Helvetiq: un’intervista all’editore svizzero

Volpe Giocosa continua le sue interviste presentandovi Helvetiq.
Non che ci sia molto da aggiungere, a dire il vero. La società elvetica è già nota per suoi diversi titoli, disponibili anche nel mercato italiano.
Alizée, responsabile Internatonal Sales & Rights, ci ha informato di diversi cambiamenti ed evoluzioni della società.
Abbiamo colto l’occasione per conoscerci meglio.

Tempo di lettura 6 minuti

E’ stata l’occasione per fare qualche domanda a Hadi Barkat, fondatore e CEO di Helvetiq.
Abbiamo così potuto parlare della storia di quest’azienda e dei suoi progetti futuri.
Ne abbiamo approfittato per chiedere a Hadi qualcosa anche sull’attuale stato mercato dei giochi da tavolo.
Trovate tutto qui di seguito.

Hadi Barkat, fondatore e CEO di Helvetiq.
(credits: helvetiq.com)

Iniziare dal principio

Grazie Hadi per averci concesso questa intervista.
Vorremmo far conoscere meglio Helvetiq al nostro pubblico.
La cosa migliore, in queste circostanze, è partire dall’inizio.
Sappiamo che l’azienda è nata nel 2008. Puoi raccontarci qualcosa di quei giorni? Cosa ti ha spinto a fondare Helvetiq?
Nel 2008, mentre mi preparavo per un esame per l’acquisizione della cittadinanza svizzera, ho vissuto un momento di ispirazione mentre sottoponevo quiz ad amici svizzeri.
Chiaramente non sapevano tanto della Svizzera quanto avrebbero voluto: probabilmente, in effetti, avrebbero fallito l’esame.
Si sono fatti una bella risata ed io, in quel momento, ho dato il via alla creazione di un gioco divertente e interattivo sulla Svizzera.
Il gioco è diventato un classico e ha venduto oltre 40.000 copie solo in Svizzera.
La casa editrice è nata così, per caso.
La passione per i giochi e i libri ha aiutato a fare il resto.

Dalla Svizzera Helvetiq si è poi espansa in altri Paesi. In quanti e in quali paesi arrivate e in quali lingue pubblicate?
Helvetiq ha iniziato a proporre giochi sul mercato internazionale nel 2014.
Oggi siamo presenti in più di 35 paesi.
La maggior parte dei nostri giochi esiste in almeno dieci lingue e talvolta anche di più.
Il fatto divertente è che il nostro team parla quattordici lingue (ma non contemporaneamente…)

Helvetiq ha diversi prodotti nel catalogo, oltre ai giochi da tavolo. Cosa proponete oltre ai giochi?
Amiamo e pubblichiamo anche libri, letteratura per bambini e libri riccamente illustrati.
Presto inizieremo anche con le graphic novels.

Bandido è un gioco famosissimo.
Esiste anche un versione Covid-19

La linea editorial di Helvetiq

A che tipo di pubblico si rivolge Helvetiq? Giocatori occasionali o anche appassionati?
Sappiamo di mamme che portano i nostri piccoli giochi a una serata fuori al ristorante (ci è giunta voce anche a noi.. N.d.R).
Abbiamo notizie di giocatori che vogliono catturare il Bandido prima di andare a letto.
Sentiamo di altri che giocano a Team Up! come una forma di disintossicazione giocosa (il famoso detox di cui si parlava con Top Hat N.d.R) quando le cose nella vita diventano frenetiche.
Ci sono poi insegnanti a cui piacciono i nostri giochi perché sono divertenti e implicitamente matematici.

Che punti di forza vedete nei vostri giochi?
I nostri giochi offrono la possibilità di iniziare a giocare molto velocemente perché le regole sono semplici, ma comunque non banali.
Il design è moderno ed essenziale.
Di conseguenza, tendiamo ad attrarre giocatori occasionali, a cui piace “l’accesso rapido”, e giocatori più esperti, a cui piace l’aspetto “alternativo” dei nostri giochi rispetto a giochi più lunghi e complessi.
Siamo apprezzati anche agli appassionati di game design.

È inutile presentare uno per uno i giochi che hai nel tuo catalogo, dal momento che sono tutti piuttosto famosi.
Pensiamo ad esempio a Bandido.
Detto questo, qual è il titolo che vendi di più e perché secondo te?
La pocket line, la linea dei giochi tascabili, è un piccolo fenomeno. Bandido, Bandida e Kariba sono i titoli di punta.
Oltre ai tascabili, i nostri giochi in legno sono piuttosto unici sul mercato grazie alla combinazione di regole di gioco moderne con materiale in legno di alta qualità.
Team UP e K3, infatti, vendono molto bene.
Poi, ci sono “After Dinner Games” interattivi con temi che piacciono agli adulti.
E tanti altri giochi, tutti da scoprire.

Il Kickstarter di Save Patient Zero lo abbiamo seguito da vicino

Crowdfunding e novità

Mesi fa hai proposto Paziente Zero su Kickstarter (KS). Cosa ne pensi del crowdfunding nel gioco da tavolo e perché hai fatto questa scelta?
Lo proporrete per altri titoli?
Ci è piaciuto molto fare Save Patient Zero su KS. Abbiamo creato il gioco con la partecipazione della community di Kickstarter.
Di conseguenza abbiamo creato un gioco diverso da quello che pensavamo all’inizio.
Abbiamo anche finanziato una simpatica opzione: un’app che funge da game master (che rende il gioco più facilmente intavolabile N.d.R).
Abbiamo lavorato anche in modo diverso dal solito.
Ad esempio, abbiamo ingaggiato Emiliano Ponzi per lavorare su alcune delle illustrazioni.
Il nostro core business è però lontano da KS. Non sappiamo ancora se lo rifaremo.
Se avremo un gioco da riproporre in questo modo, perché no. Al momento però non abbiamo niente di pianificato.

Probabilmente non è questa l’unica novità, come abbiamo visto, che Helvetiq sta progettando.
Abbiamo visto la volontà di migliorare l’intero marchio. È così?
Avete qualche anticipazione per le pubblicazioni previste per il 2022?
Infatti, quest’anno abbiamo cambiato la nostra denominazione sociale e stiamo per rilanciare il nostro sito web.
Servirà a rendere visibile il nostro marchio al grande pubblico. Rimanete sintonizzati!
Abbiamo un nuovo game editor nel team (Ludovic) che sta lavorando a titoli all’interno di nostre collezioni esistenti come Pocket e After Dinner Games.
Si sta anche occupando dello sviluppo di due giochi all’anno fuori collana.
Ci sono giochi molto eccitanti all’orizzonte, inclusi due che abbiamo trovato durante il Premio Archimede di quest’anno (ad esso siamo curiosi di indovinare quali siano N.d.R).

K3: il prossimo gioco di Helvetiq che vi proporremo

Il tuo punto di vista sul futuro dei giochi da tavolo

A breve, speriamo, Volpe Giocosa proporrà un articolo che cerchi di spiegare le ragioni legate al boom del mercato dei giochi da tavolo negli ultimi anni.
Per quanto riguarda il 2020, è chiaro che l’aumento dei giocatori è legato al lockdown.
Tuttavia, il fenomeno che portava sempre più persone a sedersi a tavola era già in atto da tempo.
L’avete notato anche voi, dal lato editoriale? Quali pensi siano le ragioni?
La crescita dei giochi è iniziata molto prima del lockdown del 2020.
Vedo molte ragioni, in primis il fatto che i giochi stanno migliorando.
Le persone sono alla ricerca di modi per disconnettersi dalla costante esposizione digitale.
Adesso si può contare su un ecosistema globale che moltiplica lo sforzo di tutti.
L’ecosistema include designer, editori, distributori, media online, ecc.

Guardando a questo periodo di pandemia, in che modo questo ha influito sulla vostra linea editoriale e sulle tue attività in generale?
La pandemia ha rallentato alcuni progetti che richiedevano un’ampia promozione attraverso dimostrazione dal vivo (demo).
L’introduzione di nuovi titoli è diventata leggermente più impegnativa.
La situazione è comunque positiva, dopo i preoccupanti inizi del 2020.

Ultimamente, almeno secondo altri editori di cui abbiamo sentito parlare, ci sono problemi legati al processo produttivo.
Sembra esserci una sorta di “intasamento” dovuto a problemi di trasporto e all’aumento dei prezzi dei materiali.
Sicuramente il Covid è una delle cause di questi problemi.
Ne avete incontrati? Qual è la vostra opinione?
Possiamo confermare che la produzione e la logistica sono state complicate quest’anno e crediamo che continuerà così nel 2022.
Stiamo lavorando con tempi di consegna molto più lunghi, ma ci sono soluzioni.
Abbiamo avuto rapporti molto costruttivi con i produttori negli ultimi dodici anni e questo aiuta ad anticipare e mitigare alcuni rischi.

Prima di salutarci, un’ultima domanda sul mondo dei giochi da tavolo nel suo complesso.
Credi che il numero dei giocatori aumenterà nei prossimi anni?
Siamo ottimisti sulla crescita del settore.
Stiamo lavorando alacremente per trovare e pubblicare dei giochi innovativi che avvicineranno più persone a questo tipo di attività.

Il logo che appare su Facebook

In conclusione

E’ stato un piacere poter intervistare il fondatore di Helvetiq, Hadi Barqat, e ringraziamo Alizée Dabert per l’opportunità.
Hadi sembra avere le idee chiare su cosa voglia il pubblico e giochi come Bandido (che speriamo di presentarvi a breve) lo dimostrano.
In passato abbiamo visto Save Patient Zero, in due occasioni distinte, ma abbiamo già altri due giochi nel nostro scaffale da proporvi.
Ci è piaciuto anche andare oltre il catalogo di Helvetiq per parlare proprio del mercato dei giochi da tavolo in generale e che cosa possiamo spettarci per il futuro.
Infine, stando proprio alle parole di Hadi, sembra che ci siano diverse frecce nella faretra di Helvetiq.
Fra le novità che ci ha comunicato, dal momento che ormai conosciamo bene sia la linea pocket che la After Dinner , sono i giochi fuori collana a incuriosirci di più.
Quali titoli Helvetiq avrà pescato al premio Archimede?
Non tocca che aspettare.

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20 Dicembre 2021

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