One Small Step: la Corsa allo Spazio fra USA e URSS

Lo abbiamo più volte detto: One Small Step è uno dei giochi che attendevamo di più in questo periodo.
Da quando vedemmo il banner allo stand di Fever Games a Play 2021?
No, da prima, da quando abbiamo visto qualche file che Emanuele ci propose mesi in anticipo.

Tempo di lettura 9 minuti

One Small Step, dovrebbero saperlo tutti, è una  parte della celebre frase che Neil Armstrong disse scendendo dal LEM.
Come su tutte le questioni che riguardano l’allunaggio, anche la frase di Neil è oggetto di controversia.
Ci aspettavamo fosse una delle più celebri frasi di tutti i tempi, invece pare di no.
Per quanto ci riguarda oggi, parte di quella frase è il titolo del gioco che andiamo a presentarvi.
Alle conclusioni diverse considerazioni da chi ha macinato giochi ad ambientazione spaziale e lo Spazio vero.

Per chi va di fretta
  • Un eurogame sulla Corsa allo Spazio
  • Due tipi di lavoratore: Ingegnere e Controllore
  • Interessante la sfida a squadre: ogni giocatore gestisce un dipartimento
  • Non scende nel dettaglio della fisica, ma premia la pianificazione
  • Molto realistico

One Small Step
di James DuMond, Gunter Eickert e James Schoch
Fever Games

Per 2 o 4 giocatori. Età 14+

Durata: 60 – 90 minuti
Costo: lo trovate su Get Your Fun


Tutto quello che serve per l’epica sfida URSS contro USA

Non l’abbiamo ancora detto, ma lo saprete già o lo avrete intuito.
One Small Step ci porta alla Corsa allo Spazio che vide protagoniste Unione Sovietica e Stati Uniti.
La conquista della Luna da parte americana decretò la fine della gara, con appunto la vittoria della NASA, l’agenzia spaziale statunitense.
Va da sé quindi che sul tabellone serpeggi un tracciato che dalla Terra arriva alla Luna.
Negli step intermedi troviamo token coperti che non svelano il punteggio che offrono a chi li raggiunge per primo.
Solo il primo allunaggio, ovviamente l’ultimo token, è noto valere 7 punti, un bel gruzzoletto.

Quando Kennedy annunciò che un uomo sarebbe andato sulla Luna entro il decennio, lanciò davvero il cuore oltre l’ostacolo.
Prima di iniziare il viaggio verso la Luna ci sono tante competenze da acquisire.
Le carte Missione ce lo ricordano e il lancio di satelliti permette di fare esperienza

La strada per la Luna è lunga

Quando entrambe le superpotenze iniziarono a cimentarsi in questo confronto indiretto, avevano poca esperienza.
Anzi, forse nulla, sul volo spaziale.
Le prime basi di missilistica si fondavano sulle V2 sequestrate dopo la caduta della Germania Nazista e al reclutamento di ex scienziati del Reich, fra i quali lo stesso Von Braun.
Ecco perché il gioco ha un mazzo di carte marroni diviso in tre parti.
Ogni Nazione ha il suo personale (Mazzo Missioni Equipaggio) dal quale attingere, più uno comune sul tabellone (Mazzo Missioni Satellite) .
Sono le missioni sperimentali, o intermedie, che permettono alle agenzie di fare esperienza, all’inizio, allungarsi verso la Luna, poi.

L’unboxing di qualche giorno fa

Tecnologie e Scienza, ma anche singole menti brillanti

Le carte verdi (Carte Evento) sono invece tutte impilate in unico mazzo, ma divise per Ere.
All’interno si trovano sia le tecnologie da sviluppare (Carte Sviluppo) che i personaggi, astronauti, a cui ricorrere durante la partita (Carte Personale).
Sebbene gli Sviluppi siano istantanei (pago, traggo beneficio e scarto), gli Astronauti e Cosmonauti rimangono con noi. L’importante è non averne più di tre nella propria Agenzia.

Non è tutta poesia

Tecnologie, Missioni preliminari…ma chi paga?
La domanda è corretta. Nonostante l’epopea dello Spazio sia quasi romantica, nel senso ottocentesco del termine, è alimentata più prosaicamente da risorse.
One Small Step vanta 9 tipi di risorse differenti, divise in tre gruppi.
Le prime tre risorse, con pittogramma bianca, sono quelle proprie dell’Agenzia. Potremmo dire economiche.
Sonon infatti Personale, Finanziamenti e Materiali che l’Agenzia mette a disposizione di tasca proprio per il progetto.
Razzi (intesa come Propulsione a Razzo), Navigazione e Sensori sono tutti sottosistemi dal pittogramma rosso che servono per costruire i vari veicoli. Sono le Risorse Satellite.
Alla fine c’è, in nero, tutto quello che guarda la parte di volo umano, o Equipaggio.
Ci sono le Capsule, per il rientro, i sistemi di Atterraggio, o ammarraggio, e il Supporto Vitale.
Ogni risorsa può essere sia nel formato “usa e getta”, sia permanente, che si ricarica a fine turno.

La plancia giocatore.
L’Agenzia ha in basso tutte le missioni pianificate, che possono provenire da diversi mazzi Missione.
Sulla sinistra c’è spazio fino a 3 astronauti: si attivano con una risorsa personale.
Il bordo in alto ospita le risorse a disposizione: quelle circolare sono usa e getta, quelle quadrate sono permanenti.
Basterà aspettare un turno per ricaricarle.

Ma cosa deve fare un giocatore?

Ogni Agenzia ha una sua plancia.
È utile per tenere in ordine le risorse accumulate e gli Astronauti ingaggiati.
Sono inoltre la sede dove riposano i 4 lavoratori che ogni Agenzia ha a disposizione.
Due sono Ingegneri, e si occupano della parte squisitamente tecnica della questione spaziale.
Gli altri due sono Controllori e hanno in carico l’aspetto più relativo alle bieche risorse economiche e a far sì che la Corsa allo Spazio faccia presa sull’Opinione Pubblica.
In basso alla plancia c’è posto per tre slot di carte Missione: T-2, T-1 e T0.
L’ultimo dei tre step indica che il giorno per lanciare la missione è arrivato.
Più tardi vedremo che significa.
Comunque avete già capito che ogni Agenzia è divisa in due Dipartimenti, Ingegneria e Controllo.
E’ questo il modo che porta One Small Step a essere giocato in 4, dove si divide la gestione dei Dipartimenti tra i presenti.

One Small Step non adatto ai neofiti? Cerchiamo di capirlo…

Il turno di One Small Step è articolato in diverse fasi, ben 7.
Potrebbe essere uno dei motivi che ha fatto alzare il peso del gioco su BGG.
Teniamo però conto di alcuni fattori.
Il regolamento, per iniziare, è pieno di esempi, uso di parole chiave e di riflessioni dell’autore per comprendere il senso di ogni azione.
A questo punto è più semplice capire cosa si sta facendo.
In secondo luogo, all’interno della scatola, trovate ben due fogli di supporto al giocatore.
Servono per ricordare sia le azioni disponibili che il significato delle icone.
Infine, e soprattutto, sono presenti due modalità di gioco, con una leggera differenza di difficoltà fra le due proposte.

Hidden Geroes: un’espansione all’interno della scatola che ricorda tutti coloro si sono sacrificati per il programma spaziale ma non sono balzati all’onore delle cronoche e della Storia

…oppure provate da soli

Sette fasi, dicevamo, come la plancia dell’Agenzia riassume.
Vedremo poi che, quelle salienti, dove interviene la scelta dei giocatori, sono di meno.
La prima ad esempio, simula lo scorrere del tempo, con le Missioni a bordo plancia che si spostano verso T0, il Lancio.
Lo stesso dicasi per la seconda fase, dove 4 carte Evento popolano il mercato comune sul tabellone.

Le Missioni Equipaggio sono in due mazzi divisi: uno americano e uno russo.
Sono indicate, nella colonna centrale, le Risorse richieste e sulla destra cosa si ottiene.
Ci sono due righe, perché si può puntare a due “categorie” di successo.
In caso di fallimento si applica quanto riporta la riga con la X rossa.
Non trascurate il trafiletto storico

Dopo un po’ di babysitting, si scelgono le Missioni

Si inizia a giocare nella fase 3, dove è presente la meccanica di gestione della mano.
Ogni giocatore pesca carte Missione e carte Evento dai mazzi, con compiti divisi se si gioca a squadre, ovvero con Dipartimenti divisi.
Ogni Missione finisce negli stalli di cui sopra, scelti dal giocatore, in attesa venga per loro il T0.
Fra le Carte Evento si nascondono le carte Personale che, se pescate, possono gratuitamente essere messe in campo.

La parte di piazzamento lavoratori.
Queste sono le azioni sulla Terra.
Ogni spazio permette un’azione da parte di un Ingegnere o un Controllore ed esclude ad altri lavoratori l’accesso

Il piazzamento lavoratori la fase centrale del gioco

Il piazzamento lavoratori è la fase centrale dell’intero One Small Step.
Abbiamo visto come il lavoratori non sia tutti uguali, ma abbiano una specializzazione.
Sul pianeta Terra ci sono 6 spazi, che permettono azioni differenti a seconda del tipo di lavoratore che inviamo.
In ogni caso, l’intero spazio non sarà più disponibile né per voi né per l’altra Agenzia (ci sono spazi “eccezionali”, ma vabbè).
Un altro modo, a volte più proficuo, è quello di porre il tipo di lavoratore richiesto su una delle carte Evento presenti nel marcato comune.
In questo caso, oltre a svolgere l’azione, a fine fase, quando tutti rientrano in Agenzia, le carte Evento usate in questo modo vengono con noi nella nostra mano.
Nella fasi successive si penserà poi, eventualmente, a giocare le carte Sviluppo, pagandone il costo.

Le carte Eventi sono divise in Tecnologia e Personale.
Entrambe si possono acquisire o pescandole o usando la loro azione quando sono nel mercato comune.
Il Personale è un bene duraturo,
La Tecnologia viene presa in mano e calata quando si vuole pagare il costo sulla destra.
Gli effetti sono una tantum e riportati nella prima riga.

Il legame fra Risorse e lancio di una Missione

E poi arriva il momento di risolvere le Missioni a T0, Lancio nella plancia.
Molto semplice.
Ogni missione indica quali risorse servono per portarla a compimento e quale beneficio si ottiene.
Si può anche strafare, puntando al Successo Maggiore: spesa più grande, gloria maggiore,
Se nel corso del gioco, per qual si voglia motivo, anche un sabotaggio avversario, una vostra missione è gravata da un Pericolo, sono dolori.
I Pericoli richiedono extra costi in risorse, non li conoscete fino al Lancio, e quindi sconvolgono la vostra pianificazione delle missioni.

Ogni dado permette di ottenere Risorse per una determinata categoria: Agenzia, Satellite ed Equipaggio

Sì, ma come ottengo le risorse?

Ci sono diversi modi. In linea di massima gli Sviluppi permettono di ottenere Risorse, così come piazzare Missioni a T-2.
E qui entrano in gioco i dadi.
I dadi sono tre, come i colori e le tipologie di risorse: il loro lancio, quando ci viene richieste, determina cosa portiamo nell’Agenzia.
Può essere che non sia proprio quello che serve per le Missioni pianificate o per gli Sviluppi abbiamo in mano.
Molto spesso la fase piazzamento lavoratori, soprattutto se inviati sulle “azioni sulla Terra”, permettono di barattare o spendere in altro modo Risorse che altrimenti ci sarebbero inutili.

In conclusione

One Small Step procede nel modo mostrato, che, per come raccontato, non include le regole avanzate.
Il gioco finisce con l’esaurimento delle Carte Evento o, più probabilmente, con la Conquista della Luna da parte di un giocatore.
Eventualità che non decreta istantaneamente il vincitore, ma sarà il tracciato dei punti che corre lungo i bordi del tabellone a farlo.
Dopo una lunga, forse troppo, vivisezione del gioco, passiamo a considerazioni di carattere personale.

Un foglio con nuove azioni copre il tabellone, nel caso si voglia gicoare alla versione semplifcata.

Chiarezza del regolamento

Ne abbiamo già parlato in un paragrafo dedicato.
Il gioco può sembrare complesso, ma il regolamento davvero vi prende per mano.
Molte pagine, poi, raccontano solo la visione dello Spazio in quel lasso di tempo che va dal lancio dello Sputnik e la missione di Armstrong e compagni (compagni potrebbe far fraintendere…).
Gli autori devono essere di quelli che ci tengono a non essere fraintesi.
Oltre ai singoli esempi troviamo proprio simulate le fasi di gioco più complesse.
Serve solo pazienza. Dopo qualche turno più lento, dove si prende confidenza con l’abbondante iconografia, il gioco corre.

L’opinione pubblica era importante nella Corsa allo Spazio.
Qui è proposto il tracciato Media, che permette di accedere a utili token bonus

Lo Spazio da un altro punto di vista

Leaving Earth fa perno sul concetto di progettazione di un missile, sfruttando il reale principio di stadiazione.
High Frontier, una volta eliminata la parte più fantascientifica, scende nel design delle traiettorie.
Anche molto spinto, come visto nel caso delle vele solari, sebbene lo traduca in un gioco con semplicità.
One Small Step, come si dice in gergo, ci porta a gestire concetti di ordine superiore.
Non siamo più ingegneri che fanno conti, ma lavoriamo, come giustamente riportato, a capo di un Dipartimento.
Quindi c’è da affrontare il problema del reperire le risorse, il personale e le tecnologie per arrivare sulla Luna.
Dobbiamo pianificare le attività col corretto ordine, per acquisire competenze.
Dobbiamo essere veloci, ma allo stesso tempo non fare il passo più lungo della gamba.
E’ insomma richiesto, seppure in modo semplificato e indiretto, lo sviluppo di un Development Plan.
Chi si occupa di ingegneria aerospaziale sa quanto sia importante quest’approccio in un programma spaziale.

Calarsi nello Spazio come era all’epoca

Ci sono molti detrattori dell’allunaggio (si veda Great Moon Hoax ad esempio).
Un ragazzo in terza liceo potrebbe smontare la metà delle teorie complottistiche.
Cosa forse più reale, ancora dibattuta, è che le scoperte scientifiche di quegli anni, rispetto alle risorse messe in campo, fossero abbastanza deludenti.
Come detto fin da principio, lo Spazio era un terreno indiretto dove dimostrare la propria supremazia tecnologica, che strizzava l’occhio a quella militare.
One Small Step lo traduce bene con il tracciato dell’opinione pubblica (Media).
Del resto fu proprio la scarsità di seguito del programma Apollo che portarono alla sua cancellazione.

Non tutto è pianificabile (escludendo anche i sabotaggi).
Le carte Pericolo ce lo ricordano

Il fattore alea

E ci risiamo. A qualcuno non andrà giù.
Le risorse vengono per lo più dai dadi e non sappiamo quale punteggio ci fornirà il prossimo passo verso il raggiungimento della Luna.
Ci sono poi i Pericoli.
Va accettato. Ne parlammo già nel video su Rocketmen.
Per quanto vogliate fare conti o che, non saprete cosa accadrà nello Spazio.
E anche al livello più elevato a cui si pone One Small Step, non sapete quali risorse siano reperibili con più o meno facilità.
Anziché piagnucolare fate un po’ di Risk Management e adattate il vostro piano di Missioni a ciò che avete.

Una piccola differenza nel setup, minima, ma ad esempio le carte Missione Equipaggio sono identiche.
Cambia l’ambientazione: i sovietici usavano i cani, gli americani gli scimpanzè.

Asimmetria fra Sovietici e Statunitensi?

Quasi impercettibile. Solo all’inizio sul tracciato Media.
One Small Step non è un gioco di simulazione, né tantomeno simulazione politica.
Come eurogame aspira ad essere bilanciato e dare a ciascun giocatore eque possibilità di vittoria.
Possono anche verificarsi scenari un po’ anti-storici. Dal momento che gli astronauti provengono da un mercato o da un mazzo comune, può accadere che Gagarin lavori per la NASA.
Va accettato, sebbene non piacevole.

Se volete acquistare questo gioco, vi consigliamo di rivolgervi a Get Your Fun.
Arrivarci attraverso questo link a te non costa nulla, anzi, ed inoltre aiuterai a sostenere Volpe Giocosa.

6 Aprile 2022

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