Arkwright: perché è l’economico per eccellenza

Non l’ho mai fatto ma l’ho sempre sognato. Questa citazione di un noto film vale nel mio caso per molti giochi da tavolo. Può capitare che non ci sia l’occasione, che la scatola costi troppo o che sia introvabile.
In queste occasioni gli eventi possono essere d’aiuto. Così è stato per Arkwright al terzo compleanno di LS Giochi.

8 minuti
Per chi va di fretta
  • Il Santo Graal dei giochi economici
  • La spietatezza del mercato sintetizzata in cartone e legno
  • Terribilmente lungo
  • Ingombrante e con materiale non sempre di qualità
  • “Interfaccia grafica” intuitiva con artwork evocativo

Arkwright è il sogno di ogni hardcore gamer con la passione per gli economici. La versione del 2014 si trova solo sul mercato dell’usato.
Ma quest’anno la Capstone ha reso disponibile la versione super accessoriata (e per nulla economica) chiamata Anniversary Edition.
Non vi dico che ogni volta che la vedevo comparire in qualche post mi veniva la voglia di aprire il portafoglio.
Alla fine dell’articolo saprete se l’ho fatto e saranno fornite le dovute motivazioni.

Arkwright

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Autori

Stefan Risthaus

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Editore

Capstone Games

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Giocatori

2-4

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Età

12+

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Durata

2-4 ore

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Costo

120€ circa

Non è una recensione

Meno di altre volte posso proporre una recensione.
Arkwright andrebbe giocato diverse volte per capirlo a fondo. Tuttavia immagino che ci saranno, viste le caratteristiche del gioco, un sacco di prime partite nella community dei giocatori.
Questo articolo può essere quindi di loro interesse.

Qualcosa di mastodontico

Proprio una settimana prima ero riuscito, grazie a Un Meeple per Due, a giocare a Speakeasy. Generalmente in associazione giochiamo su un tavolo standard.
Alcuni giochi ne richiedono due.
L’ultimo di Lacerda ne ha richiesti tre.
All’evento di LS Giochi al tavolo a fianco al mio giocavano per l’appunto a Speakeasy. In confronto ad Arkwright Anniversary Edition sembrava un fillerino.

Arkwright gioco da tavolo
Tavolone, tavolino… e siamo comunque stretti

La fiera del tracciato (ma ha anche dei difetti)

Arkwright è la fiera del tracciato. Un immenso tabellone centrale rappresenta il mercato interno dei 4 prodotti commercializzati nel gioco: pane, vestiario, utensili da cucina e lampade ad olio.
Un sistema di listelle che scorrono in dedicati binari ricavati nella plancia dual-layer permette di sapere per ogni merce quant’è la disponibilità immessa sul mercato e a che prezzo.
Tutto tanto chiaro quanto ingombrante.

Arkwright gioco da tavolo
Le listelle corrono sui binari del tabellone comune per riportare l’appetibilità die prodotti di ogni giocatore

Un tavolo per la propria azienda

La plancia del giocatore nulla ha da invidiare a quella comune. Dimensioni simili e stessa logica nell’“interfaccia grafica”.
Quindi gli stessi prodotti e altri binari per altri listelli. Questa volta però è tutto orientato verso la produzione.
Per ogni prodotto potremmo aprire quindi più linee produttive. Più produzione significa assumere più operai, il cui numero può essere compensato dall’acquisto di macchinari.
C’è anche spazio per magazzino e magazzinieri, un reparto che non ho usato nella mia partita.
Come vedremo insieme ho adottato una strategia di produzione just in time. In effetti anche quei prodotti che non riuscivo a piazzare sul mercato interno li ho “riciclati” vendendoli al Mercato Estero attraverso la Compagnia delle Indie (EIC).

Arkwright gioco da tavolo
La plancia del giocatore: Playful Fox Ltd. è su ogni segmento di mercato

Ed altri due tabelloni

Abbiamo menzionato gli operai. Da dove vengono? Da una terza plancia dove i meeple sono tutti ordinati in attesa di essere assunti (Il Mercato del Lavoro).
Non sono semplicemente accatastati in una ciotola perché se da una parte lavorano nella fabbrica dei giocatori, ne sono anche i clienti.
Un astuto metodo per simulare la domanda del mercato interno.
Rimane infine un’ulteriore plancia dove ci sono delle tessere che si possono ottenere nel corso della partita. Sono abilità speciali o potenziamenti per una linea produttiva. Materiale per nulla secondario.

Arkwright gioco da tavolo

Un’idea della logica di Arkwright

Già, perché spiegare il regolamento, anche sintetizzandolo come siamo soliti fare, sarebbe impossibile.
Rimandiamo in questo caso direttamente al regolamento o a qualche buon tutorial in rete.
Una partita di Arkwright è costituita da 5 decadi, coprendo dal 1760 al 1810.
Ogni decade è composta da 4 cicli, in ognuno dei quali un giocatore giocherà una delle sue tessere azione. Inoltre in ogni ciclo si produce una delle merci che prima ho proposto e sempre nello stesso ordine che ho elencato.
Si produce e automaticamente si vende secondo la legge della domanda e dell’offerta.
A fine decade si pagano eventuali magazzinieri e marinai e si svela una tessera evento.
Alcuni decenni specifici sbloccano la disponibilità di fabbriche più moderne (in breve: producono in modo più conveniente).

Arkwright gioco da tavolo
Il Mercato del Lavoro: meno lavoratori disponibili,. più alti sono i salari.
Ma i salari sostengono i prezzi

La fredda matematica del mercato

Arkwright è stato a volte definito come un gigantesco foglio Excel. Per i suoi detrattori è un’offesa, per la sua fanbase un complimento.
La realtà è che l’autore ha creato un motore economico che tiene conto di diversi fattori per simulare la domanda e l’offerta.
Un bene, qualsiasi esso sia, ha un costo determinato dal livello della fabbrica.
Il Valore di un bene dipende proprio dal costo di fabbrica a cui si somma la qualità e il marketing. Questi due aspetti possono essere infatti incrementati come il risultato di azioni del giocatore.
L’Appetibilità del prodotto sul mercato è il Valore decurtato del suo Prezzo. Il Prezzo è un parametro scelto dal giocatore, purché l’Appetibilità abbia un valore positivo.
Detto così sembra un esame di economia, ma la grafica e il sistema di listelli visto prima rendono tutto intuitivo.

Usiamo l’esempio del pane, valido per tutti i prodotti, per spiegare a grandi linee come funziona il motore economico

Il cliente non è stupido

“Qualità senza risparmio o risparmio senza qualità?”. Questo era lo slogan di una pubblicità di qualche anno fa.
E la stessa domanda se la pongono i clienti virtuali di Arkwright.
Se scegliessero solo il prodotto più economico saremmo di fronte ad un gioco di una banalità soporifera. Invece no.
Guarda caso i clienti compreranno prima i prodotti più Appetibili e poi a seguire i restanti. La domanda, ovvero quanti beni necessitano, la si legge dal tabellone del Mercato del Lavoro: più impiegati globalmente al lavoro, più possibilità che il mercato interno compri i beni (vedi Legge di Say).
Il guadagno del giocatore equivale al ricavo, beni venduti per il prezzo di vendita, a cui va sottratto lo stipendio degli operai che producono quella merce.
E neppure il costo del lavoro è costante, perché varia anch’esso in base alla disponibilità complessiva di lavoratori.

Arkwright gioco da tavolo
Il progresso permette di accedere a fabbriche più competitive

Che ne facciamo degli scarti?

Non è raro che l’offerta superi la domanda e che quindi i prodotti meno appetibili rimangano invenduti.
Non tutto è perduto. Viene in soccorso il magazzino, se avete ingaggiato magazzinieri.
Oppure potete rivenderli alla EIC se avete, tramite un’azione dedicata, stipulato un contratto con loro. Questi sono di bocca buona e non guardano alla qualità.
Ma le vostre performance sono monitorate dagli investitori.

Arkwright gioco da tavolo
Un dettaglio sulla meccanica di vendita.
Il segnalino si pone sul numero che indica la capacità produttiva per quel ciclo

Accontentare gli investitori e vivere felici

Sebbene Arkwright non sia un gioco azionario, avrete comunque a che fare con le azioni.
Vendere al mercato interno è la strada per far aumentare il valore delle azioni. Essere il leader di mercato consente anche un bonus aggiuntivo.
Non è invece visto di buon occhio vendere alla EIC. Significa in qualche modo che producete robaccia per un mercato secondario e che non riuscite a imporvi su quello interno. Ogni vendita alla EIC fa diminuire il valore delle vostre azioni.

Una sintesi del calcolo del punteggio finale

Pianificare bene le spese e rispettare gli impegni

Peggio però contrarre accordi con la EIC e non soddisfarli. È un comportamento che comporta anch’esso una riduzione del valore azionario.
Anche una condotta economica discutibile, che richiede ad esempio un accesso emergenziale a liquidità, fa venire il mal di pancia a chi ha messo soldi nella vostra azienda.

Arkwright gioco da tavolo
Magazzino e Compagnia elle Indie.
Mi hanno insegnato che non è una buona idea produrre per il magazzino.
Eccomi quindi a scaricare robaccia alla EIC.

Surfare sui prezzi delle azioni

Si è portati a pensare che convenga far salire sempre le azioni. Questo in realtà è vero solo nel lungo termine.
Abbiamo visto come Arkwright non sia un gioco azionario, ma voi dotete comprare le azioni della vostra azienda.
In realtà il vostro punteggio è pari al valore delle vostre azioni moltiplicato per il numero da voi posseduto (in una meccanica Victory Points as resource simile a quella di Tinners’ Trail).
Il denaro che avete accantonato sarà utile solo in caso di spareggio.
È chiaro quindi che se il prezzo delle vostre azioni sale troppo velocemente, sarà difficile poi “rincorrerlo” per comprare azioni.

Link utili

In conclusione

Arkwright è immenso. La community di BGG propone un peso di 4.6 e fino a 4 ore di gioco (più realisticamente una giornata di gioco in 4 giocatori se deve essere anche spiegato).
La sua grandezza diventa anche fisica nella versione Anniversary. Tutto è davvero chiaro in proporzione alla complessità del gioco e la grafica è davvero ambientata e gratificante.
Lo spazio necessario richiede di tirare fuori il tavolo buono delle Feste di Natale.
Attenzione poi alla qualità dei materiali che tendono a deformarsi anche curandoli in modo maniacale. In questo senso le varie listelle non vengono in aiuto, essendo travi che si flettono a tutti gli effetti.

Arkwright gioco da tavolo
Davvero evocativa la grafica

Fare le stesse cose senza annoiarsi

E’ proprio così. Commerciamo in ogni decade le solite 4 risorse, nel solito ordine e tutte governate dalla stessa logica.
Tuttavia sono rimasto sul pezzo per tutte le ore passate sul gioco.
In Arkwright è importante la pianificazione. Se sai che i tuoi prodotti non sono così appetibili, o ti attrezzi per farli diventare tali o cominci a prendere contatti con la EIC.
Oppure, anche se sei sicuro di vendere tutto, come nel mio caso per il mercato delle lampade ad olio, devi trovare il modo di aumentare la tua marginalità.
Per troppo tempo ho prodotto poche lampade impiegando un sacco di manodopera.

Diverse vie per il successo

Sono arrivato ultimo, anche se in maniera non così eclatante. Ed è interessante come ogni giocatore abbia intrapreso una strategia diversa.
La mia è stata davvero sbruffona. Già nelle prime decadi producevo tutti e quattro i beni, laddove c’è chi ha concluso la partita vendendo solo pane e posate.
Chiaramente ero poco competitivo su alcuni prodotti, come il vestiario fin da subito e il pane nelle ultime decadi.
Erano difatti le bad company la cui produzione era destinata all’Oriente, mentre cercavo di far crescere il valore azionario tramite le lampade.

Arkwright gioco da tavolo
Per troppi cicli ho sottovalutato il potere delle “tecnologie”

Vuole il suo tempo

Sebbene ti tenga attaccato al tavolo, Arkwright è faticoso. È in tutto e per tutto una maratona.
Molti hanno visto in Hegemony un giocone da “all day“, ma in realtà l’unico scoglio è l’asimmetria. I
n Arkwright, invece, devi valutare ogni turno quanto è competitivo il prodotto di quel ciclo e come si posiziona sul mercato, così da poter fare eventuali mosse d’emergenza (dove l’ordine di turno si fa sentire).
Allo stesso tempo devi considerare se conviene spendere un’azione per preparare un ciclo futuro, così da evitare di rincorrere di volta in volta il prodotto di turno.
Tenersi alla larga se odiate numeri e matematica.

Arkwright gioco da tavolo

È nella Kallax?

La risposta è no. Non perché, rimanendo in tema, non sia appetibile, ma solo perché necessita del gruppo giusto e del tempo giusto.
E, visto anche il costo, lasciarlo a prendere polvere sarebbe un vero peccato. Ho visto alcune versioni standard usate su Vinted sotto i 50€.
Nel caso potrei un giorno optare per una di loro, rinunciando probabilmente alla chiarezza grafica ma salvando soldi e spazio.
Detto questo, però, se state organizzando una partita fate un fischio.

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