Alessio Serafini: l’autore di Resistenza!

Ci sono pagine della Storia che, quando capitano nella tua terra o rivedi nei personaggi volti noti, hanno un altro peso.
In questi casi la volontà di passare il testimone alle generazioni future è ancora più forte.
Un excursus in questo articolo riporterà una nostra riflessione se questo è fatto nel modo corretto, o comunque in quello più efficace.
Concentriamoci ora però sul vero tema di questo pezzo. Vi presentiamo cioè Alessio Serafini e il suo gioco Resistenza!

Tempo di lettura 7 minuti

Per il gioco, in sé per sé, con meccaniche, turni e tutto lo smontaggio analitico della scatola ci sarà un’altra opportunità. Non oggi, no.
Oggi parliamo però di tutto quanto c’è dietro, perché c’è tanta roba.
Iniziamo dal principio, ovvero presentandovi Alessio Serafini.

Un cosmopolita con amore per la sua terra

Incontriamo Alessio Serafini a Rometta, suo paese di origine che ormai non abita più.
Lo intercettiamo giusto per le Feste.
Alessio è ormai un cittadino europeo, quasi impossibile da localizzare con precisione fra gli impegni a Londra come accademico e gli spostamenti in treno per l’Europa.
Nel frattempo vi state chiedendo dove sia Rometta. È una frazione nel comune di Fivizzano, nella provincia di Massa Carrara.
Essendo conterranei, né noi né Alessio abbiamo bisogno di rievocare quella che, qui forse troppo banalmente, dovremmo definire l’ambientazione.
Per chi, a differenza di noi, non è cresciuto per motivi scolastici sentendo parlare della Resistenza attraverso la Linea Gotica, dedichiamo un piccolo paragrafo.

La Linea Gotica sul versante occidentale (credits: Giovanni Cipollini
La Linea Gotica in territorio apuoversiliese)

Fra Emilia, Liguria e Toscana

Il territorio che ci racconta Alessio ha pagato un duro prezzo durante il secondo conflitto mondiale.
E’ una regione racchiusa fra gli Appennini e le Alpi Apuane, con a Nord l’Emilia e l’accesso all’Italia industriale e alla Germania.
Dall’altra parte il mare, con i porti di La Spezia e Carrara.
Qui, 80 anni fa, si formarono bande, poi organizzazioni, partigiane, atte a sabotare la macchina nazifascista, proteggere la popolazione locale dalle rappresaglie e, nell’ultimo periodo, partecipare all’insurrezione che ha portato alla Liberazione.
In provincia è qualcosa di più di una pagina di Storia.
I luoghi dove sono state perpetuate le rappresaglie nazifasciste, dove ci sono state le battaglie e sono caduti i partigiani, esistono ancora.
Alcuni ceppi ne custodiscono la memoria, spesso curati anche da sole iniziative individuali.
Le persone che hanno preso parte alla Resistenza hanno, e avevano, il volto dei nonni e delle nonne.
Tutto è reale, più tangibile della campagna di Napoleone in Egitto.

Museo Audiovisivo della Resistenza.
(credits: museimassacarrara.it)

Il Museo Audiovisivo della Resistenza

A Fosdinovo c’è un museo che ricorda tutte queste vicende, con precisione di dettagli dati dalla voce di chi queste cose, per l’appunto, o le ha vissute o le ha ascoltate di prima mano.
E’ il Museo Audiovisivo della Resistenza, gestito da Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani.
Alessio collabora a tenere viva questa memoria e un 25 Aprile, tornando da una commemorazione per la Liberazione s’è detto: “posso fare qualcosa di più”.
Il resto lo ha fatto la passione per i giochi da tavolo…e forse anche il lockdown.

Resistenza! Il gioco da tavolo sulla lotta di Resistenza nella Seconda guerra mondiale.

Conosciamo meglio Alessio Serafini

Alessio Serafini oltre che a un docente di fisica teorica è un sedicente nerd.
Diverse centinaia i giochi nella sua libreria, che vanta titoli davvero enormi come Europa Universalis.
A lui piacciono questi giochi, che lasciano al giocatore ampio spazio di scelta. In particolare ama Boardgames That Tell Stories, direbbe Ignacy Trzewiczek.
Per questo, e anche per le sue “migrazioni”, ama giocare anche da solo ed avere tutto il tempo per fare le sue elucubrazioni (insomma, una auto-paralisi da analisi senza vittime).
Nemesis, di recente, e i titoli COIN, sono altri giochi nelle sue corde , giusto per fare un quadro generale.

Come la Resistenza arriva sui nostri tavoli

Detto questo Alessio ha iniziato a studiare più con precisione la storia della Resistenza nella Lunigiana.
Il primo passo sono state le monografie che aveva in casa. Un po’ tutti qui le abbiamo.
E’ passato poi per la redazione di una cronologia di eventi, aiutandosi con le fonti del Museo.
Questo progetto si è difatti un po’ sviluppato su due binari, ci sembra di capire.
Alessio si è curato al 100% della costruzione del gioco, sotto consiglio dell’Associazione per la parte più storiografica.
Un lavoro che ha permesso di ottenere il patrocinio dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri, l’Istituto Storico della Resistenza Apuana e l’ANPI.

Il crowdfunding

Il gioco che ne esce è per l’appunto Resistenza!, con l’intenzione di poterlo acquistare presso il Museo.
Mentre scriviamo è in corso una campagna di crowdfunding tramite produzionidalbasso (sito che suonerà un po’ strano per i gamers, abituati a Kickstarter o Gamefound, per fare dei nomi).
Sempre chi ci segue, e ormai nuota nel mare del crowdfunding come uno squalo, noterà punti che non gli sono familiari.

Alcune particolarità di questo progetto

Il prezzo della scatola è abbastanza elevato, complice anche la tiratura limitata. 100 copie.
Nella descrizione non è riportato un dettaglio spinto del gioco e assieme alla scatola sono offerti due biglietti per il Museo.
Un “pacchetto” strano insomma, che parte realmente dal basso.
Il regolamento e altri libretti, volti a contestualizzare storicamente il gioco, sono stati stampati da una tipografia locale, Grafiche Conti.
E sono tanti, visto che nonostante il gioco sia indipendente dalla lingua, regolamenti e appendici sono sia in italiano che in inglese nella scatola.
I sacchetti all’interno del gioco sono stati curati da una piccola realtà, MOMO Lunae, che vedrà la luce su Etsy.
In Resistenza! parte delle immagini vengono da archivi storici, altre sono produzioni artistiche di Ronch.
Solo per le parti più “intrinsecamente” da tavolo Alessio si è rivolto ad una piccola realtà tedesca che stampa componenti di questo tipo, yodagames.de (secondo noi una scelta anche fair).

Alcuni Personaggi, che si rifanno a persone realmente esistite, giocabili in Resistenza!

Un gioco mosso dalla passione

Nel progetto, per diverse scelte intraprese, si intravede l’estraneità di creare attorno a Resistenza! un business, un profitto.
Del resto, in questo senso, Alessio potrebbe essere il peggior partner commerciale: è un appassionato.
Se però avete capito cosa aveva in mente il nostro Serafini, la finalità del progetto e il Museo, forse questo crowdfunding sembrerà meno anomalo.
Mentre beviamo un caffè con Alessio quello che ne esce fuori è la passione di chi, fin da bambino, inventava giochi da tavolo ritagliando scatole di cartone.
In Resistenza! ha curato il regolamento, dalla scrittura alla scelta del font.
Si è poi rimboccato le maniche per mettere tutto in ordine con Photoshop.

L’eccidio di Vinca è stato uno dei capitoli più dolorosi della Resistenza in quelle zone.
Resistenza! potrebbe farne arrivare meglio il messaggio che i medium traduzionali?
(credits: Radio Cora)

Potrebbe funzionare anche se avesse avuto un’altra genesi?

Premettiamo che dobbiamo ancora giocarci per bene.
Però sentiamo le giuste vibrazioni.
Amiamo il binomio gioco da tavolo – divulgazione, lo abbiamo detto mille volte.
Ma spesso, se questi reagenti sono forzati, possono dare atto ad una reazione chimica dai letali effetti.
Parlando con Alessio scopriamo un giocatore di lunga data, come dicevamo, e quindi con una certa esperienza sul campo.
Certo è al suo primo gioco e passare da muovere meeple a disegnarli non è banale.
Con Resistenza! ci offre un gioco cooperativo dove ogni giocatore guida una brigata partigiana, comandata da un personaggio con sue abilità speciali.
E’ prevista anche una versione semi-cooperativa, per tutti coloro che a fine partita vogliono un vincitore “ben identificabile”.
Tutto quello sintetizzato poc’anzi riguardo alla lotta partigiana, Alessio lo ha messo nella scatola.
Ci sono gli assalti partigiani alle colonne nazifasciste e i lanci di materiale da velivoli alleati (tra l’altro con uno spassoso escamotage nel design).
Ci sono però anche i rastrellamenti dei nazifascisti e l’esposizione (Minaccia nel gioco) delle varie brigate.
Gli eventi del periodo della Resistenza, nel gioco le mosse dei nazifascisti, sono gestite dal mazzo Eventi.
Se Alessio puntava a un COIN semplificato, la meccanica ricorda in qualche modo Black Orchestra, ma ancora di più Days of Ire: Budapest 1956 e Nights of Fire.

Budapest 1956, almeno nella storia che racconta, ha molti punti in comune con Resistenza!

Un gioco non didattico…ma perché no?

Sebbene Paolo Carraro dice che un gioco deve insegnare sempre qualcosa, e La Belle Époque lo fa, Resistenza! non ha nessuna velleità didattica.
Eppure la si potrebbe trovare.
Iniziamo col dire che il Museo è già di per sé una struttura moderna.
Molto del materiale è audiovisivo e interattivo. Ed era già così 15 anni fa.
Sebbene all’epoca forse embrionale, era un’intuizione che i medium didattici sarebbero cambiati.
Evoluti o involuti non lo sappiamo, ma un monologo sulla Resistenza di 3 ore a pre-adolescenti non arriva (e anche il pubblico fino ai 18 anni potrebbe non essere così numeroso).
Secondo noi un gioco come Resistenza! porta i giocatori dentro la Guerra di Liberazione.
E’ un procedimento più semplice che non fare il viceversa, soprattutto per le età che abbiamo indicato.
Dopo una partita inizierete a googlare per sapere di più sui personaggi ed eventi citati, se il libretto di accompagnamento non vi fosse sufficiente.
Se poi la storia della Resistenza apuana-lunigiana non vi affascina così tanto, rimane Resistenza! come scatola, ovvero semplice gioco.
Sarà il prossimo articolo a parlare di questo tema.

Lo scopo di Alessio Serafini è di arrivare a tutti.
Resistenza! ha un regolamento “completo” e uno semplificato, per chi è meno pratico di wargame.
Ogni confezione contiene regolamento e libretto di approfondimento in italiano e inglese

In conclusione

Quando Alessio Serafini avrà proposto di fare della storia dei partigiani apuani un gioco da tavolo sarà stato visto come un marziano.
Il suo Resistenza! ha avuto eco sulla stampa locale. Ecco una lista di articoli ad esempio:

Pochi ancora purtroppo gli spazi dedicati a Resistenza! come gioco da tavolo e non solo come elemento evocativo.
C’è da dire che la Resistenza è un argomento importante, ma anche difficile da trattare.
Spesso si cade nella prosopopea. A volte si rischia la strumentalizzazione politica, che avvenga da una parte o dall’altra.
C’è da dire che Alessio Serafini, sicuramente con il supporto del Museo, dà una visione oggettiva degli eventi.
Il risultato si riscontra nella modalità semi-cooperativa.
Proveremo a spiegarlo meglio nell’articolo.

Cosa sta progettando Alessio

Ad Alessio è venuta voglia di fare altri giochi che raccontino la sua terra.
Probabilmente lo supporterà ancora Stefano Ronchi nel portare sui nostri tavoli la storia, ad esempio, dei Malaspina o dei Liguri Apuani.
Ma potrebbe esserci ancora spazio per la Resistenza…

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