Era un pomeriggio uggioso quando con Sara abbiamo visto in diretta la premiazione dello Spiel des Jahres 2025.
A dirla tutta toppammo il link YouTube e sentimmo tutta la premiazione in tedesco, ma questo è un dettaglio.
Ad essere onesti eravamo a tifare per il nostro pupillo, Flip 7.
Il “7 mezzo per boardgamers” non ce l’ha fatta, ma in compenso abbiamo dato un’occhiata anche al KennerSpiel des Jahres 2025. Endeavor: Abissi Marini si è aggiudicato il titolo e questo è il racconto della mia prima partita.
Sebbene Endeavor giri sui tavoli da anni, in diversa forma, non ricordo di averlo mai giocato.
Questa vittoria ha attirato la mia attenzione sull’ultima rivisitazione, Abissi Marini (non è forse questo uno degli obiettivi di questi concorsi?).
Luca ne aveva una copia, acquistata proprio dopo l’assegnazione dello Spiel, e un paio di venerdì fa lo abbiamo giocato in associazione.
Nella narrazione trovate qualche mio parere, ma è chiaro che vale come prima impressione.
Endeavor – Abissi Marini


Autori
Carl de Visser
Jarratt Gray

Editore
Cranio Creations

Giocatori
1-4

Età
10+

Durata
1-2 hr

Costo
60€ circa
Abbiamo provato il gioco in versione italiana, ma per scrivere l’articolo ci siamo basati sul regolamento in inglese. Alcuni termini sono quindi una nostra interpretazione e potrebbero non coincidere con quelli adottati nella traduzione ufficiale italiana.
Plancia, tracciati e un Caposquadra: pronti a partire
Prendo i gialli e mi viene consegnata una plancia giocatore. Carina, dual-layer, con 4 tracciati al centro e uno in angolo che funge da contatore risorse (Tracciato Ricerca, col simbolo del DNA).
Sono infatti a capo di una flotta di Navi, con segnalini che sembrano batiscafi, che devono esplorare gli oceani. Penso ci sia anche leitmotiv ambientalista di salvaguardia dell’ambiente marino, ma penso che ci siamo capiti.
I tracciati segnano i progressi del giocatore sulle Qualità: Reputazione, Ispirazione, Coordinazione e Tecnologia.
Parto con tutto a zero e mi assegnano solo la tessera Capo Squadra.

In Abissi Marini dobbiamo gestire la nostra squadra dove ogni membro è una robusta tessera in cartoncino.
Ottima l’idea di raccogliere tutto questo materiale in un vassoio.
In questo modo stanno tutti ordinati per livello, dal momento che sono suddivisi in 5 gradi di “competenza” diversa.
Aggiungere un membro al proprio staff è un’azione che avviene all’inizio di ognuno dei 6 round. Usare delle carte sarebbe stato un incubo.

Per ogni livello di competenza ci sono diversi Specialisti, questo è il nome esatto. Sono il vero cuore del gioco, in quanto permettono di svolgere le azioni posizionando nel loro spazio dedicato un Gettone Azione. All’inizio della partita, sulla propria plancia si ha già un certo numero di Dischi.
Chiaramente ogni Specialista consente una o più azioni tematizzate con la sua disciplina.
Per fare un esempio, l’Operatrice Sonar, personaggio base di livello 1, permette di svolgere un’azione Sonar. Intuibile, vero?
Gli Specialisti possono essere anche potenziati. Sul retro, infatti, di ognuno di loro c’è la versione più potente, ma non perdiamoci in dettagli.
La mappa dell’oceano e lo Scenario 1: come funziona il tabellone
Davanti a me, con funzione di tabellone, trovo una griglia incompleta di carte Oceano.
Rappresentano l’oceano al momento esplorato, in uno spaccato bidimensionale.
Le righe sono alla stessa profondità, o sul pelo dell’acqua; scendendo lungo le colonne si vanno ad esplorare… gli abissi.
La mia nave, la prima, stava insieme alle altre in quella che era la base per quello scenario.
Abbiamo giocato al primo scenario, che è molto lineare. Quelli successivi, in tutto una decina, apportano delle modifiche al regolamento base e obiettivi diversi.
C’è proprio una Scheda Scenario che spiega il setup e riporta altre informazioni.

Preparazione e Attivazione: il round in due fasi
Una partita di Abissi Marini è divisa in 6 round. Ogni round è diviso in due fasi:
- Preparazione
- Attivazione
È più chiaro partire spiegando l’Attivazione. A turno un giocatore pone un Gettone Azione dalla sua plancia sullo Specialista che vuole attivare, che deve però avere il suo slot di attivazione libero. In questo senso i Dischi funzionano come Punti Azione.
Le azioni sono varie, dal muovere una delle navi a interagire con la carta Oceano dove una di questa staziona.
Quello che generalmente avviene è che le azioni portino ad avanzare su qualche tracciato delle Qualità.
Ad ogni turno puoi giocare un azione. Se non puoi o non vuoi passi e attendi che tutti lo facciano per passare al round successivo.

Nella fase Preparazione, che si fa già dal primo round, si ottengono i benefici dagli Qualità.
Ad esempio, il livello raggiunto sulla Reputazione indica il livello di Specialista che si può ingaggiare. L’Ispirazione e la Coordinazione, rispettivamente, quanti Dischi si possono prendere dalla riserva e quanti recuperare dagli Specialisti attivati nei round precedenti.
I Dischi così acquisiti vanno sulla plancia del giocatore e sono effettivamente spendibili (a differenza di quelli nella riserva).
Per completezza, il tracciato Tecnologia indica la velocità della nave e quanto può spingersi in profondità (ecco il perché della mia interpretazione come batiscafo).
Strategia in partita: obiettivi comuni, Sonar, Conservazione e Diario
Penso di avere fornito sufficienti elementi per raccontarvi come mi sono comportato.
Quello che intuisco è che la maggior parte dei punti dipenderà dal soddisfacimento di 3 obiettivi comuni: quante azioni Sonar, Conservazione e Diario farò.
Questo sia in termini assoluti, sia rispetto agli altri giocatori (con un sistema di maggioranze, se vogliamo).
Sono azioni, come detto in precedenza, che richiedono un’interazione con la mappa e che fanno usare un ulteriore Gettone Azione, che rimane per l’appunto sulla carta Oceano dove si è svolta l’azione.
Occuperanno in questo modo lo slot, che non sarà mio disponibile, e il Gettone Azione sarà perso per sempre.

All’inizio della partita, sono un po’ spaesato. Abissi Marini permette 4 azioni, ma non tutte sono sempre possibili, sia per la disponibilità degli Specialisti sia per la posizione della nave nell’oceano.
Senza sapere né leggere né scrivere, eseguo un’azione Sonar. La zona di mare dove tutti partiamo ha infatti 3 slot liberi per questa azione e noi siamo 4: meglio non perdere tempo.
Questa azione permette di aggiungere tessere Oceano all’area di gioco: ne peschi due e ne scegli una.
Il vantaggio di questa azione è che dà un bonus istantaneo, generalmente un avanzamento sui tracciati Qualità.
Cerco di massimizzare la Reputazione per andare a caccia di Specialisti migliori.

Diario: utile, ma all’inizio era un lusso
Esauriti gli slot Sonar, si potrebbe scrivere il Diario. Come il Sonar, richiede un’interazione con la mappa e quindi la spesa di un disco.
Si prende una carta Diario dalla vetrina, che ha un costo in punti Ricerca. In linea di massima dà un beneficio al giocatore che esegue l’azione, ma anche a tutti gli altri.
Ok, troppo dispendiosa al momento. Mi sposto.

È così che ci sparpagliamo e Fabio si posiziona in una tessera con diverse azioni Conservazione disponibili. Tra l’altro hanno dei collegamenti, che non sto a spiegare, ma che permettono combo.
Continuo con la mia politica di azioni Sonar in una parte di oceano che lo permette e che vedo non essere presidiata.
Aggiungo tessere, ma, ahimè, a profondità che il mio Tecnologia non mi permette di raggiungere.
Ecco che esaurisco questa possibilità, ma il problema non è solo questo.
Troppi Dischi, poca Coordinazione: il motore si inceppa
Avanzare sulla Reputazione mi fa assumere fior fiore di Specialisti. Capisco l’importanza dei Dischi e l’Ispirazione me ne fornisce un bel gruzzolo.
Ma il mio motore non gira.
Sono basso sul livello di Coordinazione, così che ad ogni Preparazione libero pochi slot dagli Specialisti.
Insomma, ho un sacco di punti azione in riserva, ma non ho la possibilità di spenderli, così accade per un paio di turni che faccio meno mosse degli altri.

Ho la sensazione che il tempo corra veloce e di non fare niente. Il primo round dura praticamente un minuto. Il secondo, vedi il problema sulla disponibilità degli Specialisti, poco di più.
C’è da dire che proprio mentre sto ingranando finisce la partita.
Credo sia proprio una caratteristica di Abissi Marini: all’avanzare dei round si migliorano ,le Qualità e aumentano le azioni che si possono fare.
All’inizio, però, soprattutto alla prima partita, i primi round possono essere inappaganti.

Scendere in profondità: velocità, Navi e nuovi spazi
Comunque poi trovo un paio di combo che sbloccano la situazione. In particolare, migliorando gli Specialisti, voltandoli cioè sul lato Senior, avanzo dove mi serve sulle track Qualità.
Trovo poi una tessera piena di slot Sonar e appena il mio Tecnologia lo permette scendo per arrivarci.
È Tecnologia un tracciato che avevo trascurato, ma con l’aumentare dei turni la mappa si allarga e mettiamo pure un complesso di grotte sulla seconda riga che in qualche modo richiede di “fare il giro”.
Ecco quindi che navigare più veloci ed avere Navi aggiuntive diventa una necessità.
Inoltre, saturiamo gli slot degli obiettivi sulla superficie, ed è quindi necessario scendere più in basso.
Le tessere Oceano sono divise in base alla profondità. Ci sono quelle per la prima riga, la superficie, fino ad arrivare alla quinta riga oltre i 400 m.
La percezione è che in profondità si nascondano bonus e spazi azione più golosi man mano che si scende. Non so se sia esattamente così, ma questo mi è parso.

Siti di Immersione: ricerca e bonus (con un pizzico di alea)
Posizionatomi bene sui Sonar, è il momento di lavorare anche sui Diari, che si pagano, come dicevo, con punti Ricerca. Alcune tessere Oceano hanno Siti di Immersione dove si impila il numero di token Immersione.
Sono pescati completamente a caso dalla piletta sulla carta, probabilmente l’aspetto più aleatorio di tutto il gioco.
Forniscono sempre Punti Ricerca e in genere un’azione bonus che può essere spesa nel proprio turno (cosa che mi ha dato una mano quando ero impallato all’inizio).

Punteggio e obiettivi: dove si fanno davvero i punti
Al calcolo dei punti la mia strategia ha premiato. L’iperspecializzazione di Fabio sulla Conservazione, costata anche tanti Dischi, gli ha fatto realizzare quella maggioranza, ma solo quella.
Luca sfortunatamente pareggia su più obiettivi, avendo così disperso energie.
Altri punti vengono anche dai segnalini Impatto che si possono posizionare sull’area dedicata nella Scheda Scenario. Hanno dato grosso modo gli stessi punti a tutti. Sembrano “punti occasionali” più che una reale strategia da perseguire.
Parte dei punti deriva anche dai livelli raggiunti nei propri tracciati Qualità.
In conclusione
Endeavor: Abissi Marini mi ha convinto. Ora non so se meritasse il KennerSpiel des Jahres 2025, ma ad esempio l’ho preferito a Faraway (che comunque gioco volentieri).
Non so neppure dire quanto sia aderente alla categoria dove ha vinto, dove mi aspetterei di trovare titoli più complessi.
Tuttavia, nel 2023 vinse Challengers! ed è comunque, quello dello Spiel, un ambito che ora non mi va di approfondire.
Interessante la vasta gamma di opzioni che offre.
I tre obiettivi mi sembrano tra loro equipollenti, così che ci possono essere diverse strategie che permettono di vincere.
A differenza, ad esempio, di Men-Nefer (gran gioco), dove bisogna scendere in profondità su due o tre tracciati, qui mi è sembrato necessario equilibrare sia le proprie Qualità sia le energie per il conseguimento degli obiettivi.

Materiali, prezzo e ingombro sul tavolo
Abissi Marini si presenta in un bel formato a un prezzo onesto e si può trovare anche scontato.
Plance dual-layer, tessere in vassoio e un sacco di segnalini con decal.
Davvero un’ottima realizzazione.
Rispetto ad altri giochi dello stesso periodo non serve un tavolone per giocarci. Gli spazi sono diventati risicati solo verso il quinto round, quando la mappa si espande.
Inoltre, alcune cose che occupano posto, proprio come il vassoio, si possono mettere da parte.
La scatola è di dimensioni eccessive per il contenuto?
Tema percepito: più esplorazione che salvaguardia
Se il tema è “salvaguardia” dei mari… quello mi è passato poco, ma potrebbe anche dipendere dallo scenario giocato.
La componente esplorativa, con la mappa che si costruisce turno per turno, senza casualità eccessiva, è stata davvero coinvolgente.
Inoltre, le carte Oceano sono tutte diverse tra loro sia in termini di slot per le azioni sia per gli spazi azione speciali. Tant’è che c’è un foglio riepilogativo che spiega nel dettaglio quelle un po’ più particolari.
Esplorazione e nautica mi sono arrivate forte.

Iconografia abbondante: serve aiuto
L’ampia libertà lasciata al giocatore si paga con un bel numero di icone.
Quelle dei tracciati, quelle delle azioni e quelle delle ricompense. Serve una pagina del regolamento solo per riassumerle tutte.
E ci sono poi le particolarità delle tessere Oceano. Informazioni ovunque, insomma.
Il rischio è di smarrirsi un po’, soprattutto all’inizio. Un player aid sarebbe stato gradito.

Partenza lenta e rischio stallo: come evitarlo
Abissi Marini parte lento. Bisognerebbe capire quanto è soggetto all’apertura e se ci sia un rischio reale che, se all’inizio sbaglio qualche mossa o vado a cozzare sullo stesso obiettivo di un altro giocatore, mi blocco ed è inutile continuare a giocare.
Chi, su BGG ad esempio, ha dato pareri negativi, spesso ha stallato in una situazione come la mia e non ne è uscito.
Al nostro tavolo non c’era una grande disparità né in termini di conoscenza del gioco né in esperienza nei giochi da tavolo. Ok, torni a casa con la sensazione che avresti potuto fare meglio, ma non ti senti frustrato.
Bisogna fare attenzione a quello che fanno gli altri e combinare bene “il gioco dei Dischi”. Quest’ultima attività può essere prona alla paralisi da analisi.
Longevità e voglia di rigiocarlo
Rigiocherei volentieri a Endeavor: Abissi Marini. Mentre mettevamo in ordine il gioco, ho letto lo scenario 2. Già mi sembra aggiungere nuove regole e qualche twist.
Una sera di queste mi piacerebbe giocarlo








