Tiny Epic Galaxies: colonizzazione planetaria in formato pocket

Andiamo a esplorare ancora giochi di piccola taglia, tiny (minuscolo) addirittura.
In questo gioco dovremmo gestire il nostro impero e inviare astronavi a sfruttate e colonizzare pianeti.
Avventuriamoci quindi nell’esplorazione di Tiny Epic Galaxies, un “gestione dadi” in Italia per Giochix.

Tempo di lettura 6 minuti

Non siamo certi si da catalogare come un “gestione dadi”. Fatto sta che nella scatola ci sono e servono per avviare le azioni in ciascun turno.
Tra l’altro, come vedremo, potremo intervenire anche nel turno avversario sfruttando i suoi dadi.
L’obiettivo del gioco è diventare l’Impero più potente, ovvero quello che per primo raggiunge 21 punti.
Sarà il vostro?

Per chi va di fretta
  • Un gioco che parte lento e poi accelera
  • Il lancio dei dadi ci indica che azioni sono possibili
  • Il nostro Impero evolve, consentendoci più dadi e Astronavi
  • I Pianeti si conquistano con un racing game su un loro tracciato
  • E’ prevista una modalità solitario

Tiny Epic Galaxies
di Scott Almes
Giochix

Da 1 a 5 giocatori. Età 13+

Durata: 30 minuti
Costo: verificate il prezzo aggiornato su Get Your Fun


Anche qua entriamo un po’ in polemica con l’età minima, probabilmente imposta all’editore da qualche normativa.
Il gioco è semplice: lancio il dado, faccio l’azione, ne raccolgo i frutti.
L’argomento è alquanto “neutro”, per cui, secondo noi, si può proporre anche a giocatori più giovani.

Tutto veramente tiny

La scatola del gioco è molto piccola, tipo quella delle carte da ramino, rispetto al gioco che contiene all’interno.
Non ci riferiamo ai materiali, ma proprio al gioco strategico in sé.
La confezione infatti ospita davvero per lo più carte. Alcune riportano i Pianeti, mentre altre sono Missioni Segrete.
Per lo più sono 63.5 x 88 mm, amanti delle bustine.
Se i Pianeti formano un “territorio comune”, ogni giocatore ha invece la propria Missione Segreta che sceglie ad inizio partita tra due.
Alcuni giochi propongono una plancia giocatore. In Tiny Epic Galaxies è stata sostituita dalla Carta Galassia che svolge la stessa funzione.
Riporta tutti i tracciati che nel gioco andranno aggiornati, a seconda dei miglioramenti che il nostro Impero otterrà o delle risorse che riesce ad immagazzinare.
Allo scopo ci sono diversi token in legno con forma e adesivo differenti per distinguerli.
Cultura ed Energia sono le risorse di Tiny Epic Galaxies, mentre il segnalino Impero tiene traccia del livello raggiunto.
Carini i meeple-Astronave. Due sono disponibili fin dall’inizio, gli altri si sbloccano con il miglioramento dell’Impero.
Ci sono poi 7 dadi “speciali” a 6 facce, come citato nell’introduzione.

Le Astronavi meeple: l’elemento sornione di Tiny Epic Galaxies

Un gioco di colonizzazione

In qualche modo, data la semplicità del gioco, la spiegazione del contenuto in qualche modo fa intuire dove si vuole andare a parare.
Ogni giocatore parte quindi con una piccola riserva di Cultura ed Energia e due Astronavi pronti a volare.
Nel suo turno lancia i dadi che, spendendo qualcosina, possono essere rilanciati se non ci piacciono.
Ci sono anche altri modi per “addomesticare” i risultati, ma non scendiamo nel dettaglio.
Fatto sta che si giocano uno alla volta posizionandoli sulla Carta Comando, giusto per tenerli in ordine.
Difatti l’azione che consentono dipende proprio dal dado stesso.

Pronti alla colonizzazione.
Tutto ordinato sulla carta, con un ottima ergonomia dei tracciati.
Attenti a movimenti bruschi.

Pronti “all’esplorazione di strani, nuovi mondi”?

La cosa più banale è inviare una propria Astronave su un Pianeta.
Potrà atterrarci sopra oppure mettersi in orbita attorno ad esso, ovvero porsi all’inizio del prima casella di u tracciato proprio di quel Pianeta.
L’eventuale Astronave in orbita avanza nel suo percorso sempre “spendendo” opportuni dadi.
Raggiunta la fine del tracciato, magari vincendo una corsa con Imperi avversari. si porta a casa il Pianeta.
Oltre ad archiviare punti, consentono nuove azioni. Una faccia del dado permette infatti di attivare queste azioni, una delle quali è già disponibile sulla Carta Galassia.
Poco fa si parlava di Cultura ed Energia. Anche qui siamo in mano ai dadi.
Alcune facce permettono di drenare dai pianeti su cui poggia una nostra Astronave queste risorse, aggiornando di conseguenza il tracciato sulla carta Galassia.

Attraverso il lancio dei dadi si determinano le possibili azioni.
Per chi odia l’alea: c’è la possibilità di mitigare i risultati

Mai abbassare la guardia

E’ facile che un gioco come Tiny Epic Galaxies possa diventare “un solitario di gruppo”.
L’impressione iniziale, infatti, è che ognuno gestisca la sua Carta Galassia cercando di recuperare come può le risorse.
Come abbiamo visto, una strada verso la vittoria è quella di accaparrarsi le carte Pianeta arrivando per primi alla fine del loro tracciato.
C’è da dire che non potete fare nulla per ostacolare i vostri avversari. Il risultato è quindi un’interazione indiretta.
Tuttavia, sempre come detto nell’introduzione, si può giocare nel turno avversario.
Spendendo un punto Cultura si possono applicare gli effetti di un dado lanciato in un turno avversario alla nostra Carta Galassia.
Una buona scelta di design da parte dell’autore per evitare punti morti.

La Scatola mostra diverse personalità…e difficoltà.

Una valida esperienza in solitario

Tiny Epic Galaxies si gioca anche in solitario.
Se nel gioco “standard” l’interazione è sottile, e limitata per lo più all’aspetto racing game, qui c’è qualcosa di più.
Una faccia del dado, per intenderci quella che consentirebbe Azioni Speciali, in realtà è un attacco diretto della Scatola al giocatore.
Per il resto funziona tutto in modo abbastanza simile a quanto già visto.

Ad inizio partita ci sono propsoti due Obiettivi Segreti: ne dobbiamo scegliere uno

Un gioco che parte lento per poi accelerare

Ci è parso un gioco che parte lento, piuttosto lento.
All’inizio lanciate solo 4 dadi e avete solo 2 Astronavi. Come visto alcune facce dei dadi permettono di sfruttare le Astronavi che sono atterrate od orbitano intorno ad un Pianeta.
Se i vostri veicoli dormono ancora nella vostra Carta Galassia, il dado andrà perso (modificatori a parte).
Ecco, in generale, soprattutto nei primi turni, il mismatch fra cosa permettono i dadi e cosa effettivamente posso fare si sente.
Spendere risorse per far progredire l’Impero, permette poi di avere più Astronavi a disposizione e di lanciare più dadi, ovvero avere più azioni a turno.
La storia dei Pianeti colonizzati invece aggiunge più che altro varietà al gioco, dal momento che sono legate alle Azioni Speciali.
Il mazzo è ben nutrito, una quarantina di carte, che assicurano una discreta rigiocabilità.

I giocatori Verde e Giallo potranno ottenere cultura, visto che sono su quel pianeta.
Il Giallo compete con l’Azzurro sul tracciato dell’orbita. Oltre a ottenere Cultura, tramite l’apposito dado, chi primo arriva prende la carta e manda a casa tutti gli altri

Tiny? Sì, molto

Fummo sbalorditi, lo ricorderete, da One Card Dungeon. Un matto, con una scarpa e una ciabatta, aveva progettato un dungeon crawler.
La sensazione si ripresenta in Tiny Epic Galxies, anche se qua non siamo così ridotti all’osso.
L’unica cosa che avrebbe meritato un po’ più di spazio, magari tradendo parzialmente il concept, è la Carta Galassia.
Ospita 4 Astronavi e tre segnalini.
Combinare un pasticcio è un attimo.
D’altra parte la soluzione grafica introdotta per il tracciato Impero è molto intuitiva.
In base al livello raggiunto è immediato capire quanti Punti Vittoria abbiamo totalizzato e Astronavi e dadi disponibili.
La Missione Segreta aggiunge quel di più che ormai è un must have per molti giochi.

In conclusione

E’ da tempo che osserviamo Tiny Epic Galaxies.
Per meglio dire stiamo dietro da parecchio tempo all’intera, è il caso di dirlo, galassia Tiny Epic.
Già il nome è evocativo, col contrasto fra Tiny, che fa pensare a qualcosa di morigerato, ed Epic, qualcosa di grandioso.
Forse anche una sfida implicita nel nome: per fare qualcosa di epico serve per forza qualcosa di mastodontico?

I materiali ci hanno convinto

Il contenuto della scatola ci ha convinto, trovando al suo interno anche di più di quello che speravamo.
I token in legno ad esempio sarebbero potuti essere sostituiti dal classico cubetto, così come le Astronavi.
L’impatto sarebbe stato diverso.
Sicuramente una nota di merito per l’editore.

Il numero di Pianeti disponibile in vetrina, e colonizzabile da tutti, varia a seconda del numero di giocatori. E’ l’approccio con cui il gioco scala, sebbene all’inizio sia comunque largo per le poche Astronavi in giro. Poi diventa una rincorsa

Un gioco rilassante

Per quanto riguarda il regolamento, ci saremmo aspettati qualcosa legato allo scontro fra navi stellari.
Tiny Epic Galaxies invece non ha nessun elemento di wargame.
Detta così può sembrare un difetto, in realtà è una chiara scelta di design che punta ad un livello più basso di interazione.
Se volete è anche qualcosa di diverso, dove lo scontro fra navi stellari è qualcosa che abbonda nel mercato ludico.
Questo titoli di Giochix invece premia la strategia “indiretta” e una corretta gestione delle risorse, che non sono mai abbastanza.
L’interazione diretta, un po’ una sorpresa, la troviamo invece più marcata nella modalità in solitario.
La Scatola si diverte ad attaccarci direttamente, e, a seconda della sua Carta Galassia scelta ad inizio partita, ci infligge “danni” in modo diverso.
Cosa volete di più?

Se volete acquistare questo gioco, vi consigliamo di rivolgervi a Get Your Fun.
Arrivarci attraverso questo link a te non costa nulla, anzi, ed inoltre aiuterai a sostenere Volpe Giocosa.

4 Novembre 2021

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