The Thing: dal teleschermo al gioco da tavolo

Oggi parte un progetto Kickstarter a firma Pendragon Game Studio International: The ThingGli amici di Pendragon hanno già partecipato a diversi progetti Kickstarter.
In molti di questi si tratta di una collaborazione, come Domination.
The Thing è invece un progetto totalmente diretto dal drago bianco di Milano, come potete vedere alla pagina Kickstarter del progetto.
Un po’ come accaduto per Last Aurora, di cui parleremo a breve.
Chi volesse uscire dall’Avamposto 31 il prima possibile, corra alle conclusioni.

Trailer di The Thing – The Boardgame

 

L’ambientazione cinematografica

Non è il primo titolo ispirato ad un’ambientazione già esistente che Pendragon ci offre.
Abbiamo visto Breaking Bad e a breve uscirà qualcosa su Diabolik.
Forse Last Friday condivide un po’ quest’ambientazione horror.
Sì, perché The Thing è ispirato al film “La Cosa“, traduzione di The Thing appunto.
La Cosa, uscito nel 1982, è uno di quei film che le mamme non volevano si vedesse.
Se non l’avete visto, vi raccontiamo noi grossomodo la trama, senza rovinarvi il finale.

Scena emblematica del film

Scena emblematica del film

La trama di The Thing

In un base americana nell’Antartide, l’Avamposto 31 succede una cosa strana.
Un elicottero norvegese insegue un cane, un husky, per ucciderlo.
Finisce pure male, nel senso che il cane si salva ma i norvegesi no. E fin qui…
Dando un’occhiata alla base norvegese si scopre che è successo un patatrac: la base è deserta e ci sono reperti un po’ raccapriccianti.

Il cane al centro della scena

Per farla breve, mettendo in salvo il cane, i ragazzi dell’Avamposto 31 si sono messi in casa un alieno mutaforme che cerca di assimilare i membri della base prendendone il posto.
Accade così che non si sa capisce più bene chi sia un alieno e chi un umano.
Si inventano anche un test, un sierologico ante litteram, al fine di capire chi è un alieno.
Paranoia e sospetto reciproco, le parole chiave del film.
Bisogna assolutamente abbandonare la base, ma allo stesso tempo evitare che l’alieno assimili tutta la popolazione umana.

Ah…non vi sveliamo il finale del film, caricato di un concetto filosofico, che si può condividere oppure no.

Il successo del film

All’epoca questo film non è che ebbe tutto questo successo.
L’alieno mangia uomini era un po’ inviso al pubblico, che preferiva in quell’anno uno strappalacrime E.T.
Col tempo, come molti b-movie (film di “seconda fascia”) dell’epoca è stato rivalutato, con un remake nel 2011.
Per Wired è al primo posto della classifica del miglior uso di un lanciafiamme in un film. Pensa un po’…

E' pronto in tavola

E’ pronto in tavola

Come è stato trasposto il film nel gioco?

Diremmo fedelmente.
Il tabellone rappresenta le stanze principali viste nell’Avamposto 31. Ogni stanza non è fine a se stessa, ma è caratterizzata.
Il cibo sta in dispensa, i cani nel canile e i fusti di carburante nel Magazzino Sotterraneo.
Non finisce qui. Ogni stanza influenza il gioco, così come il meteo, ed è importante che le attrezzature chiavi funzionino.
Una descrizione probabilmente migliore di Fallout Shelter.
Il gioco inoltre riporta le principali fasi che abbiamo visto nella trama.
C’è un alieno nascosto, ci sono i sospetti e le accuse reciproche tra i giocatori.
Questi potranno compiere il famoso test del sangue, o uno un po’ più feroce con il lanciafiamme, l’icona di The Thing.
Non mancano poi armi ed equipaggiamento che danno una tinta splatter, tipica Anni 80.

E secondo voi vi lasciavamo senza miniature?

E secondo voi vi lasciavamo senza miniature?

Ma ora facciamo i seri: i 3 aspetti che ci hanno convinto

Appurato che The Thing ha le sue fondamenta nell’omonimo film degli Anni 80, mettiamo da parte l’ambientazione e vediamo il gioco come è costruito.

1. Azioni segrete

La partita si svolge in round con diverse fasi.
Senza scendere inutilmente nel dettaglio, probabilmente la chiave del gioco è l’azione nascosta.
Ogni giocatore gioca una carta e si posiziona in una stanza della base.
Ogni carta, coperta, riporta un’azione da compiere che finisce in mano al Leader di turno.
E’ lui che le riassegna ai giocatori.
C’è poi la possibilità di avere bonus cooperazione fra i giocatori o di usare le abilità speciali dei loro personaggi.
La cooperazione però è uno dei principali veicoli di contagio, in qualche modo.

2. Una fase di votazione

Tralasciando la fase degli incontri, interessante anche quella in realtà perché regola il passaggio dei Segnalini Contagio,  è interessante la meccanica che gestisce il Livello di Sospetto.
A un certo punto del round, un sistema simile a quello usato in Lupus in Tabula o The Resistance, permette ai giocatori di votare chi per loro è un alieno.
L’omonimo tracciato deve essere aggiornato in base alle accuse, con meccaniche dedicate per chi raggiunge il sospetto massimo e chi sta invece libero dalle accuse.
Infatti, i test che abbiamo descritto, permettono di rivelare la vera identità dei giocatori.

3. Come finisce il gioco?

Il gioco può finire in modi di diversi.
Gli Alieni vincono se gli umani schiantano, o dal freddo, o per mano degli esseri da altri pianeti.
Vincono anche essere riescono ad abbandonare la base.
Ricordate: lo scopo degli Umani è salvare l’umanità, non solo la loro pellaccia.
La meccanica che però ci è piaciuta di più è quella dell’Elicottero.
Questo veicolo deve essere chiamato tramite un S.O.S e attenderà i giocatori fintanto avrà carburante.
Quando è pronto a patire, i personaggi salgono secondo un certo criterio.
I successivi giocatori salgono a bordo solo se quelli già seduti sull’Elicottero li accettano, uno alla volta.
Se per errore si lascia un umano a terra o è stato salvato un alieno…beh…ci arrivate da soli.

I mostri sono davvero...mostruosi

I mostri sono davvero…mostruosi

Punti di attenzione

1. Serve un gruppo abbastanza numeroso

Dal punto di vista tecnico è un gioco a “ruoli nascosti“, dal momento che fin da principio si nasconderà un alieno fra il gruppo di giocatori.
E’ quindi un collaborativo, con gli umani che provano a salvarsi, mentre l’alieno prova a sabotarli, di nascosto, e a infettarli.
Capita questa meccanica, il numero minimo di giocatori, quattro, si giustifica da solo.

2. Bisogna sapere cosa fare

Il regolamento a pagina 2 è chiaro.
Se in un gioco standard c’è sempre la possibilità di un turno di prova o un consiglio, in un gioco a ruoli nascosti come questo non si può fare.
Ogni dubbio potrebbe palesare prima del tempo il ruolo di un giocatore, rovinando la suspence attorno al tavolo.
Ora, non diciamo che il gioco sia intrinsecamente difficile.
Tra l’altro il regolamento introduce un paio di semplificazione per i novizi.
Al momento è in inglese, ma il gioco sarà in italiano, anche.
E’ però importante che si siede al tavolo sappia bene in cosa consistano i diversi ruoli.
Un piccolo sforzo: il gioco è facilmente digeribile e le 24 pagine, come si direbbe all’asilo, hanno tante figure.
Sono insomma ricche di esempi e, magari con l’aiuto di qualcuno che conosce il gioco, dopo mezz’ora si parte.

Servono 42000€ per far partire il progetto. Dopo 40 minuti siamo già al 50%

Servono 42000€ per far partire il progetto.
Dopo 40 minuti siamo già al 50%

La campagna Kickstarter

E ora due righe su come portarvi a casa una copia di The Thing.
Ok, potete sempre dare un contributo “perchè credi in questo progetto”, ma meglio pagare 79€ per avere la copia intera con incluse le miniature dei personaggi.
Per i primi sostenitori, ovvero entro due giorni, in omaggio anche un dado speciale.
Il valore commerciale di questo ambaradan passa i 90€.
Per le spedizioni dovrete aggiungere 9€ e a dicembre 2021 avrete la vostra copia.
Ovviamente anche tutto il materiale bonus sarà compreso (stretch goals).

I personaggi, ognuno con abilità speciali

I personaggi, ognuno con abilità speciali

In conclusione

The Thing è un gioco di Giuseppe Cicero e Andrea Crespi, che abbiamo conosciuto per i giochi a tema spaziale (1969, Apollo XIII) ma anche per Pozioni Esplosive.
Un gioco di questo tipo necessita un piccolo test: farlo provare, o come in questo caso mettere in comune il materiale a disposizione, con chi conosce l’ambientazione e chi no.
Facciamo sempre così.
Infatti un possibile difetto, in realtà una caratteristica?, è che l’ambientazione prenda il sopravvento e diventi solo un gioco per fan di quel filone.
Ora, in The Thing c’è tutto ciò che serve per richiamare la paranoia e la suspence del film.
Anche gli elementi principali (cani, contagio, test e… il lanciafiamme) ci sono tutti.
Se però non avete visto il film, non avete necessità di vederlo per apprezzare questo titolo.

logoscatola

Non provato, ma non vediamo l’ora di farlo

Il gioco ci sembra funzioni bene, anche facendo domande e scovando esperienze dei beta tester in rete.
Altri giochi, proprio oggi, sono riproposti facendo leva sulla nostalgia.
The Thing no, secondo noi.
A metà della Redazione non piacciono questo genere di film, ma tutti sono egualmente incuriositi dal gioco.
Gli autori  usano meccaniche che hanno fatto la fortuna di diversi giochi.
Provatelo su Tabletop Simulator e vedete se fa per voi.

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