Piccioni: nessuno vuole il guano sul proprio terrazzo

Soprattutto fra gli autori esordienti, o comunque con pochi giochi all’attivo, spesso si vedono ambientazioni davvero nuove.
Oseremmo dire impensabili.
In Piccioni, creato con il supporto di Tambù, Davide Ardizzone propone un’ambientazione curiosa.


Tempo di lettura 3 minuti

Piccioni è un gioco di carte che vede come protagonista il proprietario di un attico.
Il suo incubo sono i piccioni che imbrattano la sua magione. Durante il gioco cercherà di scacciarli o di farne dei Trofei.
Alle conclusioni un nostro parere su questo gioco non politicamente corretto.

Piccioni
di Davide Ardizzone
Tambù

Da 2 a 6 giocatori. Età 8+

Durata: 20-30 minuti
Costo: 10 eur


Una scatolina per 100 carte

Il titolo del paragrafo già riassume cosa trovate all’interno di Piccioni.
E’ un gioco completamente di carte, dove anche il regolamento è stampato su questo supporto, fronte-retro.
E’ il tipico gioco dove ogni carta spiega esattamente l’azione che deve essere svolta.
Il regolamento (scaricabile in inglese) è solo una sintesi dell’ordine di turno e del criterio di punteggio.
Quattro carte rappresentano i Luoghi dove i piccioni possono sostare.
Ci sono i classici cavi dell’alta tensione o le statue cittadine.
Alcuni Luoghi permettono di ospitare solamente un certo numero di piccioni, mentre altri non hanno questa limitazione.
Le carte restanti si dividono in Carte Piccioni e Carte Azioni, formando due mazzi separati.
Carina la grafica dei piccioni. Ce ne sono di diverso tipo e, con uno stile cartoon, vengono umanizzati.
Le Azioni sono le più disparate, alcune anche cattive. Vedremo la loro logica nel paragrafo seguente.

I piccioni hanno 4 luoghi su cui posarsi. Ogni luogo ha una massima capacità di ospitare i piccioni e ciascun tipo di volatile un “peso” diverso

Evitare il Guano e fare incetta di Trofei

La cosa più fastidiosa dei piccioni è che sporcano ovunque.
Come dicevamo nell’introduzione, evitare sporchino proprio il nostro attico è lo scopo del gioco.
Ci sono due modi per farlo.
Il primo lo definiremmo, mal comune mezzo gaudio.
Consiste ciò nel fare in modo che i piccioni vadano a fare i loro bisogni nell’Area personale di un altro giocatore.
Un’altra soluzione è quella di trasformare i piccioni in Trofei, magari mediante una macchina o un fucile.

Alcuni metodi per fare trofei sono un po’ estremi. Ovviamente non sanno da prendere in parola

Come è organizzato un turno

Nel proprio turno ogni giocatore ha 2 azioni a disposizione.
Può ad esempio pescare carte dal mazzo azioni o giocarne una.
Le carte si possono anche scartare per liberarsi dal Guano e dalla Montagna di Guano dalla propria Area personale.
Queste due tipologie di carta saranno infatti un malus a fine partita.
Al contrario, si possono scartare carte per trasformare un piccione nella propria Area in un Trofeo.
Fate caso che un Trofei vale un punto, mentre del Guano o Montagne di Guano trasformate in Trofeo (è possibile anche questo) consente di avere ben 2 punti.

Piccioni umanizzati e surreali, ognuno con caratteristiche diverse

Un gioco politicamene scorretto, divertente per la sua surrealtà

In alcune circostante i piccioni sono davvero maltrattati.
La grafica “morbida” e le circostanze surreali non fanno certo credere che ci cia davvero una sorta di cattiveria verso questi pennuti.
Ultimamente il politically correct ha scosso anche la Disney. Speriamo che questa mentalità oltranzista non colpisca anche Piccioni.
E’ un gioco come dicevamo surreale. Nessuno prenderebbe un archibugio per scacciare un piccione o li rincorrerebbe con la macchina.
Un po’ come nessuno in un centro commerciale pensa di fare scontri con armi improvvisate, per citare Shopping War.
Insomma, l’interpretazione di Piccioni confida nella maturità di chi lo gioca.

In conclusione

Piccioni è un gioco di Davide Ardizzone edito da Tambù.
Da un po’ stava nel nostro scaffale attendendo, pandemia permettendo, un’occasione per essere intavolato.
In effetti è incasellabile nei party game, ovvero giochi scanzonati e facili da giocare da proporre anche a chi non mastica spesso giochi da tavolo.
Come sempre teniamo a sottolineare che non è detto che un gioco dall’ambientazione frivola sia di per sé banale.
Piccioni denota una certa attenzione al bilanciamento, ad esempio indicando una relazione fra luoghi e numero di piccioni che possono essere ospitati.
L’ambientazione è trasmessa nel modo corretto, con la sua assurdità.
Il gioco, già di per sé concitato come ci si aspetta, ha una buona verve grazie a delle carte Azione da giocare al di fuori del proprio turno.
Esilaranti le reazioni a catena.
Un occhio dovrebbe essere anche dato al prezzo. Davvero interessante.

Le carte R si giocano in risposta ad altre carte, anche fuori dal proprio turno. Meccanica che tiene alto il ritmo di gioco, come si addice ad un party game

Chi ha ama farsi qualche risata anche attraverso un gioco di carte

Piccioni è un gioco che fa fare appunto un sacco di risate.
Se avete vissuto in qualche centro storico, saprete quanto davvero sono fastidiosi i piccioni certe volte.
Immaginiamo abbiate speso anche qualche euro di dissuasori, nel caso.
Ecco. Piccioni estremizza questa scocciatura buttandola sul ridere.
E noi abbiamo riso.

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