La prima volta che ho letto di First Giants ho pensato a qualcosa di fantasy. Sì, secondo me il titolo arriva dopo.
Comunque il mio interesse per questa localizzazione di Asmodee deriva proprio dall’ambientazione (o dal tema?).
Per fortuna non è l’ennesimo mappazzone medieval fantasy.
I giganti sono esistiti realmente sulla Terra, anche se si sono tutti estinti.
⌛ 5 minuti
Sono della generazione che ha visto il primo Jurassic Park al cinema. Alla fine dell’estate del ’93, anticipato da quello che oggi chiameremmo hype, Steven Spielberg ci proponeva sul grande schermo effetti speciali… giurassici.
Ecco che per uno come me è anche un tuffo nel passato.
Fate però attenzione, nel valutare First Giants, alla differenza fra tema e ambientazione.
First Giants


Autori
Matthew Dunstan
Brett J. Gilbert

Editore
Asmodee Italia

Giocatori
2-5

Età
10+

Durata
30 min

Costo
25€ circa
Una scatola già ben organizzata
First Giants si propone in una confezione della corretta misura per un gioco di carte.
All’interno tutto è ben ordinato in scatoline di cartone e, su ognuna di esse, è indicato cosa riporci.
Le scatole sono a loro volta della giusta misura, affinché non sballottino durante il trasporto del gioco.
Tutto insomma è ordinato e pensato in maniera scientifica.
Anche le carte hanno la loro custodia in cartone. Una buona soluzione, che tuttavia non permette di soddisfare le necessità degli imbustatori seriali.

Giganti di ogni specie e taglia
First Giants è un gioco di carte. Ci offre difatti un mazzo, singolo, di animali preistorici divisi in specie e dimensione.
Più semplicemente, il fronte di ogni carta ha un numero da 1 a 3 (la taglia del dinosauro) e un colore che indica a che famiglia appartiene (come volatili o erbivori).
Ogni carta ha poi un effetto speciale che si attiva o subito o in determinate circostanze, ma che per brevità non serve approfondire qui.

Ciascuno di essi anche un potere speciale, istantaneo o da triggerare
Creare il proprio museo
Sì, lo scopo di ogni giocatore in First Giants è quello di creare il più strabiliante museo di fossili.
Più prosaicamente siamo di fronte a un open drafting e set collection.
Prima di andare avanti vediamo come organizzare lo spazio di fronte al giocatore.
Allestire il proprio museo
Ogni giocatore ha una piccola plancetta. Su di essa è indicato come conservare i propri segnalini e alcuni token e risorse che si andranno ottenendo nel corso della partita.
Più che altro il ruolo principale è dividere in due parti l’area di posizionamento delle carte del giocatore.
Sopra la plancia andrà lo Studio e sotto la Mostra.

Sotto, il Museo, dove le carte fanno punti
Fra lo studio…
In mezzo al tavolo regna una vetrina con 4 display, ciascuno con 2 carte.
Nel proprio turno, hai due opzioni, una delle quali è proprio prendere una carta.
Scegli un display dove non hai già posizionato un segnalino e mettine uno dalla tua riserva nell’apposito spazio.
Porta poi una delle due carte disponibili nel tuo Studio, attivando contestualmente l’effetto descritto.
Alcuni effetti si attiveranno anche nei round successivi, magari a fronte anche di una scelta avversaria, ma solo finché la carta si trova nello Studio.

Ha già scelto dall’altro in un turno precedente
…e l’esporre
Quando avrete finito i segnalini, ma anche prima se preferite, potete “rivendicare le proprie pedine“.
È in effetti una fase di riposo dove raccogliete le pedine giocate sulla vetrina fino a quel momento e le rendete di nuovo disponibili.
In questa fase, pagando un costo, le carte dallo Studio passano al Museo.
È questa l’azione principale per fare punti. Le carte si possono ordinare per taglia (stesso numero) o per famiglia (stesso colore).
La prima carta di un set non fa punti, ma un segnalino che si posiziona a cavallo tra due carte sarà contato nel punteggio finale.

Se il set è completo, ogni singolo paletto vale un punto in più
Immediato e pulito
First Giants non si inventa niente di nuovo. Probabilmente nemmeno ambiva a farlo, dal momento che su BGG è proposto come la re-implementazione di Elysium.
È un gioco decisamente Family. È “motorizzato” infatti dalle due meccaniche più semplici e intuitive per un gioco di carte. Un po’ come lo è il piazzamento lavoratori per i giochi con tabellone.

La scelta di una carta dipende anche dalla possibilità di conseguirne uno
…ma non banale
Tuttavia non è per questo banale. La strategia del gioco sta proprio nella fase di drafting, ovvero di scelta della carta dalla vetrina.
C’è un’interazione indiretta sottile, impalpabile alle prime partite. Tuttavia giocando con giocatori più esperti, anche su BGA, noterete che non sempre scelgono la carta più utile.
Aspettano che le carte di un display cambino, per qualcosa di più proficuo, o comunque scelgono una carta che non attivi un effetto di una vostra carta nello Studio.
Altre volte riposeranno prima di avere speso tutti i segnalini, al solo scopo di completare un set e ottenere un obiettivo prima di voi.
Potrà al contrario accadere che una carta non entri nel Museo solo perché più proficuo tenerla nello Studio per sfruttare la sua abilità.
In conclusione
I materiali di First Giants e la loro diligente organizzazione dentro la scatola trasmettono il tema generale del gioco.
Tutto funziona, tutto è in ordine, tutto è chiaro.
Nessun twist scomposto o effetto wow se non proprio l’ordine.

Tutto ordinato (fin troppo)
Sicuramente il packaging di First Giant fa il suo effetto. La qualità dei materiali e l’attenzione ai particolari è superiore a quella che il gioco richiede.
Ben disegnate le carte 65×100 che però non possono essere imbustate, altrimenti non possono essere riposte nella loro scatolina.
Tutto preciso, ok, ma non personalizzabile.
Nasce e muore così.
First Giants è ergonomico, ma l’eleganza si paga con la necessità di un tavolo più ampio di quello che il gioco necessiterebbe.

Il tema arriva, non l’ambientazione
Il tema arriva. Ancora una volta è la componentistica a veicolarlo. Un libretto appendice, a mo’ di rubrica, è un veicolo elegante. In un colpo solo spiega sia l’effetto della carta sia illustra l’animale con un po’ di flavour text.
Ovviamente non ci si può aspettare di più..
La meccanica gira e funziona, ma il gioco è totalmente astratto.

Davvero per tutti
Apprezzabile sia l’immediatezza (2 su BGG) e la fluidità del gioco, con nessun cavillo da tenere a mente. Giocabile sia a livello “familiare” che con un po’ di attenzione in più, ma non proprio incline a cattiverie.
First Giants potrebbe essere quel filler entry level da intavolare una sera d’estate.







