1947 da Aleph Game Studio: ora su Kickstarter

C’è una grande famiglia di giochi chiamati 18xx.
E’ una serie di giochi di cui forse abbiamo semplicemente dato qualche accenno nel blog.
Proprio magari parlando di Aleph Game Studio.
Un’azienda di veri appassionati di giochi corposi, come il loro Baroque ad esempio.
Oggi propongono per la prima volta un progetto di crowdfunding attraverso Kickstarter: 1947

Tempo di lettura 4 minuti

Ci stavamo organizzando per parlarvi in realtà di La Belle Époque, che vi abbiamo introdotto più volte (ad esempio riproponendovi l’intervista di Wlog oppure mesi addietro quando ce ne parlarono).
A breve invece vireremo su 1883, in modo anche da darvi maggiori indicazioni su cosa si basi 1947.
Nell conclusioni la nostra idea sia sul progetto che su questa tipologia di gioco.

1883 è un 18xx già in commercio per Aleph Game Studio di cui presto parleremo

Come funziona un 18XX

Un argomento molto esteso dove è facile per una Volpe Giocosa commettere un errore.
In questa occasione faremo solo un breve riassunto, mentre i più esigenti troveranno pane per i loro denti su diverse “puntate” della Tana dei Goblin.
Trovate ad esempio un’introduzione, mentre per il resto lasciamo a voi la ricerca.
Spesso questa famiglia di giochi viene definita come “ferroviario”.
Una si aspetta magari qualcosa alla Ticket to Ride, soprattutto un giocatore inesperto.
Stiamo parlando in realtà di qualcosa che come complessità e come durata è un’elevazione a potenza del gioco di Alan R. Moon.
La tematica dei treni se volete è semplicemente un mezzo per che è la candela che accende un motore ben più complesso.
Sebbene questo aspetto accumuni tuti i 18xx, ognuno di loro ha sfumature diverse.
1829 enfatizza la parte della gestione del proprio portafoglio di azioni e della gestione della compagnia. Infatti, in 18xx si è azionisti di una compagnia, non se ne ha una a “uso esclusivo”.
Un direttore, o chiamatelo presidente, decide dove posizionare le rotaie e altri aspetti amministrativi.
I guadagni possono essere dati ai soci sotto forma di dividendi o reinvestiti in azioni.
La famiglia dei 1830 invece si basa più sulla manipolazione del mercato e sugli aspetti speculativi finanziari.
Esiste un articolo su Wikipedia, in lingua inglese, che li differenzia uno ad uno.

Aleph Game Studio va in India

Il sottotitolo del gioco è “il declino di un Impero e la nascita di una Nazione“.
Con il de-colonialismo i grandi Imperi, che per l’appunto vedremmo anche in La Belle Époque e che arrivarono alla Seconda Guerra Mondiale, iniziarono a sgretolarsi.
Non siamo storici, ma il Regno Unito fu probabilmente uno degli Stati ad uscirne meglio, grazia alla creazione del Commonwealth.
Nell’Agosto del 1947 l’India proclamò l’indipendenza (interessante e semplice articolo in lingua inglese sulla partizione del subcontinente indiano).
In realtà 1947 di Aleph Studio Games pone questa data come la fine del periodo che il gioco affronta.
Inizia invece nel 1836, anno che venne posto il primo binario.
Le ferrovie in India sono un aspetto importante dell’economia e dei sistemi di trasporto del Paese.
Fino a poco tempo, una vecchia copia del Guiness dei Primati, riportava le Ferrovie di Stato Indiane come la compagnia con il più alto numero di impiegati al mondo.
Probabilmente ciò era dovuto anche all’arretratezza della tecnologia dell’epoca, comunque anche adesso dà lavoro a 1.2 milioni di persone.

Treni con prezzo in rupie. La parte ferroviaria nei giochi 18xx è quasi pretestuosa, per certi versi, essendo solo un mezzo per creare una simulazione economica più ampia

In cosa differisce 1947 rispetto ad altri giochi della famiglia 18XX

18xx piazza le sue ferrovie in moltissime nazioni. Il mondo più gettonato è quello anglosassone o mitteleuropeo.
Invece 1883, prodotto già in commercio per Aleph Game Studio, ci porta ad esempio nel Nord Italia.
Ora con 1947 addirittura voliamo in India.
Già se non ne capissimo niente, questa sarebbe comunque una novità.
Non solo paesaggi esotici in realtà, ma anche attenzione all’aspetto simulativo, come ogni buon giocatore di 18xx si aspetta.
1947 introduce un sistema stagionale del clima che ricorda proprio quello del subcontinente indiano, con regioni colpite dai monsoni ed altre aride.
Ci sono poi diversi accorgimenti sul sistema economico, che in passato abbiamo trattato.
La stessa Aleph Game Studio ha tenuto dei diari di sviluppo che possono spiegare meglio di noi ogni differenza.
Comunque trovate il regolamento draft sulla pagina del KS.

Il primo upgrade da sbloccare: come vedete si tratta di meeple risorsa che impreziosiscono il gioco

La parte economica del Kickstarter

Il Kickstarter è partito giusto ieri e mentre scriviamo ha raccolto il 70% di quanto Aleph si è posta come obiettivo.
Una scatola costa 90€ e ci sono da aggiungere 9€ di spedizioni.
Essendo un gioco italiano non ci sono altri balzelli nascosti.
Può sembrare un costo alto, ma è in realtà in linea con giochi della famiglia.
Tenete conto che comunque è un titolo per appassionati e la scatola “pesante”.
Se volete fare un regalo, ci sono sconti per acquisti multipli.
Infine tenete conto che saranno presenti all’interno esclusive Kickstarter e tutti gli stretch goals, come di consueto.
I miglioramenti sbloccabili sono orientati per lo più a sostituire semplici token con meeple risorsa più carini.
A quel punto, anche in termini assoluti, il prezzo ci sta.

In conclusione

La famiglia dei 18xx ci ha sempre incuriosito, in quanto appassionati di questi “gestione economica pesante e realistica”.
Il problema, che condividono con molti wargame, è la durata.
1835, uno dei più titolati della serie, richiede 6 ore.
Sono proprio i titoli ambientati in Italia, come 1849 in Sicilia e il già citato 1883, che provano a stare nelle 3 ore.
Una delle sfide degli autori è quella di abbattere questa soglia.
Ammesso sia possibile. Probabilmente un gioco basato sullo sviluppo aziendale e la speculazione economica deve essere naturalmente lungo, dove infatti è il fattore tempo che regola il vantaggio o no di un investimento.
A parte questo excursus, 1947 si colloca in linea con la sua famiglia.
Ci sembra che ci sia stata un’attenzione più alta che in altri casi alla parte artistica, forse anche per presentarsi bene al Kickstarter.
Noi un giro in India ce lo faremmo.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

code