Button Up!: 9 bottoni per un gioco

Button Up!, in Italia per Ghenos, è un gioco estremamente minimal. L’ennesima prova se vogliamo, che basta davvero niente, in termini di materiali, per fare un buon gioco.

Tempo di lettura 4 minuti

Probabilmente la nostra affermazione è vera se l’autore è, ad esempio, Bruno Cathala.
E comunque sarebbe ipocrita dire che non siamo colpiti dai meeple di New York Zoo o dalle miniature di Dungeonology.
Alle conclusioni per ricucire i bottoni di questo gioco astratto.

button-up

Button Up!
di Bruno Cathala
Ghenos

Per 2 giocatori. Età 8+

Durata: 15 minuti
Costo: 5 euro


Nove bottoni e qualche tessera

La scatolina quadrata di cartone di 10 cm è molto carina, con dei bottoni in abiti da generali ottocenteschi.
Il gioco è incentrato, come da titolo, sui bottoni.
All’interno trovate 9 bottoni grandi, divisi equamente fra bianchi, rossi e neri.
Sono delle dimensioni e della foggia di quelli che si usano per i cappotti invernali.
Uno ziplock contiene bottoncini piccoli, tipo quelli che si usano per i polsini della camicia, per intenderci. Sono semplicemente dei segnapunti.
Se volete ci sono degli adesivi per dare una personalità ai bottoni grandi.
Carini, ma noi non li abbiamo usati preferendo rimanere fedeli allo stile miminal.
Ci sono anche due tessere di cartone, tipo sottobicchieri da pub.
Il loro scopo è semplicemente di ricordare a ciascun giocatore il colore dei “suoi” bottoni.
Un terzo cartoncino, un disco rotondo, servirà per organizzare il piano di gioco e sopra è sintetizzato il regolamento.

Un "sottobicheire" a testa, per ricordare il proprio colore

Un “sottobicchiere” a testa, per ricordare il proprio colore

Una battaglia fra Bottonaparte e Von York Buttonburg

I buffi nomi dei due contendenti non escano mai fuori dal regolamento.
Intendiamo dire che Button Up! è un gioco completamente astratto.
Si prova a parlare di guerra fra bottoni, con adesivi e grafica che provano a farcela, ma sinceramente l‘ambientazione non è percepibile.
Anche perché Button Up! è un gioco dal regolamento semplice (1.13 su BGG), ma che richiede impegno e quindi ci si concentra sul gioco.
Se avete letto l’articolo di Triad, per fare un esempio, capirete quanto ci interessano questi giochi.

La disposizione iniziale del gioco. Il disco al centro ricorda le regole

La disposizione iniziale del gioco. Il disco al centro ricorda le regole

Una meccanica semplice, una strategia complessa e matematica

Dicevamo come il regolamento sia semplicissimo.
Vedrete però che ci incasineremo tantissimo nel spiegarlo, mentre se fossimo lì con voi basterebbe davvero un minuto.
Posto al centro del tavolo il disco rotondo, si dispongono attorno i 9 bottoni grandi in ordine casuale.
Tecnicamente quelli bianchi sono le spie, quelli rossi sono soldati di Bottonaparte, mentre i neri di Von York Buttonburg.
Il primo giocatore deve scegliere una pedina bianca e posizionarla sulla successiva in senso orario.
La gestualità non è diversa dall’impilare le pedine della dama.
Nei turni successivi, il giocatore deve sempre prendere in mano una pila che contenga almeno una pedina bianca.
Fatto ciò ne “semina” una alla volta sulle pile successive.
Se ci sono meno pile che bottoni da distribuire, gli ultimi bottoni finiscono sull’ultima pila.

Ci sono anche degli adesivi per dotare di personalità i bottoni. A noi sono piaciuti così

Ci sono anche degli adesivi per dotare di personalità i bottoni. A noi sono piaciuti così

Contare come ci si è classificati nella pila finale

Se seguite le indicazioni di cui sopra, che sintetizzano buona parte del regolamento, otterrete un’unica pila con nove bottoni.
Si contano quindi i punti. Chi ha il bottone del proprio colore in cima guadagna 9 punti e si scende fino all’ultima posizione, alla base, che vale solo 1 punto.
Si fa un bilancio e si va avanti con un altro round fintanto che un giocatore raggiunge 15 punti.

La pila di sinistra

La pila di sinistra contiene almeno un bottone bianco. Il bottone in bianco alla fine andrà sul primo bottone nero, il rosso su quello bianco e il primo sull’ultimo nero

Semplice? Sì, ma dovete prenderci confidenza

Capito il regolamento, spiegato assolutamente meglio di come lo abbiamo fatto noi, abbiamo giocato subito.
Del resto che ci vuole, basta impilare bottoni. Giusto?
Manco per niente.
E’ molto difficile trovare una relazione fra le proprie mosse e quello che si ottiene.
Insomma, all’inizio avete 9 bottoni sparpagliati e dovete capire come avere la posizione migliore nella pila finale.
Come abbiamo provato a spiegare, i bottoni della pila che prendiamo in mano si sparpagliano a loro volta.
Aggiungiamo il fatto che non tutte si possono muovere, dal momento che serve un bottone bianco per farlo.
Conviene quindi “preparsi” per i turni successivi?
Tutto questo non facilita certo la pianificazione, in un gioco a informazione completa e perfetta che non nasconde quindi niente.
Morale della favola?
Abbiamo brancolato nel buio per diverse partite per capire come muoverci.
Questo sicuramente è un punto a favore del gioco, che aumenta così la sua longevità.
Il regolamento mette in guardia i giocatori, dando alcuni consigli. Solo questione di avere pazienza insomma.

Da quest'immagine il gioco può semrare solo in lingua straniera. In realtàè ovviamente indipendente dalla lingua e fra il cellophane e la scatola c'è il regolamento in italiano

Da quest’immagine il gioco può sembrare solo in lingua straniera. In realtà è ovviamente indipendente dalla lingua e fra il cellophane e la scatola c’è il regolamento in italiano

In Conclusione

Botton Up è un gioco astratto in Italia per Ghenos.
Come altri giochi, Triad e Seconda Chance, il suo punto di forza è l’idea.
Come Tetris fu un videogioco che innalzò agli altari la giocabilità, questi giochi fanno lo stesso nel mondo dei giochi da tavolo.
La scatolina infatti contiene sostanzialmente solo bottoni, non diversi da quelli comprati in merceria.
Non correte nella più vicina a casa vostra però. Il gioco non vale la candela, visto il prezzo della scatola.
Dietro un gioco così minimal, la community di capoccioni di BGG non gli dà la sufficienza.
Abbiamo già visto però come girano le cose su quel sito e come sia probabilmente affetto da bias cognitivo.
Secondo noi offre un’esperienza interessante, un piccolo cammeo di ingegno.

Bottoni impilati: 14 punti al rosso e 17 al nero. 3 punti totali al nero per questo round

Bottoni impilati: 14 punti al rosso e 17 al nero. 3 punti totali al nero per questo round

Amanti dell’astratto di tutte le età

Non metteremo il logo delle volpine giocose a Button Up per non trarre in inganno i  nostri lettori.
Siamo di fronte ad un gioco adatto a tutte le età. Per la sua natura, un po’ come gli scacchi, ci possono giocare i bambini all’oratorio oppure grandi campioni a Reykjavík.
Probabilmente la molla per amare Button Up è l’interesse verso i giochi astratti e la pazienza per prendere confidenza col gioco.


Come dicevamo inutile recarsi in merceria per fare scorta di bottoni. A parte essere un discorso di onestà intellettuale, Get Your Fun ve lo tira praticamente dietro.
Conviene prenderlo prima che esauriscano le copie.

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