Oh my Goods: un gioco che non ti aspetti

Oh my Goods lo avevamo preso per “riempire” lo scatolone di Agricola e ottimizzare le spedizioni. In genere questi giochi di carte, da qualche manciata di euro, non è che ci fanno impazzire. Ecco perché questo titolo merita una menzione speciale in Volpe Giocosa. Nonostante la semplicità e la morigeratezza del contenuto (un mazzo di carte), oh my Goods nasconde un’esperienza di gioco interessante.

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Oh my Goods!
uplay.it

Da 2 a 4 giocatori. Età 10+
Durata di una partita: 30 minuti
Prezzo: 10 eur circa

 

Aperta la scatoletta, ci si offrono davanti due blocchetti di carte che formano un unico mazzo. Niente pedine, tessere o altro. Il ruolo dei token lo svolgono le stesse carte, una volta disposte sul dorso. Geniale, vero?

Le versatili carte

Le versatili carte

Carte con molteplici significati

Ed infatti le carte si possono usare in diversi modi. Se sul dorso servono essenzialmente per contare, all’interno hanno ben 3 ruoli. Sul fianco sinistro è riportata una risorsa, al centro è disegnata una struttura produttiva (es: fabbrica di mattoni, allevamento di bovini) e sulla sinistra può esserci un mezzo sole.
Infine, in basso troviamo uno schema che ci informa quali beni sono prodotti a partire da quali e quanti materiali.

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Disposizione del marcato

E’ giorno…aprite gli occhi…no aspetta….mi sbaglio

Spiegare il regolamento farà un po’ di chiarezza e la triste battuta di cui sopra sarà più chiara.
Ogni giocatore parte con il suo bruciatore di carbone con 7 unità di carbone (le famose carte sul dorso) e gli vengono date 5 carte in mano. L’alter ego del giocatore, il lavoratore, è anch’essa una carta che tocca gestire al giocatore. Carte per ogni evenienza insomma.

In breve il regolamento. Il giocatore di turno scopre tante carte finché non trova due mezzi soli: a quel punto il mercato è aperto.
Ognuno sceglie su quale delle proprie strutture intende mandare a faticare il suo lavoratore. Si ripete il procedimento fino a due altri mezzi soli: il mercato è chiuso. Tutte le merci che sono state trovate sono disponibili ai giocatori per attivare l’attività del lavoratore. Laddove serva, possono calare le carte hanno in mano per raggiungere la quota d’attivazione. Dopodiché, per l’attività avviata, possono giocare carte concatenazione. Lasciamo stare, diciamo solo che è un meccanismo che permette di trasformare merci povere in più elaborate. Fatto sta che in base a quanto producono, ciascun giocatore pone coperta a mo di segnalino una carta sull’industria.

Concatenazioni: la vera disciplina del gioco

Ok abbiamo capito come costruire industrie e produrre beni. Tuttavia non ci arricchiamo e riusciamo solo a produrre merci da pezzenti, come il carbone.
Tocca fare ordine e capire che la parola d’ordine a Oh my Goods è concatenazione. Avete l’allevamento di animali? Vi serve la macellerie dove i vostri bovini potranno transitare per diventare succulenti e costose bistecche.
Stessa meccanica per la catena lana, stoffa e abiti. Con questa logica le vostre fabbriche inizieranno a girare, produrre redditto e permettervi di costruire nuovi impianti. Alla fine si contano i punti derivanti sia dalle industrie che dai beni prodotti.

Come detto Oh my Goods è un gioco ci ha sorpreso. Le carte sono progettate in modo ingegnoso in modo da essere autosufficienti nell’alimentare un gioco mai banale e molto strategico. C’è un po’ di fortuna e il meccanismo del mercato ricorda Texas Hold’em, ma non guasta. E voi, che ne pensate?

Comunque potete aprire la vostra azienda acquistando una copia su Get Your Fun.

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