Una favola di fine estate: il tavoliere di Colonnata

Scriviamo quest’articolo sia per dare visibilità a quanti non abbiano partecipato alla “discussione” su Facebook, sia per quanti si sono interessati all’argomento e gradiscano un riassunto.
C’è stata infatti un’attenzione che non ci aspettavamo su questo tema che riguarda quello che chiameremo “il ritrovamento di Colonnata“.

Tempo di lettura 6 minuti

Prima di tutto l’antefatto.
Tutto è nato nella settimana di Agosto che ci conduce a Ferragosto.
Volpe Giocosa si stava recando a un importante summit ludico a Colonnata.
Questa località non vi è nuova? Probabilmente perché l’associate a una prelibatezza locale: il lardo di Colonnata.
E difatti vi abbiamo mentito: alcuni membri dello staff si stavano recando ai 532 metri del paese Apuano a puri fini gastronomici.
Vediamo cosa è successo e alle conclusioni come pensiamo di sciogliere l’enigma.

Monumento al Cavatore nella piazzetta antistante la chiesa di San Bartolomeo a Colonnata

L’antefatto

Passeggiavamo quindi per il borgo di Colonnata, quando, in anticipo sulla tabella di marcia, ci siamo recati al Monumento al Cavatore, nella piazzetta antistante la chiesa di San Bartolomeo.
Inutile dire che l’intera piazza, ma in realtà l’intera Carrara, di cui Colonnata è un borgo, è rivestita o costruita in marmo di Carrara.
Dopo la visita, scendendo le scalinate, ci siamo resi conto che su un muretto che delimita la piazza era stata applicata un’incisione.

Tavolieri scolpiti nel marmo o nella pietra

Data la nostra attenzione per il legame fra Storia e gioco da tavolo, anche dopo i contatti presi con History Games, non poteva sfuggirci questo dettaglio.
Sappiamo difatti che nell’antichità, alcune popolazioni come i Romani, creavano nei paraggi di edifici pubblici tavolieri per giochi da tavolo.
Erano ritrovi per divertirsi, magari giocare d’azzardo sebbene fosse proibito, o anche solo escamotage per ingannare il tempo.
Come Monica Silvestri, archeoludologa di History Games, ci ha insegnato, troviamo queste testimonianze anche nel Foro Romano.
Si aggiunga poi il fatto che la sera prima avevamo partecipato a un interessante tour organizzato dallo scrittore Davide Baroni nel bordo di Monte dei Bianchi, frazione del comune di Fivizzano.
Questa seconda parte sarà chiara solo in un momento successivo dell’articolo.

Il tavoliere, da confermare, “avvistato” nei pressi del Monumento al Cavatore

Un antico gioco da tavolo

Come immaginavamo, molte persone della community dei giochi da tavolo hanno riconosciuto nell’immagine un tavoliere per il gioco de Il Mulino.
In realtà questo gioco ha diversi nomi, come ad esempio Filetto, e regolamenti leggermente diversi tra loro.
Ne troviamo traccia anche nelle opere di Bell e Parlett, tanto sono giochi noti e diffusi.
Il termine anglosassone è Nine Men’s Morris.
Il nome è piuttosto “strano” anche per gli anglofoni. Si tratta probabilmente di una storpiatura del termine latino usato o per definire i soldati o proprio i “pezzi di gioco”.
Molti lo conoscono come un’evoluzione del banale gioco del tris (Tic-Tac-Toe). Se approfondirete lo studio de Il Mulino, scoprirete che ha in parte gli stessi difetti.

Un tavoliere del gioco de Il Mulino (credit: BGG)

A quando si può datare questo tavoliere?

Sebbene la chiesa di San Bartolomeo sia più antica, il Monumento al Cavatore è del Secondo Dopoguerra, realizzato ad opera di Alberto Sparapani.
Riteniamo, ma una ricerca in tal senso andrebbe condotta, che la piazzetta antistante la chiesa che ospita il monumento sia riconducibile a quel periodo se non ad epoca più recente.
Il nostro tavoliere pertanto, più che un reperto storico, potrebbe essere opera di un qualche vandalo che ha creato un disegno nella pietra.
Poteva anche non essere conscio di tracciare le linee per un gioco da tavolo, ma, essendo il disegno molto semplice, rifarsi a qualcosa che aveva visto.
Il caso pertanto potrebbe chiudersi anche qui.
Lasciateci però, è il caso di dirlo, giocare ancora un po’.

Una pietra troppo rovinata

Su Facebook abbiamo indicato, dopo alcuni commenti al post nel gruppo Giochi da Tavolo e di Società, la versione vista poc’anzi.
Potevamo ammettere che si trattasse di un tavoliere de Il Mulino, in zona meglio noto come Filetto, ma che fosse da datare a 80-100 anni fa al massimo, per le ragioni viste in precedenza.
Alcuni utenti del gruppo ci hanno indicato che l’usura del marmo sembrava essere incompatibile con una realizzazione così recente, a meno di non avere usato reagenti chimici.
Ora, non abbiamo nessuna competenza né nel settore lapideo né in quello archeologico per datare quel pezzo di marmo, ma anzi invitiamo chiunque ne abbia le capacità a farsi avanti.

Probabilmente il lardo è il fattore che ha reso famosa Colonnata (credit: B. Gramulin – Flickr da Wikipedia)

La storia di Colonnata

Fateci ancora un po’ giocare in questa afosa serata di estate.
Come si faceva in epoca ante-televisione e ante-internet, quando ci radunava dopo cena belle corti, vorremmo raccontarvi una storia.
La storia di Colonnata.
I primi insediamenti risalgono al 40 a.C, quando i Romani, in estrema sintesi, vi stabilirono una colonia penale per lo sfruttamento delle cave di marmo.
Una storiaccia quella dei Romani sulle Apuane, dove i Liguri Apuani diedero filo da torcere ai consoli romani.
Nella vicina località di Marciaso trovò difatti la morte il console Quinto Marzio, sconfitto dalle popolazioni locali che, come duemila anni dopo i loro pronipoti partigiani, potevano vantare una maggiore conoscenza del territorio.
Tutto questo discorso per dire che Colonnata ha avuto un influsso Romano, popolazione che era solita incidere tavolieri nel marmo, come abbiamo visto nell’introduzione.
Tra l’altro Il Gioco del Mulino è uno dei più antichi giochi da tavolo ed è noto che i Romani, gamer insospettabili, lo giocassero.

Croce templare sulla chiesa di Monti dei Bianchi in prossima dello stipite centrale. Foto scattata su indicazione di Davide Baroni

I simboli Templari

E qua entra il gioco l’amico e scrittore Davide Baroni.
Nei suoi ultimi libri, fra cui uno in uscita nei primi mesi dell’anno prossimo, ci offre romanzi storici ambientati nella Lunigiana.
Questo studioso indipendente trae spunto da aspetti storici e iconografici, di cui la Lunigiana è ricca, per i suoi romanzi basati su ciò che è possibile, o anche verosimile, ma non per questo sicuramente reale.
Lo stesso Baroni, con grande onestà intellettuale, lo ammette.
Torniamo quindi alla passeggiata da lui proposta nel borgo di Monte dei Bianchi dove si possono osservare ancora oggi simboli templari.
Fateci mettere le mani avanti di nuovo: non possiamo dire che questi luoghi fossero abitati da Templari, ma ci sono tutta una serie di coincidenze, come Baroni può illustrare con tanto di date, che meritano almeno un’investigazione approfondita.

La tripla cinta muraria o sacra

Il tavoliere de il gioco de Il Mulino ha le stesse linee della tripla cinta muraria, simbolo esoterico dei Templari (stando a quando si dice).
Questo aspetto crea un po’ di confusione, richiedendo quindi più attenzione nel distinguere il simbolo dal tavoliere.
L’essere scolpita su pavimenti o su pareti non aiuta come discriminante, dal momento che esistono per certo tavolieri verticali.
Ora, Colonnata non dista molto, ad esempio, né da Luni né da Monte dei Bianchi.

In conclusione

E quindi anche Volpe Giocosa si è presa un po’ di vacanza.
Frase che ci piace poco.
La parola vacanza, meglio ancora ferie, la intendiamo come un periodo di stacco dalle attività lavorative.
Per nostra fortuna, e per il direttore della banca che ci ha concesso il mutuo, non viviamo dei giochi da tavolo né di questo blog.
Fatto sta che abbiamo colto l’occasione delle ferie per fare alcune attività e visite che non possiamo compiere nel resto dell’anno. Fra queste c’è stata la tradizionale visita storico-eno-gastronomica a Colonnata, dove abbiamo scattato la foto proposta a inizio articolo.

La nostra interpretazione

Abbiamo un po’ troppo giocato con voi, per farvi compagnia e per combattere la calura estiva.
Quello che crediamo è che la piazza sia recente e così l’incisione.
Probabilmente, in una calda sera di Agosto come queste, un ragazzo si sarà seduto a cavalcioni del muretto che cinge la piazza. Armato di punteruolo, o altro arnese appuntito, ha scalfito nel marmo un tavoliere o una figura che ha visto da qualche parte. In effetti, e questa è una realtà storica, con diversi significati il tavoliere de Il Mulino è stato proposto fin dall’antichità, ancora prima dell’età repubblicana Romana.
Tuttavia, nonostante alcuni suggerimenti dalla community dei giocatori, crediamo che la nostra stima sull’epoca della realizzazione non si discosti di molto dalla realtà.
Supponiamo che sia un’opera succesiva alla Seconda Guerra Mondiale.

Porte aperte a chi ne sa di più

Detto questo non chiudiamo la porta ad altre interpretazioni e aspettiamo commenti e suggerimenti da tutti coloro ne sappiano più di noi. Attitudine secondo noi corretta e che sarebbe da adottare in tutti i campi.
Anzi, vi diciamo già che abbiamo già preso dei contatti con chi ne sa più di noi.
Speriamo di comunicarvi quanto prima delle novità.

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