The Great Race: fra la prima versione e il Kickstarter

Siamo qui a parlare di nuovo di The Great Race per due motivi.
Innanzitutto perché in questi giorni abbiamo giocato alla versione frutto del precedente crowdfudning (ve ne parlammo in pieno lockdown).
In secondo luogo perché l’autore, François-Gilles RICARD, sta terminando la campagna Kickstarter di The Great Race 2.

Tempo di lettura 6 minuti

La prima campagna fu un successo con più di un migliaio di sostenitori.
Molti gli stretch goals sbloccati, tanto che riusciremo a mostrarveli solo in parte.
The Great Race 2, che permette di ampliare il gioco base, ma anche di girare da solo, ha già raggiunto il suo obiettivo di raccolta.
Insomma, non ci resta che partire per questa folle corsa nelle terre selvagge.

The Great Race
di François-Gilles RICARD

Da 2 a 4 giocatori. Età 10+

Durata: 1 ora
Costo: vedi sezione sul Kickstarter


The Great Race non è prodotto in versione retail, almeno al momento.
Significa che l’unico modo per averne una copia è partecipare alla campagna Kickstarter.
Come sapete questo sistema di crowfunding propone un contributo diverso a seconda di quello che si vuole ottenere.
Torneremo sul punto più vanti.

L’ambientazione

Prima di vivisezionare il gioco in tutte le sue parti, tocca un attimo inquadrare l’ambientazione.
Siamo nel primo dopoguerra e l’automobilismo è un affare per eroi.
E’ l’epoca delle prime edizioni delle Mille Miglia e la fine della Grande Guerra ripremette competizioni attraverso le Nazioni, come fu il Raid Pechino-Parigi (tra l’altro vinto dagli italiani Borghese-Guizzardi a bordo della Itala)
La ritrovata pace, permette anche Citroën di patrocinare queste competizioni.
Trovate informazioni in rete, tipo questo articolo in inglese che riporta informazioni anche su Great Race.
Oppure c’è questo in italiano, che riporta diverse iniziative della casa automobilistica francese, fra cui la Croisière Noire nel 1928.

Croisière Noire: l’itinerario (credit: wikipedia)

Veicoli speciali

The Great Race ci coinvolge in una gara automobilistica (è difatti un racing game nella classificazione di Parlett e Bell.
I mezzi per l’impresa proposta sono equipaggiati per affrontare i terreni più aspri.
Nel gioco ci si riferisce ad essi come halftruck. Sono veicoli di derivazione militare, usati nel trasporto truppe, dove le ruote posteriori sono sostituite da cingolati.

Fronte e retro di due schermi. Sono tutti diversi

Grafica e materiali d’eccellenza

Quando vedemmo per la prima volta The Great Race fummo colpiti dalla grafica.
Questa fu la molla che ci fece interessare al gioco.
Adesso la confezione che abbiamo tra le mani conferma l’attenzione dei proponenti ai dettagli.
Ogni plancia giocatore è curata fronte-retro, così come le tessere.
Anche gli Assistenti, i meeple lavoratori di The Great Race, sono disegnati e sagomati in modo diverso per ogni team.
Ognuna delle nazioni partecipanti alla gara ha un suo schermo, che protegge la propria plancia da occhi indiscreti.
Anche questa è “lavorata” ambo i lati.
Insomma, in tutto The Great Race non abbiamo trovato un elemento che fosse tirato via.

Tocca fare un esercizio di incastro, ma le casse di legno organizzano tutto il materiale

Tanto materiale, ma nessuna necessità di un organizer

Il materiale, anche a fronte degli stretch goals sbloccati, è abbondante.
I ragazzi di The Great Race hanno risolto con delle scatoline (tuckbox) che raccolgono il materiale.
Richiamano casse di legno, tipiche per organizzare il materiale per una spedizione attraverso l’Africa e il Sud America.
C’è da dire che è poi complesso fare il Tetris per rimettere tutto nella scatola e farla chiudere.
E’ un esercizio di precisione.

Tutto pronto per percorre da Nord a Sud l’Africa selvaggia

Una plancia funzionale

Come tutto il materiale di The Great Race, anche la plancia è fronte retro.
Saranno i giocatori a scegliere se compiere un raid in Sud America o in Africa.
A seconda della scelta, prenderanno l’appropriato sacchetto di stoffa in cui inseriranno le tessere.
I due continenti infatti sono rappresentati da caselle contigue dove le tessere andranno piazzate, turno per turno, alla cieca.
I piloti dell’epoca erano difatti anche esploratori, non sapendo bene cosa avrebbero incontrato.
Sul tabellone trovate solo dei punti fissi civilizzati, villaggi e città, che difatti diventeranno tappa del vostro viaggio.

Una corsa automobilistica in stile eurogame

The Great Race è un gioco molto sfaccettato.
I moduli, lo vedremo a breve, permettono di costruire il gioco secondo le proprie esigenze.
Partiamo però col raccontare il gioco nella sua modalità più semplice.

La possibilità di aggiungere leader, ovvero asimmetria, è solo uno dei moduli che The Great race offre

Un setup variegato

Due continenti a disposizione, con due punti, partenza e arrivo, anche invertibili.
In Africa possiamo partire dal Maghreb e arrivare in Sudafrica, o viceversa.
Il proprio halftruck si posizionerà nella città concordata.
Ogni giocatore ha uno schermo che nasconde la propria plancia.
Molto carina: ha una serie di indicatori, tipo quelli della benzina, con una lancetta vista già in Yukon Airways.
Segnano in realtà anche l’integrità strutturale dell’halftruck e del motore.
Ci possono degli incavi per posizionare i propri 5 Assistenti.
Diverse le azioni disponibili, come nei classici piazzamento lavoratori.
Fino a qui non ne abbiamo parlato, ma in The Great Race l’aspetto economico è importante.
Sono riprodotti franchi dell’epoca e ogni giocatore parte con un piccolo capitale.

Alcuni elementi nella scatola aiutano a passare l’ambientazione

In sintesi un turo di gioco

In ogni turno ogni giocatore prenderà delle carte dal tabellone che consentono azioni speciali.
Può essere riempire di una tacca il serbatoio o farsi dare una mano dalle popolazione autoctone.
La parte più importante del gioco è piazzare gli Assistenti e muovere il proprio mezzo attraverso il continente fino all’arrivo.
Dal sacchetto si estrae una tessera, se ci si muove su una casella inesplorata, e se ne pagano gli effetti.
In genere si parla di spendere benzina e danneggiare un po’ il veicolo, se tutto va bene.
Arrivare nelle città fa tirare un sospiro di sollievo: in questi casi l’acquisto di benzina e le riparazioni sono più a buon mercato

Buone soluzioni per la  meccanica del gioco

Senza scendere nei dettagli (alla pagina Kickstarter trovate il regolamento in italiano del gioco base), ci sono diversi aspetti nelle meccaniche del gioco che ci sono piaciute.

Dietro lo schermo nessuno saprà gli ordini che impartirete ai vostri Assistenti

Azioni simultanee e segrete

Dietro lo schermo ogni giocatore simultaneamente piazza i propri 5 Assistenti, all’incirca per altrettante azioni.
Questo aspetto velocizza il gioco e crea un guessing game dove si cerca di intuire che cosa faranno gli avversari.
In realtà ogni casella azione permette di avere due azioni fra cui scegliere, così da aggiustare il tiro in corso d’opera.

L’ultimo giocatore in ordine di turno è avvantaggiato e il designer ne limita il vantaggio: solo la scelta delle carte, la prima fase, lo premia un po’

L’ordine di turno

L’autore non casca in un tipico errore di questo tipo di giochi: l’ordine di turno.
L’ultimo giocatore è infatti avvantaggiato in qualche modo, dal momento che i precedenti veicoli avranno battuto un percorso.
Meno incognite insomma.
A fine turno, in base a quante caselle ha percorso il proprio veicolo, l’ordine di turno è riorganizzato, equilibrando difatti il tavolo.

Diverse strategie possibili: la partenza è un po’ obbligata, poi ognuno farà quello che ritiene più opportuno

Ottima modularità

Il gioco, per come brevemente spiegato, è davvero facilissimo.
Il piazzamento lavoratori non manca il suo obiettivo di rendere un gioco intuitivo.
Non tutti i gusti sono uguali però.
E’ qui che l’autore ha una buona idea, non proprio introducendo espansioni, ma moduli.
Si può ad esempio giocare con leader, dando ad ogni equipaggio un abilità speciale, questo per gli amanti dell’asimmetria.
C’è la possibilità poi di includere il meteo, oppure personalizzare il proprio halftruck alla partenza.
Almeno 6 moduli da inserire a piacere, dove l’autore indica l’impatto di ciascuno in termini di complessità e durata di una partita.

Un diagramma, di cui questa immagine è solo una parte, spiega come scegliere il proprio pledge

Il progetto Kickstarter di the Great Race 2

Come da introduzione, finisce oggi il crowdfunding di The Great Race 2.
Questa la pagina del Kickstarter.
E’ da seguire sia da chi ha già una copia del gioco e da chi invece si affaccia ora per la prima volta a questo titolo.
C’è infatti la possibilità di avere una copia del gioco che vi abbiamo illustrato, nonché il materiale per correre in Nord America e Asia.
Non solo mappe addizionali, ma anche nuove meccaniche, come la modalità solitario e cooperativa.
Un’offerta davvero vasta, anche caotica se vogliamo, se non fosse per in diagramma che vi aiuta a scegliere il pledge più adatto a voi.

Denaro: il vero motore di The Great Race

In conclusione

The Great Race è un gioco ci convinse già nella prima campagna.
Il gioco è indipendente dalla lingua. I manuali sono in inglese e francese, ma c’è la possibilità di stamparli autonomamente in italiano.
Questo nuovo Kickstarter non fa altro che arricchire l’offerta con nuovi contenuti, ma anche nuovi modi di giocare questa avventurosa corsa.
Il gioco è adatto a qualsiasi tipo di giocatore, basta solo di volta in volta aggiungere i moduli per l’occasione (o anche nessuno).
Le strategie che le azioni degli Assistenti permettono sono diverse:
Si può essere cauti, mandando assistenti in avanscoperta a sondare il territorio, o premere sull’acceleratore verso la città più vicina sperando il vostro mezzo regga agli imprevisti.
In ogni caso tocca farsi i conti, anche economici, bene.
Trovarsi senza benzina o con il motore in panne in mezzo alla giungla potrebbe essere costoso.

 

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