The King is Dead: la seconda edizione

Due sono le caratteristiche distintive di un wargame siano due: dadi e miniature.
The King is Dead, come in realtà altri titoli a questo tema, è un’eccezione.
Probabilmente, fra i wargame, è il più “asciutto” che abbiamo visto.
Questa è la seconda edizione, pubblicata da Studio Supernova.

Tempo di lettura 7 minuti

Beh, tecnicamente parlando, e BGG ce lo conferma, non è un wargame.
In Volpe Giocosa se c’è da fare a cazzotti facciamo più prosaicamente un unico calderone.
Comunque The King is Dead è un gioco a “controllo aree per maggioranza” , dove le azioni sono rese disponibili dall’uso delle carte.
L’abilità del giocatore sta nel gestire la sua mano.
Se questo nome non è nuovo, probabilmente avete ragione. Anni fa aveva scritto circa la prima edizione.
Alle conclusioni una piccola comparazione tra le due versioni.

Per chi va di fretta
  • Un gioco di “maggioranza area” molto asciutto
  • Grafica rinnovata in ogni aspetto
  • Ripropone, anche, il regolamento della prima edizione
  • Possibilità di avere mazzi diversi per ogni giocatore (asimmetria)
  • Abbiamo un paragrafo, con statistiche, dedicato al solitario

The King is Dead
di Peer Sylvester
Studio Supernova 

Da 1 a 4 giocatori. Età 14+

Durata: entro un’ora
Costo: vedi su Get Your Fun


Questa volta l’età minima è davvero alta. Il regolamento è davvero immediato è semplice.
Che serva la terza media per giocare a The King is Dead è un po’ strano.
Come sempre ci sono ignote le ragioni.

Essenzialità nei materiali, ma una grafica più curata

The King is Dead, se ne parlava nel cappello, è un gioco molto asciutto.
Aperta la scatola trovate elementi terribilmente german: cubetti e dischi colorati in set di colori.
Anche la plancia, seppure coloratissima, non è immensa. Piegata trova la sua dimensione nella confezione delle dimensioni di un libro A4, grosso modo.
Diverse le carte. Alcune, otto, riportano i territori in cui è divisa la Gran Bretagna, la regione di gioco che il tabellone rappresenta.
Ci sono poi set di 8 carte, un numero ricorrente, che saranno legate alle azioni che ciascun giocatore può fare.

Uno stile tremendamente England in the Middle Ages

Cosa di diverso dall’edizione precedente

Il comparto grafico è in mano a Benoit Billion, che curò anche la prima edizione.
Cambia però completamente registro.
La scatola e tutto quanto adesso trasuda medioevo.
A partire dai toni colo pelle e alle carte che sembrano miniature.
L’intero gioco sembra un manoscritto medievale per l’appunto e il cavaliere sul coperchio ci lancia con più decisione all’epoca dei fatti.
Stessa cura e stessi toni più chiari anche per il tabellone.
Nel restyling The King is Dead sembra averci guadagnato

Otto carte a testa, miniature benedettine,
Né una di più né una dimeno

Capite le carte, si gioca subito

Un breve contesto. Il re è morto (si intuiva?) e le popolazioni che popolano la Gran Bretagna si contendono il trono.
Possiamo anche meglio definirli come Scotti, Gallesi e Inglesi, ma sono sostanzialmente i cubetti blu, rossi e gialli.
Attenzione che potrebbe essere anche l’occasione per la Francia, sfruttando instabilità, di invadere l’isola.
L’errore del Giocatore Inesperto è pensare che lui sia il leader di una di queste fazioni.
In realtà non è così.
Il suo compito è fare in modo prevalga la fazioni di cui lui ha più elementi, cubetti, a corte.
Digerito questo passaggio, tutto fila liscio.

Tre fazioni, ma quattro unità

Ognuna delle otto regioni che dividono la mappa, diciamo più o meno a caso, vengono riempite con quattro cubetti in modo casuale.
Ogni giocatore ha anche due cubetti, che rappresentano la sua corte iniziale.
Gli vengono affidate anche 8 carte, uguali per ogni giocatore.
Le carte Territorio si ordinano sul bordo del tabellone.
Alla fine del primo turno si verificherà quale delle tre fazioni ha la maggioranza numerica sulla regione indicata dalla prima carta Territorio.
Cubetti eliminati, si piazza un dischetto del colore appropriato.
Si passa a contendere il territorio successivo nel turno che segue e cosi via.
I pareggi? Disco nero, che rappresenta i francesi.
A tre dischi neri sul tabellone, la Francia ha invaso la Gran Bretagna.
Fine della partita e si cambia sistema di punteggio finale, che per brevità non riportiamo.

Un gioco di maggioranze dove ad ogni turno si risolve un Territorio

Come spostare i cubetti

Ecco a cosa servono le carte.
Ciascuna carta permette di muove o aggiungere dalla riserva cubetti in una regione.
Per ogni carta, ovviamente, c’è una “legge” differente: scambia due cubetti, aggiungine uno per colore e via discorrendo.
Non c’è limite al numero di carte che potete giocare per turno, ma attenzione, non ne pescherete altre.
Ve ne sono state date otto e con quelle dovete condividere.
Comunque, quando tutti avranno passato, si procederà alla risoluzione della regione come indicato prima.

Una chicca sulla creazione della corte

A fine azione, il giocatore deve scegliere un cubetto da mettere nalla sua corte.
Alla fine della partita per ognuno dei tre colori si conteranno i dischetti sul tabellone, ovvero le regioni conquistate.
La fazione con più dischetti dominerà la Gran Bretagna.
Chi ha la corte più numerosa di quel colore chiaramente vince.
Ora, se durante la partita togliete un cubetto dal tabellone, questo vi sarà sì utile per il punteggio finale, ma non “lavorerà” più sul campo a fare maggioranze.
In sintesi, se la ma corte è ricca di cubetti blu, probabilmente vincerò io se la fazione blu avrà la maggioranza dei Territori.
Tuttavia se sono tutti a casa mia, anziché sul tabellone, quante maggioranze produrranno? 
Crediamo poche.

Nuove carte per un gioco asimmetrico

Differenze con la versione precedente

The King is Dead era un gioco simmetrico.
Come abbiamo più volte ripetuto, anche in questo articolo, ogni giocatore ha lo stesso set di carte base.
Armi pari, insomma.
La seconda edizione introduce carte addizionali, magari per utenti più esperti, che creano asimmetria.
Perché no.

Giocare in solitario

E’ stata creata una modalità solitario, in realtà già applicabile alla prima versione, ma che all’epoca non vi presentammo.
la versione, fan made, è molto famosa. Qui vi portiamo la traduzione in italiano su BGG.
Sostanzialmente il vostro avversario è la Francia.
Tutto funziona come nella partita a due giocatori e voi potete seguire le stesse regole.
La Francia girerà solo una carta dal suo mazzetto, identico al vostro.
Il regolamento può sembrare un po’ostico nello spiegare come muovere il bot, la Francia.
Se però ci si applica si capisce il senso.
La Francia tende a voler pareggiare la regione sotto dibattito, o quella successiva se lì è già tutto equo.
Il suo scopo è quello di piazzare i suoi 3 dischi neri e mandarvi a casa.
Capita la logica, se siete onesti, potete anche mettere da parte il regolamento e giocare al meglio seguendo questo obiettivo.

Carina la carta che spiega come calcolare il punteggio alla fine.
Ci risparmia anche un paragrafo

Un po’ di statistica

Ci siamo divertiti a simulare dei setup.
E’ una cosa estremamente nerd, ma ci diverte.
Per capirci meglio, tenete conto che tre regioni partono ciascuna con 2 cubetti dello stesso colore, solo i restanti cubetti sono piazzati a caso per formare il gruppo di 4.
Bene, così facendo, mediamente circa il 20% dei territori sono già in pareggio (es: 2 blu, 2 rossi e 1 giallo).
I monocolore, che fanno dormire sonni tranquilli al giocatore, sono estremamente rari: circa 6%.
Ci sono poi quelle situazioni di marginalità, tutte le restanti (quindi 74%) dove basta una pedina mossa che torniamo in parità e ci becchiamo l’invasione: game over.

In conclusione

>> Link al regolamento in solitario su BGG

The King is Dead è in Italia con la sua seconda edizione, questa volta curata da Studio Supernova.
Troviamo il gioco che già conoscevamo, ma con una livrea tutta differente, meno cupa e più medievale.
Anche il confezionamento stesso è più elegante.
L’autore, ovviamente, è sempre Peer Sylvester, che abbiamo molto apprezzato in La Spedizione Perduta.
Il regolamento è all’incirca lo stesso, dove la principale caratteristica è l’introduzione dell’asimmetria.
Questione di gusti.
Nel senso che l’equilibrio iniziale e la “parità di condizioni” dava a The King is Dead un aspetto quasi matematico e snello più volte decantato bell’articolo.
Ma magari è proprio questo che non vi va.
La variante asimmetrica introduce un mazzo con 12 carte, sostituisce parte del set base e fa sì che voi non sappiate le carte che ha in mano l’avversario.
Sicuramente aumenta la longevità del gioco, diventa quasi un guessing game intuire cosa possa fare l’avversario.
Un gioco diverso insomma: sarete voi a scegliere la variante che preferite, come sempre.
Nell’articolo trovate anche un’analisi statistica del setup.
Il senso giustificare le nostre sconfitte in solitario?

Se volete acquistare questo gioco, vi consigliamo di rivolgervi a Get Your Fun.
Arrivarci attraverso questo link a te non costa nulla, anzi, ed inoltre aiuterai a sostenere Volpe Giocosa.

1 Febbraio 2022

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