Tetrarchia: divisi ed uniti allo stesso tempo

Correva l’anno 284 d.C quando Diocleziano divise l’Impero Romano in 4 parti, rette da due Augusti e due Cesari.
La soluzione si dimostrò efficace e per un po’ garantì una certa stabilità all’Impero.
Emulerete le gesta di questi illustri personaggi? Tetrarchia vi darà l’opportunità di provarci.

Tempo di lettura 6 minuti

Tetrarchia è un wargame cooperativo fino a 4 giocatori, sebbene una delle diverse varianti proposte aggiunge un elemento competitivo.
Il tutto sta nel coordinare gli Imperatori e sedare le rivolte, per passare poi a mettere in sicurezza il limes, la frontiera dell’Impero.
Tutto questo prima che i Barbari arrivino a Roma.

Per chi va di fretta
  • Un wargame collaborativo nell’Antica Roma
  • Leggero: due dadi, una plancia e una manciata di token e meeple in legno
  • Molte le varianti e un’espansione all’interno, ma è già sufficiente il gioco plain vanilla
  • C’è casualità, ma anche determinismo
  • Gira bene anche in solo

Tetrarchia
di Miguel Marqués
Giochix.it

Da 2 a 5 giocatori. Età 14+

Durata: 20-40 minuti
Costo: lo trovate su Get Your Fun


Un gioco asciutto e compatto

Quando si parla di wargame si ha la tendenza a pensare a scatoloni pesanti o ad ore seduti al tavolo.
Tetrarchia non rientra in questi parametri, come del resto altri wargame di Giochix.
La scatola è parca, delle dimensioni di una confezione di cioccolatini.
All’interno un piccolo tabellone pieghevole rappresenta l’Europa e il bacino del Mediterraneo, l’Impero dell’epoca.
Nessun elemento in plastica, ma tanti gettoni in legno. Imparerete a riconoscere le forze del male, i Barbari.
Sono meeple neri e i loro segnalini sono anch’essi scuri, neri e grigi.
Gli Imperatori sono invece colorati e ognuno ha i suoi dischetti, i Presidi, dello stesso colore.
Carine le flotte, delle barchette, che sono a disposizione degli Imperatori per gli spostamenti.

Un’espansione già all’interno e molte varianti

Tetrarchia di Giochix ha al suo interno l’espansione Dux.
L’introduzione del Dux faceva parte della riforma militare dioclezianea dell’Impero.
Era un comandante degli eserciti, per farla breve, che però non gestiva i loro stipendi.
In questo modo non poteva “appropriarsene” come era accaduto nel periodo dell’anarchia militare, dove le legioni acclamavano gli imperatori.
L’espansione contiene anche i Goti, popolazione che diede qualche grattacapo ai Romani.
Comunque, oltre all’espansione, si trovano diverse varianti e anche la possibilità di giocare scenari storici, per chi fosse amante della materia.

Il dado bianco indica la Regione (è uscita la Graecia) e il nero una sua Provincia (la Macedonia)

Come si gioca

Un po’ di geografia

L’Impero è diviso in 6 Regioni, come la Gallia e l’Hispania.
Ogni Regione è divisa in 6 Provincie, le caselle effettivamente occupabili dalle pedine, che siano gettoni o meeple.
Le Provincie sono collegate tra loro a formare una ragnatela, dove i punti estremi sono le provincie di confine, ovvero il limes di cui si parlava prima.
Ogni regione ha un collegamento con una provincia esterna all’Impero: da lì partiranno i Barbari e quelle sono da mettere al sicuro posizionando un segnalino imperiale.

Molta scelta nel setup…

Per ciascuna fase del setup, che fra le altre cose permette di posizionare Barbari e rivolte iniziali, è chiesto ai giocatori di scegliere un livello di difficoltà.
A disposizione Facile, Normale o Difficile.
Essendo quindi 4 le impostazioni da scegliere, ecco le 81 opportunità che il gioco offre.
Diciamo che in un gioco a difficoltà Media avremo quattro Imperatori in pista, a prescindere dal numero di giocatori, due flotte e un Barbaro pronto al confine.

Una tipica situazione iniziale

…e imprevedibilità

I dadi sono un elemento centrale di Tetrarchia fin dal setup, quando piazzerete le rivolte iniziali.
Il dado bianco, quello con i numeri romani, indica la Regione mentre il nero la Provincia della Regione sorteggiata.
Gli Imperatori giocano in un ordine di turno prestabilito.
Dopo le mosse di uno di loro segue il turno dei Barbari.

Spendere bene i punti azione

Nel proprio turno, l’imperatore può spendere fino a 6 punti azione.
Servono generalmente per muoversi nell’Impero e, un po’ come in Pandemic, rimuovere le rivolte (disco nero) o indebolirle a disordini (sostituendo un disco nero in grigio).
Gli Imperatori possono posare anche dischi del proprio colore. Saranno utili nei combattimenti.
Se una Regione è priva di rivolte, gli Imperatori potranno posare un disco anche su una provincia esterna, avvicinandosi di fatto alla vittoria.
Piazzare dischi è un utile modo per difendersi dalle rivolte, come dimostra il prossimo paragrafo.

Non è il Corsaro Nero, ma è comunque un’imbarcazione dei Pirati (espansione all’interno di Tetrarchia)

E poi tocca ai Barbari

Sebbene ci sia la possibilità che un giocatore possa gestire i Barbari, generalmente sono mossi dalla Scatola.
Il lancio dei dadi come descritto, piazza disordini sul tabellone.
È qui che si sente l’effetto Pandemic: le rivolte contagiano i disordini vicini, così i dischetti che passano da grigi a neri.
Se siete stati previdenti, piazzando Presidi, allora quella Provincia non ha nulla da temere.
Se invece viene sorteggiata una Provincia già in rivolta, i dischi neri esploderanno in tutte le caselle contigue e una nuova unità barbara si presenterà a un limes casuale.
Sì, ma che fanno i Barbari? Semplice, si avvicinano a Roma.
Ogni Provincia ha una freccetta nera che indica la direzione che prenderanno gli invasori: la meta è sempre la Città Eterna.

L’Imperatore blu ha un bonus di +4 (i suoi gettoni, incluso quello prestampato), da moltiplicare x2 per il supporto dell’Imperatore ocra.
Il Barbaro ha un +4 (un gettone nero è sotto di lui)

Un po’ d’attenzione per le battaglie

Oltre a tappare buchi, gli Imperatori possono prendere di petto i Barbari.
Potete affrontare un’unità nemica se è in un Provincia contigua.
E qua tocca fare due conti.
Ok, il risultato è un semplice confronto di dadi. Ci sono però in bonus.
Sia voi che il Barbaro ottenete un bonus al lancio del dado pari alla catena di pedine del proprio colore ininterrotta a partire dal meeple coinvolto.
Si ottiene poi un x2 per ogni Imperatore, lato vostro, o per ogni Barbaro, per i nemici, coinvolti nella battaglia.
Tocca fare un po’ di esperienza, soprattutto per non trovarsi in scontri impossibili da vincere.

Alcune considerazioni

Un gioco storico?

Le parole di Ignacy Trzewiczek alla recente Play ci martellano da quando le abbiamo sentite.
Questo perché è quello che, in parole più sconnesse, abbiamo sempre affermato: quanto mettete dentro la Scatola, quanto la Scatola vi ridà.
Tetrarchia se non amate la storia è un puzzle. A tratti anche un Pandemic.
Funziona. Va bene così.
Amate la Storia? Tetrarchia, anche con gli Scenari, vi ci porta dentro.
Allora il cordone di pedine nere che lasciano i Barbari dietro di loro può essere la loro linea di rifornimenti: tagliarla li indebolirà in battaglia.
Siete fan della Storia Romana? Avrete Tetrarchia sullo scaffale.
Per voi la Rivolta Carausiana o la Guerra della Mauretania saranno scenari che vi rapiranno.

Al prossimo passo i barbari entrano a Roma.
E’ la fine dell’Impero

Tetrarchia nuda e cruda

Leggete qualcosa su BGG e scoprirete qualcosa sul design del gioco.
L’autore amava il suo gioco nella versione base. Senza abilità speciali per ciascun Imperatore e altri impicci vari.
Secondo noi Tetrarchia è questo.
Se poi volete di più, fra varianti ed espansioni, trovate pane per i vostri denti.
Tenete però conto che alcune aggiunte chiedono un prezzo di gestione che sta a voi decidere se pagare.

Casualità e determinismo

In Tetrarchia i dadi volano ogni tre per due.
Sono loro che piazzano disordini e rivolte.
Sempre loro decidono l’esito delle battaglie. Ci sta.
Tuttavia il tragitto dei Barbari verso Roma è deterministico, il che bilancia parecchio le cose.
Tocca essere previdenti e gestire il rischio. Prendere o lasciare.
Noi abbiamo preso.

In conclusione

Tetrarchia è un wargame cooperativo ambientato nell’antica Roma.
Già questo è bastato per il nostro pledge all’epoca.
Le varie informazioni ce lo presentavano poi come un gioco diretto, senza carte o tabelle di statistiche. Questo abbiamo trovato nel cofanetto.
L’unica macchinosità può essere la gestione delle battaglie: ne verrete a capo dopo qualche round.
Il gioco è un ottimo solitario, ma gira bene anche per altro numero di giocatori.
In 3 funziona magari meglio scegliendo un livello di difficoltà che fa a meno di un Imperatore.

Due elementi dell’espansione: il Dux e il Vicarius.
Comunque anche la versione base vi farà giocare a lungo

Qualche consiglio dalle nostre sconfitte

Non ci siamo abbassati a giocare al livello più facile, ma abbiamo tenuto l’asticella fissa sulla difficoltà Media.
Presunzione che ci ha ripagato, sia in gruppo che in solitario, con diverse sconfitte.
Soprattutto all’inizio, quando mancava la coordinazione.
Tetrarchia premia le battaglie dove più Imperatori convergono sull’unità Barbara (basta vedere il modellino già presentato).
Inoltre, dal momento che durante il movimento i Barbari lasciano sul campo pedine nere, sono “naturalmente” organizzati e carichi di bonus in battaglia.
I punti azione, infine, sono sempre pochi.
Imparate a usare le navi per spostamenti rapidi.
Tante sconfitte dicevamo, ma abbiamo sempre avuto voglia di rigiocarci.

Qui di seguito vi proponiamo una lista di giochi che possono piacerti se hai gradito l’articolo.
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1 Giugno 2022

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