Paris – La cité de la Lumière : un gioco per due all’Esposizione Universale

Oggi non è la goornata adatta per parlare di Francia, ma Volpe Giocosa sa riconoscere le sconfitte.
Vi portiamo così a Parigi per un uno contro uno basato sul piano regolatore.
In realtà l’ambientazione di Paris – La cité de la Lumière è più romantica, sia per luci che per scelta del comparto artistico.

Tempo di lettura 4 minuti

Per essere precisi, abbiamo iniziato a giocare a La cité de la Lumière durante la fase calante del lockdown.
In quel contesto, come ricorderete, fu il momento per rispolverare giochi in solitario, cooperativi e, per i più fortunati, quelli per 2 giocatori.
Rientrando in quest’ultima cerchia, ci sedemmo al tavolino con al centro il fondo della scatola de La cité de la Lumière.
Almeno in questo modo abbiamo viaggiato.
Alle conclusioni vi raccontiamo cosa abbiamo visto.

Paris – La cité de la Lumière
di Jose A. Abscal Acebo
Devir Italia

Per 2 giocatori. Età 8+

Durata: 30 minuti
Costo: 25 eur


La circostanza

La cité de la Lumière è ambientato a cavallo fra l’800 e il 900.
Per i più esigenti siamo nel 1889, anno dell’Esposizione Universale di Parigi.
Per l’occasione di eretta la Torre Eiffel, che sarebbe dovuta essere un’opera provvisoria.
Questo gioco di Devir non si occupa di questo fatto, ma è più collegato all’elettrificazione dell’illuminazione stradale, altra conquista e simbolo di modernità.
A quel punto, chi vorrebbe una casa al buio?

Le Cartoline dell’epoca, vere opere d’arte, permettono di svolgere Azioni fuori dalla routine

Compattezza e altissima eleganza

Paris – La cité de la Lumière si presenta nella scatola quadrata dal lato più corto del normale, ovvero nel formato tipico per 2 giocatori (immaginate 7 Wonders Duel).
Il fondo della scatola non è accessibile perché ospita il tabellone di gioco, una sorta di griglia alla Santorini.
E’ la base di un quartiere di Parigi, dove ogni giocatore poserà i suoi Acciottolati.
Ogni tessera di questo tipo è suddivisa in quattro caselle che possono contenere un colore o un lampione.
I colori possibili sono quelli dei giocatori, blu o arancio, e il viola, colore neutro.
Triavate anche diversi segnalini, su cui sorvoliamo perché non essenziali a capire il gioco.
Le Pedine Edificio sono invece il fulcro de La cité de la Lumière.
Sono tessere tipo puzzle (sagomate alla Patchwork o New York Zoo, se volete).
Un segno di attenzione ai dettagli: non sono proprio piatte, ma l’edificio sopra disegnato è in rilievo.
Non è l’unico punto in cui l’editore ha curato i particolari.
Le Cartoline Azione, che permettono poi di compiere azioni speciali, sono fatte proprio come cartoline postali (si usano ancora?).
Sul retro hanno un’attrazione di Parigi, sul retro, la parte che dove di solito si scrivono i saluti, l’azione speciale associata.

 

Oltre che al colore, ogni giocatore è riconoscibile da un logo: sole o luna

Un gioco strutturato in due fasi

E’ ovvio che la maggior parte dei giochi si svolgano a turni, suddivisi poi in round.
Questi turni poi ciclano un certo numero di volte prestabilito o finché non si verifica una condizione di fine partita.
Il titolo del paragrafo indica che La cité de la Lumière è costituita da due fasi che non si ripetono e che sono distinte.
Riportando un po’ d’ordine, ogni giocatore prende i pezzi che gli competano.
Si tratta di 8 tessere Acciottolate e dei Camini, sostanzialmente, che serviranno poi per contrassegnare i propri Edifici.
Ci sono anche i gettoni per le Azioni a dirla tutta.

Carina la prima pagina del regolamento: un giornale dell’epoca

Creare la pavimentazione e recuperare Tessere Edificio

La prima parte del gioco permette due tipi di azioni differenti ai giocatori: piazzare le proprie tessere Acciottolato oppure prendere una Tessera Edificio dalla riserva, che sarà utile solo nella fase seguente.
Diciamo che lo scopo principale di questa parte, oltre pe l’appunto mettere da parte Tessere per la fase seguente, è quella ci creare una pavimentazione omogenea.
Sarà utile infatti avere una zona abbastanza grande del proprio colore, magari con qualche lampione confinante.
Il perché è presto detto.

Un foto “di studio” per capire come posare le tessere Acciottolato: notate i tre colori e i lampioni?

Costruire gli Edifici

Fatta la pavimentazione, si può costruire il quartiere. Ciò avviene attraverso le Tessere Edificio raccolte in precedenza, che devono essere costruite su caselle del proprio colore o almeno neutre.
Un Camino da posizionare sopra ricorderà chi ha messo l”edificio.
Potete anche usare i gettoni per attivare un effetto delle Cartoline Azione.
Cosa accade dipende da quelle sorteggiate, ma capite bene è un qualcosa che rompe gli schemi.

Tessere così sagomate le abbiamo già viste on altri giochi.

Come posizionare gli Edifici?

Il gioco è incentrato sulla costruzione degli edifici dove, nella prima fase, testualmente poniamo le basi per erigerli.
Il titolo del gioco, La cité de la Lumière, ci indica proprio la logica che dovremmo adottare, intimamente connessa al modo di fare punti.
Un Edificio è più proficuo, in termini di classifica, quanto più è illuminato.
Ogni lampione dell’Acciottolato illumina le quattro caselle ortogonali. Il vostro edificio prenderà punti in funzione della sua dimensione e di quanti lampioni “vede”.
Ci sono anche altri premi, ma soprattutto un malus per le Tessere Edificio rimaste in mano: uno stratagemma per evitare bulimia alla prima fase.

Un’altra immagine di studio per mostrare un Edifico, del giocatore arancione, illuminato da due lampioni

Un gioco semplice?

Se andiamo su BGG, La cité de la Lumière ha un peso baso, circa 2.
Tra l’altro, nonostante ciò, ha un voto alto.
In effetti, se badiamo solo al regolamento, il gioco è molto lineare: pavimento, edificio, luce e qualche abilità speciale.
Padroneggiare La cité de la Lumièreè assai diverso, soprattutto se include la variabile cartoline.
Non si capisce fin da subito quale sia il migliore puzzle da costruire nella prima fase e quale sia il numero corretto di Tessere Edificio da prendere.
Insomma, si gioca subito ma si impara col tempo.

In conclusione

Paris – La cité de la Lumière è un gioco per due giocatori di Devir.
C’è da dire che il comparto grafico è assai curato, richiamando lo stile Art Noveau visto già in Nova Luna.
L’apice lo raccolgono soprattutto le cartoline: opere d’arte.
Il gioco è racchiuso in poche pagine, confermando la facilità di intavolamento.
Quello che consigliamo e di giocarlo sempre con persone con pari esperienza.
Secondo noi, avere intuito un po’ come muoversi nei quartieri parigini, dà un notevole vantaggio.
L’autore fa con La cité de la Lumière un’ottimo lavoro, creando un titolo Patchwork strategico.

Se volete volare a Parigi ai tempi dell’Esposizione Universale del 1889, Get Your Fun ha questa macchina del tempo.

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