Sembra che sia un periodo in cui ci imbattiamo in giochi tremendamente german.
Qualche settimana fa Bier Pioniere e Indonesia in “trasferta” a Roma e poi Oranges and Lemons, una vera sorpresa.
Da un paio di settimane abbiamo giocato e studiato Terminus, la cui scatola riposava in attesa del ritorno dalle ferie.
Qui la nostra esperienza.
⌛ 9 minuti
Terminus, presentato a Essen 2024 e ora localizzato da Giochix, è passato abbastanza in sordina.
Probabilmente in un mercato che esalta le novità, spesso forzate, un gioco che si presenta con meccaniche classiche può rimanere in ombra.
Ma come altre volte abbiamo detto, preferiamo un gioco “tradizionale”, ma solido, ad un’artificiale novità.
Anticipando un po’ le conclusioni, ci mettiamo alla guida della nostra compagnia di metropolitane.
Terminus


Autori
Earl Aspiras
Tom Volpe

Editore
Giochix

Giocatori
1-5

Età
14+

Durata
90-180 min

Costo
60€ circa
Lusso e praticità
Terminus mira ad una componentistica deluxe con un occhio alla spesa. Le plance dual layer, sempre comodissime, sono di quelle da costruire con una punta di nastro biadesivo.
Una soluzione vista ad esempio in Kraftwagen, pratica e funzionale, se si fa un po’ di attenzione nel far combaciare i lati della plancetta.
In questa circostanza alcuni componenti fanno un po’ di fatica a stare negli incavi.

Grafica chiara senza sbatti
Molto chiara la grafica, quella che si può definire l’interfaccia utente. In Terminus, indipendente dalla lingua, tramite la grafica è chiaro ogni spazio a quale set di azioni sia collegato e quali siano gli eventuali costi da pagare.
Nello stesso modo è facilmente comprensibile il costo delle risorse nel mercato.
Certo, è un gioco che si basa su obiettivi personali e comuni, più di una cinquantina in tutto. Di conseguenza può essere necessario ricorrere al flyer dove sono censiti ad uno ad uno.
Lo stesso vale per i Miglioramenti.

Una città con 7 quartieri
Dedichiamo un po’ di attenzione al tabellone, al fine di rendere il resto dell’articolo meglio comprensibile.
La plancia comune di Terminus è divisa in due parti.
Nella parte più grande vediamo la città dove andremo a costruire la rete metropolitana. La città è divisa in 7 quartieri, come Upper Ward e Old Cross.
Ciascuno in uno dei tre colori possibili. Se avete giocato a SimCity ricorderete che il verde è usato per i quartieri residenziali, il blu per i commerciali e il rosso/arancio per gli industriali. In Terminus si adotta la stessa convenzione.
Ciascun quartiere è diviso in isolati. Un isolato, termine comune nel linguaggio anglosassone, si riconosce perché è quadrato e ai vertici ha una potenziale fermata della metro.
Le fermate della metro sono collegate a loro volta da delle linee, così da creare una griglia. Su queste linee si potranno posare i binari.

Una rondella a circuito
L’altra parte del tabellone è quella dedicata alla selezione delle azioni.
Usa la cosiddetta meccanica della rondella, anche se qui è resa graficamente come un circuito. Il loop disegnato ha 6 “fermate”. Ogni fermata è uno spazio “azioni”, in quanto permette di scegliere fra un pool di azioni differenti.
Il giocatore nel suo turno muove in senso orario la sua pedina, scegliendo una fermata e poi un’azione.
Un contatore indica quanti giri compie. Ogni 3 giri si ferma e aspetta che arrivino anche gli altri, dove chi primo arriva più avanti sarà nell’ordine di turno per quello che è chiamato l’anno successivo.
In totale si giocano 3 anni e in ogni anno, come spiegato, si fanno 3 giri. Il numero di azioni non è prefissato, ma dipende da quanto un giocatore corre sull’anello.

Si fanno 3 giri ciascuno dei 3 anni
Come si gioca
L’illustrazione del tabellone ha spiegato buona parte della cruda meccanica, lasciandoci ora alla parte più di concetto.
In Terminus, dicevamo, dobbiamo sviluppare la nostra rete metropolitana. Ma allo stesso tempo contribuire allo sviluppo della città. Questo avviene proprio costruendo e posizionando le tessere Sviluppo sugli isolati.
Ma procediamo con ordine.

Un budget da spendere con parsimonia
Ad inizio anno si sceglie un bonus e si ottiene una rendita, in particolare in funzione delle stazioni già posizionate.
Si otterranno così alcune risorse, ma in particolare monete. E queste monete ce le dovremmo far bastare per tutto l’anno, visto che avremo rare e trascurabili entrate durante il round.
Le monete serviranno principalmente per comprare risorse, con un sistema di variazione dei prezzi semplice, tradizionale, ma efficace.
Prendendo gli Schemi, ad esempio, dal mercato, quelli residui possono costare di più. Viceversa, quando le risorse sono spese, tornano nel loro display abbassando il loro prezzo. Non è raro il caso in cui una strategia s’intoppi perché il prezzo di una risorsa nel frattempo è salito.

Il “serpentone”
L’azione principe del gioco è proprio quella di posizionare binari e stazioni.
I binari sono una risorsa che uno spazio azione permette di acquistare a fronte di un pagamento in monete. Le stazioni invece sono sulla nostra plancia e il numero in cui sono disponibili dipende da quanto si è avanzati su una tech.
Ad inizio partita si posiziona l’Hub Principale e i binari partiranno da lì. In un’azione posso mettere quanti binari voglio, ma non possono cadere nel nulla: o si collegano ad una stazione di un avversario, con reciproco beneficio, o dovrò costruire una mia stazione alla fine.
L’ultima stazione costruita, o quella a cui mi sono allacciato, prende il nome di… terminus.
Quando tornerò sullo spazio azione, al fine di ampliare la mia rete, dovrò partire proprio dal terminus.

Ma come si vince?
I punti si calcolano tutti alla fine. Manciate di punti si prendono a seconda del numero di stazioni e hub (semplicemente stazioni potenziate, su cui non vale la pena qui dettagliare) costruite vicino alle tessere Sviluppo.
Però buona parte dei punti derivano dagli obiettivi, divisi fra Agende Personali e Progetti. E qui è importante parlare dei lobbisti.

Attivare obiettivi e scommettere
Ogni giocatore ha a disposizione 8 mini-meeple. Quando si costruisce uno Sviluppo, uno viene posizionato sulla tessera. In pratica permette di avere un’azione in più da scegliere quando ci si ferma su uno spazio azione. Sono sicuramente più proficue.
Ma trovano impiego soprattutto nel rendere più remunerativi, ma anche più sfidanti, gli obiettivi.
Se la nostra Agenda Personale ci dà 4 punti se costruiamo 5 stazioni, ce ne proporrà magari 6 se ne posizioniamo 8. Ma questa eventualità è resa possibile solo se, tramite azione dedicata, posizioniamo sulla carta un lobbista.

Se si posiziona sopra un lobbista, si può accedere al premio della seconda riga
La scommessa dei Progetti
Nello stesso modo in cui posizioniamo lobbisti sull’Agenda Personale, allo stesso modo li possiamo dedicare ad altro compito.
I Progetti seguono un regolamento a parte.
Per posizionarli dobbiamo attivare un’azione differente e una volta posizionati i lobbisti non c’è modo di spostarli.
Ecco perché è una scommessa. Io posso pensare di “potenziare un obiettivo”, ma non è detto che riesca realmente a conseguirlo.
Potrei, direte voi, aspettare di avere i requisiti per ottenerlo prima di piazzare lobbisti.
Ok, ma ogni Progetto accetta lobbisti solo da due giocatori e se qualcuno, magari più coraggioso, me lo frega?
In conclusione
Terminus è un gioco a cui BGG assegna un peso alto. Eppure le azioni sono poche e lineari. Il problema è forse dato dall’esercizio di pianificazione e dalla gestione del budget.
La successione delle azioni nella “rondella virtuale” è poi diabolica. A parte quelle messe in ordine inverso rispetto a come le vorremmo, si ha la sensazione di non poter fare tutto quello che si vuole (e in effetti è così!).
Il motore di gioco parte piano, e solo nel secondo e terzo anno la rete metropolitana si svilupperà più velocemente.

Molto ingegnosa
Tutto chiaro dopo pochi minuti
Una spiegazione che renda competitivo un giocatore richiede un po’ di tempo. Ma è raro serva tornare su qualche punto durante la partita, anche se comunque parliamo di un titolo per esperti.
La chiarezza della grafica, che per scelte grafiche e colori pastello ha uno stile alla Ian O’Toole, aiuta in questo.
Anche la componentistica è di buona qualità, ma si poteva fare più attenzione alle tolleranze per permettere ai pezzi di incastrarsi.

Nell’immagine si vedono, in alto, i bonus fra cui scegliere ad inizio anno
Fra Alta Tensione…
Sarà per l’attenta gestione dei soldi, ma anche per la costruzione della rete, Terminus ricorda il capolavoro di Friedemann Friese.
Non si finisce ad usare la calcolatrice, ma comunque è tutto bilanciato e se in Alta Tensione non sappiamo con certezza quanti carboni il mercato ci consentirà di acquistare, qui è in dubbio la disponibilità di Permessi.
Attenzione invece a come sono gestite le risorse Lavori: una chicca che potete leggere da soli nel regolamento.
Vi offriamo invece il confronto con giochi che potreste apprezzare, fra i quali proprio Alta Tensione.

Come in Ticket to Ride
… e Ticket to Ride
Ok, il paragone è al limite dell’assurdo e del clickbait. Tenete però conto che gli slot per i binari sulla mappa sono esclusivi e le Agende Personali vi spingono a raggiungere un certo quartiere.
Sebbene tutto quanto scali in base al numero di giocatori, in 4 CEO al tavolo diventa uno sgomitare e cercare di non rimanere incastrati. In 3 è più largo e le connessioni attraverso stazioni avversarie più rare.
In 5 giocatori probabilmente può risultare asfissiante, e il downtime insopportabile. In 2 giocatori tocca fare ricorso a un bot gestito da carte. Soluzione sicuramente dovuta anche per esigenze commerciali, ma che non dà il massimo di Terminus.

La variabilità?
In Terminus non c’è nessuna informazione nascosta tranne l’Agenda Personale che si sceglie durante il setup. Anche quelle che si acquisiscono durante il gioco si pongono scoperte sul tavolo.
L’unica incertezza è proprio data dalla pesca di queste carte, mentre, ad esempio, la vetrina degli Sviluppi è statica e nota fin dal setup.
Terminus è un gioco di calcolo e, come detto nell’intro, terribilmente german (che mica è un difetto…).

E uno dei più efficaci
Longevità
La poca variabilità fa sì che il gioco sia prono ad una sorta di “sequenza di apertura”, cosa che personalmente amo poco persino negli scacchi. In realtà non è detto che sia dovuto al design, ma proprio alla logica di Terminus. È ovvio che in un gioco del genere io debba accumulare prima risorse e potenziamenti e poi procedere a posare binari.
O meglio, così è successo nelle nostre partite. Ma non è detto non ci possano essere strategie che prediligono posizionarsi subito bene su mappa e sviluppare la posizione in round successivi.
Molto dipende anche dall’interazione indiretta con gli altri giocatori.
Su questo vorremmo avere l’esperienza di chi ha giocato.
Comunque la longevità, in epoca di turbo publishing, è un valore sempre meno importante.

Spesso sarà stretto
Trasparenza
Nessuna opacità, nessun asso nella manica di cui non potevi tenere conto o bonus intricato.
Hai chiaro quanti punti stai facendo e cosa devono fare gli altri per conseguirli. Se state pensando all’Agenda Personale coperta, già il posizionamento dell’Hub Principale vi darà un’indicazione di che obiettivo cela.
Questa disponibilità di informazioni rende il gioco prono alla paralisi da analisi con conseguente downtime, ma ci si può fare poco.
Ci sta che Terminus sia un gioco divisivo: ciò che è un difetto per un segmento di giocatori è manna dal cielo per altri.
Se siete germanisti calcolatori, una partita a Terminus la dovreste fare.







