One Deck Dungeon: un’avventura tascabile

Ultimamente, se ricordate il post su Facebook di qualche tempo fa, stiamo provando giochi un po’ diversi dal nostro standard.
One Deck Dungeon è uno di quei giochi che ci interessava, ma per un motivo o per l’altro, non siamo mai riusciti a giocare.
L’occasione è ora propizia per provare questo titolo della MS Edizioni.

Tempo di lettura 7 minuti

One Deck Dungeon, che mentre vi scriviamo vanta già un seguito, la Foresta delle Ombre, è un titolo per 1 o 2 giocatori.
Buona parte della community di BGG, ad esempio, lo consiglia per lo più per il gioco solitario.
Nonostante non manchino tutti gli elementi della saga fantasy, condimenti che potrebbero fare il gioco pesante, One Deck Dungeon è leggero come un’insalatina (non quelle ipocrite dove mettete pollo, mais e altre “leccornie”).
Alle conclusioni vedremo come ce la siamo cavata nell’esplorare questi sotterranei.

Per chi va di fretta
  • Un dungeon crawler in un mazzo di carte
  • Mostri e trappole sono “sconfitti” se si riesce a ottenere un certo valore con dadi del colore richiesto
  • Ogni eroe può lanciare un certo numero di dadi a seconda del suo valore in quell’abilità (colore)
  • I personaggi evolvono con Bottino ed Esperienza.
  • E’ possibile anche una modalità campagna “semplificata”

One Deck Dungeon
di Chris Cieslik
MS Edizioni

Per 1, 2 o 4 giocatori. Età 14+

Durata: 20 minuti
Costo: 20eur circa


Come vedete il gioco è consigliato a partire dai 14 anni. Non è complicato e non c’è niente di scabroso.
Che sia giocabile dai 10?

Rientri notturni dall’antro del drago

“Beh…un ranger elfo non è tutta ‘sta fantasia”
“Vabbè ma almeno così accedi alla classe di prestigio Arciere Arcano
“Anche quello è vero”

Così pensava tra sé e sé il Redattore mentre conduceva la macchina sull’Aurelia a notte fonda, o all’alba sarebbe meglio dire, di un giorno infrasettimanale.
A maggior ragione lo avrebbero fermato i carabinieri se avessero sentito queste lucubrazioni, ma anche il solo circolare a quell’ora era per loro motivo di sospetto per fermarlo per un controllo.

“Cosa ci fa in giro a quest’ora?”
“Brutta storia maresciallo. Il tizio che ci ha avvicinato nella locanda non ce l’ha detta tutta. Il mostro che avremmo dovuto seccare era più tosto del previsto.
Poi ci portiamo da giorni un bardo dietro. Mi spiega lei che utilità può avere?”

In realtà, se il vostro Redattore è qui che vi scrive, significa che questa conversazione non è mai avvenuta.
Un “sto tornando a casa” detto in maniera sobria era sufficiente per evitare un alcool test che avrebbe ulteriormente ritardato il rientro del vostro affezionato.
Avrebbe dato esito negativo, se è questo che vi state chiedendo.
Avrebbe però generato un ulteriore ritardo che avrebbe ulteriormente insospettito sua madre circa il fatto che DnD altro non fosse che una scusa per fare uso di stupefacenti.

Diversi eroi da impersonare, ognuno con le sue caratteristiche in termini di abilità (dadi amessi) e Talenti. Double face, con lato da usare a seconda del numero di giocatori.

Un dungeon crawler tascabile

One Deck Dungeon è un dungeon crawler tascabile. Ora, non siamo sicuri la definizione calzi a pennello.
Del resto anche in natura c’è chi pensa che il delfino sia un pesce, invece è un mammifero. Eppure se vi dicessimo che è un pesce, capireste grosso modo il 90% di quello che vogliamo descrivervi.
Ecco, parentesi biologa a parte, in One Deck Dungeon dobbiamo esplorare un dungeon, uccidere mostri, portare a casa tesori e vedere il nostro personaggio crescere come in un romanzo di formazione ottocentesco.
La particolarità di tutto questo, rispetto a Hero Quest ma anche al più scapestrato Dungeonology, è che l’intero gioco è contenuto in una scatola di carte da ramino.
One Deck Dungeon, il nome già tradisce il contenuto, è composto quasi esclusivamente da carte.
Per lo più sono le normali carte da gioco, che in qualche modo firmano il dungeon, altre sono schede di più grandi dimensioni che sono le schede personaggio.
Se volete imbustarle le carte sono 63.5 x 88 mm, un formato semplice da reperire.
Per dirla tutta all’interno trovate anche una miriade di dadi colorati a 6 facce.
Saranno utili per verificare di volta in volta l’esito delle imprese.
Alcune carte e un taccuino entrano in gioco qualora vorreste intraprendere la modalità campagna.

Si sa, i dungeon sono pieni di mostri.
Alcuni hanno caratteristiche speciali e spazi da coprire con uno o più dadi (a seconda dello spazio della casella) per avere il valore richiesto. Subirete Conseguenze per gli spazi vuoti

Come arrivare fino alla fine di un dungeon

MS Edizioni offre il regolamento di One Deck Dungeon in versione v1.5, quello che abbiamo trovato anche noi dentro la scatola.
C’è da dire che spiega passo passo come giocare la prima avventura, anche se il prezzo da pagare e stato quello di inserire diversi rimandi (un po’ da librogame insomma).
Poco male, visto che One Deck Dungeon si basa su un regolamento semplice.
Come dicevamo affonda le radici nel più tradizionale mondo fantasy RPG, con difficoltà crescente mano a mano che si scende in profondità nel sotterrano e un boss finale.
Il personaggio che sceglierete (tutti femminili?), sono caratterizzati dalle tipiche abilità che trovate nei giochi di ruolo: forza, agilità e magia.
Il numero riportato indica la disponibilità di dadi che potremmo usare per portare a termine le varie Sfide.

Una carta riepiloga la struttura di un turno e fa fare capolino a arte della carta Dungeon.
Questa è la Tana del Drago (i vari dungeon hanno difficoltà diverse)
Più si scende di livello, più aumentano gli spazi che richiedono di essere coperti, facendo scivolare la carta

Come è simulato il dungeon

Non c’è una plancia. Un mazzo di carte alquanto corposo formerà le stanze del dungeon.
E’ il mazzo Sfide, che contiene sia le Insidie che gli Scontri (ora ci arriviamo).
La tipologia, ovvero il mostro finale, viene scelto in principio ed ha una carta dedicata.
Nel suo turno il giocatore, come da carta riassunto, può Esplorare o Entrare.
Se Esplora, crea un tappetto di carte Sfida coperte o lo riempie se aveva già risolto altre case.
Entrare equivale a voltare una carta coperta, che è un po’ una stanza di questo dungeon immaginario.
La sfida può constare in un mostro da sconfiggere (Scontro) o una trappola (Insidia) da gestire.
Si affrontano all’incirca nello stesso modo, ovvero ottenendo almeno un punteggio minimo con i dadi permessi dal nostro personaggio.
Non è proprio ed esclusivamente un sistema di “ragioneria dei dadi”.
Ogni personaggio ha Talenti Eroici ed evolve in modo che possiate approfittare di queste possibilità, quando lo riteniate opportuno.

Le trappole (Insidie) sono simili ai combattimenti con i mostri (Scontri).
Potete però scegliere come affrontarle.
Generalmente viene offerta una soluzione che richiede tempo ed un’altra più spiccia.

Sempre più difficile siori e siore

Un concetto interessante di One Deck Dungeon è il tempo.
All’inizio si scartano due carte e, anche a seconda di come si affrontano le sfide, può essere chiesto di scartare dal mazzo un certo numero di carte Sfida.
Rappresenta l’avanzamento del tempo.
Alla fine del mazzo Sfide e riportata la carta Scale.
Permette di scendere ulteriormente nel dungeon. Adesso la stessa carta Dungeon sarà più ostile e il mazzo degli scarti si rimescolerà di nuovo.
Si presume tuttavia che durante l’esplorazione del dato livello, grazie alle prove superate, abbiate irrobustito il vostro eroe grazie a Esperienza e Bottino.
A questo punto sarete in grado di affrontare il mostro finale ben equipaggiati.

Non solo carte, ma anche 30 dadi con colori da abbinare alla varie abilità.
Il nero è un colore jolly

One Deck Dungeon, One Card Dungeon e Papers Dungeon: quale avventura fa per voi?

In questi ultimi mesi abbiamo giocato a diversi dungeon crawler, per così dire, compatti.
Il primo in ordine cronologico è One Card Dungeon, che fa parte della Blue Collection di Little Rocket Games provata in anteprima.
Se desiderate qualcosa di più tattico che simuli più nel dettaglio i combattimenti, l’ultra compatta soluzione di Barny Skinner fa più al caso vostro.
D’altra parte dovete rinunciare alla specializzazione che diverse Classi in One Deck Dungeon sono rese possibili.

In Paper Dungeons trovate la stesa possibilità di gestire classi di personaggi differenti che offre la scatola vi stiamo presentando.
Anzi, in questo titolo di dV Giochi gestite l’intero team. C’è da dire, che uno per l’altro i personaggi, di questo gioco sono simili e che invece è più approfondita la questione legata ai bottini e ai bonus, ad esempio.
Tuttavia Paper Dungeons soffre un po’ di staticità, con il dungeon grosso modo pre-stampato sul blocco di fogli, mentre One Deck Dungeon, seppure limitati, ha più elementi casuali che provano a diversificare ogni partita.
Se ci riesce o no, dipende dal vostro palato e dalle vostre aspettative.
E’ però vero che Paper Dungeons è tutto un altro genere rispetto a One Deck Dungeon, con cui condivide l’ambientazione.
Il primo infatti è un roll & write giocabile anche in più persone, mentre One Deck Dungeon meglio si presta ad un’avventura in solitario.

In conclusione

One Deck Dungeon è un gioco edito da MS Edizioni che ripropone una delle più classiche ambientazioni fantasy.
Dovrete infatti gestire un eroe nella sua esplorazione di un dungeon strutturato nel più classico dei modi previsti già nelle prima versioni di DnD.
Si può giocare anche in 2 giocatori, in modo collaborativo. Modalità che permette anche “il gioco del matto” se vi va, ovvero gestire due personaggi in contemporanea.
Possedere due scatole di One Deck Dungeon permette una partita a 4 giocatori.

E’ prevista una modalità campagna.
Rispetto ad una singola avventura, un blocchetto permette di “salvare” la storia portandosi dietro qualcosa.
Inoltre sono introdotte altre abilità.
Non aspettatevi però un aspetto “story telling”: è più un cumulo di campagne dove decidete la difficoltà all’inizio.

Un’avventura da tutti i giorni

La complessità di questo dungeon crawler tascabile è bassa, ma per questo è suscettibile di una certa ripetitività.
Anche se i personaggi cambiano, si tratta grosso modo di lanciare i dadi e allocarli in un qualche modo per superare una sfida, che sia una Trappola o un Mostro.
Anche scendere a livelli inferiori del dungeon, che tradizionalmente ospitano mostri più coriacei, alla fine si traduce in più spazi da coprire con i dadi.
Attenzione, non abbiamo trovato One Deck Dungeon noioso.
Anzi, offre anche una certa variabilità e anche la meccanica di gestione del tempo l’abbiamo trovata intrigante.
Diciamo che la metodicità di One Deck Dungeon lo rende un gioco rilassante, come può essere Orchard ad esempio.
Se avete invece fame di esplorare dungeon in maniera hardcore, è chiaro che serva qualcosa di più sostanzioso.
Possiamo paragonare questa scatolina più a Boss Monster che a Hero Quest, ma questo è chiaramente il target dell’autore, che secondo noi centra in pieno.
Tenete conto, nella vostra valutazione anche del basso costo e del fatto, che sebbene la rigiocabilità non sia altissima, non parliamo di un’avventura one shot.

La moglie di Leto?

Quando morì Leto

Sono passati 20 anni dalle sessioni cadenzate e organizzate di DnD. Come altre cose, anche queste accanite avventure nel mondo del gioco di ruolo, sono terminate con la conclusione degli studi.
Difficile per le forze dell’ordine fermarlo, anche perché quegli orari sono ormai proibitivi anche nel weekend.
A volte, ripensando agli amici con i quali si combatteva contro i mostri, li si ricorda (anche) con il personaggio che per anni hanno portato avanti in queste sessioni notturne.
Anzi, il Redattore ricorda ancora con mesto dispiacere il suo Leto che non divenne mai un Arciere Arcano.
Ottenne difatti un 1 da un 1d20 e cadde giù da un sentiero che costeggiava una parete, con le ovvie conclusioni del caso.
One Deck Dungeon in qualche modo portata indietro le lancette del tempo, questa volta confabulando tra sé e sé, e non più mentre ingoiava patatine con altri avventurieri.
Quello che possiamo augurarci è che la polizia abbia altri avventurieri da fermare mentre tornano a casa da epiche avventure.

Se volete acquistare questo gioco, vi consigliamo di rivolgervi a Get Your Fun.
Arrivarci attraverso questo link a te non costa nulla, anzi, ed inoltre aiuterai a sostenere Volpe Giocosa.

27 Ottobre 2021

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