Zagor Odissea Americana: il fumetto diventa gioco

Siamo sempre un po’ scettici quando un videogioco, una serie TV o simili vengono estirpati dal loro mondo originale per essere trapiantati nel mondo del gioco da tavolo. Spesso temiamo si tratti di pure operazioni commerciali. Tuttavia non siamo gente che vive di pregiudizi e abbiamo deciso di buttarci su Zagor Odissea Americana, grazie a Ergo Ludo Editions che ci ha messo a disposizione una copia.

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Zagor: Odissea Americana
Ergo Ludo Editions

Da 2 a 5 giocatori. Età 14+
Durata di una partita: 60-90 minuti
Prezzo: 55  Eur circa

Prime impressioni: un buon impatto visivo

Aperta la scatola ci si para davanti una tonnellata di roba, che rende sempre felici. La grafica, compresi i caratteri del testo, sono di gradevolissima fattura. Del resto questo Zagor si porta dietro la grafica tipica del suo fumetto, roba d’autore.
La prima lettura del regolamento ci mette di fronte a un gioco ben strutturato, dove qualche rilettura forse va dedicata per imparare le varie abilità speciali di ciascun personaggio. Comunque, giocando, tutto si è risolto tenendolo a portata di mano durante le prime partite. L’iconografica infatti aiuta ad un rapido apprendimento e memorizzazione del gioco.

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In mezzo alle ragnatele….si mette male….

Bisogna avere letto il fumetto di Zagor?

In Volpe Giocosa non abbiamo fan di fumetti, specialmente di quelli italiani. Pertanto nessuno conosceva la saga di Zagor. Tuttavia il gioco è intrigante lo stesso. Rifacendosi al primo paragrafo, questo titolo si basa sull’ambientazione di Zagor, ma non ne abusa. Gli autori hanno pertanto creato un titolo a sé stante, che avrebbe funzionato anche se non ci fosse stata una storia a fumetti su l’Odissea Americana. Questo fa sicuramente piacere e ci fa pensare a questo gioco non come a una mera speculazione del titolo verso i fan della serie. In realtà il gioco, dopo alcune partite, tende a incuriosire sulla saga di Zagor e Cico, spingendo il giocatore a documentarsi sulle loro vicende.

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Il buon Cico è sempre pronto a darci una mano, ma tenetelo lontano dalle risse

Cosa bisogna fare?

Come sempre niente replica del regolamento. Vi basti sapere che nell’ampio tabellone è disegnato un fiume che attraversa una foresta per giungere ad un fortino. In alto a sinistra trovate il battello a ruota che vi trasporterà nell’impresa insidiosa. Incontrerete infatti brutti ceffi, trappole e altre amenità, che cercheranno di contrastare e rallentare il percorso sul fiume.

Cooperativo, ma non troppo

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Zagor è sempre Zagor

Zagor è un cooperativo: tutti insieme dovrete affrontare il suddetto pot-pourri di peripezie per raggiungere il forte. Sì, perché ci sono varie disgrazie, non ultima l’affondamento della nave, che possono portare alla fine prematura del gioco. Questo equivale a perdere tutti.
Una volta al forte, abbiamo tutti vinto? No, c’è la conta dei punti in base a diversi criteri, che in qualche modo sono un mix dato dal vostro contributo alla missione e anche dal vostro cinismo.
Quindi che fare se la barca sta affondando? Ripararla per il bene i tutti, o continuare a farsi i fatti propri per fare punti? Mal comune mezzo gaudio? Non saprei.
Le prime partite, spinti appunto dall’egoismo, tenderete a fare perdere tutti. Ci vorrà un po’ di pratica per assestare il tutto.
Questa è forse l’aspetto che abbiamo più gradito in questo titolo.

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Non si sono fatti parlare dietro per il materiale

In conclusione

Zagor Odissea Americana è un titolo che non specula sul suo nome, ma che usa l’ambientazione per fornirci un gioco che sta in piedi sulle sue gambe. Materiale in quantità e qualità, che fa sempre piacere. La meccanica del quasi-cooperativismo è molto interessante e ben implementata. Ci è venuta voglia di correre in fumetteria, “per tutti gli intrugli di mio nonno farmacista”!

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