questa parte del gioco abbiamo più che altro scartato alcune ipotesi, ma il caso era già chiaro.
Questo espediente non intoppa il gioco, in realtà dà un effetto di realismo.
Il tempo difatti non è più “piatto”, ma c’è un flusso che si percepisce.

Lo smartphone è indispensabile al gioco, ma mai invadente.
Inoltre sono sfruttate tutte le sue potenzialità, a 360 gradi.

In conclusione

Veleno Verde, il terzo caso della serie, è forse il migliore al momento di quelli proposti in italiano da Hidden Games.
A dire il vero, l’intera proposta Luogo del Reato, è forse una delle migliori offerte di questo tipo nell’attuale panorama ludico.
Ci ripeteremo, ma la forza di questi casi è proprio quello di rapirvi e farvi prendere a cuore la missione.
Anche se vi doveste incastrare, comunque è difficile accusare il gioco di avervi messo in difficoltà con qualche associazione irrazionale.
In realtà l’esperienza vi porta in qualche modo passo passo a mettere insieme gli elementi.
Un giocatore con un’esperienza media può risolvere la trama senza accedere ai suggerimenti proposti sul sito.
In Volpe Giocosa eravamo in 4 a risolvere questo caso.
Considerando sia l’abbondanza del materiale che l’interazione con lo smartphone, c’era del lavoro per tutti.
Siamo portati a credere che effettivamente si possa giocare fino a 6 giocatori.
E niente… aspettiamo la traduzione del prossimo caso.
Nel frattempo vi segnaliamo che è in corso di lavorazione un altro caso di Prospect Detective.

Qui di seguito vi proponiamo una lista di giochi che possono piacerti se hai gradito l’articolo.
Acquistandoli dal nostro partner Get Your Fun attraverso questi link non ti costa nulla, anzi, e aiuterai a sostenere Volpe Giocosa:

3 Dicembre 2022

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