Parole in Gioco: ecco a cosa serviva conoscere la grammatica italiana

Titolo dell’articolo volutamente burlesco quello di oggi.
Lo abbiamo usato per introdurvi Parole in Gioco, un titolo di Headu,
In questo veloce gioco per bambini e ragazzi una conoscenza della grammatica italiana potrà essere più che d’aiuto.



Tempo di lettura 4 minuti

Come altri giochi della linea Headu, Parole in Gioco è destinato a un giovane pubblico di volpine giocose.
L’altro editore, suo alter ego, Ludic invece si occupa del segmento per famiglie.
Detto ciò ci ritroviamo di fronte ad un gioco basato sulla meccaniche delle domande (trivia) che generalmente funziona con bambini in età scolare.
Alle conclusioni vediamo se ha dato filo da torcere anche agli adulti.

Parole in Gioco
Headu

Dai 2 ai 4 giocatori, Età 6-12 anni

Durata: 45 minuti
Costo: 15 eur circa


La solita eleganza di Headu

Al momento, in realtà la linea di questo editore è molto vasta, abbiamo trovato due tipi di packaging.
Una a valigetta, con un cordino con le funzioni di maniglia, e una confezione “porta libro” (tipo quelle che ospitavano i vocabolari di latino).
Parole in Gioco è stato studiato in questo secondo modo, confermando quindi l’eleganza con cui Headu presenta la sua linea.
Gli elementi all’interno, regolamento compreso, sono in cartoncino lucido, con una plastificazione esterna.
Minimizzati gli elementi in plastica, come sempre.

Il nostro cavernoso unboxing

Un tabellone assemblabile che già è un divertimento

Il tabellone di Parole in Gioco è in realtà un semplice tracciato.
Si forma tramite elementi che si compongono tra loro a formare un anello con diverse caselle.
Ogni giocatore piazza la sua pedina sulla casella della stella.
Ogni casella del tracciato ha un’icona con un colore.
Serve a indentificare che domanda sarà posta al giocatore che vi capita sopra e quale scegliere dal cartoncino.
Le domande sono davvero tante, divisi in tre mazzi di carte: Ascolta e Rispondi,  Ascolta e Scrivi e E’ Giusto Sì o no?
Ogni categoria ha 3 livelli di difficoltà. Durante il setup si decide a che altezza porre l’asticella, ovvero si sceglie la difficoltà scartando alcune domande, e si pongono i tre mazzetti su una plancia dedicata.
La stessa plancia ospita anche le coccarde in modo che non rivelino il numero.

Una plancia accoglie sia le domande, divise per tipo, che le coccarde che fanno avanzare nel tracciato. Le domande hanno 3 livelli di difficoltà.

Un racing game basato sulle domande

Ad inizio partita si stabilisce un certo numero di giri da compiere lungo l’anello-tabellone, a seconda di quanto tempo si voglia stare al tavolo.
Vince chi li completa per primo.
Seguendo le indicazioni di Bell e Parker, Parole in Gioco rientra nelle categorie dei racing game.
La soluzione più banale è far avanzare la pedina tramite lancio del dado.
Gli autori hanno scelto per il loro gioco, che come dicevamo è un trivia, premiare le risposte corrette alle domande con la pesca di una coccarda.
La pedina del giocatore avanzerà del numero dei passi indicati.

Il tracciato da percorrere si forma con pezzi a incastro tipo puzzle. Ogni casella indica quale domanda prendere e quale scegliere fra quelle elencate

La natura delle domande

Le domande sono basate sulla lingua italiana.
Lavagnette plastificate, anche quadrettate come un quaderno, sono messe a disposizione per le domande Ascolta e Scrivi. La penna ad acqua è già nella confezione.
Queste domande si basano sul concetto di dettato, familiare a tutti i bambini.
Si risponde bene quindi scrivendo correttamente la parola pronunciata da un avversario o indicando, ad esempio, le corrette vocali all’interno di una parola.
In Ascolta e Rispondi il giocatore deve, date delle parole, riorganizzare mentalmente una frase.
Le domande più complesse sono quelle della sezione E’ Giusto Sì o No anche se, come potete immaginare, si ha un 50% di possibili di azzeccarla.
Si potrebbe però provare a richiedere una motivazione della risposta data.
Queste domande sono un più insidiose in quanto più tecniche, o nozionistiche se vogliamo.
Probabilmente neppure un adulto si ricorda la definizione esatta di una certa figura grammaticale.

Ogni giocatore ha una di queste lavagnette quadrettate. Il pennarello ad acqua è unico: non c’è mai necessità che più giocatori scrivano contemporaneamente

Andate sul sito di Headu

Se vi abbiamo incuriosito, vi consigliamo di fare un salto sul sito dell’editore.
Le schede dei loro giochi sono sempre ben organizzate, oltre a trovare il regolamento.
Il paragrafo competenze conferma come Parole in Gioco sviluppi competenze di fonetica e ortografia, nonché delle prime regole di sintassi.
La scheda Intelligenze Coinvolte indica per sette diverse aree la percentuale in cui sono coinvolte.
Sono informazioni molto puntali che possono guidarvi nell’acquisto.

In conclusione

Parole in Gioco è un titolo di Headu che si presenta con la consueta eleganza.
Abbiamo più volte sottolineato come questa particolarità, insieme ad un costo contenuto, possa fare di questi giochi una piccola gradita sorpresa.
Al di là dell’età consigliata dall’editore, probabilmente il gioco è per lo più adatto a volpine giocose nei primi anni della scuola elementare.
E’ possibile settare il gioco a diversi livelli di difficoltà, ma difficilmente metterà alle strette un ragazzo delle medie.
Interessante anche la possibilità di decidere autonomamente la durata di una partita, scegliendo i giri da compiere ad inizio partita.
Questa regola, nonché la buona scalabilità, rende Parole in Gioco giovabile in molteplici occasioni.

Bambini a cui piace apprendere

Se i bambini a cui volete fare un regalo amano imparare, allora Parole in Gioco fa per loro.
Le domande sono tante e non passeranno ad un altro gioco perché le hanno esaurite o imparate a memoria.
Giocare alla pari con un adulto potrebbe essere complicato, ma il regolamento semplicissimo permette ai bambini di gestirsi da soli.
Aspetto da non trascurare.

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