Furto d’Autore: un giro di Italia educativo e moderno

Quando eravamo piccoli, affianco all’immancabile Monopoli, c’erano una categoria di giochi destinati ai più piccoli e alle famiglie.
Sono i giochi relativi ai viaggi: Viaggio in Europa, Viaggio in Italia e Viaggio nel Mondo.
E’ un tema che andava molto ma, come molti giochi dell’epoca, mostrava dei limiti.
Possiamo pensare che Furto d’Autore di Creativamente sia un loro erede moderno.



Tempo di lettura 5 minuti

Non è il primo gioco che prova a fare questo svecchiamento.
Ricordate ad esempio Camper Tour di Ludic?
Vedremo come Furto d’Autore, con una logica semplice, sia in realtà in grado di fare una sintesi di diverse meccaniche.
Alle conclusioni vedremmo cosa abbiamo imparato.

furto

Furto d’Autore
di Elena Scalvinoni e Emanuele Pessi
Creativamente

Da 2 a 4 giocatori. Età 8+

Durata: 40 minuti
Costo: 33 eur


Un sacco di roba da leggere, ma non regolamento

Quando si apre la confezione di Furto d’Autore si ha l’idea di avere sbagliato qualcosa.
E’ sicuramente un gioco disegnato per bambini e famiglie, ma all’interno trovate due volumi abbastanza spessi.
Il regolamento, invece, è un singolo pieghevole.
A quel punto capite che per giocare non serve leggersi tutto, anzi.
Un volume è Scopri l’Italia e i suoi tesori. E’ un libro con 1680 domande, divise per giocatori più giovani e più grandicelli.
Questo aspetto già anticipa qualcosa sulle meccaniche, che in questa parte ricordano Trival Pursuit (trivia).
L’altro libretto è l’Enciclopedia dell’Arte italiana. Sono rappresentate 216 opere d’arte di varia natura e per ognuna sono riportate diverse informazioni.

Materiale per muoversi sulla mappa pagando i biglietti

Oltre a questo comparto cartaceo, Furto d’Autore ha anche diversi componenti in plastica.
Ogni giocatore sceglie una pedina, che si differenzia per colore e forma. Ci sono anche altre ammennicoli, come un punto interrogativo e le pedine oro.
Le fiche sono i crediti che i giocatori dovranno conquistare per cambiare la loro pedina colorata in quella con la stessa forma ma dorata.
Ci sono poi altri gettoni in plastica di colore diverso che rappresentano dei biglietti.
Un po’ come in Scotland Yard vengono spesi per muoversi lungo l’Italia utilizzando mezzi di trasporto pubblici di vario tipo.

Il tabellone rappresenta l’Italia, con tutti i suoi borghi e luoghi di interesse. Trovate anche buone indicazioni per agevolare il flusso di gioco

Buona la realizzazione del tabellone

La mappa dell’Italia è molto particolareggiata, riportando borghi e comuni poco conosciuti, ma che hanno un patrimonio artistico spesso senza eguali.
Le carte opera d’arte ci mostrano che meraviglie possiamo trovare nelle varie località e costituiscono un mazzo corposo.
Ci sono le carte Oro che rappresentano le opere rubate.
E’ con quest’ultima informazione che passiamo a vedere la logica di Furto d’Autore.

Ad ogni turno c’è una domanda da scegliere con i dadi. Se si risponde bene sempre i dadi ci diranno che beneficio otterremmo, altrimenti nello stesso modo viene assegnato uno svantaggio

Un viaggio per l’Italia molto strutturato

La “trama” dietro Furto d’Autore è per l’appunto la ricerca di un’opera rubata che è stata nascosta in una città.
All’inizio del gioco si sceglie a caso una carta Oro e la si pone coperta sul tabellone: è quella l’opera d’arte rubata.
In qualche modo ricorda Cluedo, ma non siamo di fronte a un gioco di deduzione.
Prima di mettersi sulle tracce del reperto, i giocatori si devono fare accreditare dal Ministero dei Beni Culturali come esperti.

Due libretti: uno con le domande da fare ciascun turno, divise per grandi e più piccoli. L’enciclopedia serve per abbinare opere d’arte a città

Un gioco diviso per fasi

E’ inutile andare nel dettaglio, dal momento che Creativamente mette a disposizione il regolamento di Furto d’Autore.
In pratica ogni giocatore ha una carta opera d’arte e pone il suo punto interrogativo nella regione di appartenenza dell’opera.
I giocatori nel loro turno potranno fare domande sull’opera, mentre si dirigeranno presso la città che pensano la ospiti.
Se avranno indovinato di che opera si tratta e dove si trova, acquisiranno crediti.
A 5 crediti diventeranno oro e potranno leggere la carta Oro coperta.
Dovranno quindi recarsi alla città indicata, rispondere ad una domanda.
Se è corretta, parte la fase pick-up & delivery del gioco: l’opera deve essere riportata nel suo luogo d’origine.
Il giocatore con la carta d’Oro potrà però essere intercettato dagli avversari che vorranno essere loro a portarla a posto.
Vince chi ci riesce a riportare a casa l’opera.
C’è un piccolo effetto sorpresa che qui non sveliamo.

Molti componenti in plastica con pedine che evolvono nel corso della partita

Un gioco di domande, ma che non creano tensione

Furto d’Autore è per buon due terzi un gioco trivia.
Bisogna rispondere nel singolo turno a domande sulle opere della ragione in cui ci trova.
Se si sbaglia il dado ci indicherà in che penalità incorreremo, viceversa se la risposta è esatta.
Alcune domande sono di nicchia, ma la divisione grandi e piccoli del libretto è corretta.
I quesiti sono sufficientemente abbondanti da dotare Furto d’Autore di una buona longevità.

Moltissime le carte opera d’arte con anche le carte d’identità dei giocatori da assegnare casualmente ad inizio partita

A cosa serve l’Enciclopedia dell’Arte italiana

Forse un set di domande più abbondanti si potevano pensare peer quando bisogna raccogliere l’opera d’arte rubata.
Anche indovinare la carta opera d’arte dei giocatori è alla portata di tutti.
L’ Enciclopedia dell’Arte italiana serve appunto per abbinare gli indizi all’opera e alla sua collocazione geografica.
Il problema di Trivial Pursuit è che, spesso, creava un clima ostile intorno al tavolo.
Con Furto d’Autore non accade e si ha un’idea di un apprendimento collettivo.

In conclusione

Furto d’Autore è un gioco di Creativamente che rispolvera il concetto Anni 80 di “Viaggio in…”.
Quei giochi erano completamente aleatori.
La pedina, infatti, si muoveva secondo il tiro di un dado e il set di luoghi da visitare poteva essere iniquo.
Un giocatore infatti poteva avere le sue località disseminate per il continente, altri no.
Furto d’Autore non risente di questo problema.
Non c’è un elenco di città da visitare a priori, ma di volta in volta i giocatori si possono dirigere verso il punto interrogativo che ritengono opportuno.
L’obiettivo è abbinare opere a città per ottenere crediti, che prescinde da quali città debbono essere visitate.
Gli spostamenti poi non sono legati al tiro del dado, ma al ben collaudato sistema di ticket che ha reso celebre Scotland Yard.
Gli autori poi aggiungono un elemento trivia, che piace sempre a ragazzi e famiglie.

Un gioco adatto ad appassionati d’arte e non

Se si pensa a città d’Arte, sicuramente ci viene in mente Roma, Firenze o Napoli.
Le opere possono essere, ad esempio, la Pietà di Michelangelo o il suo David.
In Furto d’Autore sono riportate anche opere meno note e, come dicevamo, che si trovano in centri urbani spesso non ricordati.
Questa mancanza di banalità fa sì che il gioco possa interessare anche gli adulti.
Come ci piace spesso dire, gli adulti potranno giocare con le volpine giocose e non semplicemente farle giocare.

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