Detective – Prima Stagione: 3 nuovi casi da investigare

Come avevamo visto nell’intervista a Ignacy Trzewiczek, l’autore polacco stava dandoci dentro con la serie Detective.
Dopo la prima scatola, poi ristampata nella versione Gioco dell’Anno, ci sono state due espansioni.
Oggi vi propiniamo di nuovo una scatola con la stessa meccanica, ma indipendente dalla precedente: Detective-Prima Stagione.

Tempo di lettura 6 minuti

Non siamo di fronte quindi ad un’espansione, come vi avevamo già anticipato.
Detective – Prima Stagione è difatti una scatola a se stante: tutto quello che serve è già all’interno della confezione.
Ad essere precisi c’è la necessità di accedere ad Antares (antaresdatabase.com) e registrarsi.
Questa azione, che può sembrare una scocciatura, in realtà è un ottimo modo per tenere aggiornati tutti i casi giocati e anche per tenere “salvata” un’indagine.
Bando quindi alle ciance e alle conclusioni vi diciamo se abbiamo risolto i casi.
Ovviamente tutto assente da spoiler.

Detective – Prima Stagione
di Ignacy Trzewiczek, Merry Trzewiczek e Weronika Spyra
Pendragon Game Studio

Da 1 a 5 giocatori. Età 12+

Durata: 1-2 ore a caso
Costo: 30 eur circa


Mettiamoci d’accordo.
Nell’articolo Detective afferisce a Detective: un moderno gioco d’investigazione.
Prima Stagione lo usiamo per accorciare Detective – Prima Stagione.

Un titolo più snello del precedente

In generale Prima Stagione si propone come un gioco più snello rispetto alla scatola base precedente.
Ciò è vero sia per quanto riguarda il gameplay che i materiali.
Partendo da questo punto, se Detective aveva 5 casi, Prima Stagione ne ha solo tre.
In questa nuova scatola i casi non soni numerati, dal momento che non sono connessi tra loro.
L’introduzione a ciascun caso è in un manuale che insieme al regolamento forma un unico volumetto.
Trovate anche una scheda che introduce un po’ alla logica di questo tipo di giochi e alla loro interazione col database informatico.
Sono confermati i Segnalini Abilità. Sono di un unico tipo, mentre altri segnalini, come Stress e Competenza Utilizzata, non ci sono più.
Ciò è dovuto dal fatto che i Personaggi non consentono abilità speciali.
Ogni giocatore può scegliere la propria secondo il proprio gusto estetico.
Sul retro in realtà è trascritto un ruolo, ovvero una parte della meccanica del gioco che quel giocatore dovrebbe tenere sotto controllo.
Nulla vieta di non ascoltarlo e dividere i ruoli come si ritiene opportuno.

Il tabellone è stato semplificato, in funzione del gameplay più snello, meno tracciati e meno spessore, anche del cartone stesso. Tutto però è funzionale e in funzione del gioco

Un tabellone ridotto ma è quello che serve

Anche il tabellone di Prima Stagione ha subito una semplificazione. Ci sono sempre 5 luoghi da visitare, ma l’agenda temporale è ridotta.
Nella prima scatola di Detective si simulava la settimana lavorativa della squadra.
In Prima Stagione ci sono solo 24 ore, dove non è detto che ogni caso permetta proprio questo ammontare di tempo per essere risolto.
Troviamo anche in questa scatola invece i due segnalini, il Segnatempo e Investigatori, per tenere i tracciati aggiornati.

I volti dei protagonisti

Una miglioria del gioco rispetto alla scatola precedente sono i Ritratti.
Ogni caso ha il suo set e vengono tenuti a volto coperto sul tavolo. Saranno le carte a dirvi quando e quale girare.
Sono molto utili per due motivi.
Da una parte rendono la storia meno astratti perché vi è un altro medium, l’immagine, che permette di aiutare l’immaginazione.
Da un punto di vista più pratico, permette di creare quel sistema di intrecci e di post-it, tipici da serie TV, per dipanare la storia.
Era l’aspetto che più divertiva l’autore, come da intervista, e con Prima Stagione ha incoraggiato ad usare questo metodo di investigazione.
Ben fatto.

Le Tessere dei Personaggi non hanno abilità speciali. Tuttavia leggete il retro: aiuta a capire come suddividere il lavoro in modo efficiente

Saper rispondere a domande che ancora non sappiamo

Rispolveriamo un attimo la meccanica di Detective, che qui è più o meno simile.
Nel Regolamento di Prima Stagione ci sono delle sezioni che spiegano l’antefatto.
Oltre a questa parte narrativa c’è anche un minimo di setup dedicato al caso.
In particolare riguarda il tempo a disposizione e la località di partenza dove porre gli Investigatori (ricordate che sono rappresentati da un’automobile e si muovono tutt’insieme).
L’antefatto propone alcune Piste da cui iniziare, una delle quali richiede di leggere una carta.
La Pista è il motore del gioco.

Tante cose da fare e poco tempo

Lo scopo del gioco è avere un chiaro quadro della vicenda in questione al termine del tempo a disposizione.
Tempo che stringe sempre: muoversi da posto a posto costa un’ora, ad esempio, e ogni Pista sottrare un ammontare di ore a seconda dell’azione che indicano.
Le Piste sono dei trafiletti che danno ai giocatori delle informazioni e, in calce, aprono ad altre Piste.
Questo sistema, se volete, ricorda da lontano un libro game, ma, attenzione, non esiste la carta “hai vinto”.
A volte si può spendere un Segnalino Abilità per leggere anche il retro della carta, altre volte ci sono delle Istruzioni da svolgere, come accedere al database.

L’uso del database Antares

Siamo probabilmente scesi fino troppo nel dettaglio nello spiegare il gioco.
Anche perché Pendragon Game Studio, come al solito, mette a disposizione il regolamento.
Su Antares possiamo dire che funziona all’incirca come nella scatola precedente.
Si mettono i codici all’interno di una maschera e se ne estrae il contenuto multimediale.
I tipi di contenuti che il database offre sono molteplici. Simulano ad esempio vecchi rapporti, risultati da interrogatori o materiale della scientifica.
Un sistema permette anche di abbinare diverse prove tra loro per un matching.
Alla fine della storia si accede al Rapporto Finale dove vengono proposte delle domande a risposta multipla.
Carina la statistica di come hanno risposto altri gruppi sparsi per il mondo, così magari da sentirsi meno schiappe.
Ovviamente è spiegato anche per filo e per segno lo svolgersi degli eventi.

Alcuni confronti con la scatola precedente

La scatola “originale” di Detective ci aveva convinto.
C’erano accorgimenti carini e una storia ne costruita, con elementi, per così dire, legacy.
Infatti alcune scelte, o reperti, di un caso influenzavano i casi futuri.
In Detective, poi, c’è da dire che gli elementi erano molto complessi da utilizzare, quindi forse pensati per un pubblico esperto.
L’uso di Antares era molto intenso, in particolare per gli abbinamenti. Era anche richiesto di googlare per raccogliere informazioni su aspetti che magari non si conoscono.
Insomma, Detective era un gioco più  corposo che richiedeva concentrazione e anche un gruppo assiduo.

Un alleggerimento

Prima Stagione è qualcosa di diverso.
I casi sono tre e indipendenti. L’uso del database è stato in qualche modo “razionalizzato” e sfruttato per offrire contenuti diversi.
Anche le meccaniche, come accennato nel paragrafo dei materiali, sono state semplificate.
Niente più abilità speciali o meccaniche articolate come lo Stress.
Il gioco quindi, in termini di peso, è stato scalato verso il basso.
Però attenzione: ci riferiamo alle meccaniche.
I casi trattati realtà sono tutti verosimili e originali.
Come ci segnalava l’autore è questo l’importante: la robustezza, il coinvolgimento e la varietà dei casi

La nostra esperienza

Come scrivevamo i casi sono realistici e hanno diverse strade ed indizi.
Nel senso che i personaggi hanno diverse interazioni fra loro, che possono condurre a false piste.
Se in Sherlock Holmes Consulente Investigativo potete leggervi tutto il libro, al limite facendo sbroccare il vostro mentore, qui non si può.
Il tempo corre ed è antipatico sprecarlo zampettando da una parte all’altra.
Ad ogni modo, come riportato nella scatola, non c’è verso di finire il mazzo, anzi.
Questo dà alla scatola un qualche valore di rigiocabilità.

In conclusione

Da fan di Ignacy Trzewiczek siamo ben lieti di avere giocato questo suo titolo, Detective – Prima Stagione.
Tra l’altro il titolo della scatola ci fa pensare che vedremmo anche stagioni successive.
L’autore insomma rimane fedele alla sua linea, ovvero quella di proporre diversi casi con ambientazione diverse.
Così come si fa con Netflix o Amazon Prime, sarà il giocatore a puntare il telecomando sulla serie preferita.
Già questo approccio era stato proposto con le due espansioni, molto differenti tra loro.
In futuro si spazierà ancora di più in questo senso, a quanto pare.
A fine mese Pendragon Game Studio localizzerà Detective: Operazione Vienna.
Un gioco che userà la stessa meccanica ma in un thriller tra spie.
La stessa Portal Games, editore originale del gioco, sta adattando il sistema Detective al mondo di Dune.
Ci riferiamo a Dune: House Secrets.
In entrambe le circostanze ci faremo risentire.

Acquistare Detective o Detective  – Prima Stagione?

Per quanto detto prima vi risponderemo entrambi.
Se cercate qualcosa i più complesso, sia per meccaniche e che per storie narrate, forse dovreste finire la scatola di Detective.
Se spippolare col pc vi piace poco, non riuscite a giocare sempre col solito gruppo, meglio Prima Stagione.
Come dicevamo le storie di Prima Stagione sono di qualità come le altre.
L’autore ha abbassato la complicatezza della scatola senza abbassare la qualità del gioco, rendendo Detective un gioco davvero fruibile da chiunque.
Due esperienze diverse insomma, da provare in attesa di Operazione Vienna.

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