¡No Pasaran!: la storia dietro la grafica

Dopo avere letto il comunicato, che Studio Supernova rilasciò in concomitanza della Festa della Liberazione, e dopo aver visto una copia a Play 2022, oggi finalmente abbiano una scatola di No Pasaran.
Un gioco che, proprio per queste anticipazioni, attendevamo da un po’.
Siamo pertanto lieti di avere in anteprima una scatola di questo gioco che uscirà ad Ottobre 2022.

Tempo di lettura 3 minuti

Abbiamo già fatto diverse partite, in particolare usando il regolamento “generico”.
Come vedrete nell’unboxing, infatti, No Pasaran ha sia una modalità di “gioco libero” che a campagne.
Tuttavia è ancora presto per presentarvelo.
Ci possiamo quindi limitare ad un più semplice unboxing, con qualche spiegazione di massima.
Più che altro, particolare che ci ha colpito, ci premeva fin da subito contestualizzarlo storicamente.

Ecco l’unboxing di No Pasaran (in un formato sperimentale)

Un manuale che spiega il gioco due volte

No Pasaran è abbastanza semplice. Su BGG il peso è circa 2.0.
Bisogna prendere soprattutto confidenza con le fasi e cone le due azioni che i maquisard hanno a disposizione: andare in avanscoperta e attaccare l’obiettivo prescelto.

A caldo: cosa ci ha colpito di No Pasaran

Come scrivevamo, la nostra esperienza di gioco è limitata.
Possiamo solo darvi una prima impressione, anche proprio relativa all’unboxing e alla lettura del regolamento e del libretto delle missioni.

1 – Una buona ambientazione storica

Generalmente, se ne parla anche nel video, nella scuola dell’obbligo e alle superiori si parla della Guerra Civile del ’36.
Le Brigate internazionali, l’appoggio su fronti diversi di Germania-Italia e Unione Sovietica, fino ad arrivare al collegamento con Picasso e Guernica.
Poco si studia circa il ritorno dei partigiani repubblicani dalla Francia, dove combattevano nella resistenza durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ecco da dove viene il nome “maquis”, usato per i partigiani francesi.
Il libretto delle missioni dà qualche spunto sull’argomento (a parte forse un passo ambiguo nel regolamento): il giocatore interessato avrà tutti gli elementi per approfondire.

2 – Una grafica davvero eccellente

E’ l’elemento che secondo noi che fa avvicinare alla scatola un po’ tutti, appassionati del genere e non.
Il comparto grafico è curato da Albert Monteys (che rivedremo, speriamo a breve, in LUNA Capital).
Ogni personaggio, che sia un maquis o un fedele di Franco, è ben rappresentato.
In particolare è interessante come viene raffigurato lo stesso partigiano quando è sotto copertura, quindi intento a svolgere attività civili, da quando combatte allo scoperto.
Anche gli scenari delle carte missione non sono da meno: acquerelli pregevoli.
Per completezza gli autori sono: Trevor Benjamin, Roger Tankersley e David Thompson.

3 – Un gioco, terribilmente, realistico

No Pasaran adotta un sistema di punteggio beat your score.
Significa non c’è un obiettivo finale o un nemico da sconfiggere.
Ad un certo punto, perché raggiunto un numero di turni prestabilito ad esempio , si contano i punti e si vede in una tabella come ci siamo comportati.
Un classico, se vogliamo anche banale.
L’aspetto interessante di No Pasaran è che, se vogliamo in un’ottica push your luck, non c’è un evento che triggera la fine del gioco.
Sarà il giocatore stesso a decidere quanto fermarsi e porre fine alle ostilità.

Non potete vincere

Oltre a essere una buona idea per sdoganare meglio un insipido beat your score, questa scelta ha anche una valenza di ambientazione.
Effettivamente i maquisard spagnoli non rovesciarono il regime di Franco, che morì di morte naturale nel ’75.
Ad un certo punto il movimento si sciolse, o come altri movimenti clandestini, si frantumò in schegge che operarono su scala ridotta o con diversi propositi.
Quindi, estremizzando come facemmo per gli scacchi in altro contesto, in No Pasaran non potete vincere.
Ma così andarono le cose.

4 – Tutta l’asprezza della guerra civile

Chi scrive è una persona che è nata e cresciuta su una cittadina lungo la Linea Gotica.
Gli eventi di quelle terre sono ben riportati nel gioco di Serafini Resistenza!, dove lo stesso autore ci raccontò la ricerca bibliografica alle spalle.
In No Pasaran abbiamo trovato qualcosa di simile.
Nel mazzo dei Maquis si infiltrano Spie governative, con lo scopo di sabotare i guerriglieri.
E’ noto come anche nell’Eccidio di Vinca, ad esempio, i nazifascisti furono aiutati da gente del luogo.
Il coinvolgimento di civili, cioè né partigiani né soldati, è presente anche in No Pasaran.
La controguerriglia, se sopravvive agli attacchi, si rifà sulla popolazione inerme.
Qualcosa, che se riflettiamo, prende allo stomaco, un po’ come accadeva in This War of Mine.
Come parlavamo con Riccardo Masini, non qualcosa di sadico, ma di educativo, e forse intrinsecamente meno violento che trucidare zombie.

In conclusione

Buona l’impressione di questo No Pasaran all’apertura della scatola e dopo qualche prima partita.
Ricordiamo che l‘intento del video era quello d vedere la grafica delle carte, utilizzando un format diverso da quello precedente.
D’altra parte, la nostra voglia di raccontare e la curiosità storica, ci ha fatto spendere qualche minuto per contestualizzare il gioco.
L’appuntamento è, fra qualche settimana, per un eventuale gameplay, o comunque per il nostro tipico articolo di approfondimento.

Qui di seguito vi proponiamo una lista di giochi che possono piacerti se hai gradito l’articolo.
Attualmente No Pasaran non è in pre-ordine: quando disponibile metteremo il link.
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4 Agosto 2022

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